
Un nome senza volto, in originale “The Bourne Identity” è un romanzo del 1980 dello scrittore statunitense Robert Ludlum; è il primo libro della fortunata serie con protagonista Jason Bourne, che è stata best seller in tutto il mondo e dalla quale è stata tratta una serie di film. Da questo specifico romanzo è stato tratto il film The Bourne Identity.
Il film The Bourne Identity (2002) con Matt Damon, pur essendo tratto da questo libro, ne differisce però in parti sia fondamentali che secondarie. In particolare, nella pellicola è completamente assente la continua sfida tra Bourne e Carlos che è invece l'asse portante del romanzo.
Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.
Ludlum ha scritto due romanzi successivi proseguendo la trama di questo libro: Doppio inganno e Il ritorno dello sciacallo. I tre romanzi formano la cosiddetta trilogia di Bourne. Dopo la morte di Ludlum, lo scrittore Eric Van Lustbader ha continuato la storia di Jason Bourne scrivendo “L'eredità di Bourne”, “La colpa di Bourne”, “La scelta di Bourne”, “Il rischio di Bourne” e “La preda di Bourne”.
Va anche segnalato che il romanzo di Ludlum “Il segreto di Ambler” ha una trama molto simile a “Un nome senza volto”. Il romanzo, lasciato incompiuto dall'autore, è stato completato e pubblicato postumo nel 2005.
La trama di questo romanzo: un uomo viene ritrovato da alcuni pescatori in fin di vita, con ferite d'arma da fuoco, mentre va alla deriva nel mar Mediterraneo. Portato in un'isoletta del sud della Francia, dopo alcuni mesi di convalescenza si riprende grazie all'aiuto del medico del luogo. L'uomo tuttavia non ricorda nulla della propria vita, nemmeno come si chiama, ma il medico gli svela alcuni aspetti inusuali del suo corpo e del suo comportamento, in particolare un microfilm innestato chirurgicamente sotto pelle che contiene il numero di una cassetta di sicurezza svizzera. L'uomo si trasferisce quindi a Zurigo dove scopre la propria identità: Jason Bourne, killer di professione. Altri brandelli del suo passato riemergono qua e là in determinate situazioni di stress, ma la scoperta più drammatica è che qualcuno lo vuole morto. L'incontro con l'economista canadese Marie Saint Jacques, che da ostaggio recalcitrante si trasforma in amante appassionata e preziosa alleata, porta Bourne a Parigi, lo aiuta a diradare progressivamente il buio della propria amnesia e nello stesso tempo a individuare i due diversi gruppi di individui che cercano di ucciderlo: da una parte gli uomini della Treadstone, una creazione della CIA, e dall'altra quelli guidati dal famigerato terrorista internazionale Carlos. Mentre i contorni del passato diventano sempre più definiti, Bourne riesce non solo a celarsi ai suoi nemici ma a scatenare anche il caos nelle loro fila finché non decide di raggiungere New York per sciogliere definitivamente i dubbi che lo attanagliano e mettere fine all'interminabile caccia all'uomo scatenata contro di lui.
Lessi questo libro tanti e tanti anni fa, prima che questo primo volume tornò alla ribalta (e alla ristampa) per via dei film interpretati dal bravissimo Matt Damon. Il libro con il film (peraltro molto bello) ha a che fare come una formica con un elefante, ma in questo caso l'elefante lo fa il libro. Se il film è pieno di azione, il libro è adrenalinico, se il film ha alla base la cospirazione, il libro ne è così intriso da potervi far dubitare di tutto e tutti. Il personaggio è meraviglioso e delineato con maestria, soprattutto il profilo psicologico che nel libro ha molta più importanza che nel film. Jason Bourne era un'agente addestrato come una macchina da guerra all'interno di un ente governativo segretissimo con il compito di svolgere le missioni più pericolose; ora si ritrova senza memoria e dovrà ricostruire la sua vita passata... ovviamente a modo suo...
Insomma se vi è piaciuta la pellicola e non avete mai letto questo romanzo, non fatevi scappare questa occasione.
Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot”, signor complotto. . I suoi libri sono stati tradotti in 32 lingue in oltre 40 paesi. Il totale delle vendite dei suoi libri supera i 200 milioni di copie.
È diventato celebre per la serie di romanzi The Bourne Identity ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.
In questo libro, esce un po' dai suoi classici scenari e ci racconta la storia di una multinazionale interessata allo sfruttamento del sottosuolo ricchissimo della Giamaica, di una squadra formata da eminenti scienziati e di alcune morti misteriose, infine ci sarà la leggendaria tribù degli Halidon, con una ragnatela che avvolge l'intero pianeta...
La narrazione è avvincente, molto complessa e si rischia un po' di perdersi. La trama si snoda in modo imprevedibile, anche se a volte i risvolti assumono contorni esagerati; purtroppo il finale non è degno dell'intero libro.
Diciamo che sono rimasto molto spiazzato da questo strano genere a sfondo ambientalista non ti tipico di quest'autore e dunque fosse stato scritto da un altro avrebbe meritato un voto più alto.
Di sicuro non il più bello che ha scritto. Solo per i fans di Mr. Plot.
Ogni tanto capita che in un genere dove regnano alcuni mostri sacri, come quello delle spy-story, si affaccia qualche nuovo autore esordiente a volte con buoni risultati e dunque riesce a convivere con i grandi scrittori e altre volte finisce subito nel dimenticatoio. Questo Daniel Silva è stato una piacevolissima sorpresa e non ha nulla da invidiare a Le Carrè.
La scrittura e le storie di questo autore sono sicuramente di quelli destinati a durare; in particolare questa storia di spionaggio, dove si contrappongono MI5 e MI6 contro Abwehr e SS, “La spia improbabile” diventa subito una sorta di classico del genere: siamo infatti nel 1944, gli alleati preparano lo sbarco in Normandia e l'M15 è impegnato a confondere il nemico quando scopre che i servizi segreti nazisti hanno riattivato una loro spia. E' una donna, e la sua arma principale è la seduzione. Come scoprirla senza mettere a rischio la preparazione del D-Day? E come usarla per disinformare l'intelligence del Reich e convincerla che lo sbarco avverrà a Calais?
Questo romanzo mi ha tenuto incollato alle pagine dall'inizio fino alla fine. L'intreccio di storie, intrighi e i continui colpi di scena, uniti alla descrizione del momento storico (che a me è sempre piaciuto come ambientazione dei romanzi), risulta davvero affascinante. Rimarchevole poi, il finale amaro.
Consigliato a tutti gli appassionati di romanzi storici e di spionaggio.
