
Questo libro che contiene i due romanzi “Lucky Starr e le lune di Giove” e “Lucky Starr e gli oceani di Venere” arriva direttamente dalla mia adolescenza, da uno di qui mercatini che i librai della zona facevano all'interno della mia scuola media, un appuntamento per promuovere la lettura nelle scuole; durante l'intervallo si poteva scendere nell'atrio, avvicinarsi ai banchetti e guardare i libri esposti, poi si segnava su un foglietto di carta i titoli che ci piacevano e si tornava a casa a chiedere il denaro per acquistarli il giorno dopo... era davvero un bell'appuntamento.
Comunque questo fu uno dei miei primi libri acquistati e dunque ha anche un potenziale affettivo enorme oltre al potenziale “spaziale” intrinseco. I due Lucky Starr, di questa raccolta sono due romanzi di fantascienza per ragazzi del 1954 di Isaac Asimov. Costituiscono il terzo e il quinto volume del ciclo di Lucky Starr, una serie narrativa di space opera avventurosa pensato da Asimov per un eventuale pubblico televisivo. È stato pubblicato in italiano per la prima volta nel 1962 col titolo Veleno per la Terra e ripubblicato anche col titolo David Starr il cacciatore dello spazio.
Va detto subito che questa serie è stata scritta come la sceneggiatura per un telefilm destinato ad un pubblico molto giovane e infatti il personaggio era nato con questo scopo, dunque non aspettatevi il solito buon dottore del ciclo delle fondazioni o anche le varie sfaccettature dei libri sui robot. Questo romanzo -e l'intera serie di Lucky Starr - è veloce, immediato, avventuroso e di immediata lettura. Questo romanzo è il primo di una serie cui fa da sfondo il sistema solare e che dimostra l'abilità di Isaac Asimov come scrittore di pura ed efficacissima avventura. Il paladino invincibile, il compagno sbruffone, gli alieni misteriosi, l'intrigo planetario, un giallo come trama e le solite meraviglie tecnologiche di Asimov.
Nel primo romanzo Lucky Starr, deve spingersi sulle lune di Giove. Uno scenario affascinante per un'impresa difficile, quasi disperata: un sistema planetario in miniatura all'interno del più vasto Sistema solare. Simile a una stella abortita che trascina dietro a sé uno stuolo di pianeti in miniatura, Giove giganteggia con la sua macchia rossa ai confini dello spazio, mentre Lucky Starr dovrà ancora una volta far ricorso a tutto il suo coraggio per sventare una terribile minaccia...
Nel secondo romanzo invece Lucky ci porta su Venere, il pianeta eternamente avvolto dalle nubi. Ma, come i lettori scopriranno ben presto, il mistero su cui il Vagabondo dello Spazio deve far luce non dipende soltanto da quella cortina naturale. No, negli oceani di Venere si cela un pericolo molto più concreto e mortale...
Il libro fa parte del ciclo “La fantascienza degli anni d'oro”, dove l'ambientazione richiama il western, con tutti i cliché del caso, arricchita dalla fantascienza ottimista degli anni in cui si stava guardando allo spazio come qualcosa di raggiungibile e forse colonizzabile.
Non male, semplice e divertente. E' adatto a chi si accosta per la prima volta alla fantascienza, con gli occhi di un ragazzo che ha voglia di avventure. Sicuramente leggerlo sarà un ottimo passatempo, tutt'altro che noioso se siete appassionati di fantascienza e se invece siete amanti fedeli del buon dottore, non dovete far altro che leggerlo.
Ho letto questo libro sotto costrizione scolastica come si suol dire, ma contrariamente a molti libri imposti e mal digeriti, questo è un perla rara di scrittura ironica con un retrogusto amaro che ti fa guardare con altri occhi le cose che ci circondono. Consiglio questo libro perchè secondo me è ideale da portare sotto l'ombrellone o da appoggiare su un plaid in montagna, non è complesso, sono novelle brevi ideali tra un tuffo o l'altro o una sosta in rifugio. Ricordo ancora che la mattina presto dopo aver letto questo libro cercavo sempre con gli occhi i funghi tra le pensiline del tram e sorridevo ancora all'idea di Marcovaldo che una bella mattina...
Mi ricorderò sempre questo libro come uno dei primi che lessi, imposto tra una scelta di molti altri dal mio professore di disegno tecnico delle medie.
Mi ricordo che fui l'unico che scelsi questo libro e sinceramente non saprei perché lo feci ma indubbiamente fu scelta azzeccata; il libro si faceva leggere bene ed era pieno di disegni ed illustrazioni sulle costruzioni dell'uomo, una sorta di spiegazioni alle opere civili dell'ingegno umano. Probabilmente ora è introvabile, caduto nell'oblio della letteratura saggistica.
Lo conservo con affetto non tanto per i contenuti ma per il ricordo in esso legato.
