Fondazione anno zero, in originale “Forward the Foundation” è un romanzo di fantascienza di Isaac Asimov pubblicato postumo nel 1993. È il secondo dei due antefatti al ciclo della Fondazione. Scritto all'incirca con lo stesso stile del libro originale, Fondazione, è formato da cinque parti con lunghi intervalli temporali fra loro.

Asimov è in un momento critico della sua vita. Le sue condizioni di salute stanno rapidamente peggiorando e pochi mesi dopo sarà costretto al ricovero ospedaliero, ma l'incontro casuale con un giovanissimo lettore nell'ascensore del suo condominio a Manhattan convince il Buon Dottore a partire dagli antefatti: con Preludio alla Fondazione realizza dunque il suo primo prequel, raccontando delle origini avventurose della carriera di Hari Seldon e della sua fondamentale Psicostoria. Il romanzo viene pubblicato nel 1988 e ottiene un grande successo di pubblico, ma Asimov lascia volutamente aperta la storia per introdurvi un nuovo capitolo, dato che il Preludio terminava con Seldon poco più che trentenne. Ma le sue condizioni di salute peggiorano vistosamente, infatti di lì a poco saprà di aver contratto il virus dell'HIV per colpa di una trasfusione di sangue. Non gli restano che un paio di anni da vivere. È qui che emerge improvvisamente un'idea: fare di Fondazione Anno Zero una sorta di testamento spirituale. Come scriverà successivamente la moglie Janet, nel narrare la lenta vecchiaia di Hari Seldon e poi la sua morte Asimov «uccideva se stesso».

Ma prima di parlare di questo libro in particolare, è doveroso parlare del Ciclo delle Fondazioni:
Il Ciclo delle Fondazioni è un gruppo di sette romanzi di fantascienza scritti dal “Buon Dottore” a partire dal 1951. Dopo la trilogia iniziale, nota come “Trilogia della Fondazione”, Asimov, sotto la spinta degli appassionati e dell'editore, la Doubleday di New York, riprese in mano il ciclo e nel 1982 realizzò un seguito ai primi tre romanzi, per concludere con due prequel nel 1988 e nel 1992.

L'intera saga, ordinata secondo la cronologia interna degli eventi, è composta da:

Preludio alla Fondazione (Prelude to Foundation - 1988)
Fondazione anno zero (Forward the Foundation - 1992)
Fondazione o Cronache della galassia o Prima fondazione (Foundation - 1951)
Fondazione e Impero o Il crollo della galassia centrale (Foundation and Empire - 1952)
Seconda Fondazione o L'altra faccia della spirale (Second Foundation - 1953)
L'orlo della Fondazione (Foundation's Edge - 1982)
Fondazione e Terra (Foundation and Earth - 1986)

I tre romanzi della trilogia originale (Fondazione, Fondazione e Impero, Seconda Fondazione) sono stati scritti tre decenni prima degli altri seguiti e prologhi e sono stilisticamente molto diversi da essi. Si tratta in realtà di una raccolta di storie brevi, apparse la prima volta sulla rivista Astounding Stories, ed in seguito raccolte in volume.

Dopo la morte di Asimov, la moglie Janet Jeppson ha chiesto agli scrittori Gregory Benford, Greg Bear e David Brin di scrivere una trilogia di romanzi - comunemente nota come “Second Foundation Trilogy” - ambientati nello scenario dei due prequel, e dunque incentrati sulla fortunata figura di Hari Seldon. I tre romanzi sono: “Fondazione la Paura”, “Fondazione e Caos”, “Fondazione, il trionfo”. Di questi solo il primo è stato pubblicato in Italia, mentre la trilogia nel complesso ha riscosso forti critiche da parte dei lettori.

Ma chi è stato Isaac Asimov?
E' stato un biochimico, scrittore di fantascienza, giallista e anche divulgatore scientifico russo naturalizzato statunitense. Credo che non abbia molto bisogno di presentazioni, almeno per chi è un poco avvezzo al genere fantascienza; comunque le sue opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della divulgazione scientifica. È autore di una vastissima e variegata produzione, stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi.

La trama del romanzo in sintesi: il racconto si svolge su Trantor, e inizia otto anni dopo gli eventi raccontati nel precedente “Preludio alla Fondazione”. Viene mostrato come Hari Seldon sviluppò la sua teoria della psicostoria fino all'applicazione pratica negli eventi galattici. Ogni parte del libro è intitolata ad un personaggio, che esce di scena alla conclusione di essa.

Uno stratagemma simpatico della narrazione è l'introduzione di ogni capitolo, la quale consiste in una citazione dell'“Enciclopedia Galattica” che, di fatto, parla degli avvenimenti descritti in questo libro al passato, poiché sarà scritta quando ormai Hari Seldon sarà diventato una figura leggendaria.

La fantascienza per me è Asimov, s'incarna e vive in lui; il resto è tutto nel secondo gradino del podio: mi sono avvicinato alla fantascienza con lui e per me questo è un vero capolavoro, insieme al ciclo dei robot. Non avrò mai le parole sufficienti per esprimere le sensazioni che questa saga ha saputo suscitare in me quando l'ho letta da ragazzino. Questo ciclo fantastico racchiude mezza vita dell'autore più famoso di fantascienza. L'altra metà, è occupata dal ciclo dei robot, altra imperdibile saga. Asimov ha creato un'epopea che coinvolge milioni di mondi e milioni di personaggi, che ve ne farà innamorare follemente.

Un capolavoro grandioso che narra la storia umana fino a un futuro lontano 30-40 mila anni: a partire dai dall'avvento dei robot nella società umana, alle prime colonizzazioni della galassia sfociate nelle faticosa costruzione dell'impero fino alla sua lenta caduta e all'ascesa delle 2 fondazioni destinate a gettare i semi di un nuovo futuro per l'umanità. I contenuti filosofici e sociologici sono predominanti, donando all'opera un più ampio respiro rispetto ad altre saghe fantascientifiche. La protagonista principale di questa saga è, infatti, l'umanità stessa, con i suoi difetti, le sue capacità e le sue meraviglie.

Questo ciclo è fondamentale. E' la Bibbia della fantascienza. Se non lo avete letto non potete dire di sapere cos'è la fantascienza. Punto.

Questo libro mi è piaciuto davvero tanto!

E' una di quelle storie che ti prende e non ti lascia più andare, la ricostruzione storica mi è sembrata eccelsa, con le descrizioni puntuali e mai noiose dell'immaginaria Berlino capitale del mondo.

Un futuro che poteva essere altamente probabile ricostruito dall'autore in maniera impeccabile. In fondo la storia viene scritta dai vincitori e solitamente sono solo i piccoli episodi a decidere le guerre. Ho sempre amato le serie famose in America, soprattutto nei fumetti dei “Waht If”, storie che raccontato futuri probabili che non si sono mai verificati.

In pratica in questa narrazione avvincente, siamo nel 1964 e il grande Reich si estende dal fiume Reno fino alla catena degli Urali. Tuttavia, l'ex blocco sovietico non è per nulla pacificato, con i bolscevichi che danno vita a un'attiva resistenza. Hitler, all'apice del suo trionfo, è un uomo di 75 anni, vecchio e senza particolari stimoli. Il presidente americano Joseph Kennedy preannuncia una sua visita a Berlino al fine di coltivare una possibile distensione fra i due imperi.

Protagonista del romanzo sarà l'investigatore Xavier March, che si muoverà in questo rabbrividente scenario. Noir angosciante e intrigante ambientato in uno scenario fantapolitico davvero accattivante, la tensione è continua dalla prima all'ultima pagina.

Direi che in due parole: magnifico e imperdibile.

Altro libro che mi sento di consigliare di Robert Harris è Enigma, ambientato nella seconda guerra mondiale.