Il mosaico di Parsifal, in originale “The Parsifal Mosaic”, è un romanzo di spionaggio scritto nel 1982 da Robert Ludlum. Sembra che Ron Howard è stato contattato dalla Universal per dirigere l'adattamento cinematografico di questo libro. Il mosaico di Parsifal è il romanzo di Ludlum che si concentrata interamente sulla guerra fredda , e sulla possibilità di una guerra nucleare . Altri romanzi come “Il circolo Matarese” e “Aquitania” usano la guerra fredda come sfondo, ma non si basano su di essa come invece accade in questo libro.
Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.
È diventato celebre per la serie di romanzi “The Bourne Identity” ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.
La trama del romanzo: Micheal Havelock è un ex agente segreto che ha visto il suo amore, Jenna Karas, morire su una spiaggia di Barcellona dopo quello che pensava fosse un tradimento e dopo essersi convinto che faceva il doppio gioco. Lo shock è abbastanza per lui da decidere di lasciare i servizi segreti e andare in pensione. Un giorno però uno sguardo casuale in una affollata stazione ferroviaria di Roma cambia tutto. Si rende conto che lei è, in effetti, non è morta. Quello che segue è una trama davvero contorta, nelle migliori tradizioni “Ludlumiane” che coinvolgerà russi, francesi, corsi e agenti africani fino ad arrivare in fondo dove lo aspetta l'uomo più potente della terra, il presidente degli Stati Uniti. Scoprire una talpa russa ai massimi livelli del Dipartimento di Stato e la possibilità molto reale di una guerra nucleare che coinvolge gli Stati Uniti, la Russia e la Cina... e il misterioso personaggio “Parsifal” che potrebbe far scattare una trappola mortale per l'intera umanità.
Ludlum si conferma maestro di articolazione della trama, colpi di scena e dialoghi veloci e ben strutturati. L'intrigo qui è al top. L'autore è una garanzia per questo genere di thriller ambientati nel mondo dei servizi segreti, i suoi libri sono sempre ben documentati e strutturalmente ben progettati, non ci sono falle e l'autore cerca sempre di tenere il lettore sulle spine e ottimizza i colpi di scena in modo da non annoiare mai durante la lettura. Come la maggior parte dei romanzi di Ludlum, il palcoscenico della vicenda è il mondo stesso, per un romanzo che non vedi l'ora di finire.
Ludlum, come dico sempre è il maestro di questo genere. Ritmi concitati e una maestria superba nel costruire degli intrecci veramente complicati. Lo consiglio a chi volesse trascorrere qualche ora di tensione e suspance. Anche se, personalmente, se volessi apprezzare da subito l'autore partirei con la Trilogia di Bourne.
I robot dell'alba, in originale “The Robots of Dawn” è un romanzo poliziesco di fantascienza dello scrittore Isaac Asimov, pubblicato nel 1983, terzo libro del Ciclo dei Robot. Essenzialmente è una detective story e chiarisce un'idea di Asimov: la fantascienza è un ingrediente che può essere applicato ad ogni genere letterario.
Qui ci troviamo al terzo capitolo del “Ciclo dei Robot” composto rispettivamente da: Abissi d'acciaio - Il sole nudo - I robot dell'alba - I robot e l'Impero.
La trama del romanzo: il libro si apre con il detective Elijah Baley che, mentre si sta allenando con suo figlio e altri terrestri a sopportare l'esposizione all'esterno vincendo la propria agorafobia, viene convocato con urgenza a Washington. Il suo intervento è stato infatti richiesto per vie diplomatiche dal pianeta Aurora, dove R. Jander Panell, un robot umanoide identico al suo amico R. Daneel Olivaw, è stato distrutto mediante un blocco mentale. Nella vicenda è implicato il roboticista Han Fastolfe, il creatore dei due robot umanoidi, che Baley conosce dalle vicende del libro Abissi d'acciaio (il primo romanzo del Ciclo dei Robot).Elijah si recherà su Aurora, dove verrà affiancato nell'indagine dall'amico Daneel; su Aurora Baley incontra di nuovo Gladia, la solariana protagonista del romanzo precedente, Il sole nudo (il secondo romanzo del Ciclo dei Robot). Nel corso della vicenda si scoprirà addirittura che Gladia aveva una relazione sessuale con il robot Jander, e che lo considerava alla stregua di un marito.
Isaac Asimov riprende ancora una volta due dei personaggi più riusciti e popolari della sua letteratura: il detective umano Elijah Baley e il robot R. Daneel Olivaw. Però questo è un libro scritto dopo decenni dai primi due e si vede. I tempi sono cambiati e sembra che anche il buon dottore voglia passare per la sdoganazione del sesso. Per chi ha letto i libri della fondazione e quindi l'ultimo libro che chiude idealmente tutti i filoni di Asimov, è stato illuminante come l'autore inserisca in questo libro riferimenti che gli permetteranno di ricondurre tutte le fila delle sue storie.
In questo caso il meccanismo del libro giallo applicato alla fantascienza perde un po' di mordente, sembra più un pretesto per parlare d'altro ma resta il fatto che leggere Asimov è sempre un piacere; colloco però questo libro un tantino sotto gli altri.
Il martello dell'Eden, in originale “The Hammer of Eden” è un romanzo del 1998 di Ken Follett ambientato in California nei primi anni novanta. Alcuni dei libri di Follett hanno raggiunto la prima posizione del New York Times, tra cui “Triplo”, “Il Codice Rebecca”, “Un letto di leoni”... Due dei suoi romanzi, “I pilastri della terra” e “La cruna dell'ago”, sono stati inseriti nella lista dei 101 best-seller più venduti di tutti i tempi. Ha venduto più di 150 milioni di copie nel mondo, ed è uno dei più ricchi e famosi giallisti britannici della storia, dopo autori come Ian Fleming e Agatha Christie.
La trama del romanzo si può così riassumere: ambientato negli anni novanta negli Stati Uniti, in una città e in un ambiente geografico in parte inventato della California. La vicenda narra le avventure di una delle ultime comunità di hippy che riesce a vivere nascondendosi dal resto del mondo civilizzato. Ma la situazione è destinata allo sconvolgimento per il progetto di costruire una diga nella valle con l'allagamento delle case e della vigna da cui dipende la comune e con la distruzione dell'ambiente. Priest, il leader del gruppo, ordirà un piano ingegnoso per costringere il governatore della California ad abbandonare il progetto per riuscire a prolungare la vita della comune lontano dalla società corrotta e inquinata. Priest vuole infatti rubare un vibratore sismico – realmente esistente – per provocare terremoti dalle parti della celebre faglia di Sant'Andrea, minacciando di distruggere la famosa città californiana di San Francisco. Questo folle piano, che Priest riuscirà a far decollare, sarà ostacolato dall'agente Judy Maddox, membro dell'FBI. Le vicende assumono un ritmo serrato con un alto livello di particolari nell'indagine che la Maddox avvierà nel tentativo di fermare Priest che ben presto diverrà il suo nemico fino allo scontro finale.
