
Il paragone con Gens Arcana è inevitabile, e questo libro è un gradino sotto. Un libro ottimo ma che non raggiunge le vette del precedente.La prima