Antologia personale (Nightfall and Other Stories) è un'antologia di racconti fantascientifici di Isaac Asimov del 1969. In questa antologia sono stati inoltre raggruppati tutti i racconti presenti in “Through a Glass”, “Clearly”, antologia inedita in Italia.

In Italia originariamente è stata pubblicata in tre volumi nel 1971 nella collana fantascientifica Urania, in tre numeri consecutivi: n.568 (13 giugno), 569 (27 giugno) e 570 (11 luglio). Poi ripresa da Mondadori in questa edizione per le librerie con due volumetti racchiusi un cofanetto. Malgrado non ci siano chiare note esplicative, l'edizione italiana dell'antologia di Asimov vede l'assenza di tre racconti rispetto all'edizione originale.

Il cofanetto racchiude l'antologia che Isaac Asimov ha curato personalmente scegliendo i migliori dei suoi racconti, ordinandoli cronologicamente e premettendo a ciascuno una nota speciale, e forse più che le storie (che si possono trovare in altre raccolte), la parte più succosa sono i suoi gustosi aneddoti, in cui lo scrittore spiega come sono nati i racconti oppure i fatti correlati ad essi.

Che io sia un fervente fan del buon dottore è cosa nota e questi racconti brevi e meno brevi sono davvero imperdibili, con gli aneddoti che sono essi stessi dei racconti a parte.

Per chi ama Asimov, imperdibile.

«Non so descrivere la mia disperazione: nessuna parola della lingua umana potrebbe esprimere quello che sentivo. Ero sepolto vivo, con la prospettiva di morire fra le torture della fame e della sete».

Viaggio al centro della Terra in originale francese “Voyage au centre de la Terre” è un romanzo di avventure e fantastico di Jules Verne del 1864. Narra di un viaggio nelle profondità del mondo. Come altre opere dello stesso autore, è considerato un romanzo scientifico, precursore della fantascienza. È inoltre un'opera precorritrice del tema avventuroso del “mondo perduto”.

Ma ecco la trama: lavventuroso e irascibile professor Lidenbrock, una caricatura del tipico scienziato tedesco dellOttocento, in seguito al ritrovamento di un documento di un celebre esploratore scomparso nel nulla decide di partire con il nipote, nonché assistente Axel, per l`Islanda, dove il cratere del vulcano Sneffels apre la via diretta al centro della Terra. Agli occhi di Lindenbrock e dei suoi amici si presenterà un mondo meraviglioso: grotte di quarzo, cascate di sale, foreste pietrificate aprono il passaggio verso un oceano sotterraneo illuminato da una fonte di energia naturale e popolato da creature preistoriche. Tra mille insidie e pericoli, il gruppo torna alla superficie spinto vorticosamente da un'eruzione attraverso il camino del vulcano Stromboli.

Il romanzo è ambientato nel 1863 e dura circa nove mesi, ma il viaggio vero e proprio inizia il 27 maggio, il giorno della partenza da Amburgo, e si conclude il 29 settembre, quando tornano ad Amburgo. Le ambientazioni sono varie: Amburgo, Copenaghen, Reykjavik ed altri paesaggi dell'Islanda, i lunghissimi cunicoli degli Snaffels e gli sconosciuti luoghi del centro della Terra e infine l'isola di Stromboli.

In questo romanzo Verne probabilmente sapeva di fare molta più fantasia che scienza. Era infatti già ben noto che il centro della Terra doveva giungere temperature insopportabili per gli esseri umani, ed era anche ben noto che la forza di gravità sarebbe andata decrescendo linearmente con la profondità, fino a diventare praticamente nulla al centro del globo. Verne, nel complesso, tiene molto più in considerazione l'esigenza di presentare una trama spettacolare che quella di fornire corrette informazioni scientifiche o di formulare congetture ragionevoli sulla struttura dell'interno del pianeta.

Il libro è ben scritto e avvincente, un classico dell'avventura, alla scoperta di luoghi fantastici e misteriosi, uno di quei libri che - a prescindere dagli anni trascorsi dalla sua stesura - coinvolge e fa sognare a tutte l'età, anche se più probabilmente la lettura è consigliata agli occhi ancora sognatori di un giovane lettore.

Evergreen.

I promessi sposi è un romanzo storico di Alessandro Manzoni. E' considerato uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana, ed è per questo che ne viene obbligata la lettura nelle scuole dell'obbligo. Fu edito in una prima versione nel 1827; rivisto in seguito dallo stesso autore, soprattutto nel linguaggio, fu ripubblicato nella versione definitiva fra il 1840 e il 1841.

Ambientato dal 1628 al 1630 in Lombardia durante l'occupazione spagnola, fu il primo esempio di romanzo storico della letteratura italiana. Il romanzo si basa su una rigorosa ricerca storica e gli episodi del XVII secolo, come ad esempio le vicende della Monaca di Monza e la grande peste del 1629-1631, si fondano tutti su documenti d'archivio e cronache dell'epoca.

Diciamo subito che secondo me la scuola italiana è riuscita in un'impresa veramente complessa, che ha dell'incredibile: far odiare a generazioni di studenti un buon romanzo, non certo un capolavoro, ma un buon testo ben scritto, ben documentato e in alcune parti addirittura avvincente. “Fai l'analisi psiclogica del personaggio”, “introduzione della figura della monaca di Monza”, “Analisi del personaggio dell'Innominato” e via dicendo, hanno ridotto i poveri studenti a bistrattare una storia che se letta come tutti gli altri romanzi, si fa leggere.

Quello che proprio non mi va a genio di questo libro è punto primo il significato profondo dell'opera suggerito dal Manzoni stesso, ossia: con la fede in Dio tutti i problemi e le disgrazie si possono superare. La Provvidenza è presente dalla prima pagina del romanzo, fino alla fine. Questo va contro le mie idee personali e ciò mi ammorba all'inverosimile. L'altra cosa che mi ha sempre angustiato nella lettura è il personaggio di Lucia, so che la figura femminile del'800 è ben diversa da quella attuale, ma questa donna non fa che pregare e piangere o implorare per tutto il santissimo libro. Pochi personaggi mi hanno ispirato un odio così profondo.

So che bisognerebbe dare un voto molto più alto a questo libro, ma la scuola è riuscito a farmelo odiare dal profondo e il lettore obbiettivo che è in me proprio non riesce a convincermi del contrario. Dunque tre stellette caro il mio Manzoni, mi dispiace ma non prendertela con me.

Notturno, in originale, “Nightfall”, pubblicato nel 1990, è un romanzo di fantascienza scritto a quattro mani, dagli scrittori Isaac Asimov e Robert Silverberg. È l'ampliamento dell'omonimo racconto scritto dallo stesso Asimov nel 1941. La prima parte del libro ripercorre, ampliandola, la trama del racconto. Fu pubblicato per la prima volta in italiano nel 1990.

