Libro di fantascienza o se vogliamo un thriller biologico che tratta di una pandemia (molto attuale anche oggi) targato 1969, uno dei suoi primi lavori, Crichton come al solito presenta la sua storia su delle ottime basi scientifiche. Il punto più coinvolgente delle opere di Crichton è proprio quello di fare della scienza il protagonista principale di una storia. Infatti i suoi romanzi sono accompagnati da un'ampia bibliografia, come tutti i saggi fanno.

Un satellite fa rientro nell'atmosfera terrestre e precipita in un paesino degli stati uniti, Piedemont, tutta la popolazione che conta una cinquantina di abitanti, viene misteriosamente uccisa in pochi minuti; subito parte una task force di scienziati con lo scopo di indagare sulle cause di questa epidemia in una struttura governativa segreta. L'intera narrazione si svolge all'interno di questa struttura e seguirà il lavoro di quattro scienziati: biologi, fisici e due medici. Cos'è il microrganismo che ha causato la morte di tutti gli abitanti di quel paese in quei brevi istanti? Come si trasmette? E soprattutto come evitare che la popolazione mondiale lo contragga?

Il punto forte è la scelta dell'autore di presentare il romanzo come se fosse un reportage di qualcosa realmente accaduto, inclusi i ringraziamenti all'inizio, l'aspetto debole è che anche se il libro si lascia leggere abbastanza velocemente, risente però in alcune parti di una eccessiva lentezza e qualche punto morto durante il suo svolgimento, ma è il finale che lascia veramente a desiderare, sembra quasi una chiusura Kinghiana.

E' una buona storia ma diciamo che non è mai travolgente e la tensione che si accumula nella lettura si disperde velocemente, soprattutto arrivati al pessimo finale.

Consigliato, per quanto mi riguarda, ai soli fans dell'autore.

Il grande libro dei perché offre principalmente ai ragazzi un panorama di oltre molte domande e risposte sugli argomenti più vari: l'universo, il pianeta Terra, il mondo vivente, i popoli e le civiltà del mondo, i luoghi e le città più particolari, la comunicazione e l'informatica. Per esaudire tutte le curiosità e rispondere ai dubbi più strani

Riccamente illustrato e con tanti spunti di approfondimento, non è riuscito comunque a interessarmi più che tanto e molto probabilmente poteva essere fatto un po' meglio.

Op-Center Parallelo Russia, in originale “Tom Clancy's Op-Center”, è un thriller geopolitico scritto da Tom Clancy e Jeff Rovin, edito nel 1995. Op-Center, più in generale, è una serie di romanzi, creati da Tom Clancy e Steve Pieczenik, con il contributo di Jeff Rovin. Ispirato al primo libro della serie, nel 1995 viene realizzato il film OP-Center, di Lewis Teague, come quarto film basato sui romanzi di Tom Clancy.

Fanno parte della serie finora pubblicata in Italia:

1 Op-Center
2 Parallelo Russia
3 Giochi di Stato
4 Atti di Guerra
5 Equilibri di potere
6 Stato d'assedio
7 Presa di potere
8 Linea di controllo

Op-Center è il nome dell'agenzia denominata National Crisis Management Center (NCMC) e ha il compito di gestire speciali crisi interne ed esterne agli Stati Uniti. L'esistenza del centro è mantenuta segreta al popolo americano ed il suo direttore, Paul Hood, fa rapporto direttamente al presidente degli Stati Uniti. Il quartier generale è situato nei pressi della base dell'Aeronautica militare di Andrews nel distretto federale di Washington ed utilizza lo Stryker team come gruppo di risposta paramilitare.

La trama di questo primo romanzo è la seguente: La guerra fredda è finita. E il caos è la nuova impostazione. Il nuovo presidente della Russia sta cercando di creare un regime democratico, ma ci sono elementi forti all'interno del paese che stanno cercando di fermarlo: la spietata mafia russa, i nazionalisti di destra, e quelle forze nefaste che faranno di tutto per tornare alla Russia dei tempi della zar. Op-Center, il team di gestione delle crisi di nuova costituzione, ma di grande successo, inizia una corsa contro il tempo e contro i sostenitori della linea dura. Il loro compito è reso ancora più difficile dalla scoperta di un omologo russo... ma questo controllato da quegli stessi estremisti repressivi e rappresenta tutto ciò Op-Center rappresenta. Due Op-Centri, immagini speculari rivali l'uno dall'altro.

I romanzi di Clancy si caratterizzano soprattutto dalla presenza di una pluralità di personaggi, interessi in gioco e paesi coinvolti, basta prendere in considerazione i due libri che più mi sono piaciuti di quest'autore: “Uragano Rosso” e “Caccia a Ottobre Rosso”. Non sono libri semplici da seguire e richiedono un livello di attenzione abbastanza alto anche se sono romanzi di intrattenimento puro.

Op-Center, pur non essendo complesso come gli altri da me menzionati sopra, non è sicuramente agevole, da poter leggere con spensieratezza: fantapolitica, azione, suspense, colpi di scena e una trama articolata lo rendono una lettura consigliata a chi ama i romanzi di spionaggio e di azione, ma che abbiano voglia di cimentarsi con qualcosa di complesso.

La guerra di Zakalwe, in originale “Use of Weapons” è un romanzo di fantascienza dello scrittore scozzese Iain M. Banks, pubblicato per la prima volta nel 1990. Nel 1974 Banks scrisse una versione molto più lunga del libro con un'impostazione ancor più complicata (Banks: “Era impossibile comprenderla senza pensare in sei dimensioni”), molto prima che qualunque altro suo libro (di fantascienza o meno) fosse stato pubblicato. La guerra di Zakalwe è il terzo romanzo del Ciclo della Cultura.

Per chi non lo sapesse nel ciclo della Cultura viene descritta una immaginaria società anarchica, socialista e utopica. La Cultura è caratterizzata dall'essere una società in cui tecnologie avanzate provvedono praticamente senza alcun limite materiale alla ricchezza ed al sostentamento di ognuno, senza chiedere nulla in cambio, avendo tutto ma abolendo il concetto di possesso, dall'aver superato quasi tutti i vincoli fisici biologici (inclusa la malattia e la morte) e dall'essere una società stabile, priva di leggi e quasi totalmente egualitaria. La maggior parte dei romanzi del ciclo della Cultura si occupa di personaggi come diplomatici, spie o mercenari, per lo più di persone che si occupano del lavoro sporco per conto della Cultura.

