
Stare qui a provare a cucire addosso le stelline al Sommo Poeta, mi sembra quasi un'eresia e non vorrei ritrovarmi per questo in uno dei suoi gironi.
Mi sembra poi impossibile dire qualcosa che non sia già stato detto chissà quante volte, in tutte le forme e soprattutto da persone molto più competenti di me.
Dante Alighieri, uomo di immensa cultura, di elevatissima intelligenza e cuore appassionato., credo sia l'unico autore oltre a William Shakespeare a non aver bisogno di alcun commento. E' universalmente conosciuto, fa parte del substrato culturale dell'intera umanità, è nella coscienza e conoscenza collettiva di noi tutti, ed è italiano.
Nel mondo non c'è mai stato un altro Dante e questo dovrebbe inorgoglirci come popolo, come terra che ha dato i natali a un genio di tale portata, come Leonardo da Vinci; quanto spesso dimentichiamo quali persone hanno vissuto sulla nostra Italia.
La Divina Commedia è un compendio universale di letteratura, filosofia, sociologia, politica, teologia, uno scanner degli animi umani, dei loro travagli, delle loro colpe, delle loro felicità. Un'opera d'arte che ha un fascino irresistibile, intramontabile.
Straordinario. Un capolavoro. Dante ancora oggi è attuale come nel 1200, mai, in nessun'altra opera troverete delle immagini così vivide, un vortice di descrizioni che sono affreschi per la mente; l'invenzione poi del contrappasso, elemento superbo, unico.
Dante, uomo universale, la Divina Commedia, testo universale, la cultura di ognuno di noi è imprescindibile dalla lettura di questa opera, patrimonio dell'umanità intera.
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”
Stare qui a provare a cucire addosso le stelline al Sommo Poeta, mi sembra quasi un'eresia e non vorrei ritrovarmi per questo in uno dei suoi gironi.
Mi sembra poi impossibile dire qualcosa che non sia già stato detto chissà quante volte, in tutte le forme e soprattutto da persone molto più competenti di me.
Dante Alighieri, uomo di immensa cultura, di elevatissima intelligenza e cuore appassionato., credo sia l'unico autore oltre a William Shakespeare a non aver bisogno di alcun commento. E' universalmente conosciuto, fa parte del substrato culturale dell'intera umanità, è nella coscienza e conoscenza collettiva di noi tutti, ed è italiano.
Nel mondo non c'è mai stato un altro Dante e questo dovrebbe inorgoglirci come popolo, come terra che ha dato i natali a un genio di tale portata, come Leonardo da Vinci; quanto spesso dimentichiamo quali persone hanno vissuto sulla nostra Italia.
La Divina Commedia è un compendio universale di letteratura, filosofia, sociologia, politica, teologia, uno scanner degli animi umani, dei loro travagli, delle loro colpe, delle loro felicità. Un'opera d'arte che ha un fascino irresistibile, intramontabile.
Straordinario. Un capolavoro. Dante ancora oggi è attuale come nel 1200, mai, in nessun'altra opera troverete delle immagini così vivide, un vortice di descrizioni che sono affreschi per la mente; l'invenzione poi del contrappasso, elemento superbo, unico.
Dante, uomo universale, la Divina Commedia, testo universale, la cultura di ognuno di noi è imprescindibile dalla lettura di questa opera, patrimonio dell'umanità intera.
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”
“Se qualcosa può andar male, lo farà”.
Chi non ha mai usato, o letto, o scritto questa frase nella propria vita? Sicuramente in pochi, “La leggi di Murphy” e tutti i suoi corollari sono ormai universalmente noti.
Questa è la “scienza” applicata alla sfiga, un teorema pronto per ogni più nera sfortuna, applicata praticamente a tutti i campi dove la mala sorte può colpire. E così rende questo libro favoloso, una raccolta di massime, teoremi, assiomi, corollari, presentati “scientificamente”, su tutto ciò che può andare storto nella vita: “una fetta imburrata, cadrà sempre dalla parte del burro”.
Come non dare ragione per esempio alla prima legge di Scott: “Qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente l'aria di andare benissimo.” oppure alla legge di Johnson e Laird che postula: “Il mal di denti tende a cominciare di venerdì sera”.
Divertentissime... e sorprendentemente vere. Un must have in ogni libreria che si rispetti.
Laboratorio mortale, in originale “The Hadest Factor”, è un romanzo thriller scritto nel 2000 da Robert Ludlum e Gale Lynds. Da questo romanzo è stata tratta liberamente la miniserie “Covert One: The Hadest Factor” in onda nel 2006. Diretto da Mick Jackson.
Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.
È diventato celebre per la serie di romanzi “The Bourne Identity” ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.
La trama del romanzo: in punti diversi degli Stati Uniti e nell'arco di poche ore un barbone, Mario Dublin, una adolescente, Billie Jo Pickett, e un militare, Keith Anderson, muoiono rivelando una sindrome da distress respiratorio. Sophia Russel, scienziata dell'istituto di ricerche per le malattie infettive del Maryland teme un'epidemia catastrofica provocata da un virus sconosciuto, così avvia delle indagini, ma prima che potesse far luce sul fatto viene assassinata con un'iniezione di una dose dello stesso virus mortale. Suo marito Jon Smith, sospettando un omicidio, parte alla ricerca dei terroristi che hanno assassinato la sua amata.
Il solito Ludlum, anche se ormai in fase decisamente calante e a fine carriera, l'influenza di Gale Lynds si sente e in maniera negativa purtroppo ma rimangono i cavalli di battaglia di Mr. Plot: intrighi, spionaggio, politica e abbiamo l'aggiunta della scienza al servizio del male. Insomma un thriller discreto che non raggiunge i picchi di altri memorabili romanzi di Ludlum; le situazioni mi sembrano poco credibili e i personaggi un po' stereotipati che non convincono molto ed inficiano la buona riuscita della trama.
Nel complesso, una piacevole lettura se vi piace il genere, la cui unica certezza, purtroppo, è che di tutto il libro, il nostro Mr. Plot, non abbia scritto neppure una riga. Dallo stile è fin troppo evidente che l'unica cosa che realmente accomuna quest'opera all'autore è il nome in copertina.
Tipica operazione commerciale per sfruttare un nome noto al grande pubblico.
Brindo alla nostra casa in rovinaai dolori della mia vitaalla nostra solitudine insiemeE a te sollevo il bicchierea labbra malvagie,che ci hanno traditoad occhi gelidi e spietatie alle dure realtà della vitache è rozza e brutaleche Dio non ci ha salvati.
Havana, in originale “Havana Bay” è un romanzo poliziesco scritto da Martin Cruz Smith e pubblicato nel 1992. E' ambientato principalmente a Cuba. E ‘il quarto romanzo per l'investigatore Arkady Renko. Nello stesso anno, il romanzo ottenne il The Dashiell Hammett Awards per la migliore opera poliziesca; un anno dopo arrivò in finale al Gold Dagger Award. Cruz Smith ha dichiarato che il libro gli ha permesso di esplorare la relazione “folle” dell'America con Cuba.
Il protagonista è Arkady Renko, capo della Polizia Criminale di Mosca e figlio di un famoso generale dell'Armata Rossa, tanto disilluso dal regime brezneviano quanto poco attratto dall'Occidente. Vero erede di Marlowe dallo sguardo cinico e acuto, Renko si muove in un'Unione Sovietica prossima al disfacimento, mostrando il volto oscuro di Mosca.
La trama di questo romanzo: Renko è depresso perché la sua amata moglie Irina è morta a causa di un malinteso per incuria da parte di un medico russo e la sua infermiera e comincia a pensare al suicidio. D'improvviso viene chiamato a Cuba perchè un cadavere irriconoscibile sta galleggiando nella baia dell'Avana. Solo il giorno prima, Arkady aveva ricevuto un messaggio dall'ambasciata russa che il suo amico Sergej Pribluda era scomparso da alcuni giorni. Arkady, depresso dalla recente perdita della moglie Irina, trova una siringa nella sala delle autopsie e decide di farla finita.