Isaac Asimov, per me indiscusso maestro della fantascienza, le sue opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza che della divulgazione scientifica, che rende le sue opere di sci-fi ancora migliori. È autore di una vastissima e variegata produzione, stimata intorno ai 500 volumi pubblicati. Non mi esprimo su Silverberg, perchè credo di non aver mai letto niente di suo e perchè sinceramente non avendo apprezzato appieno questo romanzo e amando alla follia il Buon Dottore, rischierei di addossare a lui tutte le colpe: ricordo infatti che Isaac Asimov scrisse “Notturno” - il racconto - all'età di 21 anni e in seguito disse che nessuno prima di lui aveva mai scritto niente di simile e nessuno dopo di lui potrà fare altrettanto. Da molti questo racconto breve è considerato il migliore dello scienziato-scrittore e una delle pietre miliari della fantascienza.

La trama del romanzo: Il pianeta Kalgash è illuminato da sei soli ed il Buio non è immaginabile. Il Culto, una setta religiosa, profetizza che l'Oscurità e l'apparizione delle Stelle annunceranno la fine del mondo. Diverse discipline scientifiche sembrano concordare con la previsione religiosa. Le ricerche archeologiche sembrano indicare un carattere ciclico della storia del pianeta: una successione di civiltà giunte a vertici paragonabili a quella dell'epoca del racconto e tutte sistematicamente distrutte dal fuoco. La Legge di Gravitazione Universale, appena scoperta, permette di ipotizzare l'esistenza di una luna. L'eclissi di uno dei soli in un momento assai particolare, quando tutti gli altri cinque sono tramontati, potrebbe condurre al temutissimo Buio. Segue l'indagine di un giornalista che, con l'aiuto di un astronomo e un'archeologa, cerca di comprendere e prevenire la distruzione della società. Quando la notte cala, l'agitazione si diffonde sul pianeta e conduce ad una follia distruttiva ed omicida. L'unica alternativa è quindi quella di unire le forze per riportare l'ordine e permettere che la conoscenza appena acquisita possa raggiungere chi, duemila anni nel futuro, si troverà a rivivere la terribile esperienza del Buio. A questo scopo un ristretto numero di persone viene selezionata e protetta in un bunker, mentre astronomi, scienziati e il giornalista rimangono nell'Osservatorio Astronomico per assistere all'eclissi. Quando già si vede il sole cominciare a oscurarsi, la gente della città, guidata dai sacerdoti del Culto, si dirige verso l'Osservatorio. Le persone sono fuori di sé per il terrore dell'oscurità e per proteggersi da essa hanno anche appiccato numerosi incendi in città. L'esperimento dell'Osservatorio si rivela un fallimento, e solo poche delle persone all'interno conservano la ragione. Fra esse, il giornalista e l'archeologa, che, giunta di nuovo l'alba, iniziano un viaggio in uno scenario post apocalittico alla ricerca di gruppi che non si siano completamente imbarbariti.

Perchè non mi ha convinto questo romanzo ampliato dal racconto originale? Perchè l'idea originale di Asimov viene ampliata e messa al centro di uno schema diviso in tre: nella prima parte viene aggiunta una specie di antefatto ambientato alcuni mesi prima e nella terza, dopo la Notte, le conseguenze del cataclisma. Ed è proprio questa che è la peggiore sebbene aiuta a presentare i personaggi, è letterariamente di scarsa qualità, nel leggerla mi sono trovato spesso a sbuffare per il piattume dei personaggi, la terza invece risolleva le sorti, perchè riesce a rendere realisticamente la disperazione di un'umanità distrutta dalla follia senza far rimpiangere la sezione centrale.

Detto tutto questo è comunque un'opera che non può mancare né ai fans di Asimov, né a qualsivoglia persona che si definisca un lettore di fantascienza.

Asimov non solo grande scrittore di fantascienza, ma anche grande saggista scientifico e anche scrittore di gialli da vero maestro, anche se molti non lo sanno.

Qui in veste di “catalogatore” e curatore di questo volumone di tutte le scoperte scientifiche da 4.000.000 anni fa, fino al 1988; peccato che poi sia scomparso, probabilmente adesso avremmo un volume due.

Seicento pagine fitte delle più importanti informazioni storico-cultural-scientifiche dell'umanità, con il suo stile inimitabile Asimov soddisfa ogni nostra curiosità di carattere scientifico.

Imperdibile per gli amanti delle scienze e della tecnologia.

Giobbe ha avuto molta fortuna nell'editoria, dove i suoi libri hanno riscontrato sempre un buon successo di pubblico. Già con il primo libro Parola di Giobbe, rivisitazione della Bibbia, pubblicata nel 1991, sbanca le classifiche con un milione di copie vendute. Nel 1993 e nel 1996 pubblica Pancreas - Trapianto del libro Cuore e Sesso? Fai da te!. Nel 1999 ritorna con Dio li fa e poi li accoppa, tratto dal suo spettacolo, dove rivisita Creazione e Diluvio.

Non so sinceramente come ho fatto ad accumulare nella mia libreria, quattro libri di Giobbe Covatta, non che ne rimpiango la lettura, ma credo che siano gli unici libri di un comico che io possieda.

Ora è molto più semplice, direi forse che è difficile non incappare in uno di essi, trovare tra gli scaffali il libro dell'ultimo comico che fa furore a Zelig e parlare di schifezze editoriali è un passo semplice, forse allora, negli anni novanta, le cose erano un po' diverse e anche un comico poteva scrivere dignitosamente un libro; o forse sono stato semplicemente trascinato dalle mode scolastiche di allora.

Opera prima del comico napoletano, che non sarà certo la storia della letteratura, ma è tremendamente divertente... breve rivisitazione della Bibbia in chiave ironica.

“All'inizio era il Verbo... il complemento oggetto venne molto tempo dopo.” “E il Signore disse: “Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro...” E Adamo disse: “Ma santo Dio, tutto questo per una mela? Domani te ne porto un chilo...”“

«”Noè!”. “Chi è?”. “Dio”. “Io chi?”. “Non io, Dio, Geova!”. “Uffa, non ho tempo, mettete i depliants sotto la porta”.»

Il tenore delle battute è questo, allora le trovai irresistibili, adesso mi fanno semplicemente sorridere.

Attentato alla corte d'Inghilterra, in originale “Patriot Games”, edito nel 1987, scritto dall'autore statunitense Tom Clancy. E' il secondo romanzo in ordine di uscita della serie di spionaggio-tecnopolitica di Tom Clancy, in cui si narra la vita di John Patrick Ryan. In effetti si colloca temporalmente prima di “La grande fuga dell'Ottobre Rosso”, uscito per primo. Il romanzo ha ispirato la sceneggiatura del film “Giochi di potere” diretto da Phillip Noyce, con protagonista Harrison Ford nel ruolo di Jack Ryan.

Dell'autore si dice che abbia inventato, assieme a Craig Thomas e a Michael Crichton, un nuovo genere letterario: il techno-thriller. Molti libri di Clancy hanno avuto un ampio successo di pubblico e hanno ispirato diversi film e videogiochi.