Questo, insieme a “Il terzo gemello”, li considero i peggiori dell'autore nella sua intera carriera di scrittore e non sto neanche a citare “Il pianeta dei Bruchi” perchè mi sembrerebbe proprio di sparare alla croce rossa. In ogni caso Follett non sembra neanche essere convinto se schierarsi con la vita appartata e ambientalista degli hippy, oppure prenderne le distanze per via della loro crudeltà e il totale disinteresse per una vita umana che li porterà a uccidere molte vite innocenti per arrivare al loro scopo inizialmente benefico.
E' un libro basato su un presupposto che sembra assurdo, ma è quello che fa stare in piedi tutta la storia, ovvero che un gruppo di persone possa e riesca a provocare un terremoto volontariamente in un determinato luogo. Quando mi sono ritrovato a leggere le altre recensioni ho trovato conferma che praticamente questa storia manca totalmente di suspense a causa della pressoché mancanza di colpi di scena e del finale quasi scontato. Sinceramente credo che il libro possa essere giustamente apprezzato proprio da quel mondo hippy che viene così ben descritto.
Completamente superfluo.
L'ultima verità, in originale “Trevayne” è un romanzo di spionaggio scritto da Robert Ludlum e pubblicato nel 1973, scritto con lo pseudonimo di Jonathan Ryder. Una cusriosità: questo romanzo è l'unico romanzo Ludlum senza la parola “Il” nel titolo. Il libro è stato successivamente ristampato con il nome proprio di Ludlum. L'autore ha spiegato il motivo per il suo uso di uno pseudonimo dicendo che doveva pubblicare con il nome di Jonathan Ryder perchè la saggezza convenzionale del tempo era che un romanziere non poteva pubblicare più di un libro all'anno.
Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.
È diventato celebre per la serie di romanzi “The Bourne Identity” ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.
La trama di questo romanzo: la storia ruota attorno un magnate indipendente e testardo che accetta con riluttanza un appuntamento dal presidente degli Stati Uniti a capo di una sottocommissione per indagare sugli illeciti e la corruzione dilagante commesse da appaltatori e subappaltatori con il Pentagono. L'indagine, ovviamente, dissotterrerà rapidamente verità pericolose.
La domanda che ci si rivolge durante la lettura del libro è “chi sono i veri poteri che tracciano le trame degli Stati Uniti d'America?” Il protagonista di questo libro dovrà affrontare corruzione, mafia, politica, interessi economici e ideologici, per scoprirlo. Scritto sotto l'influenza dello scandalo Watergate, un romanzo avvincente e come sempre nella tradizione di Ludlum molto plausibile.
Ennesimo capolavoro del maestro dell'intrigo... Ludlum si conferma maestro di articolazione della trama, colpi di scena e dialoghi veloci e ben strutturati. Anche il soggetto della trama è intrigante e mozzafiato come sempre. A mio parere, uno dei migliori romanzi di Ludlum dopo la trilogia di Bourne. La parte finale è un capolavoro per intensità e suspense, con ovviamente risvolti imprevedibili.
Lo consiglio a chi volesse trascorrere qualche ora di tensione e suspense. Anche se, personalmente, se volessi apprezzare da subito l'autore partirei con la Trilogia di Bourne.
Lucky Starr, il vagabondo dello spazio è un romanzo di fantascienza per ragazzi del 1952 di Isaac Asimov. Costituisce il primo volume del ciclo di Lucky Starr, una serie narrativa di space opera avventurosa pensato da Asimov per un eventuale pubblico televisivo. È stato pubblicato in italiano per la prima volta nel 1962 col titolo Veleno per la Terra e ripubblicato anche col titolo David Starr il cacciatore dello spazio.
Va detto subito che questa serie è stata scritta come la sceneggiatura per un telefilm destinato ad un pubblico molto giovane e infatti il personaggio era nato con questo scopo, dunque non aspettatevi il solito buon dottore del ciclo delle fondazioni o anche le varie sfaccettature dei libri sui robot. Questo romanzo -e l'intera serie di Lucky Starr - è veloce, immediato, avventuroso e di immediata lettura. Questo romanzo è il primo di una serie cui fa da sfondo il sistema solare e che dimostra l'abilità di Isaac Asimov come scrittore di pura ed efficacissima avventura. Il paladino invincibile, il compagno sbruffone, gli alieni misteriosi, l'intrigo planetario, un giallo come trama e le solite meraviglie tecnologiche di Asimov.
David “Lucky” Starr è un giovane scienziato del futuro con notevoli capacità d'investigatore: la sua prima missione lo porta su Marte, che l'ingegnosità dell'uomo ha trasformato in un mondo agricolo da cui provengono i rifornimenti per una terra sempre più affamata. Ma una mano assassina sta avvelenando i prodotti marziani, costringendo la Terra all'embargo nei loro confronti. A David Starr, meglio noto come il Vagabondo dello Spazio, il compito di scoprire il colpevole: sarà umano o apparterrà invece alla mitica, antichissima, sepolta razza dei signori di Marte?
Il libro fa parte del ciclo “La fantascienza degli anni d'oro”, dove l'ambientazione richiama il western, con tutti i cliché del caso, arricchita dalla fantascienza ottimista degli anni in cui si stava guardando allo spazio come qualcosa di raggiungibile e forse colonizzabile.
Non male, semplice e divertente. E' adatto a chi si accosta per la prima volta alla fantascienza, con gli occhi di un ragazzo che ha voglia di avventure. Sicuramente leggerlo sarà un ottimo passatempo, tutt'altro che noioso se siete appassionati di fantascienza e se invece siete amanti fedeli del buon dottore, non dovete far altro che leggerlo.
Paria dei cieli, in originale “Pebble in the Sky” è un romanzo di fantascienza dello scrittore Isaac Asimov pubblicato nel 1950. Terzo e ultimo capitolo del ciclo dell'Impero Galattico. Con Paria dei cieli si chiude la trilogia dell'Impero Galattico, la cui successiva decadenza è parte integrante delle vicende del Ciclo della Fondazione. Il romanzo venne scritto pochi anni dopo l'uso delle prime bombe atomiche perciò l'idea di un pianeta diventato radioattivo come conseguenza del loro uso era estremamente forte.
Il “Ciclo dell'Impero” è una passaggio obbligato tra i meravigliosi “Ciclo dei Robot” e “Ciclo della Fondazione”. I tre libri sono episodi isolati rispetto a cosa sta succedendo o meglio dovrebbe succedere nell'intera galassia e infatti nelle intenzioni di Asimov c'era l'idea di scrivere altri libri per cercare di unire meglio questo ciclo (scritto tanti anni fa) agli altri due.
Egli dichiara che nel 1949, quando scrisse la storia, gli effetti delle radiazioni sui tessuti organici erano molto sottovalutati, e quindi, gli sembrava legittimo che gli esseri umani continuassero a vivere sulla Terra nonostante la radioattività. Asimov si scusa per non aver potuto correggere il libro per farlo sembrare più scientifico, in quanto le radiazioni sono un fatto essenziale ai fini della trama.