Proprio mentre sta per suicidarsi un interprete cubano dell'ambasciata russa tenta di pugnalarlo. Arkady usa la siringa con cui doveva suicidarsi contro il suo aggressore e si salva. L'episodio apparentemente senza senso riaccende la curiosità di Renko, che decide di scoprire perché qualcuno lo vuole morto. L'ostilità della polizia locale nei confronti di Arkady cresce, quando questi non accetta la facile soluzione proposta dalla milizia cubana e, ostinato come sempre, continua le indagini per suo conto. Purtroppo Renko non parla spagnolo, trova però un aiuto in Ofelia, detective della Policia Nacional de la Revolucion. In una Cuba affascinante, piena di Buick e donne stupende, e al tempo stesso di viveri razionati e palazzi in disfacimento, Arkady scoprirà un complotto per frodare alla Russia molti milioni di dollari. Lungo la sua strada, l'investigatore dovrà affrontare poliziotti corrotti, eroi della Rivoluzione e americani senza scrupoli.
Cruz Smith scrive un ottimo thriller, ambientato all'Avana, di cui fa una fotografia splendida, anche se realisticamente triste: Cuba e la sua popolazione, con i suoi usi e costumi è descritta come una meta turistica sessuale, dove regna la povertà e l'ignoranza, con personaggi ben disegnati. La scrittura è avvincente, con molti colpi di scena, tipici di questo autore. Il libro è il più pessimista della serie dedicata ad Arkady Renko. Vi regna una malsana malinconia che pervade moltissime pagine.
Le storie della serie di Renko, che reputo uno dei migliori personaggi che abbia mai incontrato in poliziesco, sono costruite in maniera eccelsa, sono tutti dei buoni gialli che sconfinano nel noir e nella spy-story. Il primo romanzo del ciclo “Gorky Park” è stato definito dal Time «il thriller degli anni ottanta», e a ragione. Stra consigliato anche per le ambientazioni della Russia a cavallo tra la caduta del muro di Berlino e la nuova Russia capitalista.
Recensione unica per il volume diviso in due dalla Mondadori
Il gioco del trono, in originale “A Game of Thrones”, è un romanzo fantasy del 1996 dello scrittore statunitense George R. R. Martin; rappresenta il primo libro della saga delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” e il suo seguito è “Lo scontro dei re”. È stato pubblicato in lingua italiana per la prima volta da Mondadori suddiviso in due volumi, intitolati “Il trono di spade” e “Il grande inverno”. Il gioco del trono nel 1997 è stato candidato al Premio Nebula e al Premio World Fantasy e ha vinto il Premio Locus. Dal 17 aprile 2011 viene trasmessa su HBO una omonima trasposizione televisiva del ciclo di romanzi, Il Trono di Spade. Oltre alla serie televisiva, sono nati giochi da tavolo, di carte e anche videogiochi basati sulla serie.
Martin ha classificato la propria saga come “epic fantasy”. Tra gli autori che hanno maggiormente influenzato la sua scrittura cita J. R. R. Tolkien e Tad Williams. L'autore ha combinato il realismo del romanzo storico con il lato soprannaturale del fantasy, riducendo al contempo l'importanza della magia a favore delle battaglie e degli intrighi politici.
Gli editori si aspettavano che “Il gioco del trono” sarebbe rapidamente diventato un best seller, ma il primo capitolo della serie non raggiunse neanche le ultime posizioni delle classifiche al momento dell'uscita. Tuttavia il romanzo raccolse gradualmente l'interesse dei lettori e la sua popolarità crebbe tramite un passaparola positivo, tanto che, nel 2010 Il gioco del trono superava il milione di copie vendute.
La storia si svolge in un mondo immaginario composto da due continenti principali, Westeros a occidente ed Essos a oriente, dove la civilizzazione è di tipo feudale e la magia e le creature leggendarie (come i draghi) sono esistite ma si reputa siano scomparse. In questo mondo si intersecano tre linee narrative principali: le lotte intestine tra casate nobiliari per l'ottenimento del trono di Westeros, il risveglio nel nord del reame di una razza di creature appartenenti alle leggende, e le peripezie dell'ultima erede della dinastia regnante di Westeros in esilio nel continente orientale per riottenere il trono. Ogni capitolo è presentato attraverso il punto di vista di uno dei personaggi principali. Essi sono spesso ambigui sul piano morale e gli intrighi politici e i ribaltamenti di fronte sono frequenti. I temi trattati sono rivolti a un pubblico più adulto rispetto al fantasy tradizionale, con la violenza e la sessualità che rivestono un ruolo importante.
Le Cronache del ghiaccio e del fuoco sono ambientate in un mondo fittizio che ricorda l'Europa medievale, ma nel quale le stagioni possono durare per anni. Westeros, il continente nel quale si svolge la maggior parte della storia, ricorda essenzialmente l'Inghilterra del medioevo, mentre il continente distrutto di Valyria si avvicina all'Impero romano, tramontato durante le invasioni barbariche. Martin si è ampiamente documentato sulla storia, l'abbigliamento, l'alimentazione e i tornei medievali per dare delle basi di realismo ai suoi librie si è costruito negli anni una biblioteca personale sull'argomento. Eventi storici come la guerra dei cent'anni, le crociate, la crociata albigese e soprattutto la guerra delle due rose gli sono servite da fonte di ispirazione.
Gran parte delle vicende si svolge nei Sette Regni del continente occidentale, entità feudali governate dalle nobili case Baratheon, Stark, Lannister, Arryn, Tully, Tyrell e Martell. La casata minore dei Greyjoy domina invece le Isole di Ferro. Secoli prima degli eventi raccontati nel primo libro, i Sette Regni furono riuniti sotto la dinastia Targaryen; una rivolta scoppiata in seguito tra i signori feudali, portò all'uccisione dell'ultimo re e alla conquista del trono di spade da parte del capo dei ribelli, Robert Baratheon. A nord del continente occidentale si erge la Barriera, un imponente muro di ghiaccio che protegge i Sette Regni dai pericoli provenienti dal profondo nord, gelido e perlopiù inesplorato, in cui vivono popoli barbari, comunemente detti Bruti, e creature leggendarie. A est del continente occidentale, oltre il Mare Stretto, v'è un continente chiamato Essos, dove vivono popolazioni nomadi e fioriscono le città libere. Qui sono da anni stati esiliati gli ultimi membri della casa Targaryen, un tempo al comando dei Sette Regni.
Le Cronache del ghiaccio e del fuoco è strutturata in modo tale da apparire come una storia politica piuttosto che di eroismo, dove la lotta per il potere è il risultato del sistema feudale e non di una contrapposizione netta tra bene e male. Martin non desidera solamente riflettere le frizioni tra le differenti classi sociali medievali, ma anche esplorare le conseguenza delle decisioni dei regnanti, egli evita deliberatamente la semplificazione bene-male tipica del fantasy tradizionale, troppo distante dalla realtà, e si impegna affinché i suoi personaggi non siano totalmente bianchi o neri ma di diverse sfumature di grigio. I suoi personaggi sono continuamente posti di fronte a scelte difficili e Martin esplora i temi della redenzione e della capacità di rimettersi in discussione e di cambiare. La struttura stessa del romanzo fa inoltre sì che anche i cattivi dichiarati abbiano la possibilità di presentare il loro punto di vista e di giustificare i loro comportamenti, così che il lettore è lasciato libero di decidere per sé chi siano i buoni e chi i cattivi in base alle conseguenze delle loro azioni.