Il personaggio di Jack Ryan: figlio di Emmet William Ryan, un sottotenente della squadra omicidi della polizia veterano della seconda guerra mondiale e di Catherine Burke Ryan, infermiera. Diplomato nel Maryland, Jack si laurea in storia al Boston College, e serve come sottotenente dello United States Marine Corps. Assegnato a bordo della nave portaelicotteri Guam, rimane vittima di un grave incidente di volo su un elicottero, durante un'esercitazione della NATO. Ne riporta lesioni alla schiena che pongono fine alla sua carriera militare. I suoi genitori muoiono solo 19 mesi dopo in un incidente aereo all'aeroporto di Chicago. La combinazione dei due eventi porta Ryan ad odiare il volo, fobia che non lo abbandonerà mai del tutto. Jack si innamora di Caroline Muller (soprannominata Cathy), una studentessa di medicina, che sposerà dopo poco. Nel corso delle vicende narrate nei vari libri, passa dall'essere un semplice consulente esterno della CIA al divenire Presidente degli Stati Uniti.

La trama di questo romanzo in sintesi: Jack è un professore di storia navale all'Accademia della US Navy ad Annapolis, dopo essere stato tenente nei Marines ed essere stato ferito gravemente in servizio a causa di un incidente di volo. Durante una vacanza a Londra, con la moglie Kathy e la figlia Olivia, assiste ad un agguato ad una Rolls Royce da parte di un gruppo armato; intervenendo con prontezza riesce a sventare l'agguato, uccidere un terrorista, ferirne un altro e prendersi una pallottola nella spalla. Al risveglio in ospedale scopre di aver salvato il principe di Galles e la sua famiglia ed essersi assicurato la gratitudine della famiglia reale britannica. Ma più tardi scoprirà di essersi assicurato anche l'odio della ULA, una fazione dissidente dell'IRA, che cerca il modo di vendicarsi. Nonostante le misure di sicurezza, questi mettono in piedi una operazione sul territorio statunitense che per poco non costa la vita a Kathy e Sally, ed in seguito a questo, Jack inizia a lavorare come analista presso la CIA.

Attentato alla corte d'Inghilterra ci rende partecipi di come la carriera del personaggio della serie di Clancy ha mosso i primi passi nel mondo dei romanzi dell'autore. Questo è il terzo romanzo che scrive, ma nel suo universo praticamente diventa il primo in ordine cronologico, è un romanzo d'azione su basi politiche che propone la giusta miscela di pallottole e introspettività; la trama è ricca e articolata che tiene vivo l'interesse del lettore nonostante alcuni evidenti errori di ortografia e di traduzione, benchè siamo alla quindicesima ristampa, qualcuno mi spieghi questa cosa, grazie.

La saga di “Battaglia per la Terra” scritta da L. Ron Hubbard, è composta da tre volumi: “Gli ultimi uomini”, “Il segreto rivelato”, “Confronto finale”; si tratta di una bellissima saga di fantascienza e vi prego di non fermarvi assolutamente sull'idea che potreste avervene fatto se avete visto quell'orripilante film con John Travolta e vi pregherei di la sciare da parte tutti i pensieri che avete su “Scientology”, che qui proprio non c'entra nulla.

La storia: Nel 3000 la Terra è stata conquistata da un bellicoso popolo alieno, gli Psychlo alla cui guida vi è lo spietato Terl. I pochi uomini rimasti, regrediti alla preistoria, sono costretti alla schiavitù dagli invasori, che per respirare l'aria della Terra (per loro insalubre) indossano speciali filtri all'idrogeno puro, che sul loro pianeta costituisce il 95% dell'atmosfera.
La Terra è un deserto desolato. Nelle cupole di otto impianti minerari sparsi per il globo i malvagi alieni Psyclo prosciugano le risorse minerarie del pianeta, di cui distrussero quasi totalmente la popolazione mille anni prima. I pochi sparuti resti di umanità si nascondono in villaggi e aree remote, una specie in pericolo, sull'orlo dell'estinzione.
Ma il terrestre Johnny Tyler, con la riscoperta delle antiche rovine del XX secolo (tra cui le biblioteche ove apprende la storia umana dimenticata, e gli arsenali nucleari con bombe ancora efficienti), riuscirà a guidare la rivolta degli uomini contro gli invasori.

Tutti e tre i libri appartengono alla vena d'oro della fantascienza, quella classica, le idee sono originali, ben sfruttate e il romanzo corre come un tutt'uno (impensabile leggerne solo uno, visto l'unicità della storia) verso un finale sorprendente. La scrittura di Hubbard si legge bene e diverte e non manca una certa vena satirica che lo scrittore svilupperà successivamente.

Se siete appassionati di fantascienza non potete certo non leggere questa trilogia che vi terrà incollati alle pagine per finire tutti e tre i libri in men che non si dica. difficilmente mi è capitato di leggere un altro così classico e ben scritto esempio di avventura/fantascienza di quel periodo meraviglioso che fu l'età dell'oro di questo genere letterario.

Consigliatissimo.

La saga di “Battaglia per la Terra” scritta da L. Ron Hubbard, è composta da tre volumi: “Gli ultimi uomini”, “Il segreto rivelato”, “Confronto finale”; si tratta di una bellissima saga di fantascienza e vi prego di non fermarvi assolutamente sull'idea che potreste avervene fatto se avete visto quell'orripilante film con John Travolta e vi pregherei di la sciare da parte tutti i pensieri che avete su “Scientology”, che qui proprio non c'entra nulla.

La storia: Nel 3000 la Terra è stata conquistata da un bellicoso popolo alieno, gli Psychlo alla cui guida vi è lo spietato Terl. I pochi uomini rimasti, regrediti alla preistoria, sono costretti alla schiavitù dagli invasori, che per respirare l'aria della Terra (per loro insalubre) indossano speciali filtri all'idrogeno puro, che sul loro pianeta costituisce il 95% dell'atmosfera.
La Terra è un deserto desolato. Nelle cupole di otto impianti minerari sparsi per il globo i malvagi alieni Psyclo prosciugano le risorse minerarie del pianeta, di cui distrussero quasi totalmente la popolazione mille anni prima. I pochi sparuti resti di umanità si nascondono in villaggi e aree remote, una specie in pericolo, sull'orlo dell'estinzione.
Ma il terrestre Johnny Tyler, con la riscoperta delle antiche rovine del XX secolo (tra cui le biblioteche ove apprende la storia umana dimenticata, e gli arsenali nucleari con bombe ancora efficienti), riuscirà a guidare la rivolta degli uomini contro gli invasori.

Tutti e tre i libri appartengono alla vena d'oro della fantascienza, quella classica, le idee sono originali, ben sfruttate e il romanzo corre come un tutt'uno (impensabile leggerne solo uno, visto l'unicità della storia) verso un finale sorprendente. La scrittura di Hubbard si legge bene e diverte e non manca una certa vena satirica che lo scrittore svilupperà successivamente.

Se siete appassionati di fantascienza non potete certo non leggere questa trilogia che vi terrà incollati alle pagine per finire tutti e tre i libri in men che non si dica. difficilmente mi è capitato di leggere un altro così classico e ben scritto esempio di avventura/fantascienza di quel periodo meraviglioso che fu l'età dell'oro di questo genere letterario.

Consigliatissimo.

