Pericolo imminente, in originale “Clear and Present Danger”, edito nel 1989, è il quarto romanzo in ordine di uscita della serie di spionaggio-tecnopolitica dello scrittore statunitense Tom Clancy, in cui si narra la vita di John Patrick Ryan jr. Il romanzo ha ispirato la sceneggiatura del film Sotto il segno del pericolo diretto da Phillip Noyce, con protagonista Harrison Ford nel ruolo di Jack Ryan.

Dell'autore si dice che abbia inventato, assieme a Craig Thomas e a Michael Crichton, un nuovo genere letterario: il techno-thriller. Molti libri di Clancy hanno avuto un ampio successo di pubblico e hanno ispirato diversi film e videogiochi.

Il personaggio di Jack Ryan: figlio di Emmet William Ryan, un sottotenente della squadra omicidi della polizia veterano della seconda guerra mondiale e di Catherine Burke Ryan, infermiera. Diplomato nel Maryland, Jack si laurea in storia al Boston College, e serve come sottotenente dello United States Marine Corps. Assegnato a bordo della nave portaelicotteri Guam, rimane vittima di un grave incidente di volo su un elicottero, durante un'esercitazione della NATO. Ne riporta lesioni alla schiena che pongono fine alla sua carriera militare. I suoi genitori muoiono solo 19 mesi dopo in un incidente aereo all'aeroporto di Chicago. La combinazione dei due eventi porta Ryan ad odiare il volo, fobia che non lo abbandonerà mai del tutto. Jack si innamora di Caroline Muller (soprannominata Cathy), una studentessa di medicina, che sposerà dopo poco. Nel corso delle vicende narrate nei vari libri, passa dall'essere un semplice consulente esterno della CIA al divenire Presidente degli Stati Uniti.

La trama di questo romanzo in sintesi: il presidente degli Stati Uniti, per contrastare l'afflusso di droga nel paese, decide di dare il via ad una operazione antidroga coperta, nella quale aerei con carichi di droga vengono costretti ad atterrare o abbattuti. I trafficanti colombiani reagiscono effettuando a Bogotà un attentato che costa la vita al direttore dell'FBI. La reazione americana è improntata alla massima durezza e portata attraverso il dispiegamento di squadre speciali che attaccano gli aeroporti e le centrali di raffinazione della droga sul territorio colombiano; inoltre alcuni capi vengono uccisi attraverso l'uso di bombe a guida laser dove la bomba viene diretta da un puntatore laser gestito da Clark, un uomo della CIA infiltrato nel paese. La cosa dura fin quando il cartello di Medellín non scopre la trama e ricatta il consigliere della sicurezza nazionale, facendogli abortire l'operazione e lasciando indifese le squadre sul campo. Ma non tutti gli uomini della CIA, a partire da Ryan che era stato tenuto all'oscuro di tutto, e dell'Aeronautica accettano l'imposizione e Clark torna in Colombia insieme a Ryan con l'elicottero e riesce a recuperare due delle squadre mentre le altre vengono sopraffatte dagli uomini del Cartello che davano loro la caccia.

Clancy ha dalla sua la grande abilità di rendere perfettamente credibili le strategie militari contenute nei suoi libri e di descrivere esattamente le armi e i veicoli/aerei/elicotteri che compaiono nei suoi romanzi, se per molti questo è un aspetto estremamente positivo e coinvolgente, per me resta invece il punto dove ogni volta sbatto la testa: a me piacciono, in questi libri, l'azione, l'adrenalina i complotti, pagine e pagine di particolarissime descrizioni di veicoli e aerei alla lunga mi annoia.

Ho trovato invece pregevoli le azioni di guerriglia e il far emergere l'ipocrisia e la corruzione annidata all'interno della sfera governativa della Casa Bianca. L'autore riesce a dosare psicologia, azione e suspense e regala al lettore un finale straordinariamente avvincente e per nulla scontato.

Lettura “obbligatoria” per gli amanti del genere, e vivamente consigliata a tutti i lettori in genere, in molti hanno definito questo romanzo come uno dei migliori di Clancy.

Il partner, in originale “The partner” è un romanzo legal-thriller di John Grisham, scrittore statunitense di gialli giudiziari, pubblicato nel 1997.

La trama del romanzo: Patrick S. Lanigan, socio di uno studio legale a Biloxi, Mississippi, sparisce nel nulla dopo aver sottratto al suo studio 90 milioni di dollari. Dopo quattro anni, Patrick viene scoperto da un gruppo di mercenari assoldati dal suo ex studio legale : ha una nuova vita, un nuovo nome e una nuova compagna (Eva) a Ponta Porã, in Brasile. I mercenari lo rapiscono e lo torturano, ma grazie all'intervento di Eva, l'FBI lo sottrae ai suoi rapitori e lo reimpatria, dove dovrà però rispondere dei suoi crimini. Patrick aveva però previsto questa eventualità e non si fa trovare impreparato, affrontando gli eventi e riuscendo ad evitare, in definitiva, il carcere. Ma nuove sorprese lo attendono e in un finale avvincente, la preda diventa cacciatore.

Grisham scrive bene, anche se i suoi libri dopo averne letti molti sembrano assomigliarsi un po' tutti: la descrizione accurata degli ambienti e la caratterizzazione peculiare dei personaggi sono il denominatore comune di quasi tutti i suoi romanzi. Scrive in modo semplice, ma curato. Riesce a tenere l'attenzione del lettore sempre alta dall'inizio alla fine, senza far mai mancare i colpi di scena, intervallando situazioni da action movie, uno sfondo da thriller e le procedure giudiziarie, quindi il lettore sa già a grandi linee cosa aspettarsi. E' un ritorno a casa.

Appassionante e mozzafiato in alcuni tratti, in altri meno coinvolgente. Rimane tuttavia uno dei migliori libri di Grisham per lo svolgimento dell'intreccio, a volte risulta un po' troppo macchinoso ma il finale è assolutamente da non perdere.

Il ritorno dello sciacallo, in originale “The Bourne Ultimatum” è un romanzo del 1990 dello scrittore statunitense Robert Ludlum. E' il terzo titolo della serie della fortunata trilogia con protagonista Jason Bourne, iniziata con “Un nome senza volto” e conclusa da “Il ritorno dello sciacallo”. Anche da questo best seller nel 2007 è stato tratto un film, “The Bourne Ultimatum”, con Matt Damon, che però differisce notevolmente dal romanzo nonostante ne mantenga il titolo originale inglese. Il sottotitolo italiano “Il ritorno dello sciacallo” fa riferimento (erroneamente) al filone seguito dalla trilogia letteraria della saga di Jason Bourne: lo sciacallo è nei romanzi di Robert Ludlum il principale antagonista di Jason Bourne. Nel secondo volume però la storia si discosta dalle vicende dello sciacallo per poi tornare a trattarne nel terzo capitolo che per l'appunto, nella sua versione italiana, si intitola Il ritorno dello sciacallo.