La trama del romanzo: il libro è costituito da due linee narrative, intessute in capitoli alterni. I numeri dei capitoli indicano a quali linee appartengono: una linea è numerata prima in parole (Uno, Due ...), mentre l'altra è numerata al contrario con i numeri romani (XIII, XII ...). La storia narrata dai primi avvenimenti prosegue cronologicamente (come suggerito dai numeri) e racconta una storia autonoma, mentre i successivi capitoli avanzano a ritroso nella vita di Zakalwe. A complicare ulteriormente quest'impostazione vi sono un prologo ed un epilogo ambientati subito dopo gli avvenimenti riconducibili alla linea narrativa principale, e molti flashback sparsi tra i vari capitoli. La narrazione assume la forma di una biografia frammentaria di un uomo chiamato Cheradenine Zakalwe, nato fuori dalla Cultura ma reclutato al suo interno dall'agente di Circostanze Speciali Diziet Sma per lavorare come agente operativo intervenendo in civiltà più primitive. Il romanzo racconta alcuni di questi interventi e i tentativi di Zakalwe di fare i conti col proprio passato.

Questo è il terzo romanzo sulla Cultura che leggo e sebbene i primi due li ho apprezzati di più, anche questo non è male. Banks, nella sua sfrenata fantasia, riesce non solo a stuzzicare l'interesse con una trama avvincente, ma anche con una forma del tutto inusuale come ho spiegato sopra. Se poi consideriamo i numerosi flashback, i ricordi, i sogni e i deliri abbiamo una specie di raccolta di racconti che vedono come sfondo questa curiosa società che prende il nome di Cultura. Una trama avventurosa ed originale, che sembra quasi scontata in certi punto salvo poi giungere con colpi di scena ormai inaspettati.

Giunto al terzo libro si delinea sempre meglio questa strana società futuristica che è la Cultura che riesce da una parte si eleva a paladina delle libertà, ma dall'altra lo fa imponendolo con ogni mezzo, anche con la guerra. La Cultura vorrebbe rappresentare l'utopia della società perfetta, ma dentro di sé è la prima a sapere che così non può essere. Ma ciò che più risalta nel romanzo è la figura appunto di Zakalwe: guerriero e soldato del futuro che porta dentro di sé peccati e colpe indicibili.

Il romanzo sembra non avere un inizio né una fine, con un finale che turba alquanto.

Della serie : “tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul telefilm culto degli anni novanta”.

Una guida agli episodi di X-Files con l'aggiunta di tante curiosità, aneddoti e tanto di riassunti delle prime due serie, immancabili anche le riviste, che sono una chicca per ogni vero appassionato.

Per appassionati.

La storia è molto particolare, soprattutto se si pensa che è stata scritta nel lontano 1972, interessanti i contenuti scientifici ma direi che non è esattamente adatto agli amanti dell'azione e dei ritmi sostenuti. Diciamo che si è in costante rullaggio per tutta la pista, ma non si decolla mai.

E' la storia di Harry Benson, un uomo che soffre di attacchi di epilessia convulsivi molto violenti. Riesce, purtroppo a ferire se stesso e pure le persone che lo circondano, le cure psichiatriche non portano a molto: la malattia ha origini fisiche ed è legata ad una lesione celebrale. Decide di sottoporsi ad un'operazione in cui gli verrà impiantato una sorta di bypass celebrale che inibisca i suoi impulsi di rabbia. Da qui il protagonista sarà inibito suo malgrado in una parte del cervello e comincerà a percepirsi come un umano “dimezzato”, una sorta di terminale umano di un deus ex machina al silicio.

Il libro narra dunque di impianti elettronici per il controllo del cervello. Profetico per gli anni settanta, anticipa quella che sarà la miniaturizzazione e l'evolversi delle macchine moderne anche in campo medico.

Crichton è sempre documentato e pronto a farci vedere gli effetti inattesi e negativi dell'avanguardia scientifica. Non ci sono grandi personaggi, che si muovono in una storia con una trama abbastanza lineare e per certi versi, scontata. Diciamo che la protagonista principale è la scienza stessa. A parte le descrizioni mediche, che sono davvero troppe, il libro non offre grandi spunti a livello narrativo.

Molto simile ad “Andromeda”, con un finale oltretutto deludente, non lo consiglierei certo ad un primo lettore ma solo ai fan dell'autore.

Superfluo.

Prima di tutto bisogna rimarcare il fatto che quando gli italiani ci si mettono sanno scrivere bellissimi romanzi d'evasione, soprattutto in un campo come la fantascienza dove esistono dei veri mostri sacri.

Il romanzo tratta di ucronia, ovvero la storia alternativa, di cui e macchine del tempo. Un viaggio ai tempi della prima guerra mondiale; vincitore del premio Urania 1995, il romanzo si legge molto volentieri ed è avvincente. Il finale è un po' deludente. Ma è l'unica pecca.

Il periodo storico, della grande guerra, a me è sempre piaciuto e il fatto che il tutto sia ambientato in Italia da al romanzo una marcia in più. Giocare poi con la figura di D'Annunzio rende onore ad una grande figura storica, esaltata ancor più dalla descrizione in modo minuziosa ed accurata tutti gli aerei ed il volo del tempo; qualche colpo di scena, una sottotrama romantica ed una, rendono questo libro una piacevole lettura senza impegno.

La storia: un servizio segreto d'uno dtato del XXII secolo decide di riscrivere la storia a proprio vantaggio, impedendo il crollo degli Imperi Centrali nella prima guerra mondiale. Per farlo si serve della copertura d'una società che vende viaggi nel tempo, due dei cui impiegati, però, fuggono nel passato per cercare di impedire l'intrigo.

Non fosse per un testo un po' troppo semplicistico e una narrazione che non raggiunge mai un alto livello, questo sarebbe stato davvero un ottimo libro, un esempio italiano di quanto possiamo essere bravi anche noi a scrivere fantascienza.

Non sfruttato fino in fondo.

Libricino, comperato durante la visita al castello di Trezzo, usato come guida turistica sul posto e riletto una volta arrivato a casa più approfonditamente.

Ripercorre la storia e l'architettura di questa famosa costruzione del paese che si affaccia sul fiume adda, attraverso anche l'ausilio di foto e illustrazioni.

Veramente ben fatto.

Il terzo gemello, in originale “The Third Twin” è un romanzo del 1996 di Ken Follett, il libro è un thriller dove fa da sfondo il mondo dell'ingegneria genetica, della manipolazione dei geni e della clonazione. Dal romanzo è stato tratto, nel 1997, un film TV omonimo, diretto da Tom MacLoughlin e interpretato da Kelly McGillis e Jason Gedrick.

Alcuni dei libri di Follett hanno raggiunto la prima posizione del New York Times, tra cui “Triplo”, “Il Codice Rebecca”, “Un letto di leoni”... Due dei suoi romanzi, “I pilastri della terra” e “La cruna dell'ago”, sono stati inseriti nella lista dei 101 best-seller più venduti di tutti i tempi. Ha venduto più di 150 milioni di copie nel mondo, ed è uno dei più ricchi e famosi giallisti britannici della storia, dopo autori come Ian Fleming e Agatha Christie.

