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See allPenso che il testo abbia delle validissime argomentazioni su come il Capitalismo abbia plasmato la mente umana negli ultimi anni, e di conseguenza ci sono riflessioni dolorosamente vere. Tuttavia il brevissimo testo rimane questo, una lunga critica ad un sistema, o alla psicologia umana dentro il sistema, e purtroppo non posso dire né di concordare su tutto né di aver compreso tutto, specie nella seconda metà del testo. Un'altra nota è che mi aspettavo uno spiraglio di speranza, o di soluzioni alternative, ma ho trovato solo uno sguardo alla società pessimistico e critico.
Per me questa lettura è stata come andare sulle montagne russe, si sale e si scende, anche se questo giro è durato mesi, mi stava per venir da vomitare.
Nonostante sia il libro di Dostojevskij che ho preferito di meno fin'ora, un po' per i temi affrontati e per personaggi non nelle mie corde (Rask'olnikov, sì sto parlando con te), ammetto che son contento di aver tenuto duro fino al finale perché mi è piaciuto molto ma soprattutto perché mi son reso conto che ho continuato a ripensarci a sta vicenda, ai motivi, agli sviluppi, al contesto, ai personaggi secondari, insomma è una storia che lascia il segno in un modo o nell'altro.
Ho faticato molto a finire I cacciatori di ossa, belle storie ma nel complesso è un romanzo che secondo me lascia molto a desiderare sia dal punto di vista della macro narrazione sia dal punto di vista degli eventi in sè. Avrei tanto voluto una maggiore coerenza più ‘conclusiva' nella parte finale, invece ho trovato situazioni forzate che hanno portato sì, a scene ad alto contenuto adrenalinico, ma anche a nodi inconcludenti e poco sensati a parer mio.
Tutto considerato, è un libro di transizione con tante belle sottotrame e bei momenti, ma che punta ad un nuovo assetto alla narrazione per Malazan che si avvia verso un nuovo ciclo narrativo.
David Foster Wallace è un genio, e non lo scrivo nel solito senso, è effettivamente uno scrittore con una sensibilità al dettaglio incredibile, naturalmente inclinato alla riflessione e una curiosità apparentemente senza limiti.
Il mio problema con lui è che, come forse un po' tutte quelle persone fuori dal comune, scrive più per se stesso che per io Lettore, pur rivolgendosi a me tutto il tempo (da notare che questa è una collezione di saggi, ma più precisamente di articoli pubblicati in riviste e giornali). Il fatto è che ogni articolo è inondato di tutta una serie di informazioni contestuali, che arrivano dal macro al minuzioso dettaglio del marchio della bevanda che l'autista del suo autobus beveva mentre guidava, in cui sono “nascoste” (spesso in note a piè di pagina) anedotti o comunque riflessioni più significative, di reale interesse.
Ecco, a me francamente non può interessar di meno della fiera dell'aragosta (che poi sarebbe dell'astice in italiano) del Maine, ma sono sicuramente interessato alle implicazioni etico-filosofiche che comporta il bollirle vive, oggetto del saggio stesso. Questa però non è una raccolta di saggi che potrebbe essere letta per il contenuto, o per i temi affrontati, gira e rigira si legge questo libro perché si vuol leggere la lista della spesa di DFW.
Quindi, a priori perché leggere Considera l'Aragosta se non si è fan di DFW? Non lo so bene, non avrei motivi validi per suggerirlo, a meno che siate interessati ad un saggio di 150 pagine sull'uso e l'autorità della lingua inglese, ovvero cito da Wikipedia perché non sarei in grado di riassumerlo: “L'autore spazia dall'analisi di molte consuetudini linguistiche errate al confronto tra prescrittivismo e descrittivismo nella linguistica, le implicazioni che hanno sulla pubblicazione di nuovi dizionari, e, più in generale le loro implicazioni “politiche””.
Trovo DFW prolisso, si sofferma su una marea di dettagli che mi dimentico 2 secondi dopo ed è così minuzioso nel riportare informazioni che mi chiedo ogni 2 pagine circa dove voglia arrivare, ma ha i suoi lati positivi perciò farò una selezione di saggi che vi consiglio di recuperare, senza necessariamente comprare il libro:
Il Dostoevskij di Joseph Frank: Se siete fan o meno di Dostojevski, il pensiero di DFW è la più chiara ed esaustiva spiegazione sul perché sia uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi.
Considera l'aragosta: Conferisce titolo alla raccolta, la riflessione sull'abuso e la consumazione dei suddetti animali mi ha colpito, è molto efficace.
Alcune considerazioni sulla comicità di Kafka che forse dovevano essere tagliate ulteriormente: Kafka è un comico essenzialmente.
Il figlio grosso e rosso: Se avete pianificato un viaggio negli anni 90' a visitare una fiera dell'industria pornografica americana, ecco questo articolo è un espediente per rinunciarvici e sorbirvi comunque l'esperienza al 101%.
Noto ora che ci ho impiegato praticamente quattro mesi interi a finirlo, considerate che è solo all'apparenza un libro da 380 pagine, ma contando tutte le scrittre con font di grandezza 3, arriviamo tranquillamente a 600 e passa.