Nel libro, la storia “civile” di David Webb è quella di un professore universitario esperto di culture orientali e di lingue; la storia “militare” di Webb è quella di un soldato reclutato dai servizi segreti in Vietnam, assumendo l'identità di Jason Bourne, un nome non inventato appartenente ad un nemico ucciso dallo stesso Webb durante la guerra. Nel film, la storia “civile” di David Webb non è ancora stata rivelata; la storia “militare” è quella di un capitano reclutato come volontario dai servizi segreti, al quale è stato fatto un addestramento sperimentale, mentre Jason Bourne è semplicemente un nome qualunque inventato dal suo addestratore.

Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.

Ludlum ha scritto due romanzi successivi proseguendo la trama di questo libro: Doppio inganno e Il ritorno dello sciacallo. I tre romanzi formano la cosiddetta trilogia di Bourne. Dopo la morte di Ludlum, lo scrittore Eric Van Lustbader ha continuato la storia di Jason Bourne scrivendo “L'eredità di Bourne”, “La colpa di Bourne”, “La scelta di Bourne”, “Il rischio di Bourne” e “La preda di Bourne”.

La trama di questo romanzo: in un parco di divertimenti della periferia di Baltimora avviene, nella ressa della folla, un agghiacciante, assurdo, gratuito delitto. Un delitto che ha tuttavia una chiarissima “firma”. E' il passato che ritorna: l'inafferrabile primula rossa del terrorismo internazionale, il più abile, il più spietato dei killer, Carlos, detto “lo Sciacallo”, si riaffaccia sulla scena, mosso da un inestinguibile desiderio di vendetta personale. Ancora una volta si misurerà con il suo storico avversari, il tranquillo, mite professor Webb, esperto di lingue e culture orientali, che deve quindi assumere nuovamente la sua drammatica, seconda identità, quella di Jason Bourne (per la terza volta nei romanzi di Ludlum dopo “The Bourne identity” e “The Bourne Supremacy” ) , nome senza volto inventato molti anni addietro per un killer abile e spietato non meno del suo leggendario avversario.

Lessi questo libro tanti e tanti anni fa, prima che questo primo volume tornò alla ribalta (e alla ristampa) per via dei film interpretati dal bravissimo Matt Damon. Il libro con il film (peraltro molto bello) ha a che fare come una formica con un elefante, ma in questo caso l'elefante lo fa il libro. Se il film è pieno di azione, il libro è adrenalinico, se il film ha alla base la cospirazione, il libro ne è così intriso da potervi far dubitare di tutto e tutti. Il personaggio è meraviglioso e delineato con maestria, soprattutto il profilo psicologico che nel libro ha molta più importanza che nel film. Jason Bourne era un'agente addestrato come una macchina da guerra all'interno di un ente governativo segretissimo con il compito di svolgere le missioni più pericolose; ora si ritrova senza memoria e dovrà ricostruire la sua vita passata... ovviamente a modo suo...

Va detto che comunque della trilogia di Bourne, probabilmente questo è quello che convince meno, forse per le eccessive divagazioni psicologiche e per un ritmo meno incalzante. Un po' più complicati e meno convincenti i collegamenti tra le vecchie storie di Medusa e dello Sciacallo. In ogni caso non mancano tensione, e colpi di scena.

Il cardinale del Cremlino, in originale “The Cardinal of the Kremlin”, edito nel 1988, è il terzo romanzo della serie di spionaggio-tecnopolitica, scritto dall'autore statunitense Tom Clancy, in cui si narra la vita di John Patrick Ryan jr.

Dell'autore si dice che abbia inventato, assieme a Craig Thomas e a Michael Crichton, un nuovo genere letterario: il techno-thriller. Molti libri di Clancy hanno avuto un ampio successo di pubblico e hanno ispirato diversi film e videogiochi.

Il personaggio di Jack Ryan: figlio di Emmet William Ryan, un sottotenente della squadra omicidi della polizia veterano della seconda guerra mondiale e di Catherine Burke Ryan, infermiera. Diplomato nel Maryland, Jack si laurea in storia al Boston College, e serve come sottotenente dello United States Marine Corps. Assegnato a bordo della nave portaelicotteri Guam, rimane vittima di un grave incidente di volo su un elicottero, durante un'esercitazione della NATO. Ne riporta lesioni alla schiena che pongono fine alla sua carriera militare. I suoi genitori muoiono solo 19 mesi dopo in un incidente aereo all'aeroporto di Chicago. La combinazione dei due eventi porta Ryan ad odiare il volo, fobia che non lo abbandonerà mai del tutto. Jack si innamora di Caroline Muller (soprannominata Cathy), una studentessa di medicina, che sposerà dopo poco. Nel corso delle vicende narrate nei vari libri, passa dall'essere un semplice consulente esterno della CIA al divenire Presidente degli Stati Uniti.

La trama di questo romanzo in sintesi: Ormai arruolato definitivamente nelle file della CIA, questa volta Jack Ryan deve cercare di fare scappare dall'Unione Sovietica il “Cardinale”, un vecchio colonnello sovietico, in passato tre volte Eroe dell'Unione Sovietica (massima onorificenza militare Sovietica) durante la II Guerra Mondiale, nonché più importante fonte americana all'interno del Cremlino. Il Cardinale, infatti, è in grado di documentare i progressi tecnologici che i sovietici stanno portando avanti nell'utilizzo del laser satellitare come sistema di difesa contro le armi di distruzione di massa. Il laboratorio, indicato come “Stella lucente”, si trova nei pressi di Dushanbe, nel Tagikistan (all'epoca Repubblica Sovietica). Contemporaneamente, un analogo progetto di ricerca, Tea Clipper, è in fase di sviluppo presso i laboratori americani; due operazioni di spionaggio vengono lanciate contemporaneamente dai russi e dagli americani, la prima attraverso il rapimento di un esperto del progetto Tea Clipper, il maggiore Alan Gregory, sul suolo americano da parte di agenti del KGB, e la seconda tramite dei guerriglieri afghani il cui capo, l'Arciere, era un professore di fisica entrato nella guerriglia dopo il massacro della sua famiglia da parte dei russi in Afghanistan. Solo le informazioni delicatissime che il Cardinale reca con sé potranno evitare lo scoppio di una guerra americano-sovietica.