La trama in riassunto del romanzo: il libro narra la storia di una scienziata, Jeannie Ferrami, incaricata di condurre uno studio sui gemelli per conto di una prestigiosa università di Baltimora. La donna vuole capire se due gemelli separati alla nascita e sistemati in ambienti differenti possano presentare delle somiglianze nel carattere, nei gusti e nel comportamento. Tutto sembra andare per il meglio, finché non si imbatte in Steve, uno dei suoi soggetti di studio, che rappresenta il gemello “buono” e di cui non sa neanche l'esistenza dell'altro “cattivo” e che dal primo sguardo cambierà per sempre la sua vita.

Questa volta Follett lascia da parte le saghe familiari e le rievocazioni storiche a lui così congeniali e ormai dimenticati i bellissimi libri di spionaggio agli inizi della sua carriera e anche le saghe medievali che lo hanno reso uno scrittore di livello mondiale, si cimenta con il thriller puro con dei risvolti scientifici che allora non erano così di moda come lo sono ora. Solo che tra ingegneria genetica, gemelli monozigoti, ricerche scientifiche, esercito americano, i soliti amplessi scongiurati, gli amplessi anelati e amplessi appena assaggiati o voluttuosamente appagati, sembrano più appagare gli ormoni che i neuroni.

Nonostante la lettura scorrevole, la trama non è particolarmente intricata e dopo poco un quinto del libro si intuisce già dove andrà a parare. Perchè la trama scorre sì, ma è prevedibile. Se aggiungiamo che arrivati al decimo libro o giù di lì, cominci un po' ad averne la saccocia piena dei suoi libri popolati da eroi belli, intelligenti ed affascinanti, contrapposti a cattivi brutti, ignoranti e miseri.

Direi che tra questo e il successivo “Il martello dell'Eden” è una bella gara a quale storia sia uscita peggio dalla sua penna di scrittore. No, “Il pianeta dei Bruchi” non lo prendo neanche in considerazione, non amo sparare alla croce rossa.

La differenza sostanziale nel genere avventura o fantascienza ed anche thriller che differenzia molti autori di questo genere da Crichton è che finito di leggere un suo libro, rispetto agli altri, oltre ad esserti immensamente divertito sarai anche un tantino più colto. Perchè lui era uno scrittore che ti aiutava a capire il mondo in cui viviamo e quello ancora più incredibile in cui potremmo trovarci a vivere domani.

La trama di “Sfera” (da cui peraltro è stato tratto un orribile film che come al solito c'entra poco con il libro in questione) è il ritrovamento di un relitto di un astronave nelle profondità marine; questo aprirà la strada della narrazione verso i viaggi nel tempo, gli alieni, computer senzienti, specie di animali sconosciute, i poteri della mente. Certo il tutto fa molto “fantascientifico”, ma troviamo sempre nozioni scientifiche molto interessanti.

Il mix divertente è garantito perchè qui ritroviamo gli elementi del thriller, della fantascienza, della psicologia umana, dell'horror subacqueo, il tutto condito dall'immensa creatività di Crichton che dosa il tutto molto sapientemente, per accattivare il lettore e non farlo mai annoiare.

In più troviamo l'ambientazione subacquea che rende claustrofobica tutta la narrazione e questo senso di disagio che arriva direttamente dalle pagine del libro al lettore, trasmettendo anche la paura ed il sospetto che serpeggiano tra i protagonisti del romanzo.

Credo a mio parere, che questo sia il più bel libro di Crichton che abbia letto, in quanto ritrovo molti degli elementi da me preferiti dei generi letterari a me cari; credo poi che tra i libri ambientati sott'acqua, questo sia il migliore in assoluto.

Impossibile non rimanerne affascinati e conquistati.

Giobbe ha avuto molta fortuna nell'editoria, dove i suoi libri hanno riscontrato sempre un buon successo di pubblico. Già con il primo libro Parola di Giobbe, rivisitazione della Bibbia, pubblicata nel 1991, sbanca le classifiche con un milione di copie vendute. Nel 1993 e nel 1996 pubblica Pancreas - Trapianto del libro Cuore e Sesso? Fai da te!. Nel 1999 ritorna con Dio li fa e poi li accoppa, tratto dal suo spettacolo, dove rivisita Creazione e Diluvio.

Non so sinceramente come ho fatto ad accumulare nella mia libreria, quattro libri di Giobbe Covatta, non che ne rimpiango la lettura, ma credo che siano gli unici libri di un comico che io possieda.

Ora è molto più semplice, direi forse che è difficile non incappare in uno di essi, trovare tra gli scaffali il libro dell'ultimo comico che fa furore a Zelig e parlare di schifezze editoriali è un passo semplice, forse allora, negli anni novanta, le cose erano un po' diverse e anche un comico poteva scrivere dignitosamente un libro; o forse sono stato semplicemente trascinato dalle mode scolastiche di allora.

Qui si parte dal libro “Cuore” riletto in chiave comica, una classe di studenti sconclusionata e altrettanti insegnanti che gli fanno da pari, personaggi dell'epoca, qualche revisione di fiabe classiche, solita ironia contro la classe politica di allora e battute a gogò.

Un grande comico, con testi molto preparati e non improvvisati, come sempre riesce a essere geniale e divertente in ogni riga. Un testo comico, volgare e dissacrante quanto basta; non tocco certo il giudizio dato da il me ragazzino di allora, ma probabilmente oggi sarebbe un acquisto che non rifarei.

Una bella selezione di poesie di Leopardi, mi piacevano molto queste raccolte piccoline che si trovavano vicino alle casse a poco prezzo, come le caramelle al supermercato.

Per godere di un po' di poesia, magari leggendole mentre eri in fila per pagare i tuoi libri: molto nostalgici i versi raccolti in questo libricino, Leopardi semplicemente era il Poeta, come pochi altri.

Un discreto romanzo di fantascienza che si fa leggere senza pretese, senza per altro sprecare molto tempo. Non vi aspettate nulla di che perchè i classici della fantascienza sono altri, ma se avete del tempo che vi avanza potete impiegarlo in questa veloce lettura.

E' la storia di un essere umano, Sandy, nato e trasformato geneticamente da una razza aliena su un'astronave interstellare degli extraterrestri Hakh'hli. Ora Sandy è pronto per tornare sulla Terra e gli alieni sono animati delle migliori intenzioni, ma...

Discreto.