La violenza, così come la morte o la mutilazione di alcuni dei personaggi principali, servono ad accrescere il senso di realismo, trovando particolarmente frustrante che i personaggi principali di molti romanzi fantasy attraversino la storia senza essere mai neanche feriti. La guerra è presentata nei suoi aspetti più macabri e i romanzi riflettono i tassi di mortalità effettivamente documentati in conflitti medievali. Sebbene l'aspetto sessuale sia spesso trascurato nel fantasy, Martin ritiene la sessualità una forza motrice importante nella vita umana che non dovrebbe essere esclusa dalla narrazione. Martin si sforza di rendere i personaggi femminili credibili quanto quelli maschili.
La trama anche in questi due primi libri è davvero complessa: nel Continente Occidentale di Westeros, in seguito alla misteriosa morte del Primo Cavaliere Jon Arryn, re Robert Baratheon, che aveva conquistato il trono durante la battaglia del Tridente e lo aveva consolidato attraverso il matrimonio con Cersei Lannister, nomina il signore di Grande Inverno, Eddard Stark, suo nuovo Primo Cavaliere. Alla morte di Robert, intrighi di corte, tradimenti e desiderio di potere porteranno i Sette Regni dell'Occidente alla guerra per la conquista del trono di spade. Intanto nel nord di Westeros, presso la Barriera, i pochi e male assortiti Guardiani della notte, tra cui Jon Snow figlio bastardo di Eddard Stark, devono fronteggiare l'imminente arrivo dell'inverno e proteggere il reame dalla minaccia dei Bruti e dalle creature note come Estranei, risvegliatesi dopo secoli di assenza. Nel Continente Orientale di Essos, invece, il crudele Viserys Targaryen cede in sposa la sorella Daenerys al potente guerriero nomade dothraki Khal Drogo per ottenere un esercito col quale riconquistare il trono che è appartenuto alla sua famiglia per quasi 300 anni.
Credo che fui uno dei primissimi lettori italiani a mettere le mani su questo volume nel lontano 2000, quando nessuno ne parlava perchè la serie era ancora al di là da venire e lo presi senza mai aver letto nulla delle recensioni inglesi, ma solo attirato dall'immagine della mia edizione cartonata quella con il drago che vola in un cielo nuvoloso sotto una grande luna. Mi ricordo che mi piacque molto e decisi di appuntarmi il nome per poter comperare il seguito: allora non sapevo che partiva così una delle saghe fantasy più lunghe mai prodotte e che avrebbe riscosso un successo planetario. Personaggi avvincenti, trama coinvolgente, un fantasy politico, con intrighi degni dei migliori libri thriller e di spionaggio, narrazione tesa e la trama che si snoda in modo molto fluida. E poi la crudeltà delle guerre, i personaggi che finalmente non sono semplicemente buoni o cattivi come nella maggior parte dei fantasy, ma che sfumano da una parte o dall'altra. Il sesso esplicito che in rare occasione avevo trovato in un libro di questo genere.
Io però lessi solo il seguito di questo (anche se in realtà era un volume unico spezzato in due) e un terzo (la prima parte del secondo volume). Sebbene anche il secondo manteneva alte le aspettative, ho trovato il terzo meno riuscito e complice anche un periodo di stanca nelle letture fantasy, ho abbandonato il ciclo e all'uscita della serie televisiva ho cominciato a seguirla quella senza più riprendere in mano la versione cartacea.
In questo volume sono raccolte le prime indimenticabili mille strisce di Lupo Alberto! Precisamente dunque si tratta del volume uno.
Tra le varie ormai mitiche strisce assisteremo: alla nascita dell'amore tra Lupo Alberto e la gallina Marta, alla guerra infinita con Mosè ed alla nascita del mitico Enrico la talpa. Esilarante.
Spettacolare quando si inoltra nella contemporaneità, anche se ormai gli anni ottanta sono lontani anni luce da noi e molte vignette fanno sorridere al pensiero del tempo che è passato.
Un Silver geniale e immenso, per uno dei fumetti italiani più belli di sempre.
Non mi sembra che si possa dire molto sui Peanuts, oltre che sono la storia del fumetto. Charles Monroe Schulz, padre di queste strisce ha creato una vera perla rara, che ancor oggi a decenni dalla nascita sono letti, comperati, discussi.
La striscia di fumetti (il fumetto era costituito appunto da strisce) è stata una delle più famose ed influenti in tutta la storia dei fumetti: è stata infatti pubblicata in oltre 2600 giornali, con un bacino di 355 milioni di lettori in 75 Paesi nel mondo ed è stata tradotta in 21 lingue diverse.
Questo libro ne include le più belle. Una meravigliosa raccolta.
Recensione unica per il volume diviso in due dalla Mondadori
Il gioco del trono, in originale “A Game of Thrones”, è un romanzo fantasy del 1996 dello scrittore statunitense George R. R. Martin; rappresenta il primo libro della saga delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” e il suo seguito è “Lo scontro dei re”. È stato pubblicato in lingua italiana per la prima volta da Mondadori suddiviso in due volumi, intitolati “Il trono di spade” e “Il grande inverno”. Il gioco del trono nel 1997 è stato candidato al Premio Nebula e al Premio World Fantasy e ha vinto il Premio Locus. Dal 17 aprile 2011 viene trasmessa su HBO una omonima trasposizione televisiva del ciclo di romanzi, Il Trono di Spade. Oltre alla serie televisiva, sono nati giochi da tavolo, di carte e anche videogiochi basati sulla serie.
Martin ha classificato la propria saga come “epic fantasy”. Tra gli autori che hanno maggiormente influenzato la sua scrittura cita J. R. R. Tolkien e Tad Williams. L'autore ha combinato il realismo del romanzo storico con il lato soprannaturale del fantasy, riducendo al contempo l'importanza della magia a favore delle battaglie e degli intrighi politici.
Gli editori si aspettavano che “Il gioco del trono” sarebbe rapidamente diventato un best seller, ma il primo capitolo della serie non raggiunse neanche le ultime posizioni delle classifiche al momento dell'uscita. Tuttavia il romanzo raccolse gradualmente l'interesse dei lettori e la sua popolarità crebbe tramite un passaparola positivo, tanto che, nel 2010 Il gioco del trono superava il milione di copie vendute.
La storia si svolge in un mondo immaginario composto da due continenti principali, Westeros a occidente ed Essos a oriente, dove la civilizzazione è di tipo feudale e la magia e le creature leggendarie (come i draghi) sono esistite ma si reputa siano scomparse. In questo mondo si intersecano tre linee narrative principali: le lotte intestine tra casate nobiliari per l'ottenimento del trono di Westeros, il risveglio nel nord del reame di una razza di creature appartenenti alle leggende, e le peripezie dell'ultima erede della dinastia regnante di Westeros in esilio nel continente orientale per riottenere il trono. Ogni capitolo è presentato attraverso il punto di vista di uno dei personaggi principali. Essi sono spesso ambigui sul piano morale e gli intrighi politici e i ribaltamenti di fronte sono frequenti. I temi trattati sono rivolti a un pubblico più adulto rispetto al fantasy tradizionale, con la violenza e la sessualità che rivestono un ruolo importante.
Le Cronache del ghiaccio e del fuoco sono ambientate in un mondo fittizio che ricorda l'Europa medievale, ma nel quale le stagioni possono durare per anni. Westeros, il continente nel quale si svolge la maggior parte della storia, ricorda essenzialmente l'Inghilterra del medioevo, mentre il continente distrutto di Valyria si avvicina all'Impero romano, tramontato durante le invasioni barbariche. Martin si è ampiamente documentato sulla storia, l'abbigliamento, l'alimentazione e i tornei medievali per dare delle basi di realismo ai suoi librie si è costruito negli anni una biblioteca personale sull'argomento. Eventi storici come la guerra dei cent'anni, le crociate, la crociata albigese e soprattutto la guerra delle due rose gli sono servite da fonte di ispirazione.