La collana “Millelire” per me è storica. Mi ricordo ancora che andavo a comperare puntualmente i volumetti dal mio giornalaio di fiducia che aveva un reparto anche per i piccoli libri. Si poteva spaziare all'interno di questa collana in ogni scialbe umano; il tutto condensato in poche pagine e con un prezzo adeguato ad un ragazzino affamato di sapere.

Millelire era una collana di libri proposta a partire dal 1989, si presentano come opuscoli con una veste scarna e priva di orpelli, al prezzo di 1000 lire (circa 0,52 euro). Il successo editoriale è stato enorme: nel solo decennio novanta vengono vendute 20 milioni di copie, di cui 2 milioni soltanto di Lettera sulla felicità di Epicuro a Meneceo, presentato con un breve commento critico e con il testo a fronte in greco. Nel 1994 la collana è stata insignita del premio Compasso d'oro per la comunicazione e la grafica. Nel 2002 questi libri, che per oltre un decennio hanno rivoluzionato il mercato editoriale, hanno cessato la produzione, continuando tuttavia ad essere venduti nelle strade e nelle piazze.

Per arrivare a questo in particolare: la psicoanalisi prima o poi attrae tutti, ma è un argomento ostico e si rischia di perdersi in tomi pesanti e di cattiva digestione. Il vantaggio di Freud (e di questo libello) è che con la trascrizione di queste sue cinque brevi conferenze tenutesi a Boston, è riuscito a spiegare con parole non troppo difficili e in modo molto sintetico ma al contempo esaustivo tutti i punti chiave della sua teoria. Si riesce a tracciare in ampie linee generali le sue teorie sulla psicologia moderna: la psicopatologia quotidiana, i sogni, la sessualità infantile.

Ovviamente questo può essere un ottimo punto di partenza per una conoscenza più approfondita, o una lettura veloce e discorsiva per avere un quadro delle teoria del padre della psicologia moderna.

Il Rapporto Pelican, in originale “The Pelican brief” è un romanzo legal-thriller di John Grisham, scrittore statunitense di gialli giudiziari, pubblicato nel 1992. Dall'opera è stato tratto il film omonimo di Alan J. Pakula uscito nel 1993, con Denzel Washington e Julia Roberts.

La trama del romanzo: Nella stessa notte due giudici della Corte Suprema americana vengono trovati uccisi in due posti diversi. Nessuno riesce a scoprire il motivo delle tragiche morti, finché Darby Shaw, studentessa di legge, formula una tesi, denominata in seguito dall'F.B.I. “rapporto Pelican”. Il docente della ragazza consegna il rapporto a un amico dell'F.B.I.: all'apparenza è un'ipotesi come altre, in esso è descritto come mandante degli omicidi un magnate del petrolio, ansioso di vincere una causa per potere sfruttare un giacimento e per questo ha fatto assassinare i due giudici. Ma il magnate in questione è anche il maggiore finanziatore della campagna elettorale presidenziale, così la Casa Bianca insabbia l'ipotesi. Nonostante le manovre della Casa Bianca, il rapporto arriva fino al suddetto magnate, che decide così di assassinare tutte le persone che hanno visionato il rapporto. Il docente, nonché amante, di Darby e l'amico dell'F.B.I. vengono assassinati e i sicari sono sulle tracce anche della ragazza, che però riesce a eluderli per diverso tempo finché, stancatasi di fuggire, decide di mettersi in contatto con Gray Grantham, giornalista del Washington Post, che avrà così accesso al rapporto Pelican: insieme faranno le indagini necessarie per confermare la veridicità del rapporto, che in mancanza di prove non può essere pubblicato.

Credo che tra i libri di Grisham “Il socio” resti il mio preferito, “Il rapporto Pelican” è un tantino sotto il primo ma rimane un romanzo importante per l'autore che ha fatto sì che si confermasse come uno dei maggiori esponenti di legal thriller assieme a Scott Turow. Il libro è abbastanza breve e si legge abbastanza velocemente perché appassionante e abbastanza dinamico.

L'inizio del romanzo è lento, segue un'accelerata adrenalinica, a metà ci si impantana un poco, poi fino alla fine il ritmo è abbastanza sostenuto. I capitoli sono brevi e permettono al lettore di proseguire velocemente la marcia. Un romanzo che del legal procedural ha sicuramente l'impianto, dunque se vi piace incondizionatamente Grisham, qualunque cosa scriva, leggetelo e non ne rimarrete delusi.

Sporco baratto, in originale “The Rhinemann Exchange” è un romanzo di spionaggio scritto da Robert Ludlum e pubblicato nel 1974. Ambientato al centro della seconda guerra mondiale. Nel 1977, è stato trasformato in una miniserie televisiva con protagonista Stephen Collins e Lauren Hutton.

Robert Ludlum, come già detto molte volte nelle mie precedenti recensioni è un maestro indiscusso del genere spy-story, tanto da meritarsi l'appellativo di “Mr. Plot” -signor complotto-. Ha scritto 27 romanzi thriller. Il numero di copie dei suoi libri in stampa è stimato tra 290 milioni e 500 milioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 33 lingue e 40 paesi. Ludlum ha anche pubblicato romanzi sotto gli pseudonimi di Jonathan Ryder e Michael Shepherd.

È diventato celebre per la serie di romanzi “The Bourne Identity” ai quali sono stati vagamente ispirati tre film.

La trama di questo romanzo: alla vigilia della seconda guerra mondiale, David Spaulding, un presentatore radiofonico, viene reclutato dal colonnello Ed Pace per creare una rete di agenti segreti a Lisbona. Il libro poi ci porta direttamente al 1943. Sia i Alleati e Asse si ritrovano di fronte a carenze chiavi che ostacolano la loro capacità di vincere la guerra. Gli alleati non hanno giroscopi in grado di operare ad alta quota; quindi stanno perdendo un numero eccessivamente elevato di bombardieri. I tedeschi si ritrovano senza diamanti di alta qualità, che sono necessari per il programma missilistico a Peenemünde. Ironia della sorte, ogni lato ha quello che gli altri non hanno: glia alleati il controllo ai diamanti di alta qualità del Congo Belga ; i tedeschi hanno un disegno per un giroscopio in grado di operare ad alta quota. L'agenzia di intelligence tedesca, la Nachrichtendienst, scopre che gli alleati hanno bisogno di giroscopi, e propone uno scambio, che si terrà in territorio neutrale: Buenos Aires, Argentina. David Spaulding, nel frattempo, è diventato una spia preziosa per gli alleati. La sua rete di agenti porta spie e disertori avanti e indietro dal territorio tedesco occupato. Verrà scelto per sorvegliare la ricezione dei giroscopi mentre i tedeschi selezionano l'industriale esiliato Erich Rhinemann per supervisionare lo scambio dalla loro parte. Ma non tutte le cose andranno com'è stato programmato dalle due parti.

Ludlum si conferma maestro di articolazione della trama, colpi di scena e dialoghi veloci e ben strutturati. Sicuramente non posso dire che sia il libro migliore dell'autore, per via della partenza piuttosto lenta. Ma l'ambientazione è ricostruita sapientemente e invoglia alla lettura che procede poi velocemente.

Lo consiglio a chi volesse trascorrere qualche ora di tensione e suspance. Anche se, personalmente, se volessi apprezzare da subito l'autore partirei con la Trilogia di Bourne.

Il Cliente, in originale “The Client” è un romanzo legal-thriller di John Grisham, scrittore statunitense di gialli giudiziari, pubblicato nel 1993. Dall'opera è stato tratto il film del 1994 omonimo di Joel Schumacher, con protagonisti Susan Sarandon e Tommy Lee Jones. Al film è seguita la serie televisiva “Il cliente”, composta da 21 episodi andati in onda tra il 1995 e il 1996. In entrambe le produzioni John Grisham ha partecipato in qualità di sceneggiatore.