Enigma, in originale “Enigma”, è un libro di spionaggio dello scrittore inglese Robert Harris, edito nel 1996, ambientato durante la Seconda guerra mondiale a Bletchley Park, Inghilterra. Da questo libro è stato tratto anche un film del 2001 del regista Michael Apted, prodotto da Mick Jagger ed ispirato al romanzo, con protagonisti Dougray Scott e Kate Winslet.

L'autore ha iniziato la sua carriera scrivendo saggi, ma la sua fama si basa sulle sue opere di narrativa storica. Cominciando con il best-seller “Fatherland” un romanzo ucronico, Harris si è concentrato sugli eventi che circondano la seconda guerra mondiale , seguito dalle opere ambientate nella Roma antica. I suoi lavori più recenti concernano la storia contemporanea.

La trama di questo romanzo in sintesi: nel febbraio del 1943 Tom Jericho, brillante matematico e criptoanalista inglese, ha un esaurimento nervoso a seguito dell'eccessivo stress mentale e fisico causatogli dal suo lavoro. Jericho lavora a Bletchley Park, in una base militare top-secret per decifrare i codici segreti utilizzati dall'esercito tedesco e che vengono ideati da una potente macchina, Enigma. Viene però richiamato urgentemente al lavoro dopo che i nazisti cambiano il codice Enigma e minacciano di attaccare un convoglio alleato in rotta verso l'Inghilterra che trasporta oltre diecimila persone. I suoi sforzi per cifrare i codici si affiancano a quelli per ritrovare la sua amata Claire, scomparsa poco dopo il suo ritorno al campo. Aiutato dalla coinquilina di Claire, riuscirà infine a sapere cosa è stato della ragazza ma solo dopo aver smascherato un traditore a Bletchley.

Il romanzo è un thriller con caratteristiche particolari, come altri best seller di Harris: la trama è ambientata in periodi di rilevanza storica e che scaturiscono da studi approfonditi dell'autore di certi eventi realmente accaduti come in questo caso i messaggi cifrati utilizzati nel periodo bellico dagli U-Boot nazisti.

Insieme a “Fatherland”, non solo questi sono i miei due libri preferiti di Harris, ma entrano nell'olimpo delle mie letture preferite di genere. Infatti come molti sanno esiste un lato di ogni guerra che non emerge allo scoperto, ma è sommerso proprio come gli U-Boot nazisti del romanzo. Una guerra nella guerra, che si consuma lontano dai campi di battaglia, dai colpi d'artiglieria, dai bombardamenti aerei, dagli eroi celebrati dalla storia: è la guerra delle informazioni e dei codici cifrati, delle spie e dell'intelligence.

Come in altri romanzi dell'autore, la trama è portata avanti con grande intelligenza e la sottile trama della storia serpeggia sul presupposto che niente è ciò che sembra. Anche qui da un luogo realmente esistito, una storia che è realmente accaduta, Harris elabora e romanza la guerra in maniera eccelsa. La tensione scorre lungo gran parte del racconto e s'impenna quando assistiamo alle battaglie atlantiche fra gli U-Boot nazisti e il convoglio delle navi cargo americane dirette in Inghilterra, descritte attraverso le intercettazioni captate a Bletchley Park.

Mi sono piaciute oltremodo anche tutte le parti che descrivono gli espedienti di decifrazione dei codici attraverso la matematica e i rudimenti della scienza informatica. Ma questo perchè sono sempre stato affascinato dai metodi di criptazione e decriptazione, posso capire (come ho letto nelle recensioni altrui) che proprio queste parti sono rimaste indigeste ai più.

Un romanzo di guerra e di spionaggio tra i più belli mai letti. Assolutamente affascinante la ricostruzione dettagliata, l'atmosfera generale densa di tensione drammatica, l'approfondimento psicologico. Miracolosa la capacità di Harris di far rivivere la claustrofobica angoscia in cui si trovava a vivere l'Inghilterra assediata dalla Germania nazista nei giorni più bui della seconda guerra mondiale. Appassionante la sfida intellettuale che costituisce il nocciolo dell'intera storia. Semplicemente magistrale.

Posso sicuramente dire che questo romanzo di guerra e di spionaggio è tra i più belli che ho letto. Assolutamente affascinante la ricostruzione dettagliata e l'atmosfera generale densa di tensione drammatica. Appassionante la sfida intellettuale che costituisce il nocciolo dell'intera storia.

Semplicemente magistrale.

Quando si segue una collana, come in questo caso, si hanno principalmente due vie: si comprano tutti i numeri e poi si pesca tra i vari numeri di volta in volta cosa leggere, oppure si comperano solo i numeri che realmente interessano. In quest'ultimo caso si fa una scelta oculata in base alle proprie preferenze e tutto finisce bene. Nel primo caso ovviamente c'è il rischio di prendere un sacco di libri che poi effettivamente non hai mai tempo di leggere, ma se sei un vero collezionista non puoi farne a meno.

Ecco probabilmente il mio caso è il secondo e questo libro è stato comperato in quanto seriale della collana; stranamente sono riuscito anche a leggerlo, probabilmente perché i film di Alien per me sono sempre stati un must e dunque la copertina deve avermi incuriosito al punto di indurmi alla lettura: “Ai confini della galassia orbita il nero pianeta degli Alien, i terribili parassiti capaci di innestarsi nel corpo dell'uomo per divorarlo dall'interno. Già altre volte umani e Alien si sono affrontati nello spazio, ma questa volta è diverso. Destinazione: il pianeta-madre delle creature più letali dell'universo. Per impossessarsi di una preziosa sostanza prodotta dagli Alien, viene allestito un corpo di spedizione speciale. Ma quando gli uomini arrivano nell' Alveare, il terrore si scatena. E comincia una battaglia senza respiro.”

In ogni caso la storia di “Dentro l'alveare” non ha niente a che spartire con le vicende di Ripley, può essere letta tranquillamente da chi non ha mai visto nessuno dei film, ma non credo che ciò possa avvenire; l'occhio della mente ovviamente ci ripropone subito le immagini dei film delle creature aliene in cui i protagonisti si imbattono, l'ambientazione, le astronavi, e lo stesso alveare. La storia inizia sulla Terra e continua nello spazio fino al pianeta madre delle creature aliene. Azione, e colpi di scena caratterizzano questo romanzo che scorre tranquillamente verso il finale un po' malinconico, ma perfettamente in linea con la serie di film iniziata da Ridley Scott.

Discreto, niente di eccezionale, è belle le parti (per gli amanti dei film) in cui si parla della biologia Alien, la parte dentro l'alveare è suggestiva e piacevole, vengono descritte le varie “camere” e la loro funzione, come in un formicaio terrestre gli Alien hanno delle stanze adibite ai rifiuti, all'allevamento di forme di vita, all'accudimento delle uova, ecc... I personaggi umani invece non sono proprio il massimo, ma tant'è.