Gran parte delle vicende si svolge nei Sette Regni del continente occidentale, entità feudali governate dalle nobili case Baratheon, Stark, Lannister, Arryn, Tully, Tyrell e Martell. La casata minore dei Greyjoy domina invece le Isole di Ferro. Secoli prima degli eventi raccontati nel primo libro, i Sette Regni furono riuniti sotto la dinastia Targaryen; una rivolta scoppiata in seguito tra i signori feudali, portò all'uccisione dell'ultimo re e alla conquista del trono di spade da parte del capo dei ribelli, Robert Baratheon. A nord del continente occidentale si erge la Barriera, un imponente muro di ghiaccio che protegge i Sette Regni dai pericoli provenienti dal profondo nord, gelido e perlopiù inesplorato, in cui vivono popoli barbari, comunemente detti Bruti, e creature leggendarie. A est del continente occidentale, oltre il Mare Stretto, v'è un continente chiamato Essos, dove vivono popolazioni nomadi e fioriscono le città libere. Qui sono da anni stati esiliati gli ultimi membri della casa Targaryen, un tempo al comando dei Sette Regni.
Le Cronache del ghiaccio e del fuoco è strutturata in modo tale da apparire come una storia politica piuttosto che di eroismo, dove la lotta per il potere è il risultato del sistema feudale e non di una contrapposizione netta tra bene e male. Martin non desidera solamente riflettere le frizioni tra le differenti classi sociali medievali, ma anche esplorare le conseguenza delle decisioni dei regnanti, egli evita deliberatamente la semplificazione bene-male tipica del fantasy tradizionale, troppo distante dalla realtà, e si impegna affinché i suoi personaggi non siano totalmente bianchi o neri ma di diverse sfumature di grigio. I suoi personaggi sono continuamente posti di fronte a scelte difficili e Martin esplora i temi della redenzione e della capacità di rimettersi in discussione e di cambiare. La struttura stessa del romanzo fa inoltre sì che anche i cattivi dichiarati abbiano la possibilità di presentare il loro punto di vista e di giustificare i loro comportamenti, così che il lettore è lasciato libero di decidere per sé chi siano i buoni e chi i cattivi in base alle conseguenze delle loro azioni.
La violenza, così come la morte o la mutilazione di alcuni dei personaggi principali, servono ad accrescere il senso di realismo, trovando particolarmente frustrante che i personaggi principali di molti romanzi fantasy attraversino la storia senza essere mai neanche feriti. La guerra è presentata nei suoi aspetti più macabri e i romanzi riflettono i tassi di mortalità effettivamente documentati in conflitti medievali. Sebbene l'aspetto sessuale sia spesso trascurato nel fantasy, Martin ritiene la sessualità una forza motrice importante nella vita umana che non dovrebbe essere esclusa dalla narrazione. Martin si sforza di rendere i personaggi femminili credibili quanto quelli maschili.
La trama anche in questi due primi libri è davvero complessa: nel Continente Occidentale di Westeros, in seguito alla misteriosa morte del Primo Cavaliere Jon Arryn, re Robert Baratheon, che aveva conquistato il trono durante la battaglia del Tridente e lo aveva consolidato attraverso il matrimonio con Cersei Lannister, nomina il signore di Grande Inverno, Eddard Stark, suo nuovo Primo Cavaliere. Alla morte di Robert, intrighi di corte, tradimenti e desiderio di potere porteranno i Sette Regni dell'Occidente alla guerra per la conquista del trono di spade. Intanto nel nord di Westeros, presso la Barriera, i pochi e male assortiti Guardiani della notte, tra cui Jon Snow figlio bastardo di Eddard Stark, devono fronteggiare l'imminente arrivo dell'inverno e proteggere il reame dalla minaccia dei Bruti e dalle creature note come Estranei, risvegliatesi dopo secoli di assenza. Nel Continente Orientale di Essos, invece, il crudele Viserys Targaryen cede in sposa la sorella Daenerys al potente guerriero nomade dothraki Khal Drogo per ottenere un esercito col quale riconquistare il trono che è appartenuto alla sua famiglia per quasi 300 anni.
Credo che fui uno dei primissimi lettori italiani a mettere le mani su questo volume nel lontano 2000, quando nessuno ne parlava perchè la serie era ancora al di là da venire e lo presi senza mai aver letto nulla delle recensioni inglesi, ma solo attirato dall'immagine della mia edizione cartonata quella con il drago che vola in un cielo nuvoloso sotto una grande luna. Mi ricordo che mi piacque molto e decisi di appuntarmi il nome per poter comperare il seguito: allora non sapevo che partiva così una delle saghe fantasy più lunghe mai prodotte e che avrebbe riscosso un successo planetario. Personaggi avvincenti, trama coinvolgente, un fantasy politico, con intrighi degni dei migliori libri thriller e di spionaggio, narrazione tesa e la trama che si snoda in modo molto fluida. E poi la crudeltà delle guerre, i personaggi che finalmente non sono semplicemente buoni o cattivi come nella maggior parte dei fantasy, ma che sfumano da una parte o dall'altra. Il sesso esplicito che in rare occasione avevo trovato in un libro di questo genere.
Io però lessi solo il seguito di questo (anche se in realtà era un volume unico spezzato in due) e un terzo (la prima parte del secondo volume). Sebbene anche il secondo manteneva alte le aspettative, ho trovato il terzo meno riuscito e complice anche un periodo di stanca nelle letture fantasy, ho abbandonato il ciclo e all'uscita della serie televisiva ho cominciato a seguirla quella senza più riprendere in mano la versione cartacea.
Giorno di confessione, in originale “Day of confession”, è un libro del 2007, dello scrittore e sceneggiatore americano Allan Folsom. Ha scritto cinque libri: Il giorno dopo domani (1994), Giorno di Confessione (1998), L'esule (2004), La regola Machiavelli (2006) e il dossier Hadrian (2009). Il suo primo romanzo, Il giorno dopo domani, ha debuttato al terzo postp sul New York Times dei bestseller e ha venduto oltre 1,2 milioni di copie.
La trama del romanzo in sintesi: Harry Addison, avvocato di Los Angeles, riceve una disperata richiesta di aiuto da suo fratello, sacerdote in Vaticano. Troppo tardi... A Roma il cardinale Rosario Parma viene assassinato all'uscita della basilica di San Giovanni in Laterano. In Cina migliaia di persone muoiono in seguito all'avvelenamento delle acque del lago. Giunto in Italia, Harry si ritrova improvvisamente ricercato per omicidio. Cosa c'è dietro queste misteriose vicende? La verità è un miraggio... almeno fino a quando non arriverà il fatidico Giorno di confessione.
Ero rimasto folgorato dal primo libro dell'autore, rimane infatti uno dei miei libri preferiti del genere action thriller, questo suo secondo romanzo sicuramente si colloca parecchi gradini sotto al primo: giorno di confessione è un buon romanzo, ma il tutto sa un po' troppo di deja vù, fatta eccezione per alcuni passaggi abbastanza originali, il tutto si spalma sui soliti cliché di genere, senza inventare nulla di nuovo.
Un thriller che ha tra le sue note positive l'affascinante ambientazione italiana. Qualche anno dopo la pubblicazione di questo libro, il più famoso Dan Brown avrebbe scritto un qualcosa di simile, molto meno realistico badate bene, perchè il buon autore sopra citato lo ha farcito ben bene del suo misticismo scientifico che lo ha innalzato al successo commerciale planetario. Insomma si parlava già di “intrigo Vaticano” con Alan Folsom, molto prima dell'autore del Codice da Vinci; di sicuro Folsom ha dalla sua la sua concretezza, per quando pur sempre di un thriller romanzato stiamo parlando.
In definitiva direi che tra tutti i libri di Folsom questo è forse il meno riuscito, dunque se volete scoprire quest'autore da poco scomparso, direi che potete certamente partire da “Il giorno dopo domani”, molto meglio ben riuscito.
Onda d'Urto, in originale “Shock Wave” è un libro del 1996, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.
Onda d'Urto è la tredicesima avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler.
Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.
I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.