Non si può cercare di recensire questo libro di Asimov, senza enunciare ciò che sta alla base di queste storie e cioè le ormai universalmente note “Tre leggi della robotica” alle quali obbediscono tutti i robot che compaiono nei suoi racconti (e in molti racconti di altri autori):
1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
In questa raccolta di racconti (e nella successiva “Il secondo libro dei robot”) Asimov rappresenta una galleria di straordinari esseri meccanici, contornati da altrettanto vividi caratteri umani. Nessun scrittore o autore cinematografico, può tentare di rendere vivo un robot senza avere nella testa quello che è diventata una sapienza universale e cioè le tre leggi.
Un'opera memorabile che affascina, commuove e diverte (perchè conditi dal geniale e proverbiale umorismo dell'autore), avvince il lettore dal primo all'ultimo racconto. Oltre alle storie in se stesse, ciò che rende unico questo libro e tutto il mondo Asimoviano è la perfetta analisi sociologica che Asimov intreccia nei suoi libri, le riflessioni che ne seguono sono, come capita solo nelle migliori letture, non solo stimolanti, ma hanno il potere di insegnare divertendo.
Se vogliamo indicare le storie più affascinanti, di sicuro dobbiamo citare: “La prova”, “Robbie” e “Bugiardo!”, ma non sono solo i robot a farla da padroni ma anche i personaggi come il duo “Gregory Powell - Mike Donovan”, coppia sensazionale, braccio e mente, uniti da una grande amicizia; e poi la mitica U.S. Robots con l'attenzione alla robopsicologa Susan Calvin, definita dallo stesso Asimov il suo personaggio più riuscito.
I racconti si basano in maniera diversa uno dall'altro sul disfacimento proprio della ferrea logica delle tre leggi della robotica: un difetto di fabbricazione o un evento imprevedibile che sarà la causa scatenante della storia stessa.
Una dovuta precisazione, per chi magari ha visto il film e non lo ha particolarmente convinto facendolo desistere dalla lettura da cui è stato tratto: ecco come posso dirlo... non gli assomiglia neanche se guardato da una galassia con l'altra. Seppur rispecchia lo stile e ne include alcuni personaggi e parte dell'ambientazione, poggiando sulle tre leggi della robotica, non ne capisce assolutamente le sfaccettature che sono la parte fondamentale del libro.
Imperdibile.
Lettura scolastica, dei tempi delle medie, come al solito ci si aspettava il solito volume irto di noia in quanto imposto senza senso alcuno (per lo meno questo era quello che si pensava allora).
Invece mi ricordo che la lettura inizio e finì in un solo pomeriggio: scritto con un linguaggio semplice ma molto efficace, scorrevole, piacevole, evocativo, da raccontatore antico, come le storie che i “vecchi” raccontavano la sera, quando ancora il focolare non era stato sostituito dalla televisione. Belle le descirizioni, ottima la caratterizzazione di Eliseo, che ancor oggi ricordo.
Sgorlon descrive la vita com'era un tempo che ora non c'è più. Un romanzo pieno di paure, amore, amicizia, il rispetto, ma più di ogni altra cosa, la dignità che esisteva allora, quando si possedeva poco e si dava valore a tutto.
Storia di un ergastolano, che dopo tanto tempo per una grazia ritorna ai luoghi della sua infanzia. Eliseo Bastianutti ha imparato a farsi bastare il poco che la vita gli concede e così abituato alla solitudine riceverà con infinità dolcezza quello che la vita vorrà donargli. Questa è la sua storia.
Consigliato.
Un gran bel libro davvero.
Brian Fagan, professore di antropologia all'università della California è un autore molto prolifico di saggi sulla civiltà egizia.
Questo suo libro, abbastanza esauriente e scorrevole, ripercorre le scoperte delle antichità egizie dalla fine del diciottesimo secolo alla fine del diciannovesimo. A tratti appassionante, si fa leggere e sorprende per l'autorevolezza senza mai annoiare.
Bel saggio.
Questo libro praticamente fa parte della mia infanzia, più ricordo che lettura interessante, lo tengo gelosamente perchè mi ricorda i pomeriggi passati con mio padre ha guardare la formula uno in televisione, quando correvano nomi come: Lauda, Andretti, Hunt, Fittipaldi, Reutemann, Brambilla, Merzario, Stewart, Moss, Ferrari, Ecclestone, Champan, Forghieri, Chiti, Duck-worth.
E quando a commentare i gran premi c'era Oscar Orefici; devo dire che rispetto a quei tempi, la formula uno di oggi, mi sembra molto annacquata e infatti la seguo molto più raramente rispetto ad allora.
Ricordo di tempi che furono. Da custodire.
Mi è capitato in mano recentemente questo volumetto destinato ai bambini di tanto tempo fa... mi si è stretto il cuore a sfogliare le pagine e a vedere le invenzioni del passato e quelle che negli anni 80 si pensava che sarebbero entrate nel presente di oggi, quanto mi aveva fatto sognare questo libro tutto colorato...
Letto il primo libro dei tre. Messo da parte per proseguire altre letture, seguirà recensione completa alla lettura finale della trilogia.