Tom Clancy ci dimostra ancora una volta la sua ottima preparazione tecnica nel settore bellico, in più la trama sembra estremamente verosimile nell'analisi politica, scientifica e militare, ben strutturato, la narrazione ambientata in piena guerra fredda col suo linguaggio semplice, lascia anche spazio ai sentimenti ed alla buona caratterizzazione dei personaggi.

Direi che è una lettura imprescindibile soprattutto per chi decide di seguire interamente la serie di Jack Ryan; è un intreccio di vicende spionistiche, di azione e di umanità, il romanzo è voluminoso perché è ricco e molto ben costruito. Ottimo finale.

Io rimango uno spettatore abbastanza freddo di quest'autore perchè sono fan accanito di altri autori di questo genere che mi piacciono di più. Non so Clancy non riesce mai a prendermi completamente.

Mi era stato descritto come una specie di capolavoro della letteratura erotica, per gli anni sessanta forse, quando il libro è stato scritto, al giorno d'oggi lo trovo banale, dalla trama fin troppo forzata e dilatata, tanto che alcune pagine mi hanno letteralmente annoiato.

Cercato e letto come prima lettura erotica, come prima lettura proibita, è risultato essere poco interessante e presto dimenticato.

Novelisation del primo film della saga di guerre stellari, firmato da George Lucas ma scritto da Alan Dean Foster.

Non che questo libro possa aggiungere alcunché al film; probabilmente è stata un'opera commerciale basata sul merchandising che ha catturato me come un bel pesciolino all'amo.

Non mi sembra che ci sia altro da dire, a parte di consigliarvi di guardare il film se non lo avete mai fatto e questo probabilmente farebbe di voi un essere appena giunto in questo sistema stellare.

Libro di fantascienza che mescola un po' tutti i generi: azione, UFO, archeologia misteriosa, atlantide, e praticamente qualsiasi cosa per cui si mette davanti l'appellativo “sconosciuto”.

Una sorta di Giacobbo impazzito; la lettura avviene, per chi riesce ad arrivare alla fine in poche orette, non ricordo sinceramente la mia scelta di lettura, probabilmente ero in periodo “alieno”.

Tra “americanate” e momenti di pura “incredibilità” si arriva al finale. Per fortuna.

Spero nessuno ne voglia a male se recensisco questo libro considerandolo come parte unico delle “Leggende di Dragonlance” che comprende: “Il destino dei gemelli”, “La guerra dei gemelli” e “La sfida dei gemelli”. Anche perchè se non erro attualmente si trova in commercio appunto il volume che raccoglie tutti i tre romanzi che comprendono questa seconda parte del ciclo di “Dragonlance”.

Per chi non lo sapesse (sei appena arrivato da Marte, amico?) “Dragonlance” è un'ampia raccolta di romanzi fantasy, i principali dei quali scritti da Margaret Weis e Tracy Hickman ed editi dalla TSR, a cui è affiancata l'omonima ambientazione del gioco di ruolo Dungeons & Dragons.

L'immaginario mondo di Dragonlance ha nome di Krynn e contiene una variegata serie di razze tipicamente ispirata al modello fantastico di molte altre ambientazioni fantasy, tra le quali prima fra tutte quella del Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien, con protagonisti elfi, nani, uomini e draghi. La maggior parte dei romanzi si svolgono nelle varie regioni di Ansalon; esistono diverse divinità maggiori e minori nel mondo di Krynn: il dio buono Paladine, la divinità neutrale Gilean, e il male impersonato da Takhisis (chiamata anche Regina delle Tenebre). Agli dèi viene contrapposto Caos, che in alcune Ere appare con l'intento di distruggere Krynn. A seconda del periodo di tempo, i draghi sono presenti o assenti e anch'essi sono divisi in draghi buoni (detti metallici) e draghi malvagi (o cromatici). Gli esseri umani sono la razza più comune su Krynn, ma elfi, nani, kender, gnomi e minotauri sono anch'esse parti integranti del mondo. I chierici devono i loro poteri magici ai loro dèi, mentre i maghi traggono il loro potere dalle tre Lune: Solinari, Lunitari e Nuitari. Nel corso delle varie guerre di Krynn, appaiono negli schieramenti del male anche esseri detti Draconici. Quest'ultimi sono creazioni corrotte, generati da uova di draghi buoni con l'utilizzo di magia nera.

In questa trilogia l'attenzione è puntata su due dei personaggi fondamentali della trilogia precedente, “Le Cronache di Dragonlance”, i gemelli Raistlin e Caramon Majere.

Direi che questa trilogia, va letta dopo aver letto le cronache e anche se hanno vita indipendente, secondo il mio modesto parere sono da leggere entrambe. I personaggi sono gli stessi, impegnati in un cammino di ricerca e in uno di redenzione personale. Anche questi romanzi sono avvincenti e ben scritti. La figura di Raistilin Majere è semplicemente indimenticabile.

C'è da aggiungere che questa seconda trilogia risulta più profonda della prima, c'è sicuramente più introspezione. L'analisi dei due personaggi principali, Caramon e Raistlin mette in luce due personalità complesse, soprattutto quella di Raistlin. Il ritmo è incalzante, con momenti di profonda disperazione; per fortuna non manca il mio secondo personaggio preferito di tutta quanta la saga: Tas, che con la sua allegria stempera il tutto.

Se siete appassionati di fantasy classici, non potete farvi mancare entrambe le trilogie. Assolutamente.

Spero nessuno ne voglia a male se recensisco questo libro considerandolo come parte unico delle “Leggende di Dragonlance” che comprende: “Il destino dei gemelli”, “La guerra dei gemelli” e “La sfida dei gemelli”. Anche perchè se non erro attualmente si trova in commercio appunto il volume che raccoglie tutti i tre romanzi che comprendono questa seconda parte del ciclo di “Dragonlance”.

Per chi non lo sapesse (sei appena arrivato da Marte, amico?) “Dragonlance” è un'ampia raccolta di romanzi fantasy, i principali dei quali scritti da Margaret Weis e Tracy Hickman ed editi dalla TSR, a cui è affiancata l'omonima ambientazione del gioco di ruolo Dungeons & Dragons.