La saga di “Battaglia per la Terra” scritta da L. Ron Hubbard, è composta da tre volumi: “Gli ultimi uomini”, “Il segreto rivelato”, “Confronto finale”; si tratta di una bellissima saga di fantascienza e vi prego di non fermarvi assolutamente sull'idea che potreste avervene fatto se avete visto quell'orripilante film con John Travolta e vi pregherei di la sciare da parte tutti i pensieri che avete su “Scientology”, che qui proprio non c'entra nulla.

La storia: Nel 3000 la Terra è stata conquistata da un bellicoso popolo alieno, gli Psychlo alla cui guida vi è lo spietato Terl. I pochi uomini rimasti, regrediti alla preistoria, sono costretti alla schiavitù dagli invasori, che per respirare l'aria della Terra (per loro insalubre) indossano speciali filtri all'idrogeno puro, che sul loro pianeta costituisce il 95% dell'atmosfera.
La Terra è un deserto desolato. Nelle cupole di otto impianti minerari sparsi per il globo i malvagi alieni Psyclo prosciugano le risorse minerarie del pianeta, di cui distrussero quasi totalmente la popolazione mille anni prima. I pochi sparuti resti di umanità si nascondono in villaggi e aree remote, una specie in pericolo, sull'orlo dell'estinzione.
Ma il terrestre Johnny Tyler, con la riscoperta delle antiche rovine del XX secolo (tra cui le biblioteche ove apprende la storia umana dimenticata, e gli arsenali nucleari con bombe ancora efficienti), riuscirà a guidare la rivolta degli uomini contro gli invasori.

Tutti e tre i libri appartengono alla vena d'oro della fantascienza, quella classica, le idee sono originali, ben sfruttate e il romanzo corre come un tutt'uno (impensabile leggerne solo uno, visto l'unicità della storia) verso un finale sorprendente. La scrittura di Hubbard si legge bene e diverte e non manca una certa vena satirica che lo scrittore svilupperà successivamente.

Se siete appassionati di fantascienza non potete certo non leggere questa trilogia che vi terrà incollati alle pagine per finire tutti e tre i libri in men che non si dica. difficilmente mi è capitato di leggere un altro così classico e ben scritto esempio di avventura/fantascienza di quel periodo meraviglioso che fu l'età dell'oro di questo genere letterario.

Consigliatissimo.

Questa purtroppo è una di quelle letture che ti vengono quasi sempre imposte durante le vacanze estive scolastiche. Per me per mia grande fortuna così non fu. Perchè ebbi modo di leggerla già “maturo”, quando la tua mente è formata e piena, quando non hai tanti amici che ti aspettano giù con il motorino acceso in una giornata estiva. Questo è un libro crudo, molto crudo e triste. Ma è un libro che ti rimane dentro, che alla fine ti fa piangere, descrive colorando con tinte fosche e brutali ciò che era la vita dei soldati nelle trincee della grande guerra, i loro pensieri, le loro speranze, le piccole gioie e i grandi dolori. Imperdibile fonte di accrescimento personale.

Raistlin - L'alba del male, in originale “The Soulforge” è un romanzo fantasy scritto da Margaret Weis e pubblicato per la prima volta nel 1998 in America dalla TSR. È il primo romanzo del ciclo Le Cronache di Raistlin e si riconduce all'ambientazione e al mondo di “Dragonlance”.

La trama è la seguente: tempi duri si avvicinano per i popoli di Krynn. Una nuova guerra si profila all'orizzonte, temibile come nessun'altra è mai stata prima, ma così lontana che solo i più potenti fra i maghi riescono a percepirne l'agghiacciante presenza. E così, proprio al capo della Torre dell'Alta Stregoneria di Wayreth, Par-Salian, è affidato il compito di cercare una spada abbastanza potente da ergersi, un giorno, contro le orde che si stanno ammassando in silenzio. La scelta cade quasi per caso su Raistlin, un ragazzino nativo di Solace, che alla sua costituzione fisica debole e fragile contrappone una mente affilata e geniale. Afflitto da un grave malessere fisico fin dalla nascita, Raistlin è oggetto, oltre che della snervante cura del gemello Caramon, delle preoccupazioni della sorellastra, che teme per il suo futuro vedendolo così gracile: grazie all'intercessione di Kitiara, Raistlin riesce però a suscitare la curiosità del mago viaggiatore Antimodes, che decide di farsi carico delle spese per l'istruzione di questo bambino prodigioso alla scuola di magia. Comincia così l'addestramento del giovane mago, che all'amore viscerale per la sua magia affianca una decisa cocciutaggine nel tentativo di dimostrare a tutti, compreso se stesso, di non aver bisogno delle cure ossessive del suo gemello. Caramon, infatti, sempre gioviale, amato da tutti e scoppiante di salute, rappresenta quel corpo che Raistlin non avrà mai e che desidera perdutamente: tutto ciò porterà l'apprendista mago a sviluppare nel corso degli anni un odio feroce per il fratello, che avrà il suo culmine alla fine dei Draghi dell'Alba di Primavera. Con l'aiuto degli amici (i personaggi che riappariranno nelle Cronache), Raistlin impara a conoscere l'animo degli uomini e soprattutto il proprio, che si rivela sempre più nero col passare degli anni. E alla fine, durante la Prova nella Torre dell'Alta Stregoneria, Raistlin farà quel fatale incontro che gli permetterà di sconfiggere la Regina delle Tenebre, ma che in cambio gli costerà la salute e la libertà.

Scritto nel 1998, il libro presenta una completa biografia di Raistlin e di tutti i personaggi che lo accompagneranno nel corso della Guerra delle Lance. Inoltre, è qui possibile leggere una delle versioni della Prova di Raistlin, che si ritrova, riportata in maniera differente, anche sulla raccolta intitolata Le Cronache di Krynn. Il titolo originale dell'opera, “The Soulforge”, rende perfettamente l'idea della vicenda che viene narrata in queste pagine... la forgiatura di un'anima.

Credo che Raistlin sia il miglior personaggio di Dragonlance. Per chi ha letto e apprezzato le cronache, non si può far a meno di adorare questo personaggio cupo e misterioso, il più misterioso e al contempo il più amato in tutti i tomi, Raistlin è un vero fenomeno di contraddizioni, e questi due volumi ci spiegano e raccontano come sia nato, cresciuto e vissuto, fino alle cronache. Dunque per chi si è sempre lasciato intrigare dalla personalità sfuggente e ambigua di Raistlin questo sarà un viaggio alla scoperta dei passi che lo hanno condotto verso l'oscurità, verso il suo inevitabile destino.

Consiglio vivamente a chi ama il ciclo di Dragonlance di non perdere questo volume e per chi invece intende intraprendere ora il suo viaggio su Krynn indubbiamente questo sarebbe l'inizio migliore.

Il Negoziatore, in originale “The Negotiator”, uscito nel 1989, è un libro di Frederick Forsyth che è uno scrittore britannico, noto come autore di spy-story come “Il giorno dello sciacallo”, “I mastini della guerra”, “Dossier Odessa”, “Il pugno di Dio” e “Il quarto protocollo”.