In questa avventura Dirk Pitt sta indagando su una misteriosa moria della fauna marina nell'Antartico ma dovrà incaricarsi di un salvataggio che risulta disperso sull'isola di Seymour, tra di loro vi è Maeve Fletcher, discendente di uno dei naufraghi del Gladiator, un clipper britannico che mentre trasportava un gruppo di forzati in una colonia penale australiana cola a picco durante una tempesta nel mar di Tasman. A stento, i pochi superstiti trovarono rifugio proprio su quell'isola che nasconde una favolosa ricchezza.
La storia è di una bellezza assoluta, specialmente nell'antefatto storico che riesce a rendere pienamente tutta la drammaticità del naufragio e dell'ammutinamento dei galeotti, ma andiamo a leggere la trama.
Lettura puramente di intrattenimento per passare qualche ora sprofondati sul divano o sulla poltrona e non pensare a nient'altro se non al divertimento delle avventure marinare dei due protagonisti: questi sono i libri di Cussler, le storie sono più o meno sempre uguali, cambiano gli ambienti e se ne fa un altro. Scorre, non annoia. Una garanzia. E va in un crescendo di tensione e azione che culmineranno nel classico finale al cardiopalma. Il nostro eroe, con il fidato Al, riesce sempre a cavarsela tra donne, corse spericolate e spietati nemici, sventando l'ennesimo piano criminale, è come ritornare a casa dopo un lungo viaggio, sai già cosa troverai, ma vuoi vedere se è cambiato qualcosa. La cosa bella è che malgrado tutto, non ti annoi mai.
Atlantide, in originale “Atlantis Found” è un libro del 1999, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.
Atlantide è la quindicesima avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler.
Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.
I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.
In questa storia non sarà facile nemmeno per Dirk Pitt. Mentre si trova a bordo di una nave della Numa viene pesantemente attaccato da un U-Boot nazista, un sottomarino dato per scomparso cinquantasei anni prima. Ma tutta la storia parte da molto tempo prima quando nel 7120 a.c. una cometa si schianta sul nostro paradiso azzurro e cancella quasi tutto ciò che si è evoluto in milioni di anni. Successivamente nel 1858 la baleniera Paloverde fa una scoperta inaspettata. Durante la caccia grossa alle balene si imbatte in un relitto incastonato tra i ghiacci perenni. Dopo una perlustrazione ed il ritrovamento del diario di bordo, viene rivelata l'identità della nave fantasma. E' un veliero di Liverpool, datato 1760 ! L'intero equipaggio inglese è ancora presente sullo scafo. Morto di fame e di stenti. Completamente congelato! Riuscirà il nostro eroe a dipanare tutta l'intricata matassa di questo mistero?
Lettura puramente di intrattenimento per passare qualche ora sprofondati sul divano o sulla poltrona e non pensare a nient'altro se non al divertimento delle avventure marinare dei due protagonisti: questi sono i libri di Cussler, le storie sono più o meno sempre uguali, cambiano gli ambienti e se ne fa un altro. Scorre, non annoia. Una garanzia. E va in un crescendo di tensione e azione che culmineranno nel classico finale al cardiopalma. Il nostro eroe, con il fidato Al, riesce sempre a cavarsela tra donne, corse spericolate e spietati nemici, sventando l'ennesimo piano criminale, è come ritornare a casa dopo un lungo viaggio, sai già cosa troverai, ma vuoi vedere se è cambiato qualcosa. La cosa bella è che malgrado tutto, non ti annoi mai.
Aquitania, in originale “The Aquitaine Progression” è un romanzo del 1984 del compianto Robert Ludlum. Si tratta di un romanzo che è un mix di suspense, dramma, azione e thriller. Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.
È diventato celebre per la serie di romanzi “The Bourne Identity” ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.
La trama di questo romanzo: Joel Converse è un avvocato, ma in precedenza ha combattuto come pilota di caccia nella guerra del Vietnam . A causa delle sue esperienze di guerra con il “Comando di Saigon”, verrà incaricato di investigare su oscuri traffici d'armi, misteriosi intrighi di generali, insidiose trame di agenti infiltratisi nei servizi segreti americani, inglesi ed israeliani stanno dietro a un diabolico disegno di militari esaltati. Solo lui in una lotta disperata contro la più diabolica e spaventosa congiura dei nostri tempi.
Ludlum è una garanzia per questo genere di thriller ambientati nel mondo dei servizi segreti, i suoi libri sono sempre ben documentati e strutturalmente ben progettati, non ci sono falle e l'autore cerca sempre di tenere il lettore sulle spine e ottimizza i colpi di scena in modo di non annoiare mai durante la lettura. Come la maggior parte dei romanzi di Ludlum, il palcoscenico della vicenda è il mondo stesso, per un romanzo che non vedi l'ora di finire.
Ludlum, come dico sempre è il maestro di questo genere. Ritmi concitati e una maestria superba nel costruire degli intrecci veramente complicati.
Poesie d'amore, in originale “Liebesgedichte”, è una raccolta di poesia dello scrittore Hermann Hesse, pubblicata nel 1989.
Il volume raccoglie una scelta di versi ispirati all'amore composti in un arco di tempo che va dal 1895, quando Hesse aveva 18 anni, al 1920, quando lo scrittore era ormai una celebrità. Appare in queste poesie un eros di volta in volta pieno di audacia, slanci romantici, asserzioni naturalistiche e profondità mistiche. L'amore di Hermann Hesse poeta è un sentimento tutto teso tra il platonico e il sensuale, con un ritmo che va dall'innocenza primordiale a un'altra innocenza, conquistata attraverso la sofferenza, il dolore, la vita.
Bisogna dire che probabilmente le poesie non sono la parte migliore dell'opera di Hesse e che sinceramente non so come questo libro sia finito fra i miei scaffali, probabilmente è frutto della mia età adolescenziale dove gli scombussolamenti dei primi amori, portavano a fare acquisti di si fatta misura.
In ogni caso è un volume emozionante, dove viene preso in considerazione l'amore sotto tutti i suoi molteplici aspetti: si passa dall'amore platonico a quello più passionale e sensuale.
Ma in ogni caso:
Perchè ti amo, di notte son venuto da tecosì impetuoso e titubantee tu non me potrai più dimenticarel' anima tua son venuto a rubare.Ora lei è mia - del tutto mi appartienenel male e nel bene,dal mio impetuoso e ardito amarenessun angelo ti potrà salvare.
Circolo Matarese: conto alla rovescia, in originale “The Matarese Countdown” è un romanzo di spionaggio scritto da Robert Ludlum e pubblicato nel 1997. E' il sequel de “Il circolo Matarese”.
Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.
È diventato celebre per la serie di romanzi “The Bourne Identity” ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.
La trama di questo romanzo: come la mitica fenice, il Circolo Materese stanno rinascendo dalle ceneri e stanno riguadagnando la loro antica potenza. Il nuovo leader del Matarese è una figura enigmatica di nome Jan van der Meer Matareisen: secondo lui l'unico nipote legittimo del barone Guillaume de Matarese, il fondatore del gruppo Matarese. Con l'aiuto di un'altra figura oscura nota come Julian Guiderone alias “figlio del pastorello,” che sembra essere sopravvissuto agli eventi narrati ne il “Circolo Matarese” quasi venti anni fa, pianificano un nuovo e diabolico complotto per far precipitare il mondo civilizzato nel caos totale. Solo un uomo come Brandon Scofield alias Beowulf li può fermare, anche se ormai si è ritirato da quasi venti anni. Brandon Scofield tornerà ancora una volta in campo insieme ad un altro uomo della CIA, Cameron Pryce, ma questa volta il nemico è più pericoloso.
Come da tradizione: spionaggio, intrighi internazionali, finanza, economia, politica mondiale e corruzione. Colpi di scena e tradimenti, un po' di humour e di sentimenti. Non manca niente.
Lo consiglio a chi volesse trascorrere qualche ora di tensione e suspance. Anche se, personalmente, se volessi apprezzare da subito l'autore partirei con la Trilogia di Bourne.