Per appassionati.

Quando si segue una collana, come in questo caso, si hanno principalmente due vie: si comprano tutti i numeri e poi si pesca tra i vari numeri di volta in volta cosa leggere, oppure si comperano solo i numeri che realmente interessano. In quest'ultimo caso si fa una scelta oculata in base alle proprie preferenze e tutto finisce bene. Nel primo caso ovviamente c'è il rischio di prendere un sacco di libri che poi effettivamente non hai mai tempo di leggere, ma se sei un vero collezionista non puoi farne a meno.

Ecco probabilmente il mio caso è il secondo e questo libro è stato comperato in quanto seriale della collana; stranamente sono riuscito anche a leggerlo, anche considerando il fatto che il genere cyberpunk non mi ha mai entusiasmato più di tanto.

In ogni caso, Luce virtuale è un romanzo di fantascienza cyberpunk di William Gibson pubblicato nel 1993. È il primo libro della cosiddetta Trilogia del ponte. Il termine “luce virtuale”, ripreso nel titolo, è stato coniato dallo scienziato Stephen Beck per descrivere uno strumento che produce sensazioni ottiche senza l'impiego di fotoni.

La trama è presto scritta: San Francisco, anno 2005. Chevette Washington è una ciclista corriere in un mondo dominato dallo scambio virtuale di dati, si guadagna da vivere consegnando i beni e le informazioni secondo la “vecchia maniera”, per proteggerli dagli hacker. Durante una consegna riesce ad impadronirsi dei suoi occhiali LV. Un particolare tipo di occhiali, in grado di ricreare una realtà virtuale nella corteccia visiva di chi li sta indossando. Chevette non sa che molte persone sono disposte a uccidere per averli. Chevette troverà un alleato in un ex poliziotto, la cui vita è stata distrutta da un attacco hacker; tuttavia la loro strada sarà disseminata da violenze, omicidi e ricatti.

Come dicevo il mondo cyberpunk non mi hai mai affascinato, e l'argomento dalla realtà virtuale, che in quegli anni era un argomento piuttosto all'avanguardia, riletto oggi sa un po' di stantio e vecchio, cosa che per me non dovrebbe mai succedere con un buon libro di fantascienza. La prosa in più non è stata fluida, e ho trovato affascinante solo il mondo che viene tratteggiato, specialmente quello del Ponte con interessanti trasformazioni culturali, politiche e religiose.

Direi per concludere che è un libro senza infamia e senza lode. Sinceramente non lo consiglierei neanche ai neofiti del genere, direi che possa essere destinato a chi desideri collezionare l'opera completa del Gibson.

Visto che in questi giorni si parla tanto del film tratto da questo libro con Will Smith e che uscirà a Natale negli Stati Uniti (anche se possiamo considerarlo un remake di “Occhi Bianchi sul Pianeta Terra” con Charlton Eston), mi peremetto di suggerirvi questo bellissimo libro, che vi permetterà così di giudicare in male, (io già storco il naso per la scelta dell'attore principale) o in bene quello che andrete a vedere. Ma tralasciando il film, questo è un libro di quelli che io considero “Must” e in ben due categorie: “Horror” e “Fantascienza”; in effetti è difficile collocarlo definitivamente da una parte e dall'altra. Ciò che mi lasciò senza fiato all'epoca della lettura, erano le descrizioni delle ambientazioni svuotate da qualsiasi personaggio umano ma con ambienti pieni di reliquie degli uomini. Un libro “claustrofobico” e “terrificante”, una sopravvivenza estrema in un mondo dove l'uomo è totalmente scomparso, dove “Io Sono Leggenda...”. Consigliatissimo.

Nemesis è un romanzo di fantascienza del 1989 scritto da Isaac Asimov. Non è ambientato nel suo famoso ciclo della Fondazione né in quello dei robot. È una storia a sé stante, ma alcune citazioni lo collocano all'inizio della storia futura, agli albori della colonizzazione dello spazio.

Direi che in una libreria, nella mia per esempio, il libro andrebbe collocato accanto a “Neanche gli Dei” e “La fine dell'eternità”, quei romanzi che sono stand-alone, che si possono leggere a parte da tutto il resto, infatti non vi è richiamo ne al ciclo dell'impero, ne alla fondazione e ne ai robot. Anche se questo romanzo viene menzionato in “Fondazione anno zero”: Hari Seldon infatti cita una leggenda che riguarda una giovane donna «capace di comunicare con un intero pianeta che ruotava attorno ad un sole chiamato Nemesis.» E anche nel finale del libro, Asimov accenna brevemente al suo famoso ciclo della Fondazione: Janus Pitt si chiede infatti «Chi avrebbe imparato a interpretare le tendenze e a prevedere il futuro in una galassia brulicante d'umanità?», un chiaro riferimento alla psicostoria.

Il nome Nemesis è un riferimento ad un'ipotetica stella compagna del Sole, che si troverebbe in un'orbita larghissima: ogni qualche decina di milioni di anni Nemesis passerebbe attraverso la nube di Oort perturbando l'orbita di migliaia di comete, alcune delle quali finirebbero per cadere sulla Terra provocando una catastrofica estinzione di massa. La stella è stata proposta per spiegare alcune supposte regolarità nel ripetersi delle estinzioni, ma nessuna stella di questo tipo è mai stata osservata, e la regolarità stessa non è stata confermata da studi successivi. La Nemesis di Asimov non è una stella compagna del Sole, ma può avere effetti ancora più funesti.

La trama è questa: Il romanzo è ambientato in un lontano futuro. La Terra è sovrappopolata e preda di forti tensioni, e l'umanità ha costruito e popola innumerevoli stazioni spaziali. Su una di queste, Rotor, vive Marlene che è nata con dei particolari poteri che le permetteranno di scoprire una grave minaccia. La stazione orbitante, scopre un modo piuttosto primitivo per viaggiare più veloce della luce e lascia il Sistema Solare verso una stella vicina battezzata Nemesis. La trama scorre parallelamente tra gli abitanti di Rotor, alla scoperta del nuovo sistema stellare e i terrestri, alla ricerca di un modo per scoprire il destino della colonia ribelle.

Di questo libro ho soprattutto apprezzato come la scienza viene applicata alla finzione (e infatti il Buon Dottore nel presentare il libro mette proprio questo aspetto come motore della storia), sia per come l'ambiente spaziale e il contesto fantascientifico vengono usati per trattare la psiche umana e il comportamento di caratteri diversi di fronte a situazioni insolite.