Forsyth ritorna con una storia elettrizzante: John Cormack, neoeletto Presidente degli Stati Uniti sta per firmare con Gorbaciov il trattato di Nantucket, a coronamento della più grande intesa sul disarmo che le due superpotenze abbiano mai raggiunto. Ma in USA, come in URSS, potenti organizzazioni lavorano dietro le quinte per far naufragare l'accordo e riportare il mondo sull'orlo di una nuova Guerra Fredda... in particolare un uomo di immenso potere e a capo di una cospirazione per schiacciare il Presidente degli Stati Uniti. Solo un uomo può impedire che questo avvenga: il suo nome è Quinn. Egli è il Negoziatore.

Frederick Forsyth, maestro del thriller internazionale, non smentisce il suo comprovato talento, ci regala un intreccio appassionante che rivela trame oscure e spiega come la pace non sia effettivamente un desiderio di tutti; questo è una storia di spionaggio avvincente che descrive in maniera semplice alcuni meccanismi del potere. Anche se letto oggi sembra apparentemente poco attuale rimane in realtà una lettura godibilissima, per svelare alcuni meccanismi che sebbene romanzati nella finzione del romanzo, sono tutt'altro che da escludere per capire le dinamiche anche di oggi.

Colpi di scena, una fragile storia d'amore, il libro si regge sull'abilità del negoziatore nel trovare tracce ed inventare espedienti, sulla possibilità che ogni personaggio sia un traditore: intrigante, avvincente, avvolgente, scritto come sempre nello stile unico dell'autore e con pura maestria. La descrizione dei luoghi e delle situazioni è straordinaria; i personaggi caratterizzati al meglio.

Da leggere per tutti gli appassionati di spy-stories.

Libro non proprio facilissimo, ma di sorprendente completezza e curiosità per chi apprezza e mastica un pochinino di fisica quantistica. L'autore è un genio, senza ma e senza se, chi non lo conosce potrà leggere la sua biografia su innumerevoli siti internet. Il libro è molto bello e spiega accuratamente le nuove teorie sulla nascita dell'universo e sulla sua evoluzione, vista da un occhio che è indubbiamente al di sopra della media in quanto a intelligenza e conoscenza. Da leggere magari un poco alla volta come ho fatto io per far si che le tante nozioni abbiano il tempo di “sedimentare” e depositarsi piano piano nel nostro cervelletto. Consigliato agli appassionati.

Questo libro me lo fecero prendere a scuola, come lettura per le vacanze estive. Credo che a tutti più o meno toccò in sorte. Rispetto però ad altre letture imposte, questa era di Calvino, insomma mica del primo passato.

E infatti anche se ovviamente queste fiabe non sono state scritte da lui, ma sono state raccolte e curate dall'autore, sono molto Calviniane; tante fiabe, di tutt'Italia, alcune bellissime, altre crudeli, alcune per bambini, altre per ragazzi, qualcuna forse per adulti.

“Le fiabe sono vere”, disse Calvino. E infatti molte lo sono. Tra magia e mistero, un bellissimo viaggio nel mondo della nostra tradizione popolare, che è varia, multicolore, incredibilmente potente. Ancora oggi è uno dei testi che conservo con maggiore affetto e di cui non potrei mai separarmi, insieme alla raccolta dei fratelli Grimm.

«Le fiabe di Calvino piacciono ai piccoli e ai grandi; sono un capolavoro della letteratura, che affonda le sue radici nella tradizione popolare. Calvino ne è l'autore in quanto ha organizzato, rielaborato e trascritto il meglio dell'immenso patrimonio fiabistico del folclore italiano, che gli studiosi avevano raccolto dalla viva voce del popolo» (E. Zamponi).

Da leggere e da conservare.

Notte sul mondo, in originale “G-Bomb”, è un romanzo di fantascienza dell'autore Vargo Statten. In realtà questo è uno pseudonimo di John Francis Russell Fearn, scrittore molto prolifico che pubblicò romanzi anche con vari pseudonimi. Vargo Statten è lo pseudonimo più famoso di Fearn che lo usò, dopo un ventennio di attività sui mercati americani, a partire dal 1950 e fino al 1956 per scrivere per l'editore Scion Ltd. di Londra. Con questo stratagemma Statten rieditò moltissime trame americane scritte e pubblicate da Fearn adattandole ai gusti ed alle esigenze del mercato inglese. I romanzi riscossero un gran successo, vennero tradotti in molte lingue tra cui l'italiano. Quando i romanzi di Vargo Statten furono pubblicati si scatenò una sorta di caccia al vero scrittore originale, perché la casa editrice Scion pubblicava mensilmente un romanzo di ottima qualità, produzione impossibile per qualsiasi prolifico scrittore. In realtà Fearn, oltre a Statten, usò moltissimi pseudonimi che ancora negli anni ottanta venivano scoperti da Philip Harbottle, il maggiore studioso delle opere dello scrittore.

La trama del romanzo: misteriose influenze cosmiche condizionano, da anni, i destini della Terra... perché nel sottosuolo del rosso pianeta Marte, ignoti e insospettabili ai nostri strumenti di osservazione, esseri intelligenti giunti a un elevatissimo grado di cognizioni scientifiche tentano di costringere il genere umano a distruggersi in una serie di guerre, allo scopo d'impadronirsi del nostro pianeta, ed evitare così l'estinzione sul rosso pianeta morente. Gli scienziati di Marte concepiscono un piano mostruoso... attraverso una serie di impulsi mentali, trasmettono a un oscuro scienziato terrestre, Jonas Glebe, l'idea di un'invenzione rivoluzionaria e paurosa... la bomba G, una bomba che applica un nuovo e rivoluzionario concetto di forza gravitazionale, e può diventare lo strumento per conquistare il mondo. Per ottenere lo scopo, i marziani hanno bisogno di un altro uomo... Rutter, il miliardario inglese che ha fondato un impero commerciale, e segretamente organizza le fila di un piano teso alla dominazione del mondo. Ma il piano presenta un punto debole... perché immani catasfrofi si scateneranno sul nostro pianeta, a causa dell'accendersi improvviso di una nuova guerra mondiale, una guerra che sconvolgerà l'ecologia del globo, dando inizio a un nuovo diluvio...

Mi ricordo che il romanzo mi piacque abbastanza perchè il genere apocalittico mi ha sempre incuriosito e affascinato, lo stile è secco ed essenziale: una tipica fantascienza apocalittica e di sopravvivenza. Appartiene al genere catastrofico; situato in una realtà tecnologica assai prossima a quella che esisteva dopo la fine della prima guerra mondiale,risente delle sensazioni dell'invasione nazista dell'Europa, dei bombardamenti su Londra, del complotto continentale contro l'Inghilterra.

Non si può cercare di recensire questo libro di Asimov, senza enunciare ciò che sta alla base di queste storie e cioè le ormai universalmente note “Tre leggi della robotica” alle quali obbediscono tutti i robot che compaiono nei suoi racconti (e in molti racconti di altri autori):
1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
In questa raccolta di racconti (e nel primo “Io, Robot”) Asimov rappresenta una galleria di straordinari esseri meccanici, contornati da altrettanto vividi caratteri umani. Nessun scrittore o autore cinematografico, può tentare di rendere vivo un robot senza avere nella testa quello che è diventata una sapienza universale e cioè le tre leggi.

