
Una fortuna pericolosa, in originale “A Dangerous Fortune” è un romanzo del 1993 di Ken Follett, il libro è un mistery-thriller ambientato nell'alta borghesia in diversi anni della seconda metà dell'ottocento. Il periodo storico è quello dell'Inghilterra della seconda rivoluzione industriale, un paese nettamente diviso tra ricchi capitalisti e poveri appartenenti alla classe operaia, ridotti alla fame. Viene messa in evidenza anche la rivalità tra i borghesi, che acquistano sempre più potere e ricchezza, e i nobili, che pur avendo meno risorse finanziarie conservano un grande prestigio. Nel libro sono più volte citati anche alcuni mezzi frutto del progresso tecnologico di quegli anni, come il treno, il telegrafo e il grande transatlantico che collega l'Europa alle Americhe.
Alcuni dei libri di Follett hanno raggiunto la prima posizione del New York Times, tra cui “Triplo”, “Il Codice Rebecca”, “Un letto di leoni”... Due dei suoi romanzi, “I pilastri della terra” e “La cruna dell'ago”, sono stati inseriti nella lista dei 101 best-seller più venduti di tutti i tempi. Ha venduto più di 150 milioni di copie nel mondo, ed è uno dei più ricchi e famosi giallisti britannici della storia, dopo autori come Ian Fleming e Agatha Christie.
La trama del romanzo si può così riassumere: i protagonisti della storia sono un gruppo di persone membri di importantissime famiglie dell'Impero Britannico, li vedremo prima ragazzi, poi giovani e infine uomini adulti. Mentre i ragazzi sono al college succede un fattaccio che causa la morte di un ragazzo, la colpa dell'accaduto sembra essere di Edward Pilaster (nipote e futuro erede del socio anziano della banca di famiglia), tuttavia il processo a quest'ultimo viene evitato grazie alla testimonianza fasulla di Miguel Miranda, che si guadagna la stima di Augusta Pilaster (da cui è anche attratto fisicamente), madre di Edward, e quindi Miguel si guadagna l'ingresso per il bel mondo. Ha inizio così una vicenda di circa trent'anni di corruzione, doppie vite e omicidi irrisolti o insabbiati dovuti ad intrighi finanziari. Gli interessi dei vari membri della famiglia regnano sul bene comune, e gli stessi parenti cominciano ad odiarsi e ricattarsi tra loro per cercare di far prevalere i propri interessi, contemporaneamente si sviluppano passioni lecite e non, con i più onesti che devono soccombere per fare posto ai più avidi, su tutti Augusta Pilaster, che vuole un titolo nobiliare e vuole che il figlio incapace diventi Socio anziano della banca, in questo è appoggiata da Miguel Miranda nel frattempo divenuto ambasciatore del suo paese, che dai tempi del college esercita un ascendente fortissimo su Edward. Miguel Miranda infatti è il vero burattinaio della vicenda, usa il suo potere su Edward e Augusta per controllare la banca e farle fare pessimi affari che vadano a vantaggio del padre e del suo tentativo di colpo di Stato.
Ken Follett crea una saga famigliare la cui storia comincia nel 1866 e si chiude circa 30 anni più tardi e che si avvicina incredibilmente ai livelli raggiunti ne ‘I pilastri della terra'. Per complessità della narrazione, per la grande accuratezza nella ricostruzione dei luoghi, usi e costumi e per l'impegno nella scrittura può essere considerato uno dei capolavori dell'autore.
Il bravo Ken Follett fa quello che gli riesce meglio anche in questo libro: si documenta e analizza in modo preciso e documentato l'Inghilterra della seconda rivoluzione industriale, riesce a descrivere ambientazioni e storie di vita come pochi sanno fare. Tono incalzante, storia credibile e avvincente. Personaggi ben descritti, ti trascina dentro il libro fino a mollarti solo all'ultima riga dell'ultima pagina. Questo romanzo è un giallo in piena regola con veri e propri colpi di scena.
Le mie tre stelle non sono del tutto giuste nel confronto di un libro che ha un grandissimo plot narrativo, perché oggettivamente la storia narrata merita davvero, è solo che non mi piace l'ambientazione storica che fa da scenario, perchè questo periodo storico non è tra i miei preferiti, solo per questo lascio questa valutazione, un mio mero pregiudizio sull'Inghilterra dell'ottocento.
Per tutto il resto, mi sento di consigliare a tutti questo libro.
Gli eredi di Shannara, in originale “The Scions of Shannara” è il primo libro della tetralogia de Gli Eredi di Shannara di Terry Brooks, ambientata trecento anni dopo gli eventi narrati nella trilogia di Shannara. Il romanzo, come i successivi, segue le vicende degli Eredi di Shannara: i fratelli Par e Coll Ohmsford, Walker Boh e Wren Ohmsford.
Gli Eredi di Shannara è il primo libro della tetralogia dell'eredità di Shannara, tetralogia che presenta una sostanziale differenza rispetto alla precedente trilogia. In quel caso la trilogia era composta da romanzi che sebbene legati dalla presenza di diverse generazioni di personaggi erano comunque leggibili in modo indipendente perdendo soltanto alcuni riferimenti ai fatti narrati in episodi precedenti. In questo caso (così come nelle successive trilogie shannariane) i libri che compongono la tetralogia sono parti di una stessa storia, con i medesimi personaggi e con l'evoluzione delle diverse linee di sviluppo della trama. È quindi essenziale che il lettore segua il corretto ordine di lettura.
La trama del romanzo in sintesi: sono passati trecento anni dalle avventure di Brin e Jair Ohmsford. La Federazione del Sud ha conquistato la Frontiera e l'Est, mentre gli Elfi sono scomparsi dalle Terre dell'Ovest. Nessuno si oppone più al governo oppressivo della Federazione e tutti temono i suoi pericolosi Cercatori, che cercano i possessori della magia, ormai bandita, per imprigionarli. I fratelli Par e Coll Ohmsford viaggiano per le città della Frontiera e raccontano nelle taverne le storie, ormai leggendarie del Druido Allanon e dei loro antenati grazie alla canzone magica, ereditata da Jair Ohmsford. Mentre Coll le narra Par ne evoca le immagini nelle menti degli avventori. Ma questo è contro le leggi della Federazione che vieta la magia, bandita quale causa dei problemi delle Quattro terre. Rimmer Dall, il Primo Cercatore della Federazione, cerca di arrestare Par e Coll alla taverna Blue Wiskhes, dove lavoravano per conto del padrone della locanda. I due fratelli vengono salvati da un uomo misterioso, che gli chiede di unirsi al Movimento, una organizzazione che lotta contro la Federazione. In seguito al rifiuto dei fratelli, l'uomo dona loro un anello con l'insegna del falco e gli dice che in caso avessero bisogno di aiuto o avessero cambiato idea, avrebbero dovuto presentarsi ad una fucina ai margini della città e chiedere dell'arciere. I fratelli fuggono a Leah, l'antico regno delle montagne ormai protettorato della Federazione, dove sono aiutati da Morgan Leah, loro vecchio amico, sempre pronto a mettere i bastoni tra le ruote di Federazione e Cercatori. Durante il tragitto vengono ostacolati da una scarpestrata donna nel Duln. Essa è un Ombrato, una creatura malvagia che cerca di impossessarsi della magia di Par. Mentre sta per dare il colpo di grazia ai giovani della Valle, giunge un vecchio che dice di essere Cogline e mette in fuga l'Ombrato. Egli informa Par che l'ombra di Allanon lo attende al Perno dell'Ade e come lui attende gli altri eredi del retaggio di Shannara: lo Zio Oscuro Walker Boh e sua cugina Wren. Sebbene riluttanti tutti gli eredi si trovano al cospetto dell'ombra del mitico Druido Allanon che assegna loro tre compiti impossibili per sconfiggere la minaccia che incombe sulle Quattro Terre e rischia di distruggere la magia. Par dovrà trovare la Spada di Shannara, Walker Boh dovrà riportare alle Quattro Terre la scomparsa Paranor e Wren dovrà ritrovare gli Elfi. Solo Par si impegna a svolgere il proprio compito, mentre Walker giura che non compirà mai il suo compito e Wren si dimostra riluttante ad impegnarsi in una ricerca impossibile. Ma il loro destino è stato scritto secoli prima e non potranno sottrarvisi così facilmente.