E' come sempre un Asimov ricco di idee. E' una storia di viaggio e scoperta, i primordi del volo “Ultraluce”, l'esplorazione di nuovi mondi e la sottile psicologia di una piccola comunità isolata nelle immensità dello spazio profondo... e anche se non siamo ai livelli degli altri libri del professore, in alcuni punti la trama diventa un po' piatta e prevedibile, è comunque un buon romanzo con dentro tutte le tematiche care ad Asimov: sovrappopolazione, progresso sostenibile, le questioni etico- scientifiche, i viaggi temporali e spaziali.

Direi che consiglio il romanzo a chi già conosce Asimov, agli altri che vogliono leggere della buona fantascienza dell'autore, ma che non vogliono partire dalle grandi saghe da lui scritte, punterei decisamente su “Neanche gli dei” come romanzo a se stante, capace di far conoscere un grande scrittore a chi non hai mai letto niente di suo.

Icona, in originale “Icon”, uscito nel 1996, è un libro di Frederick Forsyth che è uno scrittore britannico, noto come autore di spy-story come “Il giorno dello sciacallo”, “I mastini della guerra”, “Dossier Odessa”, “Il pugno di Dio” e “Il quarto protocollo”.

La trama si svolge nella Russia del 1999, dove le elezioni sono vicine e Igor Komarov, leader delle destre, si presenta come l'unico capace di ridare grandezza al suo paese, un'icona umana per il popolo russo: ma un documento rubato dalla sua scrivania fa impallidire l'occidente, se fosse autentico, quell'uomo è un nuovo Hitler. Ovviamente ufficialmente le potenze occidentali non possono far nulla e così Il compito di fermare Komarov è affidato a Jason Monk, ex agente Cia che ha già combattuto contro il Kgb ai tempi della guerra fredda. Tornando nella città che avevagiurato di non rivedere mai più, Monk deve affrontare Ames, l'uomo che tradìi suoi amici, e il Colonnello Grishin che li fece uccidere. Ma soprattutto,deve trovare il modo di uscire vivo dallo scontro scatenatosi nel Cremlino.

Nel suo nuovo romanzo, l'indiscusso maestro dello spionaggio d'azione ci trasporta in un prossimo futuro per raccontarci le inquietudini e gli sconvolgimenti della Russia nel suo passaggio più delicato... quello dell'apertura dopo il crollo del muro di Berlino; mescolando realtà politica e finzione in un thriller irresistibile che ci svela, con la consueta autorevolezza, l'altra faccia dell'attualità.

Questo è un libro abbastanza complesso: Forsyth è stato bravo a ricostruire una storia che, a partire da eventi realmente accaduti, come la guerra in Cecenia, la crisi economica, sembra molto verosimile e sembra quasi farlo con piglio giornalistico. Il paragone con la situazione della Germania del 1919, la debole repubblica di Weimar, è sottolineato dallo stesso autore: quando il popolo ha fame è facile mostrargli come nemico le minoranze (le minoranze etniche ora, gli ebrei nella Germania) e gli stranieri.

Si tratta, come la maggior parte dei libri di Forsyth, di un ottimo racconto in cui la lettura scorre veloce. Il libro è strutturato in due piani temporali: uno prima della caduta del muro ed uno dopo. Verso la metà il primo racconto nel racconto raggiunge rapidamente il secondo e poi la storia procede lineare, il romanzo è appassionante, e come spesso accade con i libri di spionaggio scritti bene nasce il desiderio di appartenere ai servizi segreti di qualche paese.

Consiglio questo romanzo a chiunque ami lo spionaggio ed il controspionaggio. E' appassionante e anche piuttosto divertente.

Arkady non l'aveva mai saputo, di avere tante lacrime. Ricordò quando aveva il coltello di Unmann infilato nella pancia: l'unica altra volta in cui qualcosa era sgorgato da lui, così copiosamente. E il dolore non era poi tanto diverso.

Red Square, in originale “Red Square” è un romanzo poliziesco scritto da Martin Cruz Smith e pubblicato nel 1992. E' ambientato principalmente a Mosca, Monaco di Baviera e Berlino tra il 6 agosto e il 21 agosto, 1991. Si tratta di un sequel di Gorky Park e Stella Polare basato sul personaggio di Arkady Renko e si svolge durante il periodo del crollo dell'Unione Sovietica.

Il protagonista è Arkady Renko, capo della Polizia Criminale di Mosca e figlio di un famoso generale dell'Armata Rossa, tanto disilluso dal regime brezneviano quanto poco attratto dall'Occidente. Vero erede di Marlowe dallo sguardo cinico e acuto, Renko si muove in un'Unione Sovietica prossima al disfacimento, mostrando il volto oscuro di Mosca.

La trama di questo romanzo: Arkady Renko è stato reintegrato come investigatore nella milizia della polizia di Mosca. Siamo nell'agosto del 1991 e sono passati dieci anni dagli omicidi avvenuti in Gorky Park. Dopo il crollo del muro, il partito comunista è morto e Mosca è una città profondamente colpita dalla recessione economica; la criminalità organizzata e i burocrati controllano il potere politico ed economico. Due sono le “famiglie” che si contendono la città: quella di Borya Gubenko, che controlla tutto il mercato nero, e quella di Makhmud, leader della mafia cecena.

Il romanzo è caratterizzato da realistiche descrizioni della Russia dell'epoca. Smith ci introduce, fin dalle prime pagine, nella nuova Russia, offrendoci un intenso affresco della zona del “mercato nero”. Ancora più illuminanti sono le pagine dedicate alla descrizione di un imprenditore del nuovo capitalismo sovietico, che ha trasformato una fabbrica di armi in un club esclusivo del golf.

Il ritmo dell'azione è veloce e appassionante da tenere incollato il lettore alle pagine e i personaggi che si alternano sullo sfondo delle città di Berlino, Monaco e Mosca sono ben descritti psicologicamente. Cruz Smith, resosi conto che era mancato nel precedente “Stella polare”, ritorna in questo romanzo a dedicare intere pagine all'amore di Renko per Irina. Struggenti e malinconiche quelle in cui l'investigatore rimane ore ad ascoltare alla radio la voce del suo amore lontano.

Il finale del libro è dedicato ad uno degli avvenimenti più importanti degli anni novanta. Nell'agosto del 1991, alcuni membri del governo sovietico cercarono di deporre il presidente Mikhail Gorbačëv e prendere il controllo della nazione. Si tratta del famoso “golpe rosso”. Il suo fallimento e le conseguenze politiche che ne seguirono segnarono, infatti, la dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Le storie della serie di Renko, che reputo uno dei migliori personaggi che abbia mai incontrato in poliziesco, sono costruite in maniera eccelsa, sono tutti dei buoni gialli che sconfinano nel noir e nella spy-story. Il primo romanzo del ciclo “Gorky Park” è stato definito dal Time «il thriller degli anni ottanta», e a ragione. Stra consigliato anche per le ambientazioni della Russia a cavallo tra la caduta del muro di Berlino e la nuova Russia capitalista.