Un libro entusiasmante in puro stile “Forsyth”, intrattiene il lettore fino all'ultima pagina; molto scorrevole e interessante con un colpo di scena finale, che è magistrale. Un libro che intreccia fantasia e realtà in un connubio che raramente porta a dei risultati di tale levatura, l'autore si conferma sempre un maestro del genere.
Il libro narra la storia della caccia ad un assassino. Più precisamente un criminale di guerra, ex ufficiale delle SS: Eduard Roschmann il macellaio di Riga, che riuscì a sfuggire alle autorità alleate, al termine della seconda guerra mondiale, grazie ad un'organizzazione di ex appartenenti alle SS: Odessa. Il romanzo comincia dal ritrovamento del diario personale di un ebreo tedesco, morto suicida ad Amburgo, uno dei sopravvissuti del ghetto di Riga. Questo viene letto da un giornalista tedesco, Miller. Nelle pagine del suo diario, Salomon Tauber racconta la sua odissea nel ghetto, le atrocità commesse dalle SS, comandate dal capitano Eduard Roschmann.
Faccio presente che il capitano Eduard Roschmann è realmente esistito ed è stato assistente del comandante del campo di concentramento di Riga. Roschmann è morto suicida subito dopo l'uscita del film tratto da questo libro, che lo vede protagonista suo malgrado.
Un romanzo avvincente, pieno di colpi di scena, molto verosimile nelle situazioni e dal ritmo serrato. Personaggi realmente esistiti e di fantasia si incrociano nella trama da cui difficilmente riesci a staccarti prima di aver terminato la lettura.
Consigliato a tutti gli appassionati di Forsyth o a chi piacciono i romanzi che parlano della seconda guerra mondiale, dei nazisti e dell'olocausto; se volete posso consigliarvi di recuperare anche il film che ne era stato tratto, di certo non all'altezza del libro, ma godibile.
Codice a zero, in originale “Code to Zero”, è un romanzo thriller/spionaggio, di Ken Follett pubblicato nel 2000 e ambientato negli anni della gara tra USA e URSS per il predominio dello spazio.
La trama del romanzo: la storia è ambientata nel 1958, più precisamente nei giorni del lancio dell'Explorer 1, il primo satellite americano, tra il 29 e il 31 gennaio. Il libro ruota attorno alle vicende personali del dottor Claude ‘Luke' Lucas, un importante scienziato spaziale, che lavora al progetto agli ordini di Wernher von Braun e che è in possesso di pericolose informazioni che potrebbero mettere a rischio la buona riuscita dell'operazione e determinare il fallimento degli Stati Uniti nella lotta per il predominio dello spazio.
Un libro molto originale che si svolge nell'arco di soli tre giorni ed i cui capitoli sono scanditi di ora in ora: Ken Follett ancora una volta costruisce un emozionante thriller ambientato nell'atmosfera carica di tensione della guerra fredda dove, tra spie e scienziati, amori e tradimenti, la verità si svela e si nasconde in un gioco delle parti che mescola con maestria realtà e finzione.
L'autore oltre che scrivere ottime trame e bellissimi personaggi ha la sua marcia in più nelle ottime ricostruzioni storiche frutto di ricerche molto accurate: anche qui troviamo una dettagliata descrizione del panorama del periodo e delle missioni spaziali che hanno appassionato il modo intero e le paure e i sotterfugi della guerra fredda tra USA e URSS. In più riesce con una trovata originalissima a far immedesimare il lettore nel protagonista, facendo in modo così che ne condivida prima la situazione drammatica e poi la proverbiale rivincita.
Insomma ispirandosi al misterioso doppio ritardo con cui venne lanciato l'Explorer (il 31 gennaio anziché il 29 come pianificato), Ken Follett inventa una spy story intricata ma scorrevolissima, che risulta particolarmente interessante anche come ricostruzione storica di un aspetto della guerra fredda oggi dimenticato. Interessante anche dal punto di vista strutturale, il romanzo si segnala per i numerosi flashback che, intercalati alla narrazione in realtime, fanno luce sul misterioso (e intrecciato) passato dei protagonisti.
Di buon livello, e ben intercalate nella narrazione, anche le esplicazioni tecniche, che mettono in luce diversi aspetti interessanti e curiosi della tecnologia e degli strumenti che hanno permesso all'uomo i primi viaggi spaziali.
Consigliato agli amanti delle spy-story.
Avanti nel tempo, in originale “Flashforward” è un romanzo di fantascienza di Robert J. Sawyer, canadese, è uno dei più brillanti autori di fantascienza contemporanei. La sua science fiction va certamente inclusa in quella fascia del genere che pone maggiormente l'accento sulla prima parola, science. Il libro è stato pubblicato nel 1999. Recentemente il romanzo Flash Forward è stato acquistato per trarne una serie televisiva. Originariamente destinata alla tv via cavo HBO, la serie ha finito per essere contesa dai grandi network ed è stata alla fine acquisita dalla ABC.
Il libro ambientato nel 2009 ci racconta del momento dell'accensione dell'LHC al CERN di Ginevra. Per qualche motivo inizialmente sconosciuto, l'intera popolazione mondiale viene catapultata avanti di una ventina di anni, vivendo due minuti nel proprio futuro. C'è chi non ha avuto una visione e scopre quindi che in quel futuro sarebbe morto, chi scopre di essere vivo e stare ancora bene, chi ha scoperto di aver realizzato i propri sogni e chi invece scopre chiaramente di non essere riuscito a realizzare nulla e quindi decide di non farcela ad andare avanti con questa consapevolezza. Man mano che andiamo avanti, le teorie si susseguono, le domande si fanno sempre più pressanti, e ogni scienziato dice la sua: chi sostiene che il futuro che è stato visto è immutabile, chi è convinto che è una visione di un futuro in cui non era avvenuta la visione collettiva e che quindi non è più lo stesso futuro che vivranno loro, chi sostiene che, in ogni caso, si può cambiare. Miliardi di persone in tutto il mondo, quindi, si ritrovano a lottare contro la consapevolezza acquisita da questa visione.
Il tema fondamentale del romanzo è quello del libero arbitrio. Così viene anche spiegato da parte dell'autore nell'introduzione all'edizione italiana del romanzo. Per rispondere a questa questione, sviluppa una trama ed un susseguirsi di elementi ed avvenimenti interessanti e appassionanti. Nel complesso, tuttavia, pare che Sawyer sia più a proprio agio nel gestire la scienza rispetto alla filosofia, e se le vicende degli scienziati del Cern e la caccia al bosone di Higgs offrono una realistica rappresentazione della vera ricerca scientifica, la risoluzione del dubbio filosofico non convince completamente. Sarebbe stato forse opportuno mettere in campo un cast più ampio, e raddoppiare almeno il numero delle pagine, seguendone le vicende. Come in effetti hanno fatto gli sceneggiatori del telefilm.
L'autore gioca con la fisica quantistica per fornire una base razionale e scientifica a un meccanismo narrativo che, sfruttando i cliché della fantascienza e del poliziesco, gli permette di incalzare i temi del libero arbitrio e della predestinazione. il libro si legge in un fiato, molto dinamico e scorrevole, decisamente piacevole per chi ama il genere.
Insomma, un libro veramente molto interessante, che rilassa, intrattiene ma porta anche a fermarsi e riflettere, a cercare la propria teoria.
Enciclopedia molto ben fatta, suddivisa in due volumi. Comperata a “peso”, in un centro commerciale che svendeva probabilmente gli eccessi dagli scaffali, quando si dice “il peso della cultura”.
Il primo volume riguarda la prima guerra mondiale e il secondo volume tratta della seconda. Tutti e due con ampio spazio a didascalie, immagini, testimonianze, cartine geografiche, impiego di mezzi e uomini, statistiche... insomma uno sguardo davvero ben fatto e a 360° sulle due guerre mondiali.