Il libro è abbastanza noioso, infarcito di personaggi anonimi che non hanno nulla a che vedere con la gloria dei loro predecessori. Un miscuglio di intrighi politici, complottismo e stregoneria che non convince per nulla. Le descrizioni e le analisi interiori rendono la narrazione lenta con un ritmo molto altalenante e si procede a fatica; personalmente ne ho un po' le tasche piene dei soliti stereotipi piuttosto triti: il viaggio, la ricerca, creature buone contro le cattive, il prescelto, il mago/stregone, etc...
A differenza della prima trilogia, peraltro, la storia narrata in questo romanzo non è affatto auto-conclusiva. E devo ammettere che mi fermerò qui nella lettura della saga: non sono affatto di essere curioso di sapere cosa succeda dopo; meglio conservare un buon ricordo della prima trilogia che infangare anche quello ostinandomi a leggere una storia che so già che non mi piacerà.
Giobbe ha avuto molta fortuna nell'editoria, dove i suoi libri hanno riscontrato sempre un buon successo di pubblico. Già con il primo libro Parola di Giobbe, rivisitazione della Bibbia, pubblicata nel 1991, sbanca le classifiche con un milione di copie vendute. Nel 1993 e nel 1996 pubblica Pancreas - Trapianto del libro Cuore e Sesso? Fai da te!. Nel 1999 ritorna con Dio li fa e poi li accoppa, tratto dal suo spettacolo, dove rivisita Creazione e Diluvio.
Non so sinceramente come ho fatto ad accumulare nella mia libreria, quattro libri di Giobbe Covatta, non che ne rimpiango la lettura, ma credo che siano gli unici libri di un comico che io possieda.
Ora è molto più semplice, direi forse che è difficile non incappare in uno di essi, trovare tra gli scaffali il libro dell'ultimo comico che fa furore a Zelig e parlare di schifezze editoriali è un passo semplice, forse allora, negli anni novanta, le cose erano un po' diverse e anche un comico poteva scrivere dignitosamente un libro; o forse sono stato semplicemente trascinato dalle mode scolastiche di allora.
Rispetto ai precedenti, decisamente il peggiore. I luoghi comuni del sesso tra l'uomo e la donna, condite in salsa napoletana sinceramente alla fine invece di far ridere, stancano e imbarazzano anche.
Se ci si mette a leggerlo con le aspetttive di “Parola di Giobbe” si rimane fortemente delusi. Riesce a strappare qualche sorriso, ma siamo molto lontani dalle risate dei romanzi precedenti. In buona sostanza, è un libro con pochi contenuti che non va mai al di là di un semplice sorriso ogni tanto.
Abissi d'acciaio, in originale “The Caves of Steel”, tradotto inizialmente anche come”La metropoli sotterranea”, è un romanzo di fantascienza del 1954 di Isaac Asimov, appartenente al “Ciclo dei Robot” e questo è il primo della serie. Essenzialmente è una detective story e chiarisce un'idea di Asimov: la fantascienza è un ingrediente che può essere applicato ad ogni genere letterario. Il romanzo venne pubblicato per la prima volta sulla rivista fantascientifica Galaxy, in 3 puntate,e nel 1954 fu ristampato e raccolto in un unico volume; il romanzo apparve per la prima volta in italiano a puntate in appendice ai Romanzi di Urania. Le successive edizioni pubblicate dalla Mondadori usano la traduzione di Giuseppe Lippi, curatore dal 1989 di Urania.
Qui ci troviamo al primo capitolo del “Ciclo dei Robot” composto rispettivamente da: Abissi d'acciaio - Il sole nudo - I robot dell'alba - I robot e l'Impero.
Abissi d'acciaio è un romanzo particolarmente importante nella produzione di Asimov. Rappresenta infatti l'incipit del cosiddetto Ciclo dei Robot, introducendo come detto alcuni temi e personaggi che saranno fondamentali nelle Fondazioni, a partire dalle celebri tre leggi della robotica.
In questo romanzo il crimine centrale del libro è un omicidio commesso prima dell'inizio del romanzo. La vittima è Roj Nemmenuh Sarton, uno spaziale esperto in robotica che viveva a Spacetown, avamposto degli spaziali poco fuori la Città di New York. Da qualche tempo il dottor Sarton cercava di convincere il governo terrestre ad alleviare le restrizioni anti robot. Una mattina viene ritrovato fuori della sua casa con il torace imploso a causa di un colpo di disintegratore. Il commissario di polizia Julius Enderby affida al detective Elijah Baley il difficile compito di trovare l'assassino. Elijah, sorpreso da questo incarico, deve inoltre lavorare affiancato da un collega spaziale, un robot umanoide di nome R. Daneel Olivaw, costruito dallo stesso Sarton. Nonostante la diffidenza di Baley nei confronti dei robot, i due detective affrontano insieme il caso, nel tentativo di evitare anche un incidente diplomatico planetario che potrebbe portare ad un conflitto fra terrestri e spaziali.
Isaac Asimov introduce per la prima volta due dei personaggi più riusciti e popolari della sua letteratura: il detective umano Elijah Baley e il robot R. Daneel Olivaw. La storia si svolge sulla terra, in un futuro lontano tremila anni. In questa epoca la terra è sovrappopolata e i suoi abitanti vivono in vaste megalopoli sotterranee, le Città, capaci di sostenere tutte le esigenze delle decine di milioni di cittadini che vi vivono. Una parte degli esseri umani nei secoli precedenti aveva invece colonizzato 50 pianeti esterni, conosciuti come i “Mondi Spaziali”. I mondi spaziali sono scarsamente popolati e usano i robot per tutti i lavori manuali. Nei mondi spaziali gli umani si sono evoluti in maniera diversa dai terrestri: hanno sconfitto tutte le malattie e grazie ad una elevata selezione genetica sono riusciti ad elevare la loro aspettativa di vita fino a quattrocento anni. Una delle differenze principali fra Spaziali e terrestri riguarda l'uso dei robot che sono ampiamente usati dagli Spaziali, ma visti con diffidenza dai terrestri che ne limitano l'uso all'esterno delle Città per i lavori nei campi. Asimov immagina le Città future come una estensione delle odierne metropolitane: vie celeri attraversano la Città da un capo all'altro arrivando alle mense pubbliche, ai bagni comuni (i Personali) ai luoghi di lavoro e fin quasi dentro le case in modo tale che nessuno esce più nel mondo esterno ma rimane sempre all'interno dei suoi Abissi d'acciaio. In realtà la maggior parte della popolazione non riesce più ad uscire in quanto sofferente di una grave forma di agorafobia causata proprio dal fatto di crescere senza mai vedere l'esterno.
Isaac Asimov, per me indiscusso maestro della fantascienza, le sue opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza che della divulgazione scientifica, scrive un romanzo ben costruito e coinvolgente, un giallo in cui gli indizi sviano e le cose non sono come sembrano. Per nulla banale, un crescendo di tensione di pagina in pagina. Un omicidio che è il pretesto utilizzato da Asimov per trattare i temi a lui più cari.
Probabilmente il ciclo dalla lettura più scorrevole e più facile da seguire, una buona prima tappa da cui cominciare a conoscere Asimov. Abissi d'acciaio è in definitiva un ottimo romanzo, non impegnativo, scritto più di cinquant'anni fa ma ancora godibile e attuale.