Un luogo chiamato libertà, in originale “A Place Called Freedom” è un romanzo del 1995 di Ken Follett ambientato tra l'Inghilterra e l'America durante il XVIII secolo, periodo denso di avvenimenti storico-economico-sociali. Alcuni dei libri di Follett hanno raggiunto la prima posizione del New York Times, tra cui “Triplo”, “Il Codice Rebecca”, “Un letto di leoni”... Due dei suoi romanzi, “I pilastri della terra” e “La cruna dell'ago”, sono stati inseriti nella lista dei 101 best-seller più venduti di tutti i tempi. Ha venduto più di 150 milioni di copie nel mondo, ed è uno dei più ricchi e famosi giallisti britannici della storia, dopo autori come Ian Fleming e Agatha Christie.

La trama del romanzo si può così riassumere: ambientato nel 1767, narra le avventure di un giovane minatore idealista dalla Scozia che crede che ci deve essere altro nella vita oltre a lavorare nelle miniere. Il minatore, Mack McAsh, ormai stanco e insoddisfatto della sua vita fuggirà, al fine di trovare un lavoro e una nuova vita a Londra. Alla fine McAsh diventa un leader tra le classi lavoratrici della città e diventa un bersaglio per quei gruppi di interesse che non condividono il suo punto di vista. McAsh viene incastrato per un crimine che non ha commesso e inviato ai lavori forzati per sette anni nella colonia inglese della Virginia , dove sarà costretto ancora una volta a crearsi una nuova vita. Sul tortuoso cammino troverà l'appoggio silenzioso di una ragazza aristocratica, Lizzie Hallim.

Il bravo Ken Follett fa quello che gli riesce meglio anche in questo libro: si documenta e analizza in modo preciso e documentato l'Inghilterra del 1700 e soprattutto l'enorme disparità sociale tra i vari strati della popolazione che nei secoli seguenti si ridurrà sensibilmente aiutata in maniera decisiva dalla rivoluzione industriale e dallo sviluppo tecnologico.

Il romanzo si occupa inizialmente della forma di servitù per i minatori nel 18° secolo che decretava che una volta che un minatore ha iniziato a lavorare in una miniera di carbone era legato alla miniera per il resto della sua vita. A Londra invece l'autore ci descrive il malcontento del 1768 che alla fine ha portato a rivolte e disordini in tutta la città. Poi ci si focalizza sulla pratica di punire i condannati per vari crimini condannandoli ai lavori forzati nelle colonie penali inglesi che è stata spesso vista come una valida alternativa alla pena di morte in quel periodo.

Personalmente questo romanzo non è tra i miei preferiti di questo autore sebbene le tematiche sono molte e tutte interessanti: i diritti dei lavoratori, l'uguaglianza tra i sessi e la pena di morte, tuttavia, la forma romanzata sembra anche troppo romanzata, e anche se lo stile semplice e scorrevole permette una lettura veloce, sembra che il ritmo a volte perda consistenza e il lettore sia introdotto in una lettura in cui le dite sfogliano automaticamente le pagine senza che la mente sia collegata. In più, molte volte sembra di leggere la sceneggiatura di una soap-opera.

Sicuramente ha scritto di meglio. Un Follett un po' sottotono.

Gorky Park, in originale “Gorky Park” è un romanzo giallo scritto da Martin Cruz Smith e pubblicato nel 1981. È ambientato principalmente in Unione Sovietica ed è composto da XXIV capitoli. Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo film del 1983 di Michael Apted.

Stella Polare è un romanzo del 1989 sempre di Martin Cruz Smith, ambientato in Unione Sovietica alla fine degli anni ottanta. È il seguito di Gorky Park e il protagonista è l'investigatore moscovita Arkady Renko.

Gorky Park
Il protagonista è Arkady Renko, capo della Polizia Criminale di Mosca e figlio di un famoso generale dell'Armata Rossa, tanto disilluso dal regime brezneviano quanto poco attratto dall'Occidente. Vero erede di Marlowe dallo sguardo cinico e acuto, Renko si muove in un'Unione Sovietica prossima al disfacimento, mostrando il volto oscuro di Mosca. Quando a “Gorky Park”, il polmone verde di Mosca, vengono ritrovati tre corpi congelati, è Renko ad occuparsi del caso. Abituato per lo più ad avere a che fare con omicidi di ubriachi e piccoli delitti, Renko scoprirà di dover giocare la partita più difficile della sua vita, avviluppato in una rete mortale che arriva a toccare personaggi e luoghi insospettabili.

Stella Polare
Dopo i fatti narrati nel precedente romanzo Gorky Park, Renko è allontanato dal suo lavoro presso la polizia di Mosca ed è costretto ad accettare vari lavori in parti remote della Unione Sovietica. Lo troviamo al lavoro su una nave fattoria nel mare di Bering, coinvolto suo malgrado in un caso di omicidio. La nave sovietica Stella Polare, da cui il nome del romanzo, è parte di una joint venture con società di pesca americane, nella quale i pescherecci americani pescano il pesce e la nave sovietica si occupa della sua lavorazione. Una parte importante nel romanzo riveste la sosta prevista della nave nel porto statunitense di Dutch Harbor nelle Isole Aleutine, con un salario extra per i marinai pagato in dollari americani per permettere loro di acquistare merci occidentali come videoregistratori, cassette, radio, ecc. Quando il corpo di una componente dell'equipaggio viene ripescato da una rete, Renko viene convinto ad investigare anche contro il parere del commissario politico e di alcuni membri dell'equipaggio che propendono per un suicidio per non mettere a repentaglio la agognata sosta nel porto americano.

Questi due libri sono forse i primi noir/spy-story che abbia letto e come si dice “il primo amore non si scorda mai”. Un bel libro davvero, carico di suspence e dove il protagonista riesce ancora ad affascinare come quei film di una volta. Come un eroe romantico, solitario e con i suoi ideali, Renko si aggira per Mosca come un cane segugio, una Mosca che non fa da palcoscenico al protagonista, ma è essa stessa protagonista. Renko è un personaggio indimenticabile e alla fine del libro ne rimani ammaliato, come se lo avessi conosciuto realmente e avessi vissuto al suo fianco. Molto carismatiche e ben caratterizzate anche le figure del romanzo: Levin, l'ebreo giocatore di scacchi e Andreev, il nano che ricostruisce le teste. Osborne e Irina.