Dunque secondo, straordinario, capitolo del Ciclo dei Robot. Se nel primo libro il maestro Asimov introduce i robot nella loro presentandoli quasi in una veste primitiva, in questo sono così evoluti da renderli quasi indistinguibili dagli esseri umani.

I racconti sono nove, tutti di ottima ed eccelsa qualità (può essere diversamente quando si parla di Asimov?), con spunti e idee sempre originali, al limite della genialità assoluta; la raccolta è divisa in tre sezioni: “L'avvento dei Robot”, due racconti, “Le leggi della robotica”, altri due e “Susan Calvin”, cinque racconti. Il personaggio di Susan Calvin, è probabilmente il meglio riuscito del ciclo dei robt asimoviano.

Un'opera memorabile che affascina, commuove e diverte (perchè conditi dal geniale e proverbiale umorismo dell'autore), avvince il lettore dal primo all'ultimo racconto. Oltre alle storie in se stesse, ciò che rende unico questo libro e tutto il mondo Asimoviano è la perfetta analisi sociologica che Asimov intreccia nei suoi libri, le riflessioni che ne seguono sono, come capita solo nelle migliori letture, non solo stimolanti, ma hanno il potere di insegnare divertendo.

Se vogliamo indicare le storie più affascinanti, di sicuro dobbiamo citare: “Esseri superiori”, “La vita di un uomo” e “uniamoci”.

Imperdibile.

Narrami, o Musa, dell'uomo dall'agile mente, che tanto vagò, dopo che distrusse la sacra città di Troia.

L'Odissea, in greco antico: Ὀδύσσεια, Odýsseia, è uno dei due grandi poemi epici greci attribuiti all'opera del poeta Omero. Narra delle vicende riguardanti l'eroe Ulisse, dopo la fine della Guerra di Troia, narrata nell'Iliade. L'opera, così come l'Iliade, viene presumibilmente composta nella Ionia d'Asia intorno al IX secolo a.C., anche se alcuni autori pensano che sia nata intorno al 720 a.C. L'originale più antico dell'opera risale alla fine dell'VIII secolo a.C., ed è questo che il tiranno ateniese Pisistrato usa quando, nel VI secolo a.C., decide di uniformare e dare forma scritta ad un poema che fino ad allora si era tramandato quasi esclusivamente per forma orale.

L'Odissea è un poema diviso in 24 libri, ognuno dei quali indicato con una lettera dell'alfabeto greco minuscolo, l'Odissea si presenta attualmente in forma scritta, mentre in origine il poema era tramandato oralmente da abili ed esperti aedi e rapsodi. Il poema è anche stato visto come l'archetipo del romanzo, in quanto racconta dall'inizio alla fine la vicenda scelta, senza lasciarsi troppo distrarre, da eventi secondari e non strettamente correlati alle avventure di Odisseo; è uno dei testi fondamentali della cultura classica occidentale, e viene tuttora comunemente letto in tutto il mondo sia nella versione originale che attraverso le numerose traduzioni.

L'etimologia del nome “Odisseo” è ignota. Lo stesso Omero cerca di spiegarla nel libro XIX connettendola al verbo greco “ὀδύσσομαι”, il cui significato è “essere odiato”. Odisseo, quindi, sarebbe “colui che odia” (in questo caso i Proci, che approfittano della sua assenza per regnare su Itaca) oppure “colui che è odiato” (in questo caso da tutti coloro che ostacolano il suo ritorno a Itaca).

La trama dell'Odissea è molto complessa: L'Odissea narra il ritorno di Ulisse in patria dopo la guerra di Troia. Telemaco, figlio di Ulisse, la cui casa è occupata dai pretendenti alla mano di Penelope, decide di partire per Pilo, spronato da Atena sua protettrice, alla ricerca di notizie sul padre disperso da vent'anni. Arrivati a Sparta vengono accolti da Menelao, anch'egli eroe di Troia, che sfortunatamente non ha notizie dello sventurato Ulisse. Nel frattempo gli dei, raccolti in assemblea, decidono che è tempo che Ulisse riveda la sua patria, Itaca, e inviano Ermes sull'isola di Ogigia dalla ninfa Calipso per obbligarla a liberare Ulisse. Calipso, appresa la notizia, aiuta Ulisse a costruire una zattera e gli fornisce i sostentamenti per arrivare all'isola dei Feaci. Dopo 18 giorni di viaggio Ulisse viene colto da una tempesta lanciata da Poseidone, che gli distrugge la zattera. Ulisse si salva grazie a una ninfa marina che gli dona un velo portentoso, che gli permette di galleggiare mentre nuota verso l'isola dei Feaci. Qui approda e viene condotto a palazzo da Nausicaa, figlia di Alcinoo re dei Feaci. Alcinoo accoglie a casa sua Ulisse e gli promette di accompagnarlo a casa quando la nave sarà pronta. Ulisse racconta ad Alcinoo delle sue peripezie per i mari: comincia col raccontare come ha sconfitto i Ciconi e come poi è giunto alla terra dei lotofagi. Poi racconta del ciclope Polifemo, che Ulisse batte con astuzia accecandolo nel sonno provocato dai fumi dell'alcool. Continua raccontando dell'isola di Eolo che lo ha accolto e lo ha aiutato donandogli un otre colmo dei venti del mondo. Ma i suoi compagni hanno aperto l'otre scatenando una tempesta che li ha portati fuori rotta. Spiega dell'approdo all'isola della maga Circe che ha trasformato i suoi compagni in maiali, ma Ulisse con la scaltrezza è riuscito a mutare l'incantesimo e a far diventare sua amica la maga. Continua raccontando di come è sceso nell'ade per incontrare Tiresia che gli ha profetizzato le tre prove che avrebbe dovuto affrontare: le sirene, Scilla e Carridi, e i buoi del dio Sole. Dopo la partenza dall'isola di Ea, Ulisse ha affrontato le tre prove, ma nell'ultima i compagni hanno ucciso alcuni buoi. Per questo Ulisse e i compagni sono stati puniti da Zeus che ha scagliato un fulmine contro di loro. Sono morti tutti tranne Ulisse che, appeso a un relitto, approda sull'isola di Ogigia, dove regnava la ninfa Calipso. Racconta anche di come approda sull'isola dei Feaci. Preparata la nave, Ulisse parte. Arrivato a Itaca, nasconde i doni ospitali con l'aiuto di Atena e si dirige, sotto le mentite spoglie di un mendico, dal porcaro Eumeo. Nel frattempo Atena consiglia a Telemaco di tornare a Itaca e il ragazzo si prepara e parte. Arrivato a Itaca, va dal porcaro e lì trova suo padre sotto forma di un mendicante. Il padre si rivela a Teleemaco e gli fa giurare di non rivelare il segreto a nessuno. Il giorno seguente Ulisse viene accompagnato dal porcaro a palazzo dove incontra i proci. Telemaco ordina a Euriclea di lavare il mendico ed essa scopre che egli è Ulisse, poiché egli ha una cicatrice sulla gamba causatagli da un cinghiale. Ulisse le ordina di non rivelare a nessuno il segreto e lei giura sugli dei che non lo farà. Il giorno seguente, Penelope indice una gara per stabilire chi sarà suo marito: il vincitore sarà chi riuscirà a tendere l'arco di Ulisse e a far passare una freccia negli anelli di dodici scuri piantate nel terreno. Nessuno tra i Proci riesce nell'impresa, solo Ulisse ce la fa, lasciando tutti i Proci sgomenti. Eumeo si dirige a chiudere le porte mentre Telemaco va a prendere delle armi. Ulisse intanto con l'arco uccide i Proci con l'aiuto di Atena. Dopo la battaglia Ulisse si libera dei cadaveri e fa chiamare Penelope la sua sposa. Lei lo interroga per capire se si tratta veramente di Ulisse e per esserne certa gli chiede di andare a spostare il loro letto nuziale. Ulisse le risponde che è impossibile poiché il letto è costruito su un tronco di ulivo, allora lei capisce che l'uomo è veramente suo marito e lo abbraccia. Il giorno seguente Ulisse,Telemaco ed Eumeo si dirigono al podere di Laerte, dove il vecchio re riconosce suo figlio, poi si dirigono in casa e mangiano. Finito il pranzo, una grande folla, capeggiata dal padre di Antinoo, si raduna davanti alla casa di Laerte per uccidere Ulisse. Tutti gli uomini presenti nella casa si armano e escono all'aperto, Ulisse, Telemaco e Laerte si scagliano sulla prima fila di gente e ne uccidono molti, gli altri impauriti dai tre guerrieri e dalla presenza di Atena scappano verso la città.