« I bambini vennero presto per assistere all'impiccagione. Era ancora buio quando i primi tre o quattro uscirono furtivamente dai casolari, silenziosi come gatti nei loro stivali di feltro. Uno strato di neve fresca copriva il paese come una nuova mano di colore e le loro ombre furono le prime a intaccarne la superficie immacolata. Passarono tra le casupole di legno camminando sul fango ghiacciato delle viuzze e raggiunsero la piazza del mercato dove attendeva la forca»
I pilastri della Terra, in originale “The Pillars of the Earth” è un romanzo storico pubblicato nel 1989 dallo scrittore britannico Ken Follett. L'opera è considerata il capolavoro di Follett e ha venduto oltre 14 milioni di copie in tutto il mondo (1,3 milioni in Italia); del libro è uscito anche un seguito, “Mondo senza fine”, ambientato circa 200 anni dopo e pubblicato (nel 2007) a distanza di diciotto anni da “I pilastri della Terra”.
Nel giugno 2009 sono iniziate le riprese della miniserie televisiva, prodotta da Ridley Scott, che ripercorre le vicende del romanzo: le location scelte sono in Austria e Ungheria. La prima messa in onda è avvenuta nel luglio 2010 negli Stati Uniti e nell'ottobre dello stesso anno in Italia.
Il romanzo racconta la costruzione di una cattedrale a Kingsbridge, una località immaginaria, nel corso del XII secolo (precisamente tra il 1120 e il 1174). Sullo sfondo degli avvenimenti storici si snodano le avventure di personaggi verosimili e viene illustrato con efficacia lo scontro in atto nel medioevo tra la nobiltà, ancora arroccata a difesa dei propri privilegi, e la nascente borghesia mercantile, che si stava sviluppando nelle città e che tentava di liberarsi dagli arcaici fardelli del feudalesimo. In un periodo di guerra civile, carestie e conflitti religiosi, le vite si intrecciano: Tom, il capomastro, Aliena, la nobildonna, Filippo, il priore di Kingsbridge, Jack, l'artista scultore e Ellen, la donna dalla foresta che getta una maledizione.
Un libro di spessore, frutto di anni di studio e di ricerche, è un'opera robusta dove Follett fa un lavoro magistrale di sviluppo del personaggio e dell'ambientazione del romanzo; la narrazione si dipana tra diversi e variegati personaggi, molti di fantasia e alcuni realmente esistiti, tra monasteri e castelli, tra la vita, gli usi e i costumi di quel contesto storico che fu il medioevo inglese. Si narra di intrighi, ingiustizie, amori non corrisposti, avidità, crudeltà e corruzione, ogni personaggio è così ben definito e caratterizzato, che diventa quasi reale. Casate importanti e ricche, contrapposta ai servi e ai mercanti, con il clero che è parte fondante delle varie e molteplici vicissitudini e accadimenti, con i propri abati, priori, monaci, vescovi. Alcuni personaggi sarebbero stati santi, altri invece malvagi arcangeli; alcuni ricchi con grandi cuori, altri meschini e piccoli ma con enormi e cattive intenzioni; contadini poveri che vivevano di stenti ma con grande dignità. Storie di deboli e prepotenti, di giusti e non.
Ken Follett, come un bravo architetto, sa come costruire un opera che sia affascinante, grandiosa, ma anche solida e duratura, che non cede nel tempo, non si inchina allo scorrere degli anni. Ogni pietra, ogni sbalzo, qualsiasi nervatura, rosone, arco deve reggere alla realtà storica, ogni fila di malta deve essere perfettamente allineata come le vicende raccontate: le luci, le ombre, l'amore ostacolato, gli affetti familiari, le ingiustizie, la vendetta.
La storia merita, quindi prendetevi tutto il tempo necessario per leggerlo. Tornate sugli stessi punti più volte e resterete affascinati dalle geometrie della cattedrale in costruzione e anche se il tomo è pesante non troverete un solo momento di prolissità o di caduta di tensione narrativa; non avrete la sensazione di personaggi persi sulla via, niente sarà chiuso in fretta, ma tutto sarà spiegato e avrà una conclusione nel bene o nel male. Andrete po' indietro e poi un po' avanti nel tempo, ma i piani temporali sono collegati perfettamente, non ci sono gli strappi alla narrazione.
Un affresco di un'epoca realizzato con tinte forti, una miscela mirabilmente intessuta di storie e personaggi memorabili. Bello, epico e avvincente è un meraviglioso tuffo nel medioevo inglese, in un groviglio di storie di personaggi che si intrecciano alla perfezione.
Da leggere, assolutamente.
Mi impressionò molto questo libro quando lo lessi, perchè probabilmente fu uno dei primi libri a tinte forti che lessi quando ero piccolo; mi innamorai subito di Kafka.
So che bisognerebbe porre in primo piano l'assoluta metafora del protagonista che viene completamente estraniato non solo dalla società in cui vive, ma anche dalla famiglia a cui appartiene perchè trasformatosi in qualcosa di “diverso”. Di completamento diverso e al di fuori di qualsiasi concetto di normale o anormale.
Ma quello che mi colpì più di tutto fu la descrizione della lenta mutazione, non solo fisica, ma soprattutto mentale da uomo a scarafaggio; una spirale incredibile verso il baratro del completo distacco dai pensieri umani verso quelli di semplice insetto.
Più di tutto mi colpì il primo pensiero di Gregor che ebbe al risveglio ritrovandosi in un carapace da scarafaggio e cioè: “come farò ad andare a lavorare così”?.
L'isolamento successivo da parte della famiglia, incapace di accettare quella stessa persona come facente parte del loro nucleo, fa riflettere sull'accettazione delle diversità. Un classico da leggere assolutamente.
Virus, in originale “Vixen 03” è un libro del 1978, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.
Virus è la quinta avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler.
Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.
I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.
Dirk Pitt in questo avventura ritrova, sul fondo di un gelido lago del Colorado, un relitto di aereo che tutti sembrano aver dimenticato con un carico top secret: 36 micidiali bombe batteriologiche. Infatti nel 1954 un aereo da trasporto militare scompare misteriosamente: le ricerche delle forze aeree e navali degli Stati Uniti sono infruttuose. La pratica è archiviata, almeno fino a quando, trent'anni dopo, il nostro eroe senza macchia...
La quinta avventura di Pitt sancisce la maturità e la maestria di Cussler. La storia è ottimamente intrecciata anche se piuttosto semplice ed elementare, un'avventura che sconfina nel giallo senza tuttavia particolari colpi di scena. Diciamo che questo è un ponte di collegamento verso i piani alti dell'intrattenimento di massa che raggiungerà con i romanzi scritti verso la fine degli anni ottanta e l'inizio del novanta. Qui compare per la prima volta la bella Loren Smith, che poi diventerà una costante tra i personaggi principali dell'autore.
Intrattiene piacevolmente, scorre, non annoia. Una garanzia. E va in un crescendo di tensione e azione che culmineranno nel classico finale al cardiopalma.
Jacques Prévert è stato un poeta e sceneggiatore francese, uno dei poeti che meglio ha incarnato, secondo me, la poesia d'amore; anche se il mio scrittore preferito nella poetica rimarrà sempre Neruda. Prévert ha avuto il coraggio di andare controcorrente, di mirare dritto al cuore dei lettori, intonare la sua voce sul registro della sincerità e della spontaneità, adottando un linguaggio intessuto di una fitta rete di rimandi, giochi di parole e puntate ironiche.
La poesia di Prévert è una poesia scritta per essere detta e quindi più parlata che scritta, fatta per entrare a far parte della nostra vita. Ciò che esce con prepotenza è il concetto di amore come unica salvezza del mondo, un amore implorato, sofferto, tradito, ma alla fine sempre ricercato.