La trama è presto scritta: Joseph Scwharz è un sarto in pensione che rimane vittima di un incidente avvenuto in una centrale nucleare che lo trasporta in un lontanissimo futuro in cui la Terra è radioattiva e solo alcune aree sono abitabili. Affidato ad uno scienziato per fare da cavia per un esperimento di potenziamento sinaptico, la sua mente comincia a cambiare e l'archeologo Bel Arvardan è arrivato sulla Terra per studiarne le antiche rovine.
Lo scenario temporale in cui viene proiettato il protagonista è il nono secolo dell'Era Galattica, segnato dal massimo splendore dell'Impero di Trantor, un'epoca di pace e prosperità ispirata all'età augustea dell'Impero romano. I pianeti, come le antiche province, hanno ampia autonomia finché pagano le tasse e rispettano le leggi imperiali ma non tutti sono soddisfatti di questa situazione.
Nel romanzo si intrecciano diversi temi ricorrenti nelle opere di fantascienza dell'autore: i viaggi nel tempo, la Terra radioattiva, gli odi e le discriminazioni razziali (i terrestri sono emarginati e confinati sulla Terra, da qui l'auto imposizione delle leggi demografiche), i poteri telepatici.
La trama è lineare e anche se per certi versi la parte scientifica è obsoleta rimane ben costruito. La costruzione dei personaggi non erano il lato forte di Isaac Asimov e anche in questo romanzo non sono particolarmente sofisticati ma è una lettura che scivola via veloce e fa quasi rimpiangere di finire così in fretta... anche questa volta Asimov non delude.
Un Asimov puro, positivista, poco prolisso ma chiaro e dettagliato. Un buon romanzo che è diventato un classico della fantascienza, lo consiglio assieme almeno alle altre storie scritte da Isaac Asimov che fanno parte del ciclio dell'impero e della fondazione.
Spero vogliate scusarmi se considero l'opera di Cornwell un tutt'uno e non spezzetto i miei giudizi sui cinque libri. Tutti noi conosciamo sicurmante la storia di Re Artù, di Lancilotto, Ginevra, Mago Merlino, Morgana... ma qui la troverete con un punto di vista alquando diverso e a mio parere meraviglioso. La storia viene raccontata da un vecchio amico di Re Artù, che la seguito nelle sue avventure e ora vecchio e stanco tramanda questa storia ad una attenta ascoltatrice. Molto tempo è passato da quando fedele servitore di Artù lo proteggeva in ogni battaglia, in ogni avventura. Qui troverete miti celtici, la nascita dell'Inghilterra, amori, tradimenti, spade che si incontrano mandando scintille, elmi che cozzano, l'amore di un uomo per la sua terra. L'estrema difesa a ciò in cui crede. Sono convito che vi divertirete a leggerla e che cominciato dal primo non vorrete più smettere.
Il Ciclo delle Fondazioni è un gruppo di sette romanzi di fantascienza scritti da Isaac Asimov a partire dal 1951. Dopo la trilogia iniziale, nota come Trilogia della Fondazione, Asimov, sotto la spinta degli appassionati e dell'editore, riprese in mano il ciclo e nel 1982 realizzò un seguito ai primi tre romanzi, per concludere con due prequel nel 1988 e nel 1992.
La Trilogia della Fondazione è composta dai tre romanzi originali Fondazione, Fondazione e Impero, Seconda Fondazione, per i quali Asimov vinse il Premio Hugo come miglior ciclo fantascientifico nel 1966. I tre romanzi sono noti anche con i titoli “Cronache della Galassia”, “Il crollo della Galassia centrale”, “L'altra faccia della spirale”.
L'intera saga, ordinata secondo la cronologia interna degli eventi, è composta da:
- Preludio alla Fondazione (non incluso in questa raccolta)
- Fondazione anno zero (non incluso in questa raccolta)
- Fondazione o Cronache della galassia o Prima fondazione
- Fondazione e Impero o Il crollo della galassia centrale
- Seconda Fondazione o L'altra faccia della spirale
- L'orlo della Fondazione
- Fondazione e Terra (non incluso in questa raccolta)
I tre romanzi della trilogia originale (Fondazione, Fondazione e Impero, Seconda Fondazione) sono stati scritti tre decenni prima degli altri seguiti e prologhi e sono stilisticamente molto diversi da essi. Si tratta in realtà di una raccolta di storie brevi ed in seguito raccolte in volume.
Dopo la morte di Asimov, la moglie Janet Jeppson ha chiesto agli scrittori Gregory Benford, Greg Bear e David Brin di scrivere una trilogia di romanzi - comunemente nota come “Second Foundation Trilogy” - ambientati nello scenario dei due prequel, e dunque incentrati sulla fortunata figura di Hari Seldon. I tre romanzi sono: “Fondazione la Paura”, “Fondazione e Caos”, “Fondazione, il trionfo”. Di questi solo il primo è stato pubblicato in Italia, mentre la trilogia nel complesso ha riscosso forti critiche da parte dei lettori.
Ma chi è stato Isaac Asimov? E' stato un biochimico, scrittore di fantascienza, giallista e anche divulgatore scientifico russo naturalizzato statunitense. Credo che non abbia molto bisogno di presentazioni, almeno per chi è un poco avvezzo al genere fantascienza; comunque le sue opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della divulgazione scientifica. È autore di una vastissima e variegata produzione, stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi.
E' molto difficile sintetizzare brevemente la trama, ma ci proverò: l'Impero Galattico, che da secoli esercita il suo potere su tutti i pianeti conosciuti, sta scomparendo: lascerà il posto a 30.000 anni di ignoranza e violenza. Nel tentativo di limitare a pochi secoli il periodo di barbarie che sicuramente subentrerà alla caduta dello smisurato Impero Galattico, lo psicostoriografo Hari Seldon, creatore della rivoluzionaria scienza della “psicostoria”, da vita alla Fondazione, una organizzazione di scienziati e mercanti che avrà il compito di riportare la civiltà nella Galassia su Terminus, un piccolo pianeta ai margini della Galassia. L'istituzione è però destinata a venire rapidamente distrutta da una figura terribile e misteriosa di mutante che impone un'orribile dittatura. Ma tra le rovine di quello che era stato un faro del sapere si mormora che nascosta in un remoto angolo della Galassia vi sia una Seconda Fondazione. La cercano disperatamente coloro che intendono distruggerla, ma anche i sopravvissuti della prima Fondazione. Il suo destino giace nelle mani di un adolescente, Arkady Darell, che nasconde un terribile segreto...
La fantascienza per me è Asimov, s'incarna e vive in lui; il resto è tutto nel secondo gradino del podio: mi sono avvicinato alla fantascienza con lui e per me questo è un vero capolavoro, insieme al ciclo dei robot. Non avrò mai le parole sufficienti per esprimere le sensazioni che questa saga ha saputo suscitare in me quando l'ho letta da ragazzino. Questo ciclo fantastico racchiude mezza vita dell'autore più famoso di fantascienza. L'altra metà, è occupata dal ciclo dei robot, altra imperdibile saga. Asimov ha creato un'epopea che coinvolge milioni di mondi e milioni di personaggi, che ve ne farà innamorare follemente.
Un capolavoro grandioso che narra la storia umana fino a un futuro lontano 30-40 mila anni: a partire dai dall'avvento dei robot nella società umana, alle prime colonizzazioni della galassia sfociate nelle faticosa costruzione dell'impero fino alla sua lenta caduta e all'ascesa delle 2 fondazioni destinate a gettare i semi di un nuovo futuro per l'umanità. I contenuti filosofici e sociologici sono predominanti, donando all'opera un più ampio respiro rispetto ad altre saghe fantascientifiche. La protagonista principale di questa saga è, infatti, l'umanità stessa, con i suoi difetti, le sue capacità e le sue meraviglie.
Una caratterizzazione dei personaggi, delle società, delle implicazioni politiche ed economiche che non troverete in nessun altro posto. Quanti personaggi meravigliosi: Baley, Daneel, Gladia, Seldon, Hardin, Trevize... A mio parere i cicli di Asimov, nel loro insieme, sono il suo testamento più bello a testimonianza del suo ottimismo e della sua fiducia nel genere umano capace col dono della ragione e con la fiamma dell'idealismo di portare a compimento la sua opera più grande: un universo colonizzato e pacificato.
Questo ciclo è fondamentale. E' la Bibbia della fantascienza. Se non lo avete letto non potete dire di sapere cos'è la fantascienza. Punto.
Cyclops, in originale “Cyclops” è un libro del 1986, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.
Salto nel buio è l'ottava avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler.
Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.
I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.
Dirk Pitt in questo avventura sarà impegnato nel ritrovamento di una nave carboniera della marina americana, la USS Cyclops Cyclops che trasporta trecento passeggeri e un prezioso carico, scomparsa nel famoso Triangolo delle Bermude nel 1918 con tutto l'equipaggio, diretta a Norfolk dopo una sosta alle Isole Bermude. Dirck Pitt, nella veste di direttore dei Progetti Spaciali della NUMA, predispone un piano per il recupero della nave. E presto capisce che quel naufragio è solo un particolare di uno scenario complicato che vede coinvolte le massime potenze mondiali in lotta per la conquista di qualcosa che va al di là delle più sfrenate ambizioni umane.
Ottava avventura di Dirk, forse il romanzo che fino adesso si presterebbe meglio ad una sceneggiatura da film: guerre nascoste, documenti segreti, i soliti Stati Uniti contro il blocco comunista in pieno stile Reganiano, colpi di stato mancati, missioni nello spazio ed esattamente nel fulcro di tutto questo, come al centro di un ciclone un solo uomo che possa salvare l'umanità, il nostro eroe per eccellenza insieme a tutta la banda della Numa.
Direte sicuramente: tutto già visto e letto? Sì, esattamente così, ma come continuo a ribadire da sette libri a questa parte, questi sono i libri di Cussler, le storie sono più o meno sempre uguali, cambiano gli ambienti e se ne fa un altro. Ma questi sono libri di avventura, state leggendo o volete leggere di un eroe alla “Die Hard” che invece di stanare cattivi da un grattacelo, lo fa dagli abissi marini. Punto e stop. Aprite i popcorn, mettetevi comodi e buon divertimento.
Spero vogliate scusarmi se considero l'opera di Cornwell un tutt'uno e non spezzetto i miei giudizi sui cinque libri. Tutti noi conosciamo sicurmante la storia di Re Artù, di Lancilotto, Ginevra, Mago Merlino, Morgana... ma qui la troverete con un punto di vista alquando diverso e a mio parere meraviglioso. La storia viene raccontata da un vecchio amico di Re Artù, che la seguito nelle sue avventure e ora vecchio e stanco tramanda questa storia ad una attenta ascoltatrice. Molto tempo è passato da quando fedele servitore di Artù lo proteggeva in ogni battaglia, in ogni avventura. Qui troverete miti celtici, la nascita dell'Inghilterra, amori, tradimenti, spade che si incontrano mandando scintille, elmi che cozzano, l'amore di un uomo per la sua terra. L'estrema difesa a ciò in cui crede. Sono convito che vi divertirete a leggerla e che cominciato dal primo non vorrete più smettere.
Spero vogliate scusarmi se considero l'opera di Cornwell un tutt'uno e non spezzetto i miei giudizi sui cinque libri. Tutti noi conosciamo sicurmante la storia di Re Artù, di Lancilotto, Ginevra, Mago Merlino, Morgana... ma qui la troverete con un punto di vista alquando diverso e a mio parere meraviglioso. La storia viene raccontata da un vecchio amico di Re Artù, che la seguito nelle sue avventure e ora vecchio e stanco tramanda questa storia ad una attenta ascoltatrice. Molto tempo è passato da quando fedele servitore di Artù lo proteggeva in ogni battaglia, in ogni avventura. Qui troverete miti celtici, la nascita dell'Inghilterra, amori, tradimenti, spade che si incontrano mandando scintille, elmi che cozzano, l'amore di un uomo per la sua terra. L'estrema difesa a ciò in cui crede. Sono convito che vi divertirete a leggerla e che cominciato dal primo non vorrete più smettere.
Robert Ludlum, Mr. Plot (Sig. Complotto), qui in grande spolvero in un libro di azione, intrigo, suspense che lascia letteralmente annichiliti di fronte alle trame ordite da questo grandissimo scrittore.
“Nulla è come è stato prima per te. Nulla potrà mai essere uguale...”, insieme a queste parole arrivate per missiva, l'architetto Holcroft riceve, del tutto inaspettati, 780 milioni di dollari. Una lettera ricevuta che lo porta dentro un intrigo di portata mondiale che mira a far riemergere il sogno criminale nazista, attraverso gli eredi di quello che fu il terzo reich.
Credo che non ci sia nessun dubbio, questo è uno dei migliori libri dal punto di vista della suspance e dell'intrigo “doppiogiochista”, un complotto oscuro, terribile e definitivo. Ovviamente un uomo solo davanti ad esso per contrastare il grande complotto. Fino all'epilogo, assolutamente inaspettato...
Come la maggior parte dei romanzi di Ludlum, il palcoscenico della vicenda è il mondo stesso, per un romanzo che non vedi l'ora di finire.
Con tantissima azione, per non annoiarti mai durante la lettura, che è davvero al cardiopalma.
Ludlum, come dico sempre è il maestro di questo genere. Ritmi concitati e una maestria superba nel costruire degli intrecci veramente complicati.
Inchino a Mr. Plot.
Le correnti dello spazio, in originale “The Currents of Space” è un romanzo di fantascienza del 1952 di Isaac Asimov. La sua collocazione cronologica all'interno della serie del Ciclo dell'Impero è a tutt'oggi difficile da stabilire: i fatti di questo libro sono indubbiamente susseguenti a Il tiranno dei mondi e precedenti a Paria dei cieli ma, come Asimov stesso stabilisce nella prefazione di Preludio alla Fondazione, Le correnti dello spazio dovrebbe essere il primo, nell'ordine di successione interna del ciclo.
La collocazione nel ciclo dell'Impero è puramente cronologica, dato che l'unico vero collegamento è il nome di Trantor. Gli eventi sono slegati da quelli narrati negli altri romanzi di Asimov, in quanto la storia era nata come a sé stante e solo dopo decenni l'autore ha deciso di riunire la sua produzione in un ciclo. In linea con le limpide e rigorose trattazioni scientifiche di Asimov, nelle pagine conclusive è presentata un'esposizione sistematica della nucleosintesi degli elementi chimici all'interno delle stelle, su cui poggia l'affascinante idea delle devastanti correnti spaziali.
Il “Ciclo dell'Impero” è una passaggio obbligato tra i meravigliosi “Ciclo dei Robot” e “Ciclo della Fondazione”. I tre libri sono episodi isolati rispetto a cosa sta succedendo o meglio dovrebbe succedere nell'intera galassia e infatti nelle intenzioni di Asimov c'era l'idea di scrivere altri libri per cercare di unire meglio questo ciclo (scritto tanti anni fa) agli altri due.
La trama è presto scritta: uno straniero dalla mente svuotata appare misteriosamente sul pianeta Fiorina dove si produce un prezioso tessuto, unico nella galassia. L'aristocrazia di Sark, la popolazione indigena e l'impero di Trantor si confrontano per il possesso del pianeta Florina mentre l'agenzia interplanetaria dello spazio ricerca un analista scomparso nei pressi di Sark quando era prossimo a comunicare una terrificante scoperta.
Come sempre per i romanzi di Asimov, la trama è scorrevole ed è semplice da leggere. I tre romanzi del ciclo dell'impero non sono lunghi, anzi peccano un po' di brevità, anche se mantengono la rigorosità caratteristica di Asimov nel caratterizzare luoghi e tecnologie, che rendono le vicende narrate più che verosimili.
Siamo di fronte, per dirla in breve all'ennesimo parto di una mente geniale: io sono di parte, va bene, ma per me Asimov è il mio Buon Dottore, è la fatta persona della fantascienza, rappresenta tutte le mie letture giovanili di occhi divoratori di storie spaziali. Come tutti i romanzi di questo autore, ed in particolare quelli dei tre cicli - Robot, Impero e Fondazione -, e' assolutamente scorrevole, con una trama degna dei migliori gialli e la giusta dose di azione, come contorno, la solita splendida caratterizzazione dei personaggi e dei mondi in cui si svolge la storia. Nessuno come Isaac Asimov sa darvi concretamente il senso dell'infinità dell'universo e dei mondi, delle storie, delle civiltà, delle razze, che pullulano nell'universo.
Malgrado tutto questo ai tre libri del ciclo dell'impero lascio tre stelline, perché a confronto della serie dei Robot e della Fondazione, non posso fare altrimenti. In sostanza, un buon romanzo che è diventato un classico della fantascienza, lo consiglio assieme almeno alle altre storie scritte da Isaac Asimov che fanno parte del ciclo dell'impero e della fondazione.
Spero vogliate scusarmi se considero l'opera di Cornwell un tutt'uno e non spezzetto i miei giudizi sui cinque libri. Tutti noi conosciamo sicurmante la storia di Re Artù, di Lancilotto, Ginevra, Mago Merlino, Morgana... ma qui la troverete con un punto di vista alquando diverso e a mio parere meraviglioso. La storia viene raccontata da un vecchio amico di Re Artù, che la seguito nelle sue avventure e ora vecchio e stanco tramanda questa storia ad una attenta ascoltatrice. Molto tempo è passato da quando fedele servitore di Artù lo proteggeva in ogni battaglia, in ogni avventura. Qui troverete miti celtici, la nascita dell'Inghilterra, amori, tradimenti, spade che si incontrano mandando scintille, elmi che cozzano, l'amore di un uomo per la sua terra. L'estrema difesa a ciò in cui crede. Sono convito che vi divertirete a leggerla e che cominciato dal primo non vorrete più smettere.
Questo libro è davvero bello, ricordo che è stato vincitore del World Fantasy Award 2000 e non a caso. La protagonista principale di questa opera è la mitica Cassandra, figura della mitologia greca a cui Apollo donò il potere della preveggenza ma facendo in modo che nessuno credesse alle sue profezie. La storia si svolge durante la caduta di Troia, ovviamente prevista da Cassandra ma rimasta inascoltata. Se vogliamo un fantasy, molto molto particolare in quanto il più delle volte sconfiniamo nel romanzato ma che si riferisce puntualmente alla storia scritta da Omero, un bellissimo libro scritto con una maestria impari dall'autrice. Consigliatissimo.
Spero vogliate scusarmi se considero l'opera di Cornwell un tutt'uno e non spezzetto i miei giudizi sui cinque libri. Tutti noi conosciamo sicurmante la storia di Re Artù, di Lancilotto, Ginevra, Mago Merlino, Morgana... ma qui la troverete con un punto di vista alquando diverso e a mio parere meraviglioso. La storia viene raccontata da un vecchio amico di Re Artù, che la seguito nelle sue avventure e ora vecchio e stanco tramanda questa storia ad una attenta ascoltatrice. Molto tempo è passato da quando fedele servitore di Artù lo proteggeva in ogni battaglia, in ogni avventura. Qui troverete miti celtici, la nascita dell'Inghilterra, amori, tradimenti, spade che si incontrano mandando scintille, elmi che cozzano, l'amore di un uomo per la sua terra. L'estrema difesa a ciò in cui crede. Sono convito che vi divertirete a leggerla e che cominciato dal primo non vorrete più smettere.
Il tiranno dei mondi, in originale “The Stars, Like Dust” è un romanzo di fantascienza del 1951 di Isaac Asimov. Il romanzo segna il decollo dell'autore nella narrativa fantascientifica di grande portata. La sua collocazione cronologica all'interno del ciclo dell'Impero è a tutt'oggi difficile da stabilire. I fatti di questo libro sono indubbiamente precedenti a “Le correnti dello spazio” e a “Paria dei cieli”, ma come Asimov stesso stabilisce nella prefazione di Preludio alla Fondazione, Il tiranno dei mondi dovrebbe essere il secondo, nell'ordine di successione interna del ciclo.
Piccola parentesi sul titolo originale: “The stars, like dust”, molto azzeccato e poetico, mi pare molto meglio che “Il tiranno dei mondi”, il quale probabilmente è solo un gioco di parole per riferirsi al pianeta Tyrann, che alla fine non ha poi tutta questa importanza. Il riferimento al titolo originale nel testo è l'incipit di una poesia composta da Biron Farill in occasione del suo primo volo spaziale.
Il “Ciclo dell'Impero” è una passaggio obbligato tra i meravigliosi “Ciclo dei Robot” e “Ciclo della Fondazione”. I tre libri sono episodi isolati rispetto a cosa sta succedendo o meglio dovrebbe succedere nell'intera galassia e infatti nelle intenzioni di Asimov c'era l'idea di scrivere altri libri per cercare di unire meglio questo ciclo (scritto tanti anni fa) agli altri due.
La trama è presto scritta: Biron Farill è uno studente che sta completando i propri studi universitari sulla Terra, ma soprattutto è il figlio del Governatore di Widemos, l'uomo più influente del pianeta Nephelos, facente parte dei cosiddetti Regni Nebulari (tra i quali vi sono anche quelli citati successivamente). In seguito ad un attentato a suo danno e all'esecuzione di suo padre, considerato un ribelle agli occhi dei Tirannici, molla tutto e, dietro consiglio di Sander Jonti, si reca sul pianeta Rhodia, uno dei più potenti mondi dei Regni Nebulari, per chiedere al governatore Hinrik di aiutarlo nella successione al governo di Widemos, in quanto questi ha una seppur minima influenza sui Tirannici. Ad aspettarlo vi sono i Tirannici, rappresentati dal commissario Aratap, i quali sono intenzionati ad arrestarlo per cospirazione. Alla “corte” di Hinrik fa la conoscenza della figlia Artemisia e del di lei zio Gillbret, con i quali fuggirà dal pianeta alla volta di Lingane, dove Gillbret ritiene possa trovarsi la principale cellula di resistenza contro i Tirannici.
Come sempre per i romanzi di Asimov, la trama è scorrevole ed è semplice da leggere. I tre romanzi del ciclo dell'impero non sono lunghi, anzi peccano un po' di brevità, anche se mantengono la rigorosità caratteristica di Asimov nel caratterizzare luoghi e tecnologie, che rendono le vicende narrate più che verosimili.
Siamo di fronte, per dirla in breve all'ennesimo parto di una mente geniale: io sono di parte, va bene, ma per me Asimov è il mio Buon Dottore, è la fatta persona della fantascienza, rappresenta tutte le mie letture giovanili di occhi divoratori di storie spaziali. Come tutti i romanzi di questo autore, ed in particolare quelli dei tre cicli - Robot, Impero e Fondazione -, e' assolutamente scorrevole, con una trama degna dei migliori gialli e la giusta dose di azione, come contorno, la solita splendida caratterizzazione dei personaggi e dei mondi in cui si svolge la storia. Nessuno come Isaac Asimov sa darvi concretamente il senso dell'infinità dell'universo e dei mondi, delle storie, delle civiltà, delle razze, che pullulano nell'universo.
Malgrado tutto questo ai tre libri del ciclo dell'impero lascio tre stelline, perché a confronto della serie dei Robot e della Fondazione, non posso fare altrimenti. In sostanza, un buon romanzo che è diventato un classico della fantascienza, lo consiglio assieme almeno alle altre storie scritte da Isaac Asimov che fanno parte del ciclo dell'impero e della fondazione.
L'agenda Icaro, in originale “The Icarus Agenda” è un romanzo di spionaggio scritto da Robert Ludlum e pubblicato nel 1988. Questo libro è il sequel de “Il manoscritto”. A questo libro è collegata una curiosità cinematografica: nel film “Harry, ti presento Sally”, il protagonista maschile è immerso in questo libro mentre riceve una telefonata di Meg Ryan!
Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.
È diventato celebre per la serie di romanzi “The Bourne Identity” ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.
La trama di questo romanzo: Evan Kendrick è un membro del Congresso degli Stati Uniti di un piccolo distretto del Colorado. Avendo lavorato come imprenditore edile in Medio Oriente, è in rapporti amichevoli con il sultano dell'Oman. Si offre subito volontario per ritornare, come infiltrato in copertura, in quel paese del Medio oriente quando l'ambasciata americana a Masqat è presa dai terroristi. Durante la sua missione in incognito smaschera una rete terroristica di ampio respiro volto a controllare le economie e governi del Medio Oriente.
Ludlum si conferma maestro di articolazione della trama, colpi di scena e dialoghi veloci e ben strutturati. Mr. Plot - signor complotto - colpisce ancora. La storia è avvincente, si legge d'un fiato, dietro ogni livello della storia ce ne sono altri due nascoste, dietro ogni personaggio malvagio un cattivo peggiore, dietro ogni protagonista che sembra dalla parte dei buoni, un segreto insospettabile... Inoltre la storia sembra anticipare vicende che stiamo attualmente vivendo come i rapporti travagliati tra l'Occidente e i paesi islamici. Il finale non è chiaro, ma fa parte del gioco dell'autore.
Lo consiglio a chi volesse trascorrere qualche ora di tensione e suspance. Anche se, personalmente, se volessi apprezzare da subito l'autore partirei con la Trilogia di Bourne.
Alta Marea, in originale “Flood Tide” è un libro del 1997, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.
Alta Marea è la quattordicesima avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler.
Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.
I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.
In questa storia il nemico di Dirk Pitt si chiama Qin Shang, contrabbandiere cinese che ha fondato il proprio impero sul traffico di droga, armi e di immigrazione illegale di uomini. Qin Shang sta cercando con tutte le sue forze di multimilionario (con molti collegamenti alla politica) un misterioso relitto, che pare contenere reperti artistici dell'antica Cina, e forse resti del prezioso Uomo di Pechino. Più in là nella trama Dirk Pitt scopre inoltre che Qin Shang ha costruito un'enorme installazione portuale, in una zona lontana da qualsiasi rotta che possa interessare scambi commerciali. In questo romanzo appare per la prima volta il personaggio del capitano Juan Cabrillo, protagonista della serie Oregon Files.
Non il migliore di Cussler, ma comunque un ottimo romanzo d'azione con il solito Pitt che però stavolta mi sembra rischiare molto meno rispetto ai libri precedenti. Il cattivo di turno forse non è alla sua altezza. Lettura puramente di intrattenimento per passare qualche ora sprofondati sul divano o sulla poltrona e non pensare a nient'altro se non al divertimento delle avventure marinare dei due protagonisti: questi sono i libri di Cussler, le storie sono più o meno sempre uguali, cambiano gli ambienti e se ne fa un altro. Scorre, non annoia. Una garanzia. E va in un crescendo di tensione e azione che culmineranno nel classico finale al cardiopalma. Il nostro eroe, con il fidato Al, riesce sempre a cavarsela tra donne, corse spericolate e spietati nemici, sventando l'ennesimo piano criminale, è come ritornare a casa dopo un lungo viaggio, sai già cosa troverai, ma vuoi vedere se è cambiato qualcosa. La cosa bella è che malgrado tutto, non ti annoi mai.
Libro che ha uno scopo tipicamente divulgativo di basso/medio livello, pone l'attenzione sulle nozioni fondamentali senza mai approfondire nulla.
Dunque se cercate qualcosa di serio sull'argomento, potete tranquillamente passare oltre, anche perchè il taglio è decisamente povero di nozioni.
Ciò nonostante se volete una prima infarinatura sull'argomento e avete qualche oretta da sprecare, questo potrebbe essere il libro che state cercando.
Doppio inganno, in originale “The Bourne Supremacy” è un romanzo del 1986 dello scrittore statunitense Robert Ludlum. È il secondo titolo della fortunata trilogia con protagonista Jason Bourne, iniziata con “Un nome senza volto” e conclusa da “Il ritorno dello sciacallo”. Anche da questo best seller nel 2004 è stato tratto un film, “The Bourne Supremacy”, con Matt Damon, che però differisce notevolmente dal romanzo nonostante ne mantenga il titolo originale inglese. In particolare, nella pellicola è completamente assente la continua sfida tra Bourne e Carlos che è invece l'asse portante del romanzo.
Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.
Ludlum ha scritto due romanzi successivi proseguendo la trama di questo libro: Doppio inganno e Il ritorno dello sciacallo. I tre romanzi formano la cosiddetta trilogia di Bourne. Dopo la morte di Ludlum, lo scrittore Eric Van Lustbader ha continuato la storia di Jason Bourne scrivendo “L'eredità di Bourne”, “La colpa di Bourne”, “La scelta di Bourne”, “Il rischio di Bourne” e “La preda di Bourne”.
Va anche segnalato che il romanzo di Ludlum “Il segreto di Ambler” ha una trama molto simile a “Un nome senza volto”. Il romanzo, lasciato incompiuto dall'autore, è stato completato e pubblicato postumo nel 2005.
La trama di questo romanzo: Jason Bourne si è ormai ripreso in gran parte dalla precedente amnesia ed è tornato anche in ottima forma fisica; seguito regolarmente dall'amico psichiatra Morris Panov, ora vive con Marie in una cittadina del Maine dove insegna orientalistica all'università con il suo vero nome, David Webb. Nel frattempo in Asia si sta negoziando il passaggio di Hong Kong dal Regno unito alla Repubblica Popolare Cinese, ma gli agenti diplomatici inglesi e americani sono allarmati dalla comparsa di un imitatore di Bourne, pagato da un alto funzionario cinese per eliminare i propri rivali politici. Temendo che la Cina possa addossare all'Occidente la responsabilità di quegli omicidi prendendoli a pretesto per scatenare pesanti reazioni militari, essi decidono di utilizzare Webb per catturare il nuovo killer. Consapevoli tuttavia di non poterne ottenere la collaborazione volontaria a causa della sua diffidenza e ostilità per il governo statunitense, rapiscono Marie fingendosi uomini di un potente tai-pan cinese e costringono così Webb a indossare di nuovo i panni di Bourne.
Lessi questo libro tanti e tanti anni fa, prima che questo primo volume tornò alla ribalta (e alla ristampa) per via dei film interpretati dal bravissimo Matt Damon. Il libro con il film (peraltro molto bello) ha a che fare come una formica con un elefante, ma in questo caso l'elefante lo fa il libro. Se il film è pieno di azione, il libro è adrenalinico, se il film ha alla base la cospirazione, il libro ne è così intriso da potervi far dubitare di tutto e tutti. Il personaggio è meraviglioso e delineato con maestria, soprattutto il profilo psicologico che nel libro ha molta più importanza che nel film. Jason Bourne era un'agente addestrato come una macchina da guerra all'interno di un ente governativo segretissimo con il compito di svolgere le missioni più pericolose; ora si ritrova senza memoria e dovrà ricostruire la sua vita passata... ovviamente a modo suo...
Bel libro di spionaggio, molto intrigante e a tratti molto cinico, con una trama assai complessa. Interessante l'ambientazione geo-politica, Hong-Kong, intorno a cui ruotavano gli interessi di USA, Cina e Inghilterra, prima del 1997. Purtroppo vanno segnalati i molti errori di stampa nell'edizione, in ogni caso se vi è piaciuta la pellicola e non avete mai letto questo romanzo, non fatevi scappare questa occasione.
Striscia di cuoio, in originale “The Osterman Weekend” è il secondo romanzo di spionaggio scritto da Robert Ludlum, pubblicato nel 1972. Si tratta di un romanzo che è un mix di suspense, dramma, azione e thriller.
Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.
È diventato celebre per la serie di romanzi “The Bourne Identity” ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.
La trama di questo romanzo: John Tanner, importante giornalista televisivo, si appresta a organizzare con la moglie il consueto “fine settimana con gli Osterman”, al quale parteciperanno gli amici Cardone e Tremayne di New York e Osterman dalla costa ovest, ciascuno accompagnato dalla rispettiva moglie. Pochi giorni prima della festa, Tanner viene però contattato da Laurence Fassett, agente della CIA, il quale lo costringe a partecipare ad un'operazione per la sicurezza nazionale. L'obiettivo è smantellare la cosiddetta organizzazione Omega, alla quale si sospetta partecipino attivamente almeno uno, se non tutti, gli amici che saranno suoi ospiti nel weekend. La festa avrà luogo, ma la tensione tra i vecchi amici sarà palpabile. John fatica a fare il doppio gioco, mentre i suoi ospiti, già stuzzicati in segreto da Fassett circa i loro conti in banca sospetti in Svizzera, temono che John li voglia inguaiare per invidia della loro ricchezze. John si troverà messo alle strette, pieno di dubbi verso tutti, e deciderà di agire per conto proprio, ignorando le indicazioni degli agenti che lo hanno arruolato. Il finale porterà alla luce una verità sconvolgente.
Credo che questo sia stato il mio primo Ludlum, o comunque uno dei primissimi che lessi. Il suo modo di scrivere mi piacque molto, semplice e diretto, anche se con il senno poi e dopo aver letto praticamente tutto di quello che lui ha scritto si percepisce una certa immaturità nella trama. Ma rimane una storia piacevole, i colpi di scena non sono scontati e il tutto è come sempre nei suoi romanzi, credibile. Certo a rileggerlo ora alcuni dialoghi ed espedienti narrativi appaiano “datati”, ma il ritmo è incalzante, lo stile lineare e scorrevole, anche se un po' acerbo.
Lo consiglio a chi volesse trascorrere qualche ora di tensione e suspance. Anche se, personalmente, se volessi apprezzare da subito l'autore partirei con la Trilogia di Bourne.