

Le pianure, in particolar modo quella in cui vivo, la padana, sono uno di quei luoghi in cui ti svegli al mattino avendo la certezza che nulla durante la giornata avrà la forza di rapirti lo sguardo. Tutto è uguale, piatto, uniforme. Non ci sono santi ad aiutarti, niente che ti trascina verso quella bellezza di cui siamo affamati. Ci si deve arrangiare allora, bisogna imparare a guardare altrove, bisogna provare a guardare meglio.
Con i suoi personaggi, con i suoi paesi e con le loro storie, con l'uso dell'imperfetto, con quel continuo stare in bilico tra ordinario e straordinario, tra vago e specifico, tra reale e finzione, Celati sembra giocare con quel mondo lì, cercando un modo per starci in pace.
Mi ha fatto pensare ai caleidoscopi infatti Gianni. Così come gli stessi frammenti di vetro generano ogni volta un disegno nuovo, ordinato, capace di reggersi da solo, allo stesso modo qui, nelle pianure, basta ruotare la testa di qualche grado e il gioco è fatto.
Originally posted at www.instagram.com.
Le pianure, in particolar modo quella in cui vivo, la padana, sono uno di quei luoghi in cui ti svegli al mattino avendo la certezza che nulla durante la giornata avrà la forza di rapirti lo sguardo. Tutto è uguale, piatto, uniforme. Non ci sono santi ad aiutarti, niente che ti trascina verso quella bellezza di cui siamo affamati. Ci si deve arrangiare allora, bisogna imparare a guardare altrove, bisogna provare a guardare meglio.
Con i suoi personaggi, con i suoi paesi e con le loro storie, con l'uso dell'imperfetto, con quel continuo stare in bilico tra ordinario e straordinario, tra vago e specifico, tra reale e finzione, Celati sembra giocare con quel mondo lì, cercando un modo per starci in pace.
Mi ha fatto pensare ai caleidoscopi infatti Gianni. Così come gli stessi frammenti di vetro generano ogni volta un disegno nuovo, ordinato, capace di reggersi da solo, allo stesso modo qui, nelle pianure, basta ruotare la testa di qualche grado e il gioco è fatto.
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