In queste poesie possiamo trovare tutta la gamma del sentimento amoroso: dalla celebrazione della pienezza di un attimo fugace, all'evocazione epico-tragica nella profondità temporale del ricordo, al lamento per la pena d'amore che si fonde con il frastuono della guerra e della storia.
Prévert, rimane sicuramente uno dei più grandi poeti dell novecento, dolce e delicato, folle e innamorato...
Piccola scelta di alcuni discorsi di Siddhartha Gautama Buddha, pilastri fondamentali della religione Buddhista. Queste è la traduzione italiana dal canone in lingua pali, costituito dalla trascrizione dei discorsi tramandati oralmente fino al I sec. a. C.
Un bel testo, ricco di riflessioni interessanti e utilissimo per capire la religione Buddhista. Dal ritmo che ne esce sembra quasi di leggere una cantilena che ripete gli stessi concetti come un mantra.
L'oro dell'Inca, in originale “Inca gold” è un libro del 1994, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.
L'oro dell'Inca è la dodicesima avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler.
Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.
I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.
In questa avventura Dirk Pitt durante un'operazione di salvataggio nella foresta amazzonica, Dirk Pitt ritrova per caso il quipu, un misterioso oggetto fatto di cordicelle intrecciate che può indicare la via al favoloso tesoro dell'ultimo grande re degli Inca, Huascar, che lo nascose nel 1532 nelle viscere della terra per sottrarlo alla furia dei conquistadores spagnoli. Ma sulla sua strada verso il tesoro incontra una spietata organizzazione criminale e un inquietante demone di pietra.
Lettura puramente di intrattenimento per passare qualche ora sprofondati sul divano o sulla poltrona e non pensare a nient'altro se non al divertimento delle avventure marinare dei due protagonisti: questi sono i libri di Cussler, le storie sono più o meno sempre uguali, cambiano gli ambienti e se ne fa un altro. Scorre, non annoia. Una garanzia. E va in un crescendo di tensione e azione che culmineranno nel classico finale al cardiopalma. Il nostro eroe, con il fidato Al, riesce sempre a cavarsela tra donne, corse spericolate e spietati nemici, sventando l'ennesimo piano criminale, è come ritornare a casa dopo un lungo viaggio, sai già cosa troverai, ma vuoi vedere se è cambiato qualcosa. La cosa bella è che malgrado tutto, non ti annoi mai.
Enigma, in originale “The Mediterranean Caper” è un libro del 1983, romanzo del genere avventura di Clive Cussler, che è uno scrittore statunitense di romanzi d'avventura. La carriera di scrittore comincia nel 1965, mentre si ritrovava a badare ai figli la notte per sopperire alla moglie poliziotta. Esordisce nella narrativa nel 1973, con la pubblicazione del romanzo Enigma, cronologicamente il secondo romanzo dedicato alle avventure di Dirk Pitt. Solo nel 1982 viene pubblicato il primo romanzo di Pitt, Vortice, rimasto inedito. I primi due romanzi di Cussler vengono inizialmente poco notati da critica e pubblico, che li considera solo delle avventure marinare di poco conto, ed è solo con il romanzo Recuperate il Titanic! del 1976 che Cussler raccoglie un consenso unanime che lo porterà a diventare uno dei romanzieri d'avventura più apprezzati al mondo. Nel1978 fonda la National Underwater & Marine Agency, fondazione non profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica, che ha preso il nome dall'omonima agenzia governativa di fantasia per cui lavorano i personaggi dei suoi libri.
Enigma è la seconda avventura di Dirk Pitt, personaggio dei romanzi di Clive Cussler. Questo è il primo libro edito in Italia di Clive Cussler fino al 1982.
Pitt viene descritto come un uomo dal fisico imponente con capelli neri e mossi e occhi di un intenso verde opale che spesso affascinano le donne ma allo stesso tempo sanno intimorire i suoi avversari e gli conferiscono uno sguardo audace e sicuro. Lavora per la NUMA (National Underwater & Marine Agency), e ne è stato il Direttore dei Progetti Speciali fino al romanzo Odissea. Il suo migliore amico, con cui ha condiviso gran parte delle sue avventure, è Albert Giordino, che è il suo vice alla NUMA. Prima di entrare a far parte della NUMA si è laureato presso l'Accademia Aeronautica degli Stati Uniti con il grado di Maggiore insieme con il suo amico di sempre Al Giordino. Dirk vive in un hangar all'aeroporto di Washington dove, oltre a una vastissima e strabiliante collezione di auto d'epoca, possiede due aerei e stravaganti mezzi che lo hanno aiutato a sopravvivere durante le sue sfrenate avventure. Non si separa mai della sua Colt M1911 e dal suo orologio Doxa. Nelle sue avventure, Dirk Pitt ha avuto numerose donne.
I romanzi di Cussler seguono una struttura narrativa che di volta in volta mantiene le stesse linee guida principali: dopo un antefatto storico che verrà risolto nel finale, Cussler sposta la narrazione in epoca moderna (o collocata nell'immediato futuro), mettendo Pitt e il compagno Albert “Al” Giordino di fronte a megalomani che vogliono conquistare il mondo, donne stupende, nemici crudeli, doppiogiochisti e tecnologie futuribili ma attendibili. Da un punto di vista strettamente narrativo questi romanzi sono un incrocio tra le avventure di James Bond e Indiana Jones, descritte spesso con un piglio ironico. Una caratteristica peculiare dei libri di Cussler, sono inseguimenti al cardiopalma su macchine d'epoca che puntualmente finiscono per arricchire il parco auto di Dirk e la presenza quasi costante di una ragazza diversa, che nella maggior parte dei casi si ritrova a dover essere aiutata o salvata dal protagonista.
Dirk Pitt in questa avventura insieme al suo compagno d'avventure Al Giordino si imbattono in un curioso attacco aereo: un aereo giallo della prima guerra mondiale attacca una base aerea americana. Dirk Pitt decide di indagare sulla faccenda e finisce per ritrovarsi in casa di un anziano signore dai modi aristocratici e di sua nipote Teti. Dietro a questo bizzarro attacco aereo si cela un complotto criminale.
La trama tessuta dall'autore tiene il lettore sulle spine, i colpi di scena non mancano, le battute a volte fanno sorridere; tutti gli elementi che costituiscono la base di una trama da thriller avventuroso sono presenti: il protagonista sempre pronto a tutto e con la frase pronta, il classico eroe; la spalla, spaccona e a tratti goffa, spie, un vecchio aristocratico e l'immancabile ragazza di turno, insomma il classico libro dove stanno sulla scena Dirk Pitt e Al Giordino.
Un libro piacevole con cui passare il tempo, senza pensare a nient'altro che all'avventura!
Per chi ha conosciuto Follett dopo il successo de “I pilastri della terra” e pian piano è andato a ritroso fino a risalire ai suoi primi romanzi, come questo “Triplo”, probabilmente è rimasto sorpreso nello scoprire che l'autore prima scriveva tutt'altro: spionaggio.
Dunque o ne rimane ancor più allietato oppure comincerà a stroncare a destra e a manca; per me che ho conosciuto Follett proprio perchè scriveva libri di spionaggio o ambientati durante la seconda guerra mondiale è potuto essere solo un crescendo, il suo ampliamento di generi e ambientazioni dei suoi romanzi.