La trama del romanzo: Mark Sway e il suo fratellino assistono casualmente al suicidio di un avvocato di New Orleans che prima di morire rivela al piccolo Mark il segreto dell'omicidio di un senatore. Qui comincia l'incubo per la famiglia Sway: il fratellino finisce sotto shock e la madre per potergli stare accanto perde il lavoro. Intanto l'FBI, capeggiata dall'ambizioso procuratore Roy Foltrigg, cerca di costringere Mark a confessare quello che gli è stato detto, mentre la mafia, con il terribile Barry Muldanno, tenterà con ogni mezzo di eliminarlo. L'ultimo baluardo a difesa del piccolo Mark sarà un intrepido avvocato che farà di tutto per salvarlo da quella che sembra essere una situazione senza scampo.

Non inserisco questo libro tra i miei preferiti dell'autore ai tempi in cui mi ero appassionato di legal-thriller, che ora probabilmente non leggerei neanche sotto tortura. Credo che tra i libri di Grisham “Il socio” resti il mio preferito. D'altra parte, non è un caso se Grisham viene universalmente ritenuto il re del legal-thriller, trono che divide con Scott Turow.

La trama non brilla certo di originalità, ambienti e personaggi già visti, procede tutto con lentezza, mancano suspense e colpi di scena. Ma quello che ho trovato insolito in questo libro è il piccolo protagonista: va bene l'infanzia travagliata, costretto a crescere praticamente senza padre, ma Mark Sway è decisamente troppo maturo per la sua età. Difficile immaginare un undicenne che riesce a non cedere all'enorme pressione a cui è sottoposto nella situazione presentata, arrivando persino ad illustrare al suo avvocato un piano perfetto per risolvere la questione. Per non parlare del modo di parlare e ragionare e la fermezza nelle proprie posizioni. Mi sembra veramente eccessivo che un undicenne possa comportarsi in questa maniera.

Libro abbastanza interessante e coinvolgente solo nella parte iniziale e finale. Nel mezzo tante parole ma pochi fatti che lasciano il lettore in attesa del più probabile dei finali. Senza dubbio Grisham sa scrivere in modo fluido e coinvolgente. Ma questa trama non mi è piaciuta.

Dragon, in originale “Dragon” è un libro del 1990, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.

Dragon è la decima avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler. Una curiosità del libro è che il pilota avversario nella corsa si presenta con il nome di Clive Cussler e che effettivamente entrambe le auto sono presenti nella collezione privata di Cussler.

Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.

I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.

Quest'avventura di Dirk Pitt inizia nel 1945 nella Seconda guerra mondiale, un B-29, un bombardiere degli Stati Uniti d'America guidato da Dennings di nome Demons, stava trasportando una bomba atomica per lanciarla su Osaka nel centro del Giappone, per poi atterrare aOkinawa. Ma non riuscì nell'intento perché venne intercettato e abbattuto, per poi inabissarsi nel Pacifico.
Dopo circa cinquanta anni, esattamente nel 1993, siccome il Giappone si è rimesso e rafforzato, la NUMA decide di mandare Dirk Pitt per scoprire la varie vicende che stanno succedendo tra le spie e sicari, e soprattutto trovare prima di loro l'aereo con la bomba atomica chiamata “Mother's Breath”. Un'avventura che solo Dirk Pitt può risolvere e come si dice sempre in questi casi salvare anche il mondo.

Ennesimo titolo sulle avventure di Dirk Pitt. Siamo alla decima avventura, la solita avventura, la solita suspense, i soliti colpi di scena. La storia è originale e ben scritta, entusiasmante, mai noioso, niente di diverso dagli altri nove romanzi Giordnio/Pitt; ma forse il bello sta proprio in questo: il nostro eroe, con il fidato Al, riesce sempre a cavarsela tra donne, corse spericolate e spietati nemici, sventando l'ennesimo piano criminale, è come ritornare a casa dopo un lungo viaggio, sai già cosa troverai, ma vuoi vedere se è cambiato qualcosa. La cosa bella è che malgrado tutto, non ti annoi mai.

Il meglio di Asimov (The Best of Isaac Asimov) è una raccolta di dodici racconti di fantascienza di Isaac Asimov, con un'introduzione in cui l'autore presenta i singoli racconti. Uscì in Italia nella collana Oscar Fantascienza Arnoldo Mondadori Editore nel 1975, in due volumi con copertine dell'illustratore Karel Thole.

L'antologia è una raccolta di racconti più o meno brevi, e come dice anche l'autore nell'introdurre il libro: “Confesso che il titolo di questo libro mi lascia in dubbio. Chi dice che i racconti inclusi sono i miei migliori? Io? L'editore? Qualche critico? Qualcuno dei miei lettori? Lo afferma un referendum tra l'intera popolazione mondiale? E, chiunque lo dica... è mai possibile? Può il termine migliore significare qualcosa, salvo per qualche persona, in un particolare stato d'animo? Forse no...per cui, se permettiamo a questa parola di conservare il suo valore assoluto, qualcuno di voi potrebbe rimanere stupefatto da omissioni, o da inclusioni, oppure, non avendo mai letto niente di mio, potrebbe essere indotto a esclamare: Santo cielo, e questi sarebbero i suoi racconti migliori?Perciò sarò sincero con voi. Quelli che presentiamo sono rappresentativi per quanto lo consente una scelta oculata di buoni racconti (vale a dire quelli che piacciono a me e all'editore), e sono i migliori per quanto lo consente la necessità di scegliere tra i più rappresentativi.”

Anche se probabilmente nessuno può effettivamente dire in maniera oggettiva ciò che è migliore di qualcos'altro, possiamo sicuramente dire che questa è un'opera preziosa, il migliore punto di partenza per avventurarsi nel mondo fantascientifico di Asimov. Sono tutti ottimi racconti, e rappresentano con dovizia i tasselli che reggono tutta l'opera omnia dello scrittore, divisi in maniera chiara per argomento e data di pubblicazione.

Asimov per me rappresenta il sommo scrittore di fantascienza, per me nessuno è come lui, lo idolatro spassionatamente da quando ho cominciato a leggere i suoi libri da ragazzino e all'interno di questa raccolta ci sono perle come “Notturno”, uno dei racconti più famosi di Asimov a causa della sua trama particolare. È stato in seguito sviluppato in un romanzo omonimo scritto a quattro mani da Asimov e Robert Silverberg. Considerato il miglior racconto di fantascienza mai scritto narra di un pianeta sempre illuminato da diversi soli su cui scende la notte per la prima volta. Il racconto descrive le reazioni degli abitanti sia sotto un profilo religioso che psicologico. Oppure come “L'ultima domanda” che è il racconto preferito da Asimov perché lo scrisse di getto e senza apportarvi correzioni. È una interessante storia sull'entropia con un finale sorprendente.

E ancora troviamo una delle maggiori passioni di Asimov, inventore delle famose tre leggi: quella dei Robot con il racconto “Immagine speculare” in cui compaiono due dei personaggi più celebri di questo autore: Elijah Baley ed R. Daneel Olivaw e scritto per gli appassionati che speravano nella pubblicazione di un nuovo romanzo.

E ancora: “Profondità” con alla base l'idea della definizione di un'intelligenza aliena, diversa da quella umana, che sarà celebrata nel capolavoro, per me, nel libro “Neanche gli dèi”.

Insomma questo compendio è un ottimo punto di partenza, una finestra aperta sul cortile della sua sterminata piazza creativa, per farci un'idea di ciò che scrisse il maestro della fantascienza: cominciate da qui e non smetterete più.

Non è che sia proprio semplicissimo leggere Einstein, almeno per il sottoscritto che è appassionato di queste cose ma non le mastica tutti i giorni. Ma ci provai tanti anni fa, fu una delle mie prime letture del genere e mi spronò a continuare in tal senso; anche se il tutto allora fu un bel po' fumoso. Ma davvero una lettura interessante.