L'immaginario mondo di Dragonlance ha nome di Krynn e contiene una variegata serie di razze tipicamente ispirata al modello fantastico di molte altre ambientazioni fantasy, tra le quali prima fra tutte quella del Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien, con protagonisti elfi, nani, uomini e draghi. La maggior parte dei romanzi si svolgono nelle varie regioni di Ansalon; esistono diverse divinità maggiori e minori nel mondo di Krynn: il dio buono Paladine, la divinità neutrale Gilean, e il male impersonato da Takhisis (chiamata anche Regina delle Tenebre). Agli dèi viene contrapposto Caos, che in alcune Ere appare con l'intento di distruggere Krynn. A seconda del periodo di tempo, i draghi sono presenti o assenti e anch'essi sono divisi in draghi buoni (detti metallici) e draghi malvagi (o cromatici). Gli esseri umani sono la razza più comune su Krynn, ma elfi, nani, kender, gnomi e minotauri sono anch'esse parti integranti del mondo. I chierici devono i loro poteri magici ai loro dèi, mentre i maghi traggono il loro potere dalle tre Lune: Solinari, Lunitari e Nuitari. Nel corso delle varie guerre di Krynn, appaiono negli schieramenti del male anche esseri detti Draconici. Quest'ultimi sono creazioni corrotte, generati da uova di draghi buoni con l'utilizzo di magia nera.

In questa trilogia l'attenzione è puntata su due dei personaggi fondamentali della trilogia precedente, “Le Cronache di Dragonlance”, i gemelli Raistlin e Caramon Majere.

Direi che questa trilogia, va letta dopo aver letto le cronache e anche se hanno vita indipendente, secondo il mio modesto parere sono da leggere entrambe. I personaggi sono gli stessi, impegnati in un cammino di ricerca e in uno di redenzione personale. Anche questi romanzi sono avvincenti e ben scritti. La figura di Raistilin Majere è semplicemente indimenticabile.

C'è da aggiungere che questa seconda trilogia risulta più profonda della prima, c'è sicuramente più introspezione. L'analisi dei due personaggi principali, Caramon e Raistlin mette in luce due personalità complesse, soprattutto quella di Raistlin. Il ritmo è incalzante, con momenti di profonda disperazione; per fortuna non manca il mio secondo personaggio preferito di tutta quanta la saga: Tas, che con la sua allegria stempera il tutto.

Se siete appassionati di fantasy classici, non potete farvi mancare entrambe le trilogie. Assolutamente.

Spero nessuno ne voglia a male se recensisco questo libro considerandolo come parte unico delle “Leggende di Dragonlance” che comprende: “Il destino dei gemelli”, “La guerra dei gemelli” e “La sfida dei gemelli”. Anche perchè se non erro attualmente si trova in commercio appunto il volume che raccoglie tutti i tre romanzi che comprendono questa seconda parte del ciclo di “Dragonlance”.

Per chi non lo sapesse (sei appena arrivato da Marte, amico?) “Dragonlance” è un'ampia raccolta di romanzi fantasy, i principali dei quali scritti da Margaret Weis e Tracy Hickman ed editi dalla TSR, a cui è affiancata l'omonima ambientazione del gioco di ruolo Dungeons & Dragons.

L'immaginario mondo di Dragonlance ha nome di Krynn e contiene una variegata serie di razze tipicamente ispirata al modello fantastico di molte altre ambientazioni fantasy, tra le quali prima fra tutte quella del Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien, con protagonisti elfi, nani, uomini e draghi. La maggior parte dei romanzi si svolgono nelle varie regioni di Ansalon; esistono diverse divinità maggiori e minori nel mondo di Krynn: il dio buono Paladine, la divinità neutrale Gilean, e il male impersonato da Takhisis (chiamata anche Regina delle Tenebre). Agli dèi viene contrapposto Caos, che in alcune Ere appare con l'intento di distruggere Krynn. A seconda del periodo di tempo, i draghi sono presenti o assenti e anch'essi sono divisi in draghi buoni (detti metallici) e draghi malvagi (o cromatici). Gli esseri umani sono la razza più comune su Krynn, ma elfi, nani, kender, gnomi e minotauri sono anch'esse parti integranti del mondo. I chierici devono i loro poteri magici ai loro dèi, mentre i maghi traggono il loro potere dalle tre Lune: Solinari, Lunitari e Nuitari. Nel corso delle varie guerre di Krynn, appaiono negli schieramenti del male anche esseri detti Draconici. Quest'ultimi sono creazioni corrotte, generati da uova di draghi buoni con l'utilizzo di magia nera.

In questa trilogia l'attenzione è puntata su due dei personaggi fondamentali della trilogia precedente, “Le Cronache di Dragonlance”, i gemelli Raistlin e Caramon Majere.

Direi che questa trilogia, va letta dopo aver letto le cronache e anche se hanno vita indipendente, secondo il mio modesto parere sono da leggere entrambe. I personaggi sono gli stessi, impegnati in un cammino di ricerca e in uno di redenzione personale. Anche questi romanzi sono avvincenti e ben scritti. La figura di Raistilin Majere è semplicemente indimenticabile.

C'è da aggiungere che questa seconda trilogia risulta più profonda della prima, c'è sicuramente più introspezione. L'analisi dei due personaggi principali, Caramon e Raistlin mette in luce due personalità complesse, soprattutto quella di Raistlin. Il ritmo è incalzante, con momenti di profonda disperazione; per fortuna non manca il mio secondo personaggio preferito di tutta quanta la saga: Tas, che con la sua allegria stempera il tutto.

Se siete appassionati di fantasy classici, non potete farvi mancare entrambe le trilogie. Assolutamente.

Iceberg, in originale “Iceberg” è un libro del 1975, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.

Iceberg è la terza avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler.
Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.

I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.

Dirk Pitt in questa avventura orfano dell' amico Al Giordino si imbatte nei resti carbonizzati di un yacht congelato nell'Atlantico Settentrionale, al largo di Terranova; all'interno di milioni di tonnellate di ghiaccio il relitto di una nave con ciò che rimane del carico misterioso: otto anelli con l'effigie di un antico dio nordico e i resti carbonizzati dei quindici membri dell'equipaggio. Dirk Pitt ispeziona l'imbarcazione: sta cercando qualcosa, o qualcuno. Ma tutto Che cosa ci faceva il Lax in quelle acque? Che fine hanno fatto i documenti e i materiali che trasportava? E soprattutto: chi era il sedicesimo uomo a bordo?

Cussler, al suo terzo romanzo si concentra sulla figura di Dirk Pitt tralasciando tutto ciò che lo circonda: il suo ambiente alla Numa, i suoi amici, il suo consueto modo di agire. E' un Dirk Pitt ancora giovane e le sue più grandi avventure sono ancora lontane. La mancanza di Giordino è un inevitabile blocco agli ingranaggi dei dialoghi ironici tra i due e il libro ne risente parecchio.
Vuoi per la trama non eccelsa, vuoi la mancanza della controparte Giordino ma questa avventura sembra proprio essere di secondo piano rispetto alle altre. Un libro interlocutore che non aggiunge niente, ma che niente toglie. Superfluo.