La storia: 1978. Il servizio segreto israeliano viene a sapere che l'Egitto, con l'aiuto dell'Unione Sovietica, sta approntando un arsenale di ordigni nucleari. Una vera minaccia che piomba su Israele, a meno che di riuscire nella progettazione di una loro per pareggiare i conti e rimettere le posizioni in stallo, reperendo una fonte di uranio in assoluta segretezza e all'oscuro perfino dei suoi alleati. Sembra una missione impossibile, a meno che qualuno riesca a trafugare dell'uranio... qui entra in gioco Nat Dickstein, agente israeliano sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti che organizza il più grande e segreto dirottamento mai avvenuto nella storia. Contro di lui i tre avversari che richiama il titolo: il Kgb, i servizi segreti egiziani e i Fedayn. Ci sarà spazio anche per una storia d'amore fra i protagonisti principali.
Ritmo serrato e perfetto dosaggio dei colpi di scena, in più aggiungiamo un complicato intreccio di spie e controspie che l'autore mette in scena con maestria da consumato scrittore di spionaggio, uno spionaggio che richiama i vecchi tempi, quando la tecnologia non era ancora di moda e ci si affidava ai vari pedinamenti e appostamenti, alle buche delle lettere, etc...
Molto bella la figura del protagonista israeliano, complessa ma ben tratteggiata, con un background ben costruito che va dalla seconda guerra mondiale ai campi di concentramento, dall'università al trasferimento in Israele attraverso tutte le guerre per il territorio. anche se forse nel finale gli si da quasi una connotazione da supereroe. Molto ben descritta anche la “crisi dei valori spionistici” in cui inciampa durante questa missione.
Dunque un incredibile incastro di giochi di spionaggio tra i servizi segreti di mezzo mondo, un romanzo che lascia con il fiato sospeso, non stanca mai e si cerca sembra di sbirciare le pagine successive.
Un Follett che c'entra assai poco con i romanzi successivi con cui poi ha ottenuto il vero clamore e successo, ma che a me ha sempre entusiasmato forse anche più di adesso.
Consigliato agli amanti delle spionaggio puro.
Lo scandalo Modigliani, in originale “The Modigliani Scandal” è il primo romanzo di Ken Follett pubblicato nel 1976 con lo pseudonimo di Zachary Stone. È considerato, in genere, una delle sue opere minori.
La trama del libro: si narra di una sorta di caccia al tesoro nel mondo dei falsari d'arte, scatenata dal ritrovamento di un dipinto che si pensava perduto, realizzato da Amedeo Modigliani sotto l'effetto di droghe. I protagonisti sono due, come nei numerosi romanzi di Ken Follett: Dee Sleign e Charles Lampeth. Dee Sleign è una studentessa di storia dell'arte mentre Charles Lampeth il proprietario di una galleria d'arte sul lastrico.
Questo è il primo libro di Follett e si vede: è ingenuo, la storia un po' tirata per i capelli, anche se comunque interessante, cosi come i personaggi e il finale; sta di fatto che il procedere del racconto è molto slegato: si anticipano parti di trama che poi vengono spiegate solamente molto più avanti, lo stesso vale per i singoli personaggi le cui evoluzioni sono inserite in maniera molto disordinata ed è un po' difficile seguirli mentre la storia prosegue.
La parte descrittiva sulle transazioni e sulla gestione delle gallerie d'arte, soprattutto la parte finanziaria l'ho trovata particolarmente noiosa e superficiale. Nel complesso può anche essere un racconto piacevole, ma ciò è più dovuto allo stile molto pulito di questo autore che alla storia in sé. Rimane comunque un'opera acerba e dunque mi sento di consigliarla solo per una lettura a posteriori delle altre opere maggiori di Follett; se altrimenti già non avete apprezzato gli altri suoi romanzi, potete saltare questa lettura a piè pari.
Notte sull'acqua, in originale “Night Over Water” è un romanzo storico thriller del 1991 di Ken Follett, la storia si svolge all'interno dello Yankee Clipper, un gigantesco idrovolante e uno dei primi aerei transoceanici della storia, in grado di trasportare i passeggeri dall'Europa all'America in poche ore. Considerato l'aereo più lussuoso e romantico mai costruito, fu sospeso in seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Il romanzo è ambientato nel settembre del 1939, a partire dal giorno in cui l'Inghilterra dichiara guerra alla Germania nazista, su un idrovolante realmente esistito. Tutta la vicenda si svolge nel corso di alcuni giorni precedenti al volo e nelle trenta ore di viaggio, durante le quali le storie dei personaggi s'intrecciano, tra amori, tradimenti e rivalità. Come afferma l'autore all'inizio del libro, si tratta di un immaginario ultimo volo prima che l'aereo più romantico di sempre venga sospeso a causa della guerra.
Alcuni dei libri di Follett hanno raggiunto la prima posizione del New York Times, tra cui “Triplo”, “Il Codice Rebecca”, “Un letto di leoni”... Due dei suoi romanzi, “I pilastri della terra” e “La cruna dell'ago”, sono stati inseriti nella lista dei 101 best-seller più venduti di tutti i tempi. Ha venduto più di 150 milioni di copie nel mondo, ed è uno dei più ricchi e famosi giallisti britannici della storia, dopo autori come Ian Fleming e Agatha Christie.
La trama del romanzo si può così riassumere: la storia ha inizio in Inghilterra allo scoppio della seconda guerra mondiale, con la presentazione di una serie di personaggi che, con le loro diverse ragioni, decidono di imbarcarsi sul Clipper per raggiungere l'America in breve tempo. Il fascista Lord Oxenford è costretto a fuggire immediatamente dalla Gran Bretagna per sottrarsi all'inevitabile arresto, e impone alla sua famiglia di seguirlo; le sue due figlie maggiori però, Elizabeth e Margaret, hanno piani diversi: la prima è un'hitleriana doc e vuole trasferirsi in Germania; la seconda è socialista e sente di dover assistere il suo paese e i più deboli nel difficile momento della guerra. Tuttavia alla fine Margaret non trova la forza di portare a compimento i suoi propositi, al contrario della sorella. Il ladruncolo Harry Marks, che colleziona un furto di gioielli dopo l'altro ai danni delle signore dell'alta società, viene scoperto dalla polizia e per sfuggire al carcere decide di partire per l'America. La bella Diana Lovesey è stanca della vita monotona che conduce a Manchester con il marito Mervyn, sempre impegnato con il lavoro e completamente disattento nei suoi confronti; la donna decide così di andare a vivere negli Stati Uniti con il suo amante americano Mark Alder. Ma quando Mervyn scopre la verità, si affretta ad inseguire la moglie. Nancy Lenehan è una donna d'affari che si rende improvvisamente conto che la sua azienda è in pericolo e deve quindi recarsi tempestivamente a New York per risolvere le cose. Per tutti questi personaggi, e per una serie di altri, la soluzione a tutti i problemi è rappresentata dal Clipper, l'aereo che in poche ore li porterà dall'altra parte dell'Atlantico. Nel frattempo, il motorista del famoso idrovolante, Eddie Deakin, viene ricattato da una pericolosa banda di gangster, e ciò potrebbe mettere a rischio il buon esito del volo e la sicurezza dei passeggeri. I gangster sono stati ingaggiati da Tom Luther, un uomo d'affari filo-nazista che ha il compito di impedire la fuga oltreoceano di uno scienziato ebreo.
Leggendo la quarta di copertina si rimane quasi sorpresi e la mente subito corre, per chi è affezionato lettore di Follett dai primi libri, a “Il Codice Rebecca” o a “La cruna dell'ago”, insomma ci si aspetta un mistery ambientato nella seconda guerra mondiale come ai bei vecchi tempi, solo che poi leggendo il romanzo ci si ritrova con la classica saga familiare degli ultimi libri, sebbene mascherata a dovere: la famiglia è rappresentata dai passeggeri del volo! Sorpresona!
Solita maestria dell'autore che incrocia la ricostruzione storica con una serie di personaggi di fantasia, ottimamente delineati, e come al solito riesce a tenerti incollato alle pagine del libro in attesa di conoscere al più presto il destino dei passeggeri. L'ultimo volo verso la salvezza, una via di fuga dal passato e dall'imminente futuro dei nostri protagonisti. Un rocambolesco viaggio intriso di romanticismo, anche troppo forse.