Visto che si parla di un prossimo film della Warner su questo ciclo (di ben 14 libri!!) e la Mondadori ha appena stampato un volumone che racchiude i primi tre romanzi di questa saga, mi permetto di recensire i primi tre episodi tutti insieme. Prima di tutto spero mi perdonerete se non entrerò specificatamente nelle tre trame delle opere proposte, in quanto questa fu una lettura di tanti anni fa. Posso però esprimere un giudizio globale su questi tre primi libri (Spada - Canzone - Pietre) che purtroopo devo dirvi è guastata dai successivi quattro (di più proprio non ce l'ho fatta). Siamo alle prese con un fantasy “puro”, più che puro direi “commerciale”, purtroppo l'errore che si fa spesso quando si parla di un libro fantasy è paragonarlo al “Signore degli Anelli” di Tolkien (spero bene che qui tutti sappiano di cosa sto parlando ), cadrò nell'errore anche io ma non per le medesime ragioni. Non so bene come girarla, ma l'odore di “Lotr” è tanto, sopratutto nel primo libro, molti hanno anche “accusato” l'amico Terry di averci buttato le sue manone per delle belle scopiazzature. Vedasi il Druido Allanon —> Gandalf e altre cosette. Non sono del tutto d'accordo, qualcosa forse sì, ma la storia si discosta parecchio da Lotr. Non aspettatevi una caraterizzazione dei personaggi di quelle eccelse, la trama è buona sopratutto per il primo, che devo dire ai suoi tempi mi piacque parecchio. C'è da dire che nei successivi due la trama un pochetto si ripete. Potremmo definirla più o meno così: i due personaggi principali (sono sempre due) non sanno del loro potere, Allanon glielo viene a dire, non lo accettano ma poi capiscono che il Bene deve trionfare sul Male e partono all'avventura. Ripeto forse gli ultimi libri mi hanno lasciato troppo retrogusto amaro e giudico i primi in retrospettiva. Ma nel mio database ai suoi tempi avevo dato un bel “10” al primo (La Spada di Shannara) che trovate ancora in singolo, dunque... Buona Lettura!

Il simulatore, in originale “The Deceiver”, uscito nel 1991, è un libro di Frederick Forsyth che è uno scrittore britannico, noto come autore di spy-story come “Il giorno dello sciacallo”, “I mastini della guerra”, “Dossier Odessa”, “Il pugno di Dio” e “Il quarto protocollo”.

Siamo negli anni Novanta, la guerra fredda sembra ormai relegata agli archivi storici e mentre il mondo sta cambiando ai responsabili dello spionaggio internazionale tocca affrontare nuove sfide. Alcune di di esse sono il terrorismo internazionale, i cartelli della droga, i moderni arsenali militari. Questo è quanto deve affrontare Sam McCready, il Simulatore, preposto all'Ufficio Simulazione del SIS inglese. Dalla Germania dell'est alla Libia di Gheddafi, da Cipro alle isole caraibiche, il Simulatore verrà a contatto con le nuove tecniche dello spionaggio scientifico, lo spionaggio del futuro.

Il romanzo parte dagli esili interludi di una riunione che deciderà il futuro dei servizi segreti inglesi dopo la caduta del muro e la sorte dei funzionari che hanno guidato la guerra fredda, in particolare sull' Ufficio di Simulazione, Disinformazione e Operazioni Psicologiche. Da qui si dipana la trama che in verità è una raccolta di quattro racconti con protagonista sempre Sam McCready che ha lavorato a svariati rompicapi mettendo insieme frammenti eterogenei e dando loro un senso. Il Simulatore deve sapere molto sulle varie ragioni dello spiare e del tradire: risentimento, ideologie, mancate promozioni, odio verso i superiori, vergogna per insolite inclinazioni sessuali, timore di tornare a casa senza soldi, intolleranza per corruzione e nepotismo. Deve essere in grado di muoversi in quel territorio d'ombra che separa ogni verità da ogni menzogna. I più complessi dispositivi di sicurezza e di osservazione si rivelano inadatti a queste sottigliezze.

Frederick Forsyth, maestro del thriller internazionale, non smentisce il suo comprovato talento, ci regala un intreccio appassionante che rivela trame oscure soprattutto nei primi tre racconti che sono intrisi di un'atmosfera ambigua e amara, di grande qualità, soprattutto il secondo “il prezzo della sposa” un diabolico gioco d'inganni, nel quale la verità si nasconde inafferrabile.

Da leggere per tutti gli appassionati di spy-stories.

Sogni di robot, in originale “Robot Dreams”, è un'antologia di racconti di fantascienza del 1986 dello scrittore statunitense Isaac Asimov. Contiene racconti già presenti in altre sue antologie (come Io, Robot, Tutti i miei robot) e il racconto omonimo inedito, che dà il nome alla raccolta. L'opera è illustrata da Ralph McQuarry, che ha curato anche la copertina, reinterpretando il quadro Avvampante giugno di Frederic Lord Leighton.

I racconti inseriti in questa raccolta sono:

Il piccolo robot perduto
Sogni di robot
Coltura microbica
L'ospite
Sally
Crumiro
La macchina che vinse la guerra
Occhi non soltanto per vedere
Le acque di Saturno
Diritto di voto
Barzellettiere
L'ultima domanda
Che cosa importa a un'ape
Luciscultura
Nove volte sette
S come Zebatinsky
L'ultimo nato
La palla da biliardo
Vero amore
L'ultima risposta
Una questione di memoria

Assolutamente non si può cercare di recensire un libro di Asimov dei robot, senza enunciare ciò che sta alla base di queste storie e cioè le ormai universalmente note “Tre leggi della robotica” alle quali obbediscono tutti i robot che compaiono nei suoi racconti (e in molti racconti di altri autori):

1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Nonostante il titolo comunque, sono davvero pochi i racconti che vedono coinvolti dei robot, diversamente dall'altra antologia “Tutti i Miei Robot”. Ma ciò non pregiudica la qualità degli stessi, alcuni dei quali sono davvero dei piccoli capolavori della fantascienza. Forse i due più belli (inseriti per altro in altre antologie) sono “L'Ultima Domanda” e “L'Ultima Risposta”. Pur avendo come argomento comune l'interazione tra l'uomo e il divino, hanno trame decisamente diverse.

Come ogni libro e racconto del Buon Dottore porta a riflessioni su tematiche attuali o che lo saranno in un futuro non troppo lontano: il bello di Asimov è che ha saputo precorrere i tempi e ci ha preso spesso. Non che ce ne fosse il bisogno ma anche qui l'autore si conferma come il migliore scrittore di fantascienza di sempre per tutto quello che ha scritto.

Un'opera memorabile che affascina, commuove e diverte (perchè conditi dal geniale e proverbiale umorismo dell'autore), avvince il lettore dal primo all'ultimo racconto. Oltre alle storie in se stesse, ciò che rende unico questo libro e tutto il mondo Asimoviano è la perfetta analisi sociologica che Asimov intreccia nei suoi libri, le riflessioni che ne seguono sono, come capita solo nelle migliori letture, non solo stimolanti, ma hanno il potere di insegnare divertendo.

Come sempre, consigliato.

Il meglio di Asimov (The Best of Isaac Asimov) è una raccolta di dodici racconti di fantascienza di Isaac Asimov, con un'introduzione in cui l'autore presenta i singoli racconti. Uscì in Italia nella collana Oscar Fantascienza Arnoldo Mondadori Editore nel 1975, in due volumi con copertine dell'illustratore Karel Thole.