Vortice, in originale “Pacific Vortex!” è un libro del 1983, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la “National Underwater & Marine Agency” (NUMA), fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.

Vortice è la prima avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler; anche se pubblicata come sesto libro della serie, si tratta del primo scritto da Cussler e per anni lasciato in un cassetto.

Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA, e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a farne parte si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.

I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.

Dirk Pitt in questa avventura trova un contenitore di alluminio con dentro un messaggio che arriva da un sommergibile da guerra e così viene incaricato di indagare sulla sua scomparsa. Il suo nome era Starbuck e sarebbe dovuto attraccare a Pearl Harbor il lunedì successivo ma non se ne ebbe più notizia. Nonostante le ricerche non ci fu traccia né dei passeggeri né di qualsiasi tipo di traccia che poteva aver lasciato una possibile esplosione esempio detriti, nafta o altro. Proseguendo con le indagini farà delle scoperte davvero interessanti.

Come abbiamo detto Vortice è il primo libro scritto da Cussler, poi rimasto nel cassetto e pubblicato in Italia da Longanesi come sesto, nell'introduzione al libro l'autore sembra quasi scusarsi della presunta pochezza narrativa della trama, infatti letto come sesto capitolo della saga è indubbiamente sotto tono rispetto agli altri, dunque se avete intenzione di cominciare a leggere di Dirk Pitt potete partire da questo, anzi dovete partire da qui, ma pensate bene che poi i successivi sono migliori di questo. Considerate anche che in questo romanzo, e solo in questo, si viene a conoscenza di alcuni fatti e figure molto importanti nello sviluppo della vita del protagonista.

In ogni caso la trama è avvincente, qualche colpo di scena ben architettato e una caratterizzazione dei personaggi che, per quanto stereotipata, regge fino all'epilogo. In definitiva “Vortice” è un buon romanzo e nonostante qualche imperfezione dovuta ad una immaturità dell'autore narra un' avventura originale e di sicuro intrattenimento.

La strada per Omaha, in originale “The Road to Omaha” è un romanzo del 1992 del compianto Robert Ludlum. Si tratta di un romanzo atipico dello scrittore: infatti rispetto al “solito” Ludlum, troviamo un libro strano, molto satirico verso gli U.S.A. Si tratta di un seguito al suo precedente libro “La strada per Gandolfo”, anche questo dello stesso filone “satirico”. Entrambi sono thriller al cui centro c'è l'avvocato dell'esercito Sam Devereaux, che viene coinvolto nei piani del generale MacKenzie “The Hawk” Hawkins. MacKenzie è in cerca di vendetta dopo essere stato ingiustamente buttato fuori del Esercito degli Stati Uniti all'inizio del primo libro.

Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.

È diventato celebre per la serie di romanzi “The Bourne Identity” ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.

La trama di questo romanzo: Diversi anni dopo gli eventi narrati nel primo libri, il protagonista ha scoperto un trattato a lungo dimenticato tra il governo degli Stati Uniti e una tribù di nativi americani. Questo trattato ha concesso alla tribù una vasta area di terra nel Nebraska che da allora è diventato Omaha, e comprende la base del Strategic Air Command. Come un membro della tribù, il protagonista prevede di portare avanti una causa contro gli Stati Uniti per ridare la terra alla tribù. Per portare avanti questo obiettivo, ingaggia Devereaux, ora in pensione dal militare.

Ludlum è una garanzia per questo genere di thriller ambientati nel mondo dei servizi segreti, i suoi libri sono sempre ben documentati e strutturalmente ben progettati, non ci sono falle e l'autore cerca sempre di tenere il lettore sulle spine e ottimizza i colpi di scena in modo di non annoiare mai durante la lettura. Come la maggior parte dei romanzi di Ludlum, il palcoscenico della vicenda è il mondo stesso, per un romanzo che non vedi l'ora di finire.

Un grandissimo autore che qui riesce a passare dal spy story serio a quella leggero con incredibile naturalezza: godibilissimo e spassoso.

I Sovrani delle stelle è la raccolta, pubblicati nella collana Oro della casa editrice Nord dei due volumi facenti parte del ciclo “I sovrani delle stelle” del 1986 e racchiude le storie del 1947 “I sovrani delle stelle” e “Ritorno alle stelle” del 1970 dello scrittore di fantascienza statunitense Edmond Hamilton che è considerato uno dei maggiori autori del filone della space opera.

In questo romanzo non manca nessuno degli elementi che resero Hamilton famoso come scrittore di space opera: l'eroe solitario, la bellissima principessa che si innamora dell'eroe, il nemico terribile e implacabile, gli immensi scenari, le battaglie spaziali e l'arma risolutiva.

La trama è la quintessenza della space opera avventurosa, infatti la storia del primo libro si può riassumere così: John Gordon, americano qualunque reduce dalla guerra e impiegato come assicuratore, sente delle voci. Poi, un giorno, si risveglia in un corpo che non è il suo. Gordon è stato oggetto di uno scambio mentale con il futuro; passerà un certo periodo nel corpo di Zarth Arn, scienziato, storico e secondogenito dell'Imperatore della Galassia, mentre Zarth Arn userà il suo corpo per condurre ricerche storiche nel ventesimo secolo. Nel secondo libro invece sono passati un paio d'anni dagli eventi del primo romanzo e John Gordon è in cura da uno strizzacervelli. Non solo, infatti, ha un buco di memoria piuttosto esteso, non solo ha dei ricordi di avventure impossibili in luoghi e tempi improbabili, ma quelle memorie gli impediscono di godersi la sana vita tranquilla dell'assicuratore nell'America del dopoguerra. Il futuro che ha immaginato, è molto meglio della vita di tutti i giorni. Poi John Gordon scompare: Zarth Arn ha perfezionato la sua macchina, e ha trasportato Gordon nel futuro, mente e corpo, affinché possa ricongiungersi ai suoi veri amici.

La mano felice di Hamilton costruisce un romanzo affascinante anche se è decisamente datato ad una lettura moderna e la narrazione è molto semplice, a tratti ingenua, con in sottofondo quel “sense of wonder” che è caratteristico della fantascienza degli anni d'oro, ma tutto questo sommare di luoghi comuni e archetipi letterari è inserito in un intreccio coinvolgente, che Hamilton conduce con passione e perizia, travolgendo il lettore con girandole impazzite di spazi immensi, tradimenti, battaglie e amori impossibili.