Insomma il solito Follett, ma lontano dai livelli dei primi libri.
Questo libro di Grisham mette a dura prova i lettori incalliti di Legal-thriller, o ne uscirete esaltati dalla lettura o non vorrete mai più leggerne un altro.
Siamo nel 1967 a Greenville, una cittadina come tante nel profondo sud americano: una bomba fa esplodere gli uffici di un avvocato impegnato nella difesa dei diritti civili, uccidendo i suoi due figli. Nessuno sembra dubitare della colpevolezza di Sam Cayhall, noto membro del locale Ku-klux-klan. A vent'anni di distanza l'azione si sposta a Chicago. Cayhall è ancora chiuso nel raggio della morte e ha esaurito tutte le possibilità di appello. Ma un giovane avvocato di un grande studio chiede esplicitamente di essere assegnato al suo caso.
Il libro è davvero un po'troppo lungo e tecnico, a volte si cade nella tediosità aspettando un vero colpo di scena (come dovrebbe essere nei thriller, dopotutto) che però non arriverà mai. Molto legal e poco thriller, dunque.
Il tema è quello della pena di morte americana che è trattato decisamente bene sotto tutti gli aspetti legali e alla fine ci si sente attaccati al personaggio e alla vita di Sam, malgrado la sua colpevolezza sia schiacciante.Un romanzo che con porta il lettore nella drammaticità che si respira nel braccio della morte.
Interessanti fino al punto tollerabile dell'aspetto “legal” il modo in cui viene descritta la crudeltà, freddezza e precisione burocratica con cui opera la macchina della morte americana.
Decisamente la lettura è strettamente consigliata agli amanti del genere e ai fan di Grisham.
Un letto di leoni, in originale “Lie Down with Lions” è un romanzo thriller/spionaggio dello scrittore britannico Ken Follett pubblicato nel 1986. La storia è ambientata nella zona dell'Hindu Kush nei luoghi della guerriglia contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan del 1979. Dal romanzo fu tratto, nel 1994, il film TV Aquila rossa di Jim Goddard con Timothy Dalton, Marg Helgenberger, Nigel Havers, Omar Sharif, Kabir Bedi e Jürgen Prochnow.
La trama del romanzo: Ellis è un agente della CIA che si occupa della lotta al terrorismo e grazie al suo lavoro conosce Jane che nel frattempo riceve le attenzioni di Jean-Pierre ed inviti da parte di costui ad avviare una collaborazione insieme in Afghanistan per due anni. Jane non prende in considerazione le proposte dell'affascinante medico fino al giorno in cui scopre che il suo amante è una spia, così parte per l'Afghanistan e diventa la sposa di Jean-Pierre. Arrivata nella Valle dei Cinque Leoni la sua vita radicalmente cambia e così anche suo marito, che diviene un uomo ricco di misteri e segreti. A condizionare la loro vita, inoltre, è la guerra tra le tribù locali e la Russia che toccherà direttamente anche la giovane infermiera. La guerra contro i russi invasori è spietata e senza esclusione di colpi. La crudeltà del colonnello Anatoly che spadroneggia nella valle dei Cinque Leoni può essere fermata solo con l'unione tra i guerriglieri e il coraggio della sparuta pattuglia di coraggiosi europei. Lo scontro è fatto di pazienza e ingegnosità, di coraggio e astuzia.
Un thriller emozionante, denso di colpi di scena, con le segrete motivazioni dei tre protagonisti in primo piano. La solita maestria dell'autore nel dipanare trame avvincenti, con la caratteristica scrittura dettagliata ed emozionante degli altri romanzi storici; anche se il triangolo amoroso che si intreccia è un po' atipico per il grande scrittore gallese: questo fatto differenzia la vicenda dalla tante altre che ci ha fatto conoscere Follett. Non mancano le solite scene di sesso, anche queste tipiche dell'autore, com'è o come non è, ce ne ficca sempre qualcuna.
L'ambientazione che fa cornice alla storia è purtroppo la tragedia di un paese e di un popolo tormentato da invasioni, povertà e disperazione. L'autore mescola tutti gli elementi che ricorrono nei suoi romanzi: thriller, spionaggio, storia e sentimenti. Come precisa l'autore all'inizio del libro, diverse organizzazioni inviarono medici volontari in Afghanistan nel periodo della guerra, ma “Médecins pour la Liberté” è immaginaria. Tutti i personaggi rappresentati sono fittizi, ad eccezione di Masud. Le località descritte sono invece tutte autentiche, tranne i villaggi di Banda e Darg, che sono inventati.
Insomma il solito Follett nel bene e nel male. In generale è comunque una bella storia di spionaggio internazionale, che vede il suo svolgimento in Afghanistan con un intreccio di una storia d'amore a periodi interrotta ma mai cessata.
Tutti i racconti, in originale “The Complete Stories” è un'antologia di racconti di fantascienza di Isaac Asimov, raggruppata in 2 volumi usciti rispettivamente nel 1990 e nel 1992. Contengono insieme oltre 80 storie scritte fra gli anni quaranta e settanta, più lettere e poesie scritte da Asimov stesso. Entrambi i volumi sono stati pubblicati in italiano, nel 1991 e nel 1992, più un terzo volume, non presente nella collana originale, nel 1996. Asimov produsse un vasto numero di racconti, in particolare nel periodo tra il 1939 e il 1959, usciti su riviste come “Astounding Science Fiction” dell'amico John W. Campbell e “Galaxy Science Fiction”.
Isaac Asimov è stato un biochimico, scrittore di fantascienza, giallista e anche divulgatore scientifico russo naturalizzato statunitense. Credo che non abbia molto bisogno di presentazioni, almeno per chi è un poco avvezzo al genere fantascienza; comunque le sue opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della divulgazione scientifica. È autore di una vastissima e variegata produzione, stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi.
Il contributo più esteso alla fantascienza è stato dato da Asimov col suo celebre “Ciclo delle Fondazioni”, una serie di racconti scritti tra il 1942 e il 1949 e pubblicati in quegli anni sulla rivista di John W. Campbell, Astounding Science Fiction. I racconti, poi raccolti in tre volumi (Cronache della galassia, Il crollo della galassia centrale, L'altra faccia della spirale), narrano della caduta dell'Impero galattico e dei lunghi anni d'interregno e di barbarie che ne seguono. Nello stesso periodo in cui Asimov era impegnato nella stesura della serie della Fondazione, egli scrisse anche i primi dei suoi racconti sui robot positronici. Asimov per primo rinnovò il concetto di robot, trasformandolo da versione futuristica del mostro di Frankenstein tipico della fantascienza precedente a creatura versatile e realizzata su scala industriale per fungere da aiutante, o sostituto, dell'uomo.
Vorrei ricordare qui le sue famose tre leggi:
Prima Legge
Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
Seconda Legge
Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, a meno che questi ordini non contrastino con la Prima Legge.
Terza Legge
Un robot deve salvaguardare la propria esistenza, a meno che questa autodifesa non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.
Legge Zero
Un robot non può danneggiare l'Umanità, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, l'Umanità riceva danno;
Tali Leggi sono state spesso utilizzate anche in romanzi di altri autori. Asimov, tuttavia le ha sempre considerate le Sue Leggi e non ha mai autorizzato alcuna citazione, sebbene lasciasse gli autori liberi di fare riferimento ad esse.
Credo che questa raccolta sia fondamentale per chi volesse conoscere a fondo l'ideologia di uno dei più grandi scrittori di fantascienza di tutti i secoli. Tutti i racconti di Asimov è un'antologia che non può mancare nella libreria di un appassionato di fantascienza, perchè Asimov fu l'autore di fantascienza più prolifico e ammirato in Italia e nel resto del mondo.