L'antologia è una raccolta di racconti più o meno brevi, e come dice anche l'autore nell'introdurre il libro: “Confesso che il titolo di questo libro mi lascia in dubbio. Chi dice che i racconti inclusi sono i miei migliori? Io? L'editore? Qualche critico? Qualcuno dei miei lettori? Lo afferma un referendum tra l'intera popolazione mondiale? E, chiunque lo dica... è mai possibile? Può il termine migliore significare qualcosa, salvo per qualche persona, in un particolare stato d'animo? Forse no...per cui, se permettiamo a questa parola di conservare il suo valore assoluto, qualcuno di voi potrebbe rimanere stupefatto da omissioni, o da inclusioni, oppure, non avendo mai letto niente di mio, potrebbe essere indotto a esclamare: Santo cielo, e questi sarebbero i suoi racconti migliori?Perciò sarò sincero con voi. Quelli che presentiamo sono rappresentativi per quanto lo consente una scelta oculata di buoni racconti (vale a dire quelli che piacciono a me e all'editore), e sono i migliori per quanto lo consente la necessità di scegliere tra i più rappresentativi.”

Anche se probabilmente nessuno può effettivamente dire in maniera oggettiva ciò che è migliore di qualcos'altro, possiamo sicuramente dire che questa è un'opera preziosa, il migliore punto di partenza per avventurarsi nel mondo fantascientifico di Asimov. Sono tutti ottimi racconti, e rappresentano con dovizia i tasselli che reggono tutta l'opera omnia dello scrittore, divisi in maniera chiara per argomento e data di pubblicazione.

Asimov per me rappresenta il sommo scrittore di fantascienza, per me nessuno è come lui, lo idolatro spassionatamente da quando ho cominciato a leggere i suoi libri da ragazzino e all'interno di questa raccolta ci sono perle come “Notturno”, uno dei racconti più famosi di Asimov a causa della sua trama particolare. È stato in seguito sviluppato in un romanzo omonimo scritto a quattro mani da Asimov e Robert Silverberg. Considerato il miglior racconto di fantascienza mai scritto narra di un pianeta sempre illuminato da diversi soli su cui scende la notte per la prima volta. Il racconto descrive le reazioni degli abitanti sia sotto un profilo religioso che psicologico. Oppure come “L'ultima domanda” che è il racconto preferito da Asimov perché lo scrisse di getto e senza apportarvi correzioni. È una interessante storia sull'entropia con un finale sorprendente.

E ancora troviamo una delle maggiori passioni di Asimov, inventore delle famose tre leggi: quella dei Robot con il racconto “Immagine speculare” in cui compaiono due dei personaggi più celebri di questo autore: Elijah Baley ed R. Daneel Olivaw e scritto per gli appassionati che speravano nella pubblicazione di un nuovo romanzo.

E ancora: “Profondità” con alla base l'idea della definizione di un'intelligenza aliena, diversa da quella umana, che sarà celebrata nel capolavoro, per me, nel libro “Neanche gli dèi”.

Insomma questo compendio è un ottimo punto di partenza, una finestra aperta sul cortile della sua sterminata piazza creativa, per farci un'idea di ciò che scrisse il maestro della fantascienza: cominciate da qui e non smetterete più.

Come la “Lettera sulla felicità”, un must all'epoca di quando uscirono questi libricini da poche lire che si trovavano alle casse delle librerie, ma anche dai giornalai.

Questo libriccino è un estratto dai Dialoghi e dalle Lettere di Seneca. Ma, nel suo piccoli, nasconde una saggezza illuminante, che andrebbe riletto di tanto in tanto per ricordarsi del valore del tempo, del quale troppo spesso ci dimentichiamo o ne abusiamo, sprecandolo inutilmente o non dandogli il valore che merita.

Uno scritto che esorta a riappropriarsi di se stessi e del proprio tempo perso o sprecato, a dare importanza alla nostra interiorità, a discapito delle futilità che ci circondano.

“Dammi retta lucilio, dedicati un pò a te stesso e tieni da conto, tutto per te, il tempo che finora ti lasciavi portar via, in un modo o nell'altro, o, comunque, perdevi. E' proprio così, credimi: il tempo ci viene tolto o sottratto, quasi a nostra insaputa, oppure ci sfugge non si sa come. E la cosa più indecorosa è perderlo per trascurata leggerezza.”

Grisham, fu una scoperta e lettura giovanile, mi ricordo che allora scoppiò il genere “legal-thriller”, un po' come adesso in libreria si trovano solo vampiri, o quando era la moda degli scrittori norvegesi. A ogni tempo, la sua moda. Allora andava parecchio questo tipo di romanzi e lui ne fu il capostipite, anche se vedo che adesso sono pochi i suoi entusiasti fans.

In ogni caso, questo fu il primo di questo autore che lessi (ricordo anche che esiste il film con un Tom Cruise molto giovane), e mi sento di affermare che probabilmente è il miglior libro di Grisham, forse insieme a “Il partner” e “Il momento di uccidere”.

La storia è appassionante: il protagonista, bello ed intelligente e gran lavoratore - da vero sogno americano -, laureatosi a pieni voti ad Havard viene subito contattato da un piccolo ma molto elitario e ricco studio legale del paese; il contratto ha quasi dell'incredibile, uno stipendio favoloso e la possibilità di divenire socio in breve tempo. Ma molto presto si scoprirà che l'offerta ha moltio lati oscuri, l'FBI tiene sotto sorveglianza lo studio, in cui avvengono delle morti sospette e i legami con alcuni uomini di potere sono molto nebulosi...

Narrazione avvincente e lettura scorrevole, pieno di colpi di scena, riesce a mantenere il lettore sul filo dell'attenzione per tutta la durata del libro. Buona la traduzione ed ottima la trama, ottimo il crescendo di avvenimenti e il susseguirsi di emozioni.

Se vi piace il genere, o se volete (ri)scoprire il legal-thriller, di sicuro questo è un ottimo punto di partenza. Da leggere.

Preludio alla Fondazione, in originale “Prelude to Foundation” è un romanzo di fantascienza dello scrittore Isaac Asimov, edita nel 1988. È È uno dei due antefatti al ciclo della Fondazione e narra l'origine della disciplina della psicostoria. Per la prima volta, Asimov racconta la vita di Hari Seldon, l'uomo che ha inventato la psicostoria e l'eroe intellettuale della serie.

Ma prima di parlare di questo libro in particolare, è doveroso parlare del Ciclo delle Fondazioni:
Il Ciclo delle Fondazioni è un gruppo di sette romanzi di fantascienza scritti dal “Buon Dottore” a partire dal 1951. Dopo la trilogia iniziale, nota come “Trilogia della Fondazione”, Asimov, sotto la spinta degli appassionati e dell'editore, la Doubleday di New York, riprese in mano il ciclo e nel 1982 realizzò un seguito ai primi tre romanzi, per concludere con due prequel nel 1988 e nel 1992.

L'intera saga, ordinata secondo la cronologia interna degli eventi, è composta da:

Preludio alla Fondazione (Prelude to Foundation - 1988)
Fondazione anno zero (Forward the Foundation - 1992)
Fondazione o Cronache della galassia o Prima fondazione (Foundation - 1951)
Fondazione e Impero o Il crollo della galassia centrale (Foundation and Empire - 1952)
Seconda Fondazione o L'altra faccia della spirale (Second Foundation - 1953)
L'orlo della Fondazione (Foundation's Edge - 1982)
Fondazione e Terra (Foundation and Earth - 1986)

I tre romanzi della trilogia originale (Fondazione, Fondazione e Impero, Seconda Fondazione) sono stati scritti tre decenni prima degli altri seguiti e prologhi e sono stilisticamente molto diversi da essi. Si tratta in realtà di una raccolta di storie brevi, apparse la prima volta sulla rivista Astounding Stories, ed in seguito raccolte in volume.