Recensire l'Odissea mi fa venire da ridere, ad esseri seri non credo che sia possibile. Almeno non per me che non ho assolutamente le dotazioni per farlo, diciamo che scriverò i miei pensieri in merito, non è questione di essere umile, ma qui stiamo parlando di un poema che ha duemila anni, cioè siamo coerenti.

In ogni caso, c'è da dire subito che la lettura è stata molto più agevole per via della traduzione di Privitera, che rispetto a quella di Pindemonte è molto più scorrevole e assume un carattere veramente avventuroso ed epico.

Quello che sorprende è che Ulisse, il re di Itaca, da 27 secoli non smette di affascinare l'Occidente. E se vogliamo dirla tutta non è bello e giovane come Achille, non muore nella piena gioventù come molti degli eroi moderni ma “consunto da splendente vecchiaia”, insomma tra tutti i miti greci, è il meno eroico. Probabilmente è così amato per la sua mente: è astuto, intelligente, saggio, curioso e ha una sete di conoscenza infinita. E poi è un viaggiatore, uno scopritore, uno che non si arrende mai.

A me piace particolarmente Ulisse perché rappresenta chi osa sfidare gli Dei, affidandosi solo a se stesso e confidando nella propria forza interiore, con la sola forza della ragione, offende gli Dei... si mette contro Poseidone che farà di tutto per non farlo ritornare ad Itaca, riesce ad ingannare la maga Circe, insomma è un ateo convinto.

L'Odissea è un poema meraviglioso e moderno ed è un classico che va letto a prescindere dalla scuola, probabilmente a chi è rimasto sempre indigesto, ne consiglio una rilettura a posteriori, in un'epoca più matura per apprezzarlo davvero e pienamente.

Alta finanza, in originale “Paper Money” è un romanzo di Ken Follett del 1977, uno dei primi lavori dell'autore, nonché il secondo ed ultimo accreditato sotto lo pseudonimo di Zachary Stone, dopo “Lo scandalo Modigliani”, scritto l'anno precedente. Quest'opera, che precede di un solo anno La cruna dell'ago, primo importante successo di pubblico di Follett (e prima opera pubblicata col suo vero nome), è solitamente inclusa nel catalogo dei suoi lavori minori, anche se la complessità della struttura narrativa, il numero e la caratterizzazione dei personaggi e la riuscita rappresentazione del macroambiente (la swingin' London degli anni ‘70) e dei microambienti correlati (la City, la malavita, la stampa) sono tipici delle sue opere più mature.

La descrizione della trama: Siamo a Londra negli anni Settanta. Felix Laski, proprietario di una grande azienda le cui fondamenta poggiano su traffici illegali, tenta con una manovra spregiudicata di entrare nel vorticoso mercato azionario. In questa difficile scalata gli sarà di grande aiuto l'amicizia di Tony Cox, un criminale di professione impegnato in una lotta senza quartiere alla conquista del mondo della finanza e disposto a usare la violenza come arma e splendide donne come pedine per carpire informazioni top secret a ingenui personaggi come Tim Fitzpeterson, sottosegretario al ministero per l'Energia.

Tutta la vicenda si svolge in una sola giornata e ad ogni capitolo corrisponde ad un'ora precisa: una trama leggera, inizialmente disconnessa, dove si fa fatica a tenere a mente tutti i personaggi che all'inizio del romanzo si palesano ad ogni ora. Poi man mano che la giornata entra nel vivo i collegamenti fra i vari personaggi, di diverso ceto sociale e appartenenti a contesti diversi, sembrano convergere tutti. Ci si trova quindi nel bel mezzo di intrighi finanziari ed amorosi che si sviluppano nell'arco di un solo giorno. Una trama poco incalzante piatta e assolutamente senza alcun tipo di colpi di scena, neanche nel finale.

Lo considero uno dei peggiore romanzi di Follett insieme a “Lo scandalo Modigliani” e “Il pianeta dei bruchi”. Concludendo, una lettura che si scorda alla svelta e che non lascia nulla.

Mi ricordo molto vagamente che questa fu una collana allegata ad un giornale in cui ogni libro doveva rappresentare un peccato capitale (?). Da qualche parte in libreria doverei avere altri scheletri come questo.

Il thriller è sicuramente coinvolgente, ma scritto con troppa semplicità; adesso non saprei dire se è nato prima il film, o prima il libro, ma di certo se il film è godibile (o per lo meno lo è una Sharon Stone molto conturbante) il libro non lo è altrettanto.

Credo che si possa benissimo saltarne la lettura e recuperarsi la pellicola, nel caso non lo avete mai visto e avete da perdere un paio di orette.

Mi ricordo molto vagamente che questa fu una collana allegata ad un giornale, in cui ogni libro doveva rappresentare un peccato capitale (?). Da qualche parte in libreria doverei avere altri scheletri come questo.

A dispetto degli altri, questo è decisamente migliore, scritto sicuramente meglio, anche se è difficile apprezzare il libro come il film che ne è stato tratto: bello in modo sottilmente crudele. Racconta di come una coppia felicemente sposata e benestante possa arrivare ad odiarsi fino a farsi una guerra assolutamente paradossale.

Un rapporto che va in frantumi, una vita di coppia che comincia ad andare stretta al marito e una moglie piena di rancore verso quel matrimonio che l'ha privata dei suoi studi, della sua indipendenza. Ne andranno di mezzo i figli (come sempre in questi casi) e perfino gli animali domestici (che faranno proprio una bruttissima fine) e infine quello che dovrebbe racchiudere la vita di coppia, l'amorevole nido d'amore: la casa.