Insomma se avete ancora la mente bella sgombra e vi piace sognare ad occhi aperti e amate la fantascienza questa sarà sicuramente una lettura di pura e gradevolissima evasione che vi saprà divertire e a mai annoiare!

La casa tra i mondi, in originale “The House Between the Worlds” è un romanzo fantasy del 1980 scritto da Marion Zimmer Bradley, famosissima in tutto il mondo per i noti cicli di “Avalon” a sfondo fantasy, e di “Darkover” a sfondo fantascienza e pubblicato per la prima volta in italia da Fanucci nel 1997.

La trama è presto scritta: sono i giorni radiosi degli studenti e della contestazione, e ci troviamo all'Università di Berkeley, negli anni settanta. Cameron Fenton è uno studente che fa praticantato presso l'università, e decide di prendere parte a un nuovo esperimento, durante il quale vengono adoperate delle potenti droghe allucinogene di nuova progettazione... che però danno risultati piuttosto sconvolgenti, al di là di ogni immaginazione. Sarà così che Cameron si vedrà catapultato in un mondo fantastico quanto terribile, lucente quanto cupo, alla presenza di Kerridis, principessa degli elfi, rapita da un'orda di mostri senza cuore, gli Ironfolk, nemici mortali degli elfi, che la conduce nelle oscure caverne dove vive un umano, Pentarn, loro capo. L'equilibrio dei mondi ora è in mano a Cameron Fenton.

Classico libro fantasy, dove si usa il pretesto dei mondi paralleli in cui il protagonista riesce a penetrare nel corso di esperimenti con l'uso della droga LSD; troviamo i soliti noti cliché con le popolazioni in perenne lotta tra di loro, la classica contrapposizione buoni/cattivi. La trama risulta essere troppo lunga, soprattutto la prima parte che è a tratti veramente pesante, dove l'autrice approfondisce troppo i “dubbi esistenziali” del suo protagonista, che si traducono in continui periodi interrogativi, retti da domande sopra domande, in merito agli eventi che stanno accadendo.

Quando qualcosa comincia a muoversi in questa “casa dei mondi”, la trama diventa più avvincente, ma praticamente tutto ciò avviene alla fine del libro, fuori tempo massimo. Sicuramente non il suo romanzo migliore, si fa leggere senza infamia e senza lode. Tipica lettura d'evasione senza alcun impegno.

Presto dimenticato.

Mr. Lars, sognatore d'armi, in originale “The Zap Gun”, edito anche come Il sognatore d'armi, è un romanzo di fantascienza di Philip K. Dick pubblicato nel 1967. È uno sguardo molto crudele sul futuro da parte di un autore che si è sempre distinto per la considerazione dedicata alla realtà alternativa, virtuale, che induce a sovrapporre piani diversi di esistenza. Viene considerato come uno dei più crudeli, allucinati sguardi sul futuro di Dick, il romanzo ci racconta un'America immersa nel clima paranoico della Guerra Fredda, tra situazioni grottesche e visioni distorte della realtà.

La trama del romanzo: in un mondo ancora diviso tra due superpotenze, Pop-Ori e Bloc-Occ, i sognatori d'armi vengono impiegati da entrambe le parti per progettare ordigni mortali. Ma le armi terrificanti che i due blocchi sfornano regolarmente sono in realtà cianfrusaglie senza alcun potenziale bellico, frutto delle intuizioni paranormali dei ‘sognatori' e dal valore puramente estetico. Tutti vengono manipolati, e spesso non si riesce a capire in quale livello di realtà ci si trovi, fisica o virtuale. Le macchine, gli androidi e i dispositivi elettronici condizionano le azioni degli individui, e gli uomini sono interessati solamente al controllo economico e politico del pianeta.

Dick non è sicuramente uno dei miei autori di fantascienza preferiti, non ho ancora trovato un suo libro che mi sia finito di piacere integralmente: qui si possono trovare tutti i temi cari all'autore e di base l'idea principe di questo romanzo è davvero affascinate, ma sotto alcuni aspetti mostra un po' la corda. Nel finale l'autore tenta di dare il colpo ad effetto, senza tuttavia, a mio avviso, riuscirci.

Per i solo fans di Dick.

Isole nella rete, in originale “Islands in the net”, è un romanzo di Bruce Sterling, chiave di volta nell'evoluzione letteraria dell'autore, senz'altro una delle voci più interessanti (e probabilmente la più impegnata) emersa nella fantascienza dell'ultimo quarto di secolo. Ideologo cyberpunk, forse troppo schierato sul fronte di sinistra nei primi anni '80, Sterling sembra ritrattare molte delle sue tesi con questo romanzo, sfiorando in più di un'occasione una preoccupante deriva destroide. Questo romanzo ha vinto il John W. Campbell Memorial Award per il miglior romanzo di fantascienza nel 1989, ed è stato nominato sia per la Hugo e Locus Awards dello stesso anno.

Il romanzo offre una visione di un mondo all'inizio del 21 ° secolo, a quanto pare tranquillo, con il mondo che è dominato dalle multinazionali e dalla Rete, un complesso sistema telematico che gestisce tutte le informazioni ed è il perno della politica e dell'economia globale. Il protagonista, che si muove in questo scenario, durante un convegno organizzato da una grande multinazionale per stabilire una sorta di armistizio coi pirati telematici, si troverà sotto un attacco terroristico e verrà travolto da eventi fuori dal suo controllo: si ritroverà in luoghi che sono fuori dalla rete, da un datahaven di Granada , a Singapore e nella parte più povera dell'Africa, dopo un disastro che l'ha colpita.

Credo che posso scindere la mia recensione in due parti: se analizziamo la capacità dell'autore di aver cercato di immaginare con sagacia un futuro prossimo, l'opera risulta sicuramente interessante in quanto anticipava situazioni che, ad oggi, sono quanto mai attuali, ma che sul finire degli anni '80 non lo erano per niente. Se invece andiamo a considerare il testo in quanto romanzo di fantascienza si rivela essere nient'altro è che un thriller fantapolitico a tratti piuttosto noioso.