Pregevoli anche il formato e la carta usata che impreziosisce l'opera.
“Crisi quattro” è un romanzo di azione/spionistico di Andy McNab, che è uno scrittore e militare britannico, pseudonimo dietro il quale si nasconde un ex-sergente dello Special Air Service (i corpi speciali dell'esercito britannico), noto al grande pubblico come autore di romanzi di spionaggio. Questo romanzo è del 1997, e fa appunto parte della serie “Nick Stone”: in particolare questo è il secondo romanzo della serie.
L'autore è anche un saggista e nei suoi romanzi che non sono di finzione descrive quella che è stata la sua vita militare, prima di diventare uno scrittore di romanzi action spy, fino ad ora sono stati pubblicati: “Pattuglia Bravo Two Zero”, “Azione immediata”e “Plotone Sette”.
Nick Stone è il personaggio di fantasia che è il protagonista di tutti e diciassette libri della serie, è nato nel 1960, ex-combattente del SAS (Special Air Service), il corpo d'elite dell'esercito britannico, uno dei gruppi speciali più efficienti del mondo. Dopo essere stato circa 10 anni nei SAS, Nick ha cominciato a lavorare per l'Intelligence inglese. Esperto in armi e in ricerche impossibili di persone, viene reclutato in questa agenzia segreta chiamata “la Ditta” per compiere missioni che pochi altri potrebbero fare. Astuto, furbo, in missione è freddo e deciso, ma nel privato è una persona buona con legame ed affetti familiari. È stato sposato, durante una difficile missione (raccontata nel primo romanzo Controllo a distanza) ha recuperato la figlia di un suo amico ucciso, Kelly, ed è diventato suo tutore. Ha avuto una storia con Sarah, altro agente segreto, raccontata in Crisi Quattro. Eroe moderno ed esperto, dotato di grande humor britannico e grandi intuizioni, questo personaggio piace perché, a parte ovviamente la storia e l'addestramento nei SAS, è uno di noi, una persona comune con odi e affetti, colpi di fortuna e colpi di sfortuna, capace di avventure incredibili ma anche di grandi sventure. Freddo calcolatore in missione, quasi ingenuo nei sentimenti. Nick Stone è l'eroe che tutti possono sentire vicino e capire.
La vera forza di questi romanzi di McNab sta nel fatto che sembrano così vicini alle persone e appaiono così realistici, quasi fossero dei piccoli “manuali” di spionaggio e sopravvivenza. La lettura scorre velocissima, tra intrighi, tecniche dei corpi speciali, suspence, combattimenti, insomma adrenalina pura al 100%. Le descrizione degli eventi e dei personaggi, il loro girare tra le pagine con un impatto devastante ti fa appiccicare le dita alle pagine e non riesci più a posare il libro!
In questa storia Nick Stone viene contattato dalla “Ditta” la quale gli assegna una missione che prevede l'individuazione e l'eliminazione di un agente della CIA accusato di progettare un attentato a Washington insieme ad una cellula terroristica medio-orientale. Nick, il quale avendo già avuto dei trascorsi lavorativi e sentimentali con “Sarah”, il bersaglio, riesce a rintracciarla in Carolina del Nord, nascosta in una casa sulle rive di un lago, dopo giorni di appostamento riesce ad introdursi nella casa controllata da membri dell'organizzazione terroristica, ma invece di portare a termine la missione ed eliminare il bersaglio, lui la rapisce ed in un momento di calma durante la fuga lei si giustifica dicendo che sta lavorando sotto copertura conducendo l'indagine per conto suo e data la delicatezza dell'operazione neanche la CIA sa quello che sta succedendo. Complice il fascino di Sara e l'affetto che Nick ancora prova per lei, decide di non portare a termine la missione e credere alle parole della donna; braccati da servizi segreti, poliziotti e membri di al-Qaida, i due compieranno un viaggio verso Washington, fatto di fughe e colpi di scena.
Ora se siete appassionati del genere action-thriller e non avete mai letto un libro di Andy McNAb, cominciate pure a nascondervi che vi mando Nick Stone a stanarvi e saranno cazzi acidi per voi. Se amate i ritmi incalzanti, descrizioni minuziose di armi e tecniche di combattimento, rocamboleschi colpi di scena e tanta tanta azione, correte in libreria e cominciate a leggere i libri di questo autore che ha alle spalle una carriera militare nel SAS e sa esattamente di cosa parla, anche se questi sono libri di finzione.
Vi suggerisco, ovviamente, di cominciare dai primi e di andare avanti, perché oltre ai vari richiami dei libri precedenti, ad un certo punto le trame cominciano a calare un po' e anche il personaggio perde un po' di smalto, dunque è meglio che siate voi stessi a decidere quando e se ne avrete abbastanza di Nick Stone.
Politika, in originale “Power plays. Politika”, è un romanzo di thriller geopolitico dell'autore statunitense Tom Clancy, edito nel 1997 e pubblicato in Italia nel 1999. Giochi di potere è una serie di romanzi, creati da Tom Clancy, Martin Greenberg e Jerome Preisler. Solo i primi quattro romanzi sono stati tradotti in italiano; i primi tre della serie invece, hanno portato alla creazione di tre videogiochi chiamati rispettivamente Tom Clancy's Politika, Tom Clancy's ruthless.com e Tom Clancy's Shadow Watch.
Dal romanzo è stato tratto anche un videogioco: Tom Clancy's Politika, simile al gioco da tavolo Risiko.
La trama di questo primo romanzo della serie: nel 1999 una serie di attentati terroristici scuote gli Stati Uniti e tutte le prove rimandano al nuovo governo russo. L'uomo d'affari Roger Gordian decide di scoprire chi è il responsabile dell'attacco e chiama la sua unità di crisi per fronteggiare la situazione.
I romanzi di Clancy si caratterizzano soprattutto dalla presenza di una pluralità di personaggi, interessi in gioco e paesi coinvolti, basta prendere in considerazione i due libri che più mi sono piaciuti di quest'autore: “Uragano Rosso” e “Caccia a Ottobre Rosso”. Non sono libri semplici da seguire e richiedono un livello di attenzione abbastanza alto anche se sono romanzi di intrattenimento puro.
Questa serie però di Tom Clancy porta solo il nome, in verità la serie è scritta da altri autori, questa è una tipica operazione commerciale che applicano le case editrici per vendere libri che altrimenti passerebbero del tutto inosservati. “Giochi di Potere” non fa differenze: capitoli brevi, le vicende sono poco chiare, salti spaziali e temporali confusi, nessuna introspezione dei personaggi, non c'è alcunché del Clancy che i fan apprezzano.
Non è una lettura fondamentale ma da fare se si ama questo genere.
Enciclopedia molto ben fatta, suddivisa in due volumi. Comperata a “peso”, in un centro commerciale che svendeva probabilmente gli eccessi dagli scaffali, quando si dice “il peso della cultura”.
Il primo volume riguarda la prima guerra mondiale e il secondo volume tratta della seconda. Tutti e due con ampio spazio a didascalie, immagini, testimonianze, cartine geografiche, impiego di mezzi e uomini, statistiche... insomma uno sguardo davvero ben fatto e a 360° sulle due guerre mondiali.
Pregevoli anche il formato e la carta usata che impreziosisce l'opera.
La spia perfetta, in originale “A Perfect Spy”, edito nel 1986, è un romanzo di spionaggio di John le Carré. Si tratta di un'opera che si discosta un po' dagli standard dell'autore, costruita intorno ai flashback che ci raccontano la vita di un padre e di un figlio, il loro rapporto, le loro diversità. Il romanzo raccoglie stralci della stessa vita dell'autore, come il periodo di studi a Berna e la passione per la letteratura tedesca del protagonista. È considerato uno dei romanzi più maturi di Carré.