Tra i migliori racconti di Asmiov, cito, ma sono davvero pochi, ma qualcuno bisogna pur sceglierlo:
• Robbie
• Essere razionale
• Bugiardo!
• Circolo vizioso
• Meccanismo di fuga
• Il destino di Marte
• Chissà come si divertivano
• Question
• L'uomo bicentenario
Consiglio tuttavia a chi voglia cimentarsi con i libri del buon dottore di partire con i suoi libri, il ciclo dell'impero e della fondazione oppure dalle antologie in cui i racconti sono scelti da lui stessi e divisi per argomento per una migliore comprensione della vastità della sua produzione.
Personalmente penso che manca tantissimo un autore come Asimov, oggi.
Era stato l'inverno più freddo degli ultimi quarant'anni. [...] La neve e l'oscuramento contribuivano a rendere pericolosi i viaggi in auto: gli incidenti stradali erano raddoppiati, e la gente raccontava barzellette su come era più rischioso guidare una Austin Sette per Piccadilly di notte che attraversare con un carro armato la linea Sigfrido. Poi, venne la primavera, e fu splendida. I palloni di sbarramento galleggiavano maestosi nell'azzurro splendente del cielo, e i soldati in permesso amoreggiavano per le vie di Londra con ragazze in abiti sbracciati.
La cruna dell'ago, in originale, “The Eye of the Needle”, in precedenza edito con il titolo “Storm Island” è un romanzo di spionaggio dello scrittore britannico Ken Follett pubblicato nel 1978, fu il primo grande successo dell'autore e nel 1979 gli venne assegnato dalla Mystery Writers of America il premio letterario Edgar Award come miglior romanzo. Dal libro fu tratto nel 1981 il film “La cruna dell'ago” omonimo, diretto da Richard Marquand e interpretato da Donald Sutherland e Kate Nelligan.
La trama è presto scritta: 1941. Mancano pochi mesi, e poi soltanto settimane, al D-Day. Gli Alleati hanno radunato una finta armata aerea e navale nell'East Anglia, in modo da dirottare l'attenzione dei tedeschi verso le spiagge di Calais e allontanarla dalla Normandia, dove è effettivamente previsto lo sbarco. L'inganno sembra funzionare. Ma la migliore spia nazista dell'Abwehr, soprannominata Die Nadel, l'Ago, sia per la capacità di essere praticamente invisibile al servizio segreto britannico sia perché utilizza uno stiletto come arma preferita per uccidere, è infiltrata a Londra. Percival Godliman, uno storico medievale richiamato dal Military Intelligence, assieme al suo stretto collaboratore Frederick Bloggs, dà la caccia agli agenti dell'Abwehr. Uno di questi, direttamente giunto da Amburgo poche settimane prima del D-Day, ha l'incarico di recapitare gli ordini del Führer all'Ago: con il compito di valutare le truppe di Patton; se scoprirà che quell'armata esiste realmente ed è assemblata in quella regione, allora non ci saranno dubbi sul fatto che lo sbarco avverrà a Calais.
Un Follett all'inizio della carriera, che regalava stupendi libri di spionaggio come questo o come “Il codice Rebecca”, un libro che è tra i miei preferiti in assoluto, libri godibilissimi con situazioni avvincenti annegate nella “storia” del secolo scorso, azioni al cardiopalma, suspense e una caccia all'uomo senza quartiere, aneddoti storici e l'affascinante descrizione dei protagonisti sin nel intimo; la'uotre è un maestro della fabula, del raccontare storie e personaggi: prende un periodo particolare ci ricama dentro una storia di fantasia vi incastra i suoi personaggi e mentre lo leggi pensi che sia tutto vero, di leggere di fatti realmente accaduti e poi ti lascia sempre quel rammarico sull'ultima pagina.
Il romanzo scorre velocissimo, si fa letteralmente divorare tra battaglie, travestimenti, omicidi, occultamenti e sentimenti repressi e mal celati si apre al lettore lo scenario su uno degli aspetti meno celebri della Seconda Guerra Mondiale: lo spionaggio. Anche l'ambientazione nella fredda campagna inglese, il cielo plumbeo e il mare in burrasca fanno da cornice a tutta la storia.
Follett ha dato ancora una volta prova della sua creatività e del suo talento, è possibile così comprendere perché venda da sempre così tanto. Se siete amanti del genere, se vi piace l'ambientazione della seconda guerra mondiale o se volete semplicemente leggere qualcosa di coinvolgente e divertente che vi faccia passare il tempo in men che non si dica, siete sul libro giusto.
La casa sull'Abisso, in originale “The house on the Borderland” è un romanzo dello scrittore inglese William Hope Hodgson, pubblicato per la prima volta nel 1908. Il romanzo, è suddiviso in 28 capitoli ed è preceduto da un'introduzione dell'autore in cui dice che ha ritrovato questo manoscritto e che lui, dopo diversi tentennamenti, ha preso la decisione di pubblicarlo così come è scritto, senza apporre modifiche.
La trama è questa: fra le rovine di una villa pericolante sull'orlo di un baratro, due amici ritrovano un antico diario, molto malmesso, in cui è annotata una storia di disperazione e terrore. La villa, nel passato, è stata teatro di incredibili avvenimenti, in bilico fra l'horror, la fantascienza e la metafisica. Il proprietario ha vissuto, all'interno ed al di sotto di questa casa esperienze disallineate con la realtà, che lo hanno portato al di fuori della galassia e al di fuori di se stesso.
Il romanzo breve non è propriamente nelle mie corde e il genere horror deve essere veramente bello per piacermi, l'acquisto è stato seriale in quanto appartenente a una collana che seguivo e la parola “fantastico” mi aveva avvicinato alla lettura, che non mi è piaciuta. È un libro particolare, forse troppo lontano dai miei gusti letterari, ma è indiscutibile che le case pieni di orrori e forze sopranaturali di tanti autori a seguire, fra cui il grande Stephen King, sono chiaramente discendenti da questa casa in particolare.
Questo credo che sia il libro di Follett più brutto che abbia letto insieme al “Pianeta dei Bruchi”. Mi ricordo che lo trovai noioso al punto che più di una volta ero stato lì lì per abbandonarlo. Non discuto sull'episodio storico che ha voluto riportare in questo libro, ma sullo stile di scrittura veramente difficile da digerire. Più che un romanzo un vero reportage degli avvenimenti accaduti. Sconsigliato se non agli appassionati storici o ai ricercatori di tutte le opere di Follett.
Uno dei primi libri di Ken Follett che lessi insieme all'altro ottimo “La Cruna dell'Ago” (probabilmente il mio preferito); riguardando indietro dopo aver letto negli anni tutta l'opera Follettiana, questo è uno dei miei preferiti perchè ambientato nella seconda guerra mondiale (un ambientazione che a me piace molto) e per la bravura dello scrittore a disegnare i personaggi ed in particolare la spia tedesca. Bisogna dire che Follett da il meglio di sè nelle ambientazioni “storiche” e lascia a volte parecchio a desiderare (escludendo per esempio “Il Terzo Gemello”) nelle connotazioni dei giorni nostri. Consiagliato sicuramente a chi piacciono i romanzi ambientati nei periodi bellici.
L'uomo di Pietroburgo, in originale “The Man from St. Petersburg” è un thriller del 1982 dello scrittore britannico Ken Follett, ambientato nella Londra del 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale. In Italia è stato pubblicato dalla Mondadori nel 1984 con ristampe nel 2000 e nel 2004.