Dopo la morte di Asimov, la moglie Janet Jeppson ha chiesto agli scrittori Gregory Benford, Greg Bear e David Brin di scrivere una trilogia di romanzi - comunemente nota come “Second Foundation Trilogy” - ambientati nello scenario dei due prequel, e dunque incentrati sulla fortunata figura di Hari Seldon. I tre romanzi sono: “Fondazione la Paura”, “Fondazione e Caos”, “Fondazione, il trionfo”. Di questi solo il primo è stato pubblicato in Italia, mentre la trilogia nel complesso ha riscosso forti critiche da parte dei lettori.

Ma chi è stato Isaac Asimov?
E' stato un biochimico, scrittore di fantascienza, giallista e anche divulgatore scientifico russo naturalizzato statunitense. Credo che non abbia molto bisogno di presentazioni, almeno per chi è un poco avvezzo al genere fantascienza; comunque le sue opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della divulgazione scientifica. È autore di una vastissima e variegata produzione, stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi.

E' molto difficile sintetizzare brevemente la trama, ma ci proverò: La storia è ambientata sul pianeta Trantor durante il regno dell'Imperatore Cleon I. Inizia con la presentazione da parte di Hari ad un congresso matematico di una dimostrazione del fatto che sia possibile, in teoria, uno studio psicostorico, che consenta di prevedere il futuro mediante metodi matematici e statistici. L'Imperatore dell'Impero Galattico viene a conoscenza della cosa e cerca di sfruttare Hari Seldon per mantenere e aumentare il proprio potere. Dopo aver parlato con lui, tuttavia, Cleon conclude che Hari non è di alcuna utilità per l'Impero: la psicostoria al momento è solo una teoria, senza alcuna possibilità di applicazione pratica. Seldon incontra il giornalista Chetter Hummin, che lo convince che il primo ministro di Cleon, Eto Demerzel, stia tentando di catturarlo o comunque di controllarlo, e che quindi è fondamentale per Hari scappare e tentare di sviluppare la psicostoria. Inizierà così una lunga ed avventurosa fuga per le gigantesche cupole di Trantor alla ricerca di quella misteriosa chiave che gli consentirà di capire l'intero passato del genere umano e di aprire le porte al suo futuro. Ad aiutare Hari nella fuga dagli agenti imperiali e nella ricerca di un punto di partenza su cui fondare gli assiomi della psicostoria è una storica, Dors Venabili, che si rivelerà di grande aiuto nei momenti più difficili.

Uno stratagemma simpatico della narrazione è l'introduzione di ogni capitolo, la quale consiste in una citazione dell'“Enciclopedia Galattica” che, di fatto, parla degli avvenimenti descritti in questo libro al passato, poiché sarà scritta quando ormai Hari Seldon sarà diventato una figura leggendaria.

La fantascienza per me è Asimov, s'incarna e vive in lui; il resto è tutto nel secondo gradino del podio: mi sono avvicinato alla fantascienza con lui e per me questo è un vero capolavoro, insieme al ciclo dei robot. Non avrò mai le parole sufficienti per esprimere le sensazioni che questa saga ha saputo suscitare in me quando l'ho letta da ragazzino. Questo ciclo fantastico racchiude mezza vita dell'autore più famoso di fantascienza. L'altra metà, è occupata dal ciclo dei robot, altra imperdibile saga. Asimov ha creato un'epopea che coinvolge milioni di mondi e milioni di personaggi, che ve ne farà innamorare follemente.

Un capolavoro grandioso che narra la storia umana fino a un futuro lontano 30-40 mila anni: a partire dai dall'avvento dei robot nella società umana, alle prime colonizzazioni della galassia sfociate nelle faticosa costruzione dell'impero fino alla sua lenta caduta e all'ascesa delle 2 fondazioni destinate a gettare i semi di un nuovo futuro per l'umanità. I contenuti filosofici e sociologici sono predominanti, donando all'opera un più ampio respiro rispetto ad altre saghe fantascientifiche. La protagonista principale di questa saga è, infatti, l'umanità stessa, con i suoi difetti, le sue capacità e le sue meraviglie.

Questo ciclo è fondamentale. E' la Bibbia della fantascienza. Se non lo avete letto non potete dire di sapere cos'è la fantascienza. Punto.

Grandioso seguito di “Viaggio allucinante”, qui un Asimov senza i confini che gli erano stati imposti sulla lavorazione del sopra citato per via della sceneggiatura del film già in lavorazione, ne esce un libro molto più coinvolgente e meglio strutturato probabilmente.

Personalmente amo il “buon Dottore” in ogni sua forma e questo probabilmente pregiudica il mio spirito critico ma la sua capacità di raccontare la fantascienza in termini semplici e tuttavia credibili, è talmente disarmante che non si può fare altrimenti.

La storia è quasi la stessa di “Viaggio allucinante”, degli scienziati che saranno miniaturizzati per entrare in un corpo umano e più precisamente nel suo cervello per dare vita ad una avventura fantascientifica che farà correre la fantasia in maniera molto intelligente, menzione speciali poi per le righe finali, geniali.

Atmosfere cupe, un eroe che stranamente sembra un antieroe e ben poca della leggera ironia del solito “dottore”. Unico punto debole, probabilmente l'incipit che sicuramente poteva scorrere piu' spedito; di contro la caratterizzazione dei personaggi e' molto ben fatta cosi' come l'ambientazione, accattivante e non convenzionale.

Da leggere insieme a “Viaggio allucinante”.

Libro saccheggiato tra gli scaffali della libreria di mia madre, attirato dal titolo altisonante senza sapere nulla dell'autore; so che ho già tanto da leggere nella mia libreria senza andare a defraudare quelle d'altri, ma tant'è.

Il libro è molto bello, forse le prime pagine son le più difficoltose, ma si superano in fretta, arrivato poco prima della metà la storia si rivela coinvolgente e ti trascina fino alla fine attraverso intrighi, sentimenti e alta tensione.

La storia: Robert Bellamy, un comandante della Marina statunitense, riceve l'incarico di indagare sulla caduta di un pallone sonda sulle Alpi svizzere. Un compito che sembra banale, ma che si rivelerà tutt'altro perché l'uomo si troverà catapultato in un terrorizzante viaggio nell'incomprensibile. Da Washington a Londra, da Zurigo a Roma a Parigi, la vicenda si dipana in un crescendo di sequenze mozzafiato, mettendo a nudo il passato di Bellamy.

Non conoscendo l'autore non posso sapere quale sia il suo genere, ma questo libro si è dimostrato un buon intrigo prego di suspence e il lettore è stato abilmente condotto attraverso le pagine di questo thriller dal ritmo incalzante. Non ho gradito molto la parte della storia d'amore.

Peccato solo per il finale, che si rivela troppo sbrigativo ed ingenuo, stonando molto dalla parte centrale e finale del romanzo che era molto interessante.

Non che ci sia molto da dire su questo romanzo: chi ha apprezzato il film, apprezzerà di sicuro anche il libro, sembra infatti di leggere il copione.

In entrambi i casi, comunque, non ci muoviamo in scenari di grande spessore, né se analizziamo la scrittura, né se prendiamo come esempio la narrazione.

Credo che la storia sia conosciuta anche dai sassi, visto che il film sarà stato passato in televisione qualche migliaio di volte e sinceramente non mi ricordo neanche perchè acquistai questo libro: in ogni caso è la dimostrazione di come un uomo può rovinarsi a causa di un'amante che ha dei gravi problemi mentali.

Lettura scorrevole, senza nessuna pretesa. Ne sarebbe anche potuto risultare un romanzo di un certo rilievo, ma così non è stato.

Spero nessuno ne voglia a male se recensisco questo libro considerandolo come parte unico delle “Cronache di Dragonlance” che comprende: “I draghi del crepuscolo d'autunno”, “I draghi della notte d'inverno” e “I draghi dell'alba di primavera”. Anche perchè se non erro attualmente si trova in commercio appunto il volume che raccoglie tutti i tre romanzi che comprendono questa prima parte del ciclo di “Dragonlance”.