Le storie sono costruite in maniera eccelsa, sembrano un buon giallo che sconfina nel noir e nella spy-story. E' stato definito dal Time «il thriller degli anni ottanta», e a ragione.

Stra consigliato.

Forsyth è un maestro del genere spy-story, autore di romanzi come: “Il giorno dello sciacallo”, “I mastini della guerra”, “Dossier Odessa”, “Il Quarto Protocollo” e molti altri. E' indubbiamente uno dei miei scrittori preferiti in questo genere e lo metterei con Ludlum, Le Carrè, Cruz Smith, direttamente sul podio.

Questa storia è meravigliosa, uno dei migliori dell'autore, se non il migliore, documentato tramite una fittissima ricerca dove si riesce a mischiare molto bene realtà e fantasia, prendendo le mosse dalla storia reale del super cannone; l'inizio è molto analitico entrando nel dettaglio di tutte le problematiche relative alle forniture di armi e tecnologia da parte di USA ed Europa all'Iraq di Saddam nel periodo in cui si cercava di usare l'Iraq per mettere i bastoni tra le ruote all'Iran.

La storia: poco prima dello scoppio della Guerra del Golfo, l'agente segreto inglese Mike Martin scopre che le truppe di Saddam dispongono di una misteriosa e potentissima arma denominata “Il pugno di Dio”, un ordigno in grado di rovesciare completamente le sorti del conflitto. Nonostante l'incredulità dello Stato Maggiore, Martin riesce a infiltrarsi a Baghdad e a preparare un audace piano di sabotaggio.

Spionaggio, azioni dietro le linee, tanta tecnologia e spiegazioni da manuale nel più puro stile Forsyth. Ho letto tutti i suoi libri e questo è diventato subito il mio preferito perchè è avvincente, interessante e verosimile.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro, sia per la parte puramente romanzata, ma anche per quella storica di ricerca, da ottimi spunti di riflessione su quello che era, ormai parliamo di una decina d'anni fa, lo scacchiere mediorientale.

Forsyth è un maestro indiscusso di questo genere.

Los Alamos, in originale “Stallion Gate, è un romanzo di spionaggio dell'autore americano Martin Cruz Smith, edito nel 1986. L'autore è famoso per la sua serie di romanzi con protagonista Arkady Renko, capo della Polizia Criminale di Mosca e figlio di un famoso generale dell'Armata Rossa, tanto disilluso dal regime brezneviano quanto poco attratto dall'Occidente. Vero erede di Marlowe dallo sguardo cinico e acuto, Renko si muove in un'Unione Sovietica prossima al disfacimento, mostrando il volto oscuro di Mosca.

La trama di questo romanzo è la seguente: in una tempesta di sabbia nel New Mexico, quattro uomini attraversano un recinto di filo spinato per selezionare il sito di prova per la prima arma atomicablizzard, four men cross a barbed-wire fence at Stallion Gate to select a test site for the first atomic weapon. Essi erano: Oppenheimer, il fisico; Groves, il generale; Fuchs, la spia. Il quarto uomo è il sergente Joe Pena, un eroe, informatore, combattente, musicista, indiano. Questi quattro uomini e un cast di soldati, teppisti e gli scienziati, cambieranno per sempre la storia dell'umanità.

E' la storia romanzata del progetto Manhattam, quello che portò alla costruzione della prima bomba atomica e si svolge nel Nex Maxico tra scienziati, militari e indigeni cacciati dalle loro terre. Solitamente mi piacciono questi scenari da armageddon nucleare, con un bel po' di intrighi e vicende losche sotto e pensavo che l'autore di Gorky Park ci avesse tirato fuori un romanzo grandioso, ma sebbene l'intreccio è da spy story ho trovato il libro deludente, piatto. Praticamente non succede niente, anche se il finale è scritto davvero bene e sorprende nel dovuto.

Rimandato a settembre.

Il Grande Buio, in originale “Black Out”, è un romanzo edito nel 1995 di spionaggio di John Lawton che è un autore di romanzi storici e di spionaggio ambientati principalmente in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale e la guerra fredda. Il personaggio principale di questo filone è Frederick Troy: il più giovane figlio di un padre immigrato russo che è diventato un editore molto ricco di giornali e in seguito baronetto. Sfidando le aspettative di classe e della famiglia, l'indipendente Troy si arruola a Scotland Yard, diventando un investigatore della squadra omicidi.

I diritti di questo personaggio sono stati acquistati da Columbia Pictures. Ma per ora non sono stati fatti film in merito.

La trama di questo romanzo è presto scritta: siamo a Londra nel 1944. Mentre la Luftwaffe fa il suo assalto finale sul capitale britannica già martoriata, i londinesi corrono attraverso le strade, in cerca di un rifugio sotterraneo in mezzo al black out della città. Quando il panico si placa, un braccio mozzato viene scoperto da un gruppo di bambini che giocano vicino ad un cratere provocato da una bomba, e quando il detective di Scotland Yard, Frederick Troy arriva sulla scena, diventa evidente che il corpo smembrato non è l'opera di un razzo v-1. Troy riesce a collegare il braccio reciso alla scomparsa di uno scienziato tedesco rifugiato dai nazisti, anche la nascente agenzia di intelligence americana decide di cominciare a investigare. Troy sarà costretto a lasciare la Londra che conosce e entrare così in un mondo corrotto tra rifugiati apolidi e delle donne misteriose, con conseguenze sanguinose... Dissotterrerà così una catena di segreti che portano dritto al alto comando alleato.

Il romanzo d'esordio di John Lawton è splendido, peccato che i diritti in Italia di quest'autore siano stati comperati da questa piccola casa editrice che ne ha pubblicati solo due sui sette scritti dall'autore. Questo thriller ambientato in tempo di guerra annovera quest'esordiente tra i più grandi scrittori di crime della nostra epoca. Questo primo romanzo dell'ispettore Troy, cattura e dipinge perfettamente le realtà del tempo di guerra a Londra, inserendole in un dramma avvincente che incapsula l'incertezza dell'Europa all'alba del dopoguerra.

La storia prende davvero e la tensione comincia a montare dopo le prime fasi di riscaldamento del libro e si finisce per godere la storia. E ci sono alcuni grandi colpi di scena verso la fine. La caratterizzazione dei personaggi è ottima, di tutti i personaggi e questo è raro. Si incontreranno inglesi, tedeschi, americani e russi e tutti si muovono in un contesto storico che è notevolmente descritto. Il libro di Lawton poi è infarcito di riferimenti letterari, musica e film.

Appassionati di thriller, romanzi di spionaggio e letteratura inglese, questo romanzo è per voi. Si legge facilmente e asi fa divorare, ripeto è davvero un peccato che non sono stati più tradotti altri libri qui in Italia di questo bravo autore.