E' incredibile la spirale di devastazione in cui cadranno i protagonisti di questo libro e la stessa casa, gli stessi animali, verranno usati per creare trappole e trabocchetti e per cercare di uccidere l'altro coniuge, arrivando a distruggere così l'intera dimora, fino alla tragica fine.

Se proprio non volete prendere in mano il libro, affidatevi alla pellicola, più godibile e spendibile in meno tempo. Brutto a dirsi per un romanzo, ma è la verità.

Frederick Forsyth è un autore di fama internazionale, i suoi libri di spionaggio ed i suoi thriller sono e fanno da capostipite a tutti quelli venuti dopo, secondo me un maestro del genere insieme a “Le Carrè”.

In questo libro però non troviamo il solito Forsyth che scrive di spionaggio e thriller, ma un autore diverso, i cui racconti sono semplici storie e sconfinano nella narrativa, ma che riescono comunque a mantenere un legame con i doppi giochi tipici delle trame spionistiche, certo non tutti i racconti sono dei capolavori: di sicuro lo è “Nessuna conseguenza” che da anche il titolo alla raccolta, poi da citare sicuramente “In Irlanda non esistono serpenti”, “Una lunga esperienza” e “Certi giorni”.

Tutti i racconti sono ambientati in Irlanda o in Inghilterra, sono molto dettagliati ma non sono prolissi e non annoiano mai il lettore, tutti hanno come comun denominatore come il fato, la sorte o la sfortuna ma l'astuzia servirà per uscire da ognuno di questi racconti.

Un Forsyth insolito, ma pregevole.

Questo volume raccoglie il primo ciclo di racconti, rigorosamente in ordine cronologico delle vicende immaginate da Heinlein e non di scrittura della Storia Futura.

Un ciclo che ogni amante della fantascienza dovrebbe aver letto: l'autore qui getta uno sguardo sull'immaginario e crea situazioni come quella di predire la morte di una persona, lo sfruttamento economico della Luna che dopo essere stata raggiunta viene colonizzata, l'invenzioni di strade che si muovono, ma soprattutto il senso di appartenenza al nostro pianeta Terra, cosa vuol dire essere lontano da essa, per poi ritornare.

la parte centrale dei racconti e probabilmente la più importante rimane comunque quella riguardante l'esplorazione e colonizzazione della Luna. Questi racconti sono tutti davvero di altissimo livello e con una sorprendente varietà di situazioni e con una ricercata cura per la caratterizzazione dei personaggi.

Delle storie alternative, in cui i primi viaggi sulla Luna hanno permesso la costruzione di colonie e città sul nostro satellite, ma sembra quasi di leggerne la cronistoria di avvenimenti realmente accaduti.

Heinlein aveva una capacità più unica che rara di analizzare le società e le persone che scaturivano dalla sua penna; una grande autore di questo genere letterario che è impossibile trascurare quando ci si avvicina alla fantascienza, insieme ai grandi mostri sacri come Asimov.

Da leggere.

La casa Russia, in originale “The Russia House” è un romanzo di spionaggio da John le Carré pubblicato nel 1989. Il titolo si riferisce al soprannome dato alla parte del servizio segreto britannico che è stato dedicato a spiare l'Unione Sovietica . Da questo romanzo è stato tratto anche un famoso film nel 1990 interpretato da Sean Connery e Michelle Pfeiffer , e diretto da Fred Schepisi. Aveva la distinzione di essere uno dei primi film ad essere girato in Unione Sovietica. Le riprese includono scene in ed intorno a Mosca e Leningrado. La BBC ha anche prodotto un radiodramma con protagonista Tom Baker.

La trama si può tratteggiare in questo modo: al centro del romanzo troviamo un fisico sovietico, conosciuto come Goethe (nome in codice: Bluebird), che contrabbanda verso l'Occidente un documento che rivela che la tecnologia militare sovietica è una farsa e un disastro. Goethe è un idealista. Le spie inglesi tendono a credere alla spia sovietica e ai suoi documenti, ma le spie americane sono perplesse e divise. Il più competente e il più cinico degli agenti della CIA, Russell Sheriton, crede in Bluebird. Protagonista di questo romanzo è Barley Blair, uno scalcinato editore inglese pluridivorziato, gran bevitore, appassionato di jazz. Barley capisce di essersi cacciato suo malgrado in un delicatissimo intrigo dal quale può uscire solo scoprendo l'identità e le intenzioni dell'autore del manoscritto. Si trova così arruolato nei Servizi Segreti britannici, ma i tempi stanno cambiando e malgrado tutto crede ancora nell'amore e negli ideali. E in Katja sembra aver trovato entrambi. La casa Russia ci porta direttamente nel periodo di Gorbaciov, della glasnost e perestroika.

Le Carré, la cui scrittura sembra migliorare con ogni libro pubblicato, è un ottimo scrittore di spionaggio, tessitore di trame e di intrighi; egli è, infatti, oltre che un romanziere, un perfetto conoscitore e divulgatore di come lavoravano i servizi segreti: stile e tecniche di lavoro dei servizi di Intelligence americani e britannici; in particolare qui pone l'attenzione sulla gelosia e la mancanza di fiducia che esistono tra i servizi occidentali. I nemici non si vedono, ma si intuiscono, e la splendida ricostruzione del clima del anni ottanta e della Russia moderna di Gorbaciov, fa da cornice a questa storia di spionaggio e amore, senza mai annoiare il lettore.

I personaggi principali sono coinvolgenti, e le figure minori, soprattutto il personale di Intelligence, sono del tutto convincenti e sempre interessanti. In sintesi, uno splendido romanzo, anche se personalmente ho sentito la mancanza di Smiley e da qui deriva la mia valutazione non del tutto lusinghiera.

Credo che sia uno dei miei primi libri che ho letto di Asimov, libro del 1966, l'incontro con l'autore che ha plasmato sicuramente la mia mente avida di fantascienza di ragazzino sognatore che aspirava a quel “senso di meraviglioso”, che solo la fantascienza classica poteva offrirgli.

Questo per me è una pietra miliare della letteratura di fantascienza e non solo. Perchè Asimov era anche un grande saggista oltre che un bravissimo scrittore di romanzi e in molti punti sembra di leggere un libro di biologia e di anatomia.

La storia è piuttosto semplice: una picoola capsula viene indrodotta nelle vene di un uomo, al suo interno contiene un gruppo di medici miniaturizzati che devono guarirlo da una malattia.

L'idea è senza dubbio molto affascinante, e la realizzazione anche di più, oltretutto c'è sempre lo stile dell'autore sempre curato e ben riuscito. Un gran libro, anche se in alcuni punti traspare che si tratta della trasposizione in romanzo, di una sceneggiatura cinematografica. Devo dire “Destinazione Cervello”, anche se molto simile, è in tutto e per tutto un vero romanzo Asimoviano.

Ritmi serrati, suspense, nozioni di biologia e anatonomia, una storia d'amore. C'è proprio tutto per fare di questo romanzo, un'altra pietra miliare della fantascienza e poi è targato Asimov.

Non ve ne pentirete.