Il romanzo è ambientato durante la vigilia del primo conflitto mondiale, con l'impero britannico alla disperata ricerca di alleati per contrastare l'assalto della Germania. Winston Churchill, giovane e caparbio primo lord dell'ammiragliato, si reca da lord Stephen Walden per cercare l'aiuto del giovane principe Aleksej Orlov, nipote di Walden e dello zar Nicola II, che sta giungendo nel Regno Unito per dei colloqui segreti con il governo inglese. A Londra però sta per arrivare anche il pericoloso anarchico russo Feliks Ksessinsky, l'uomo senza paura venuto da Pietroburgo, che deve uccidere il principe Orlov e impedire lo scoppio della prima guerra mondiale. L'anarchico troverà l'aiuto inaspettato della giovane Charlotte Walden, che scoprirà essere sua figlia, ma dovrà scontrarsi con il capo della sezione speciale di Scotland Yard Basil Thomson.
Per chi ha conosciuto Follett dopo il successo de “I pilastri della terra” e pian piano è andato a ritroso fino a risalire ai suoi primi romanzi, come questo, probabilmente è rimasto sorpreso nello scoprire che l'autore prima scriveva tutt'altro: spionaggio come “Triplo”, “Il codice Rebecca”, etc... con ambientazioni sì storiche, ma con una deriva decisamente spionistica.
Se siete appassionati di romanzi storici che hanno un pizzico di thriller o mistero al loro interno troverete in esso un libro che si legge in un'unico respiro, bellissimo, una storia avvincente ricca di suspense e colpi di scena. I personaggi sono descritti magnificamente e per arrivare a decifrare l'arcano si dovrà giungere all'ultima pagina. Oltretutto sono davvero interessanti i retroscena storici delle alleanze Russia-Inghilterra.
Se infine amate la città che fa da palcoscenico a questo romanzo, ossia Londra, e le storie avventurose non potrete non apprezzare questo romanzo.
Fondazione e Terra, in originale “Foundation and Earth” è un romanzo di fantascienza dello scrittore Isaac Asimov, edita nel 1986 dalla casa editrice Doubleday. È il quinto libro in ordine di scrittura del Ciclo della Fondazione mentre in ordine cronologico rappresenta il settimo ed ultimo libro con cui si chiude questa lunga saga. Pur essendo il seguito di L'orlo della Fondazione può tranquillamente essere letto come libro a sé stante, come spiega lo stesso Asimov nella prefazione.
Ma prima di parlare di questo libro in particolare, è doveroso parlare del Ciclo delle Fondazioni:
Il Ciclo delle Fondazioni è un gruppo di sette romanzi di fantascienza scritti dal “Buon Dottore” a partire dal 1951. Dopo la trilogia iniziale, nota come “Trilogia della Fondazione”, Asimov, sotto la spinta degli appassionati e dell'editore, la Doubleday di New York, riprese in mano il ciclo e nel 1982 realizzò un seguito ai primi tre romanzi, per concludere con due prequel nel 1988 e nel 1992.
L'intera saga, ordinata secondo la cronologia interna degli eventi, è composta da:
Preludio alla Fondazione (Prelude to Foundation - 1988)
Fondazione anno zero (Forward the Foundation - 1992)
Fondazione o Cronache della galassia o Prima fondazione (Foundation - 1951)
Fondazione e Impero o Il crollo della galassia centrale (Foundation and Empire - 1952)
Seconda Fondazione o L'altra faccia della spirale (Second Foundation - 1953)
L'orlo della Fondazione (Foundation's Edge - 1982)
Fondazione e Terra (Foundation and Earth - 1986)
I tre romanzi della trilogia originale (Fondazione, Fondazione e Impero, Seconda Fondazione) sono stati scritti tre decenni prima degli altri seguiti e prologhi e sono stilisticamente molto diversi da essi. Si tratta in realtà di una raccolta di storie brevi, apparse la prima volta sulla rivista Astounding Stories, ed in seguito raccolte in volume.
Dopo la morte di Asimov, la moglie Janet Jeppson ha chiesto agli scrittori Gregory Benford, Greg Bear e David Brin di scrivere una trilogia di romanzi - comunemente nota come “Second Foundation Trilogy” - ambientati nello scenario dei due prequel, e dunque incentrati sulla fortunata figura di Hari Seldon. I tre romanzi sono: “Fondazione la Paura”, “Fondazione e Caos”, “Fondazione, il trionfo”. Di questi solo il primo è stato pubblicato in Italia, mentre la trilogia nel complesso ha riscosso forti critiche da parte dei lettori.
Ma chi è stato Isaac Asimov?
E' stato un biochimico, scrittore di fantascienza, giallista e anche divulgatore scientifico russo naturalizzato statunitense. Credo che non abbia molto bisogno di presentazioni, almeno per chi è un poco avvezzo al genere fantascienza; comunque le sue opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della divulgazione scientifica. È autore di una vastissima e variegata produzione, stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi.
E' molto difficile sintetizzare brevemente la trama, ma ci proverò: Le vicende narrate iniziano nel preciso istante in cui termina il precedente romanzo L'orlo della Fondazione. Il piano Seldon è a circa metà strada, 498 anni sono infatti passati dalla sua nascita ma il consigliere della Fondazione su Terminus Golan Trevize ha imposto una nuova svolta al processo evolutivo dell'intera galassia. Chiamato a decidere da Gaia sul futuro dell'evoluzione umana grazie al suo particolare dono di poter prendere le giuste decisioni senza avere a disposizione dati sufficienti ha scelto Galaxia: un percorso evolutivo che porterà tutti gli esseri viventi e la materia inanimata della Via Lattea, comprese stelle, ammassi gassosi, pianeti e buchi neri ad essere uniti in un'unica collettività in perenne contatto telepatico.
Questo romanzo è la conclusione della storia fantascientifica più famosa e amata mai scritta. Dovrebbe essere un grande finale e in parte lo è sicuramente, ma se paragoniamo l'intera saga a quest'ultimo libro che dovrebbe sancirne la fine, si scopre che probabilmente non è all'altezza, non perchè non sia bello in sé, ma perchè l'intero ciclo è superiore. La colpa non è di Asimov, che non sarà mai lodato abbastanza, ma dell'ineliminabile inferiorità delle conclusioni rispetto agli inizi. A mio parere i cicli di Asimov, nel loro insieme, sono il suo testamento più bello a testimonianza del suo ottimismo e della sua fiducia nel genere umano capace col dono della ragione e con la fiamma dell'idealismo di portare a compimento la sua opera più grande: un universo colonizzato e pacificato.
La fantascienza per me è Asimov, s'incarna e vive in lui; il resto è tutto nel secondo gradino del podio: mi sono avvicinato alla fantascienza con lui e per me questo è un vero capolavoro, insieme al ciclo dei robot. Non avrò mai le parole sufficienti per esprimere le sensazioni che questa saga ha saputo suscitare in me quando l'ho letta da ragazzino. Questo ciclo fantastico racchiude mezza vita dell'autore più famoso di fantascienza. L'altra metà, è occupata dal ciclo dei robot, altra imperdibile saga. Asimov ha creato un'epopea che coinvolge milioni di mondi e milioni di personaggi, che ve ne farà innamorare follemente.
Un capolavoro grandioso che narra la storia umana fino a un futuro lontano 30-40 mila anni: a partire dai dall'avvento dei robot nella società umana, alle prime colonizzazioni della galassia sfociate nelle faticosa costruzione dell'impero fino alla sua lenta caduta e all'ascesa delle 2 fondazioni destinate a gettare i semi di un nuovo futuro per l'umanità. I contenuti filosofici e sociologici sono predominanti, donando all'opera un più ampio respiro rispetto ad altre saghe fantascientifiche. La protagonista principale di questa saga è, infatti, l'umanità stessa, con i suoi difetti, le sue capacità e le sue meraviglie.
Questo ciclo è fondamentale. E' la Bibbia della fantascienza. Se non lo avete letto non potete dire di sapere cos'è la fantascienza. Punto.