Per chi non lo sapesse (sei appena arrivato da Marte, amico?) “Dragonlance” è un'ampia raccolta di romanzi fantasy, i principali dei quali scritti da Margaret Weis e Tracy Hickman ed editi dalla TSR, a cui è affiancata l'omonima ambientazione del gioco di ruolo Dungeons & Dragons.

L'immaginario mondo di Dragonlance ha nome di Krynn e contiene una variegata serie di razze tipicamente ispirata al modello fantastico di molte altre ambientazioni fantasy, tra le quali prima fra tutte quella del Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien, con protagonisti elfi, nani, uomini e draghi. La maggior parte dei romanzi si svolgono nelle varie regioni di Ansalon; esistono diverse divinità maggiori e minori nel mondo di Krynn: il dio buono Paladine, la divinità neutrale Gilean, e il male impersonato da Takhisis (chiamata anche Regina delle Tenebre). Agli dèi viene contrapposto Caos, che in alcune Ere appare con l'intento di distruggere Krynn. A seconda del periodo di tempo, i draghi sono presenti o assenti e anch'essi sono divisi in draghi buoni (detti metallici) e draghi malvagi (o cromatici). Gli esseri umani sono la razza più comune su Krynn, ma elfi, nani, kender, gnomi e minotauri sono anch'esse parti integranti del mondo. I chierici devono i loro poteri magici ai loro dèi, mentre i maghi traggono il loro potere dalle tre Lune: Solinari, Lunitari e Nuitari. Nel corso delle varie guerre di Krynn, appaiono negli schieramenti del male anche esseri detti Draconici. Quest'ultimi sono creazioni corrotte, generati da uova di draghi buoni con l'utilizzo di magia nera.

I personaggi principali, quelli appunto delle Cronache che compongono la prima trilogia sono una compagnia di amici e di avventurieri, sul classico modello di gioco D&D: Tanis Mezzelfo, Raistlin Majere, Sturm Brightblade, Caramon Majere, Laurana, Goldmoon, Flint Fireforge, Riverwind e Tasslehoff Burrfoot.

Questa è stata la mia prima vera saga fantasy della mia vita e fa parte della mia formazione in merito a questo genere letterario e fatemelo dire subito, appena sotto a “Il Signore degli Anelli”, ci metto proprio “Le Cronache di Dragonlance”. Questa trilogia è meravigliosa, perchè racchiude tutto ciò che il fantasy classico può dare: elfi, nani, draghi, magie, battaglie epocali, leggende...

Questa trilogia è piacevole, anzi direi che è la godibilità in assoluto, si legge molto velocemente e certi personaggi non si dimenticheranno mai, rimango impressi nella mente del lettore a fuoco. Raistlin, per dire uno, oppure Tasslehoff, chi non vorrebbe un Kender per amico? Mai noiosa, ricca di colpi di scena, personaggi descritti in maniera perfetta, mai superficiali o scontati.

Guerre e scontri, amori e odi, a tratti commovente o divertente, rapporti difficili tra gemelli, onore ai nemici, lealtà. E poi i draghi, quelli con la “D” maiuscola, tutte le classi di appartenenza, descrizioni minuziose, è un giubilo per gli occhi da come vengono qui descritti.

Insomma, questa è sicuramente la prima saga che mi verrebbe in mente di consigliare a chi mi chiedesse di leggere un libro fantasy, anche prima di “Lotr”, per la sua capacità di stupire e di coinvolgere nella sua semplicità.

Imperdibile.

Spero nessuno ne voglia a male se recensisco questo libro considerandolo come parte unico delle “Cronache di Dragonlance” che comprende: “I draghi del crepuscolo d'autunno”, “I draghi della notte d'inverno” e “I draghi dell'alba di primavera”. Anche perchè se non erro attualmente si trova in commercio appunto il volume che raccoglie tutti i tre romanzi che comprendono questa prima parte del ciclo di “Dragonlance”.

Per chi non lo sapesse (sei appena arrivato da Marte, amico?) “Dragonlance” è un'ampia raccolta di romanzi fantasy, i principali dei quali scritti da Margaret Weis e Tracy Hickman ed editi dalla TSR, a cui è affiancata l'omonima ambientazione del gioco di ruolo Dungeons & Dragons.

L'immaginario mondo di Dragonlance ha nome di Krynn e contiene una variegata serie di razze tipicamente ispirata al modello fantastico di molte altre ambientazioni fantasy, tra le quali prima fra tutte quella del Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien, con protagonisti elfi, nani, uomini e draghi. La maggior parte dei romanzi si svolgono nelle varie regioni di Ansalon; esistono diverse divinità maggiori e minori nel mondo di Krynn: il dio buono Paladine, la divinità neutrale Gilean, e il male impersonato da Takhisis (chiamata anche Regina delle Tenebre). Agli dèi viene contrapposto Caos, che in alcune Ere appare con l'intento di distruggere Krynn. A seconda del periodo di tempo, i draghi sono presenti o assenti e anch'essi sono divisi in draghi buoni (detti metallici) e draghi malvagi (o cromatici). Gli esseri umani sono la razza più comune su Krynn, ma elfi, nani, kender, gnomi e minotauri sono anch'esse parti integranti del mondo. I chierici devono i loro poteri magici ai loro dèi, mentre i maghi traggono il loro potere dalle tre Lune: Solinari, Lunitari e Nuitari. Nel corso delle varie guerre di Krynn, appaiono negli schieramenti del male anche esseri detti Draconici. Quest'ultimi sono creazioni corrotte, generati da uova di draghi buoni con l'utilizzo di magia nera.

I personaggi principali, quelli appunto delle Cronache che compongono la prima trilogia sono una compagnia di amici e di avventurieri, sul classico modello di gioco D&D: Tanis Mezzelfo, Raistlin Majere, Sturm Brightblade, Caramon Majere, Laurana, Goldmoon, Flint Fireforge, Riverwind e Tasslehoff Burrfoot.

Questa è stata la mia prima vera saga fantasy della mia vita e fa parte della mia formazione in merito a questo genere letterario e fatemelo dire subito, appena sotto a “Il Signore degli Anelli”, ci metto proprio “Le Cronache di Dragonlance”. Questa trilogia è meravigliosa, perchè racchiude tutto ciò che il fantasy classico può dare: elfi, nani, draghi, magie, battaglie epocali, leggende...

Questa trilogia è piacevole, anzi direi che è la godibilità in assoluto, si legge molto velocemente e certi personaggi non si dimenticheranno mai, rimango impressi nella mente del lettore a fuoco. Raistlin, per dire uno, oppure Tasslehoff, chi non vorrebbe un Kender per amico? Mai noiosa, ricca di colpi di scena, personaggi descritti in maniera perfetta, mai superficiali o scontati.

Guerre e scontri, amori e odi, a tratti commovente o divertente, rapporti difficili tra gemelli, onore ai nemici, lealtà. E poi i draghi, quelli con la “D” maiuscola, tutte le classi di appartenenza, descrizioni minuziose, è un giubilo per gli occhi da come vengono qui descritti.

Insomma, questa è sicuramente la prima saga che mi verrebbe in mente di consigliare a chi mi chiedesse di leggere un libro fantasy, anche prima di “Lotr”, per la sua capacità di stupire e di coinvolgere nella sua semplicità.

Imperdibile.

Spero nessuno ne voglia a male se recensisco questo libro considerandolo come parte unico delle “Cronache di Dragonlance” che comprende: “I draghi del crepuscolo d'autunno”, “I draghi della notte d'inverno” e “I draghi dell'alba di primavera”. Anche perchè se non erro attualmente si trova in commercio appunto il volume che raccoglie tutti i tre romanzi che comprendono questa prima parte del ciclo di “Dragonlance”.