La trama: al centro delle vicende è un personaggio nuovo, Magnus Pym: appunto “la spia perfetta”, l'agente che si muove, si nasconde e vive completamente nell'ombra. Pym vive a Vienna con la seconda moglie Mary e un figlio, Tom, che studia in un collegio dell'Inghilterra. La sua esistenza si svolge tranquilla, tra ricevimenti di diplomatici e rapporti sui contatti avuti. Fino a quando il padre di Pym, Richard T. Pym, muore. Inizia allora un viaggio retrospettivo attraverso le vite del padre e del figlio, che porterà i servizi segreti dell'occidente a dare la caccia a Magnus, la spia perfetta.
Lo scrittore inglese, ex agente segreto del MI6, ha rivelato in un'intervista al Sunday Times che in passato pensò di disertare in Unione Sovietica: “C'è stato un periodo in cui ero molto tentato di oltrepassare la cortina di ferro”. Accadde durante la guerra fredda, quando usava ancora il suo vero nome, David Cornwall, si trovava in Europa al servizio dell'MI6, il servizio di spionaggio di Sua Maestà britannica, e non aveva ancora iniziato la sua prodigiosa carriera di scrittore. Benché le sue idee siano oggi dichiaratamente di sinistra, non fu l'ideologia a fargli desiderare di lasciare l'Occidente per il fronte opposto, bensì semplicemente la sua onnivora curiosità: “Mi sarebbe piaciuto sapere com'era veramente la vita al di là della cortina di ferro”.
Le Carrè ha un trascorso davvero interessante: laureato a Oxford nel 1956, poi insegnante per due anni a Eton, la scuola dei re e dei premier, Le Carré era entrato nel corpo diplomatico nel 1959 e fu inviato in Germania e in altri paesi del continente, appunto lungo la “cortina di ferro”. Ben presto smise di fare semplicemente il diplomatico e venne reclutato dal servizio segreto, di cui faceva ancora parte quando, nel 1961, scrisse il suo primo romanzo. A quel punto un altro 007 britannico, Kim Philby, defezionò sul serio, accolto con tutti gli onori a Mosca, dove rivelò una lunga lista di agenti britannici in Europa, trai quali anche Le Carré, che ebbe una ragione di più per lasciare il servizio.
Insomma per capirci lui sa di cosa romanza: il romanzo, come è tipico di le Carré, costruisce un'intricata rete di inganni attorno alla quale ruotano i grandi giocatori degli intrighi della guerra fredda, fino a rendere la storia appassionante e coinvolgente, in una situazione in cui tutti sembrano essere il contrario di ciò che sono: alla fine l'autore saprà, con la sua solita maestria, dipanare la matassa e rendere chiaro un piano geniale.
La spia che venne dal freddo, in originale “The Spy Who Came in From the Cold”, edito nel 1963, è il più noto romanzo di John le Carré, grazie anche alla trasposizione cinematografica con Richard Burton. La trama ruota attorno al personaggio di Alec Leamas, consumato agente del servizio segreto inglese, alle dipendenze del famoso capo Controllo. Il piano del servizio inglese è quello di infiltrare Leamas nel servizio segreto della Repubblica Democratica Tedesca, per far cadere in disgrazia l'astro nascente dei loro servizi segreti, Mundt.
La storia si svolge tra Berlino e Londra. Alec Leamas, il protagonista, è un agente dello spionaggio inglese che lavora nella Germania Est. Dopo l'ennesima uccisione di un suo uomo da parte degli uomini di Mundt, alto funzionario del controspionaggio della Germania comunista, Leamas torna a Londra, dove il capo dello spionaggio britannico, Control, gli offre la possibilità di un'ultima missione. Leamas deve fingersi un uomo distrutto, deluso dal servizio e umiliato dal servizio segreto inglese, così che gli agenti del controspionaggio russo possano crederlo pronto a tradirlo senza troppi problemi. A questo punto Leamas, sfruttando l'odio che Fiedler, agente ebreo del controspionaggio della DDR, prova per Mundt potrà fargli credere che, in realtà, Mundt collabora con i servizi inglesi. In questo modo sarà lo stesso Fiedler ad eliminare Mundt. Ma, come il lettore scoprirà poco a poco quale sia la missione di Leamas avendo sempre delle informazioni incomplete, così l'agente Leamas scoprirà, alla fine, di fare parte di un progetto più grande, di cui lui e la donna che ama saranno delle semplici pedine.
Lo scrittore inglese, ex agente segreto del MI6, ha rivelato in un'intervista al Sunday Times che in passato pensò di disertare in Unione Sovietica: “C'è stato un periodo in cui ero molto tentato di oltrepassare la cortina di ferro”. Accadde durante la guerra fredda, quando usava ancora il suo vero nome, David Cornwall, si trovava in Europa al servizio dell'MI6, il servizio di spionaggio di Sua Maestà britannica, e non aveva ancora iniziato la sua prodigiosa carriera di scrittore. Benché le sue idee siano oggi dichiaratamente di sinistra, non fu l'ideologia a fargli desiderare di lasciare l'Occidente per il fronte opposto, bensì semplicemente la sua onnivora curiosità: “Mi sarebbe piaciuto sapere com'era veramente la vita al di là della cortina di ferro”.
Le Carrè ha un trascorso davvero interessante: laureato a Oxford nel 1956, poi insegnante per due anni a Eton, la scuola dei re e dei premier, Le Carré era entrato nel corpo diplomatico nel 1959 e fu inviato in Germania e in altri paesi del continente, appunto lungo la “cortina di ferro”. Ben presto smise di fare semplicemente il diplomatico e venne reclutato dal servizio segreto, di cui faceva ancora parte quando, nel 1961, scrisse il suo primo romanzo. A quel punto un altro 007 britannico, Kim Philby, defezionò sul serio, accolto con tutti gli onori a Mosca, dove rivelò una lunga lista di agenti britannici in Europa, trai quali anche Le Carré, che ebbe una ragione di più per lasciare il servizio.
Insomma per capirci lui sa di cosa romanza: il romanzo, come è tipico di le Carré, costruisce un'intricata rete di inganni attorno alla quale ruotano i grandi giocatori degli intrighi della guerra fredda, fino a rendere la storia appassionante e coinvolgente, in una situazione in cui tutti sembrano essere il contrario di ciò che sono: alla fine l'autore saprà, con la sua solita maestria, dipanare la matassa e rendere chiaro un piano geniale.
Salto nel buio, in originale “Night Probe!” è un libro del 1981, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.
Salto nel buio è la sesta avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler.
Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.
I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.
Dirk Pitt in questo avventura dovrà scandagliare un fiume limaccioso che conserva un treno deragliato nel 1914 diretto a New York e precipitato da un ponte sull'Hudson proprio la notte in cui una nave di lusso affonda nelle acque del San Lorenzo. Sul treno e sulla nave viaggiavano due passeggeri, un inglese e un americano, che portavano con sé la copia di un trattato segreto stipulato tra Usa e Gran Bretagna.
Sesta avventura di Dirk e lo stile si fa sempre più concreto e sembrano lontani i cliché che lo accompagneranno per tutta la serie. E' doveroso specificare che da questo genere di narrativa tutta trama e azione non ci si deve mai aspettare null'altro che quello citato, ma in questo libro, da molti fan di Cussler giudicato come il suo migliore, è l'atmosfera l'elemento principale, il particolare costante su cui si concentra l'attenzione del lettore. E' un atmosfera noir, carica di fascino che rimanda al periodo della guerra fredda. Le gesta del nostro eroe sono le consuete, ma egli è più disilluso che in altri racconti, è cinico e capisce di essere colui che corre in bilico su un conflitto mondiale. Il finale differisce un poco dai soliti, non è la banale e pirotecnica somma di quanto avvenuto nelle precedenti pagine, ma l'adeguata conclusione disincantata.
Definirei “Salto nel buio” tra tutti quelli che ho letto con protagonista Pitt il libro più cupo, a tratti malinconico, anche se sempre di un romanzo di avventure stiamo parlando.