Le capacità di Sterling, risplendono se descrive l'evoluzione dei rapporti tra l'uomo e il mondo, il suo rapporto mediatico e la tecnologia che domina il futuro da lui immaginato. Nelle pagine di apertura poi, passa in rassegna gli eventi ancora oscuri della storia degli anni '70 e inizi '80, senza trascurare il ruolo svolto dall'alta finanza internazionale negli affari interni dell'Italia e del Vaticano. Poi la sua verve si assopisce e resta in uno stato di letargo che dura la bellezza di quasi 400 pagine. Un intervallo nel quale il Nostro, colto da sindrome di rigetto, trova il modo per scagliarsi contro tutto e contro tutti, salvo poi accogliere le istanze di tutte, ma proprio tutte, le parti in campo.

In buona sostanza non posso dire che il libro mi sia completamente dispiaciuto, ma affermare che è stata una buona lettura mi sembra troppo, direi che sono quei libri che passati anni dalla lettura ti sovvengono come qualcosa di nebuloso di cui ricordi poco e non ti dispiace affatto.

In questo libro troverete quella che poteva essere la terza guerra mondiale; nata dal genio di Tom Clancy (ora forse un po' appannato), oltre alle vicende personali dei protagonisti della storia, troverete anche le strategie di combattimento, i piani dell'ormai defunto URSS per l'invasione dell'Europa. Tom Clancy è oltre che scrittore un appasionato ricercatore di storia militare e qui fa man bassa nelle sue conoscenze. La particolarità di questo bellissimo libro è che vi ritroverete contemporeaneamente dai due lati del fronte da un capitolo all'altro. Sarete in volo con un cacciabombardiere, immersi con un sommergibile, chiusi dentro un carro mentre passate dalla Germania Est all'Ovest. Frenetico e Dettagliato.

Da sempre appassionato di aforismi, questo libro è un piacevole approccio, uno scostamento, una costola umoristica degli stessi.

Freddure, citazioni, massime e quant'altro da personaggi che sono più o meno famosi, in questa veste come un'opera omnia che vuole racchiudere il meglio dell'umorismo mondiale degli ultimi cent'anni. Ci riesce? Sicuramente no, ma nel scoprirlo ci si perde qualche oretta divertente.

Bella l'idea e la realizzazione, il titolo azzeccatissimo rappresenta bene il concetto del contenuto: una sorta di paradosso e il fatto di prendersi e prendere in giro il mondo da una prospettiva molto piccola.

Quando uscì negli anni novanta questa collana era un mito, un vero best-seller e se non ricordo male ci fecero anche diari scolastici, gadget vari... questo per far capire la portata che ebbe questo libro; a ripensarci oggi viene un po' da ridere e tanta malinconia.

Da tenere sempre sotto mano e consultare anche a caso tra le varie citazioni.

Contact, in originale “Contact” è un romanzo di fantascienza scritto da Carl Sagan, noto astronomo, pubblicato nel 1985. Attraverso il romanzo l'autore veicola le proprie idee riguardanti molti dei suoi interessi nella vita reale, ed in particolare l'ipotesi di come potrebbe svolgersi il primo contatto con esseri extraterrestri. Nel 1997 ne è stato tratto l'omonimo adattamento cinematografico, interpretato dall'attrice Jodie Foster e diretto da Robert Zemeckis. La versione cinematografica è stata scritta a grandi linee dallo stesso Sagan e da sua moglie Ann Druyan, e successivamente adattata a script dagli sceneggiatori.

La traccia della trama è questa: Ellie è il direttore del “Progetto Argus,” nel quale i segnali provenienti dallo spazio e captati da radiotelescopi nel Nuovo Messico sono analizzati intensivamente per cercare l'intelligenza extraterrestre (SETI). Dopo un po', il progetto scopre, effettivamente, la prima comunicazione confermata da esseri extraterrestri, un'ulteriore analisi del messaggio rivela che due messaggi supplementari sono codificati all'interno di esso. Il secondo messaggio è un abecedario, una specie di manuale d'istruzioni che insegna come leggere ulteriori comunicazioni. Il terzo è il messaggio vero e proprio, i progetti per una macchina che sembra essere un genere di veicolo altamente avanzato, destinata ad ospitare un equipaggio umano. Infine, una macchina è costruita con successo ed attivata, e trasporta cinque passeggeri - compresa Ellie - attraverso i buchi neri in un luogo vicino al centro della Via Lattea, dove vengono a contatto con i mittenti del messaggio. Molte delle domande dei viaggiatori trovano risposta. Al ritorno, i passeggeri scoprono che la loro esperienza che soggettivamente per loro era durata molte ore, sulla Terra era durata solo circa venti minuti, e che tutta la loro registrazione video è stata cancellata, presumibilmente da un certo fenomeno nel veicolo. Rimangono pertanto privi di prove del loro racconto.

Il romanzo è stato adottato come modello dai fautori principali del movimento del disegno intelligente, benché Sagan fosse notoriamente agnostico e impegnato nel rigore e nell'opposizione scientifici ed intellettuali alla “nozione di un dio che ha generato tutto.” Ann Druyan, vedova di Sagan, ha detto che “non ha mai desiderato credere. Ha desiderato sapere.” I fautori di un disegno intelligente citano spesso questa frase e la conclusione di Contact come prova che Sagan credesse che, per mezzo degli strumenti della scienza, sarebbe stato possibile scoprire se ci fosse un creatore dell'universo. Questa posizione appare in conflitto diretto con il corpo ampio delle visioni di Sagan come rappresentate nelle sue opere e scritti, che sono descritte meglio come distanti dalle pretese di origini soprannaturali dell'universo e favoriscono spiegazioni di origine naturalistica.

Ma in definitiva, lasciando da parte tutte le disquisizioni teologiche, scientifiche e umanitarie il romanzo in sé com'è? Per il sottoscritto è stato molto deludente, noioso, scontato, la lettura piuttosto lenta, estremamente prolisso dove il vero e proprio decollo narrativo e scientifico avviene nelle ultime 90 pagine, su quasi 400 totali.

In sintesi, a parer mio, il libro è lento, la narrazione stanca e non brilla per nulla.

Recuperate il Titanic!, in originale “Raise the Titanic!” è un libro del 1976, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.

Recuperate il Titanic! è la quarta avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler. Il romanzo, pubblicato in origine nel 1976, non poteva tenere conto della scoperta fatta nove anni dopo da Robert Ballard, ovvero che il Titanic si era spezzato in due durante il naufragio. Ciò rende la trama del libro del tutto impossibile. Da questo romanzo è stato tratto il film Blitz nell'oceano con Richard Jordan e Alec Guinness, regia di Jerry Jameson nel 1980. Il pessimo adattamento cinematografico di questo libro allontanò per ben venticinque anni Clive Cussler da Hollywood. Solo dopo molte insistenze concesse un suo libro allo schermo nel 2005 con il divertente Sahara.

Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.

I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.

Dirk Pitt in questo romanzo dovrà affrontare addirittura il relitto del Titanic in fondo all'oceano; infatti in un mondo ancora preda della guerra fredda, una task force segreta che risponde direttamente al presidente degli Stati Uniti sta lavorando al misterioso Progetto Siciliano, per mettere a punto un avanzatissimo sistema di difesa antimissilistico, che potrebbe neutralizzare per sempre il pericolo sovietico. Elemento fondamentale per la sua realizzazione è il bizanio, un minerale ormai introvabile in natura. Tutto quello che se ne sa è che il Titanic, nella sua stiva, potrebbe contenerne un quantitativo utile. Ma la nave è sepolta in fondo all'oceano da oltre sessantanni e nessuno può raggiungerla. Nessuno tranne Dirk Pitt e gli uomini della Numa.

Il libro di per se è buono, intrigante la trama, incalzante il ritmo, lo stile semplice ma efficace, geniale la pianificazione con cui si studia come far riaffiorare in superficie Titanic, qui i personaggi creati dall'autore cominciano a consolidarsi e a muoversi nell'ambiente a loro congeniale: il mare. Ovviamente questo è un libro d'avventura che cavalca alla grande tutti i cliché del caso. Divertente e mai noioso, con colpi di scena a ripetizione, lettura da pura distrazione.

Questo compendio di racconti e di romanzi brevi non può certamente mancare a nessun appassionato di ucronìa. Sono stati raccolti i migliori e messi in questo volumone. Se non sapete invece di cosa diavolo sia questo genere letterario:

L'ucronìa (anche detta storia alternativa, allostoria o fantastoria) è un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale. Per la sua natura, l'ucronia è spesso assimilata al più vasto genere della fantascienza e si incrocia con la fantapolitica, mescolandosi all'utopia o alla distopia quando va a descrivere società ideali o, al contrario, indesiderabili.

In questa raccolta ce n'è davvero per tutti i gusti: Che cosa sarebbe accaduto se Mosè avesse polverizzato le Tavole della Legge lasciando l'umanità ad arrovellarsi per ricomporre i Dieci Comandamenti? Se Colombo avesse scoperto un'America, se Napoleone non avesse mai combattutto una sola battaglia, se il Sud avese vinto la Guerra Civile americana, se le truppe naziste avessero trionfato in Europa e in Asia o se qualcuno non avesse sganciato la bomba su Hiroshima, e poi ancora...

Di certo questo genere letterario, a chi piace, consente di esplorare questi mondi paralleli scaturiti dalla mente dei più grandi scrittori di fantascienza, in questa vastissima antologia che parte dalle origini dei primi scritti, fino ad arrivare agli anni novanta.

Da avere per qualsiasi appassionato.

Non so cosa, sinceramente, ho trovato peggiore tra il film o il libro. Per fortuna la pellicola non mi è costata niente guardandola in tv e il romanzo nemmeno, per via che mi è stato regalato per non so quale motivo molto tempo fa.

Il libro non si può dire che non è scritto bene però è molto analitico: ogni minima operazione tecnica viene riportata appesantendo talvolta la narrazione, dunque più che un romanzo, assistiamo ad un saggio o se vogliamo al rapporto punto per punto di quella che fu la missione dell'Apollo 13.

Personalmente l'ho trovato di una noia disarmante, non lo consiglierei a nessuno a meno degli appassionati delle missioni spaziali statunitensi.

Da evitare.

Una bella selezione di poesie di Hesse, mi piacevano molto queste raccolte piccoline che si trovavano vicino alle casse a poco prezzo, come le caramelle al supermercato.

Per godere di un po' di poesia, magari leggendole mentre eri in fila per pagare i tuoi libri: molto nostalgici i versi raccolti in questo libricino, molte dedicate alla notte.

Credo che quella che più mi piace in questa breve raccolta sia “Tristezza”, scritta nel 1944, una perla rara di magica poesia.

Op-Center, in originale “Tom Clancy's Op-Center”, è un romanzo di spionaggio scritto da Tom Clancy e Jeff Rovin, edito nel 1995. Op-Center, più in generale, è una serie di romanzi, creati da Tom Clancy e Steve Pieczenik, con il contributo di Jeff Rovin. Ispirato al primo libro della serie, nel 1995 viene realizzato il film OP-Center, di Lewis Teague, come quarto film basato sui romanzi di Tom Clancy.

Fanno parte della serie finora pubblicata in Italia:

1 Op-Center
2 Parallelo Russia
3 Giochi di Stato
4 Atti di Guerra
5 Equilibri di potere
6 Stato d'assedio
7 Presa di potere
8 Linea di controllo

Op-Center è il nome dell'agenzia denominata National Crisis Management Center (NCMC) e ha il compito di gestire speciali crisi interne ed esterne agli Stati Uniti. L'esistenza del centro è mantenuta segreta al popolo americano ed il suo direttore, Paul Hood, fa rapporto direttamente al presidente degli Stati Uniti. Il quartier generale è situato nei pressi della base dell'Aeronautica militare di Andrews nel distretto federale di Washington ed utilizza lo Stryker team come gruppo di risposta paramilitare.

La trama di questo primo romanzo è la seguente: una serie di attentati organizzati da terroristi anti-unificazione colpiscono la penisola coreana con lo scopo di far scoppiare la guerra. Primo impegno dell'Op-center, che ha il compito di approntare una strategia d'intervento e ripristinare gli equilibri. Op-Center è il cuore pulsante dei servizi segreti e delle più sofisticate tecnologie a disposizione della Difesa degli Stati Uniti. Ma ufficialmente non esiste: è top-secret. Saranno gli uomini al vertice di questa organizzazione segreta a scongiurare la terza guerra mondiale?

I romanzi di Clancy si caratterizzano soprattutto dalla presenza di una pluralità di personaggi, interessi in gioco e paesi coinvolti, basta prendere in considerazione i due libri che più mi sono piaciuti di quest'autore: “Uragano Rosso” e “Caccia a Ottobre Rosso”. Non sono libri semplici da seguire e richiedono un livello di attenzione abbastanza alto anche se sono romanzi di intrattenimento puro.

Op-Center, pur non essendo complesso come gli altri da me menzionati sopra, non è sicuramente agevole, da poter leggere con spensieratezza: fantapolitica, azione, suspense, colpi di scena e una trama articolata lo rendono una lettura consigliata a chi ama i romanzi di spionaggio e di azione, ma che abbiano voglia di cimentarsi con qualcosa di complesso.