Per chi non lo sapesse (sei appena arrivato da Marte, amico?) “Dragonlance” è un'ampia raccolta di romanzi fantasy, i principali dei quali scritti da Margaret Weis e Tracy Hickman ed editi dalla TSR, a cui è affiancata l'omonima ambientazione del gioco di ruolo Dungeons & Dragons.

L'immaginario mondo di Dragonlance ha nome di Krynn e contiene una variegata serie di razze tipicamente ispirata al modello fantastico di molte altre ambientazioni fantasy, tra le quali prima fra tutte quella del Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien, con protagonisti elfi, nani, uomini e draghi. La maggior parte dei romanzi si svolgono nelle varie regioni di Ansalon; esistono diverse divinità maggiori e minori nel mondo di Krynn: il dio buono Paladine, la divinità neutrale Gilean, e il male impersonato da Takhisis (chiamata anche Regina delle Tenebre). Agli dèi viene contrapposto Caos, che in alcune Ere appare con l'intento di distruggere Krynn. A seconda del periodo di tempo, i draghi sono presenti o assenti e anch'essi sono divisi in draghi buoni (detti metallici) e draghi malvagi (o cromatici). Gli esseri umani sono la razza più comune su Krynn, ma elfi, nani, kender, gnomi e minotauri sono anch'esse parti integranti del mondo. I chierici devono i loro poteri magici ai loro dèi, mentre i maghi traggono il loro potere dalle tre Lune: Solinari, Lunitari e Nuitari. Nel corso delle varie guerre di Krynn, appaiono negli schieramenti del male anche esseri detti Draconici. Quest'ultimi sono creazioni corrotte, generati da uova di draghi buoni con l'utilizzo di magia nera.

I personaggi principali, quelli appunto delle Cronache che compongono la prima trilogia sono una compagnia di amici e di avventurieri, sul classico modello di gioco D&D: Tanis Mezzelfo, Raistlin Majere, Sturm Brightblade, Caramon Majere, Laurana, Goldmoon, Flint Fireforge, Riverwind e Tasslehoff Burrfoot.

Questa è stata la mia prima vera saga fantasy della mia vita e fa parte della mia formazione in merito a questo genere letterario e fatemelo dire subito, appena sotto a “Il Signore degli Anelli”, ci metto proprio “Le Cronache di Dragonlance”. Questa trilogia è meravigliosa, perchè racchiude tutto ciò che il fantasy classico può dare: elfi, nani, draghi, magie, battaglie epocali, leggende...

Questa trilogia è piacevole, anzi direi che è la godibilità in assoluto, si legge molto velocemente e certi personaggi non si dimenticheranno mai, rimango impressi nella mente del lettore a fuoco. Raistlin, per dire uno, oppure Tasslehoff, chi non vorrebbe un Kender per amico? Mai noiosa, ricca di colpi di scena, personaggi descritti in maniera perfetta, mai superficiali o scontati.

Guerre e scontri, amori e odi, a tratti commovente o divertente, rapporti difficili tra gemelli, onore ai nemici, lealtà. E poi i draghi, quelli con la “D” maiuscola, tutte le classi di appartenenza, descrizioni minuziose, è un giubilo per gli occhi da come vengono qui descritti.

Insomma, questa è sicuramente la prima saga che mi verrebbe in mente di consigliare a chi mi chiedesse di leggere un libro fantasy, anche prima di “Lotr”, per la sua capacità di stupire e di coinvolgere nella sua semplicità.

Imperdibile.

Libro rubato in un momento di noia dalla libreria di mia madre e mai più restituito, lettura di un pomeriggio che mi ha avvinto e alla fine convinto, piacendomi davvero molto.

All'oscuro completamente di quest'autrice ho trovato questa lettura tranquilla e piacevole, il ritmo è molto veloce e dai continui colpi di scena. La descrizione dello scenario in cui si muove la vicenda provoca nel lettore un senso di inquietudine e di tensione continua.

Jenny è una giovane donna con un matrimonio alle spalle, due bambine e una vita difficile da condurre. Tutto cambia quando incontra un uomo, Erich Krueger, un pittore molto famoso che le stravolgerà l'esistenza. I due si innamorano e decidono di sposarsi andando a vivere in una bellissima casa nel Minnesota. Lì, in quella grandissima casa improvvisamente Jenny comincia a sentirsi profondamente sola e tutto ciò che era sogno diventa incubo.

Forse non sarà di grande spessore, ma devo dire che sa tenere bene la tensione, se cercate un thriller, ma senza spargimenti di sangue, senza serial killer crudeli ed atroci e non cercate un giallo con l'ispettore che risolve gli enigmi per voi, allora probabilmente questo romanzo è per voi.

Consigliato.

Meneceo, Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. Così parte questo libricino che acquistai tanto tempo fa in una giornata uggiosa da un edicolante sotto la metropolitana mentre guardavo fuori piovere e aspettavo che smettesse per poter uscire. Non c'era niente di felice in tutto quello e queste poche pagine arrivate a me da un tempo così lontano aprirono uno squarcio di luce in una giornata così buia. Un lettera da leggere e rileggere per capire come in fondo la felicità è alla portata di ognuno di noi, basta solo sapere dove guardare.

Il momento di uccidere, in originale “A Time to Kill” del 1989 è il primo romanzo di John Grisham, pubblicato in Italia da Arnoldo Mondadori nel 1992. Il romanzo è un giallo giudiziario tipico di Grisham e si svolge nello Stato del Mississippi nella Ford County intorno agli anni ottanta. Nel 1996 ne è stato tratto anche un film diretto da Joel Schumacher, con protagonisti Sandra Bullock, Matthew McConaughey, Samuel L. Jackson e Kevin Spacey.

La trama del romanzo: una bambina nera viene violentata da due balordi bianchi che poi tentano di ucciderla. Vengono subito catturati ma il padre della bambina, per vendetta (ma anche per il timore che una giuria bianca possa scarcerarli) li uccide all'interno del tribunale. Il romanzo dopo queste fasi iniziali affronta il delicato lavoro dell'avvocato che difenderà il padre assassino. L'esito del processo sembra scontato e la tensione aumenta fino al verdetto finale.

Il libro parte con un atto di violenza brutale commesso da due bianchi ai danni di una bambina nera di soli dieci anni. Ma tutto il romanzo verterà poi non sul processo a questi due balordi, ma al padre della bambina che mosso dalla rabbia e dalla paura di un'assoluzione per i due bianchi, decide di farsi giustizia da solo. Come si evince il tema dominante di tutto il romanzo è il tema del razzismo, soprattutto quando il Ku Klux Klan e un'intera comunità di neri si affrontano fuori dal tribunale, prima della sentenza. Ma effettivamente dove sta la giustizia in tutto questo?

Il libro è datato, ma non di certo l'argomento: oggi come ieri ci interroghiamo sulla paura del diverso, sull'immigrazione e le cronache dei telegiornali così come le pagine dei giornali sono piene di notizie di abusi, stupri e violenze, molto spesso su bambini e ragazzi, ad opera di sconosciuti, balordi, insegnanti, vicini di casa o peggio di parenti. Ebbene quante volte sentiamo la gente che vorrebbe farsi giustizia da sola? Quante volte noi stessi proviamo a metterci nei panni di madri e di padri che gridano al linciaggio? Soprattutto se i crimini sono commessi da persone che hanno origine e cultura diverse dalla nostra.

La scrittura dell'autore è brillante, veloce e sicura come in quasi tutti i suoi romanzi. La personalità dell'avvocato della difesa è ben tratteggiata: pratica, ambiziosa, orgogliosa e determinata, rende questo legal thriller interessante e avvincente. Come sempre immancabilmente nei suoi romanzi troverete i più minuziosi dettagli e le spiegazioni del processo penale.

Un buon libro di Grisham, anche se poi ne ha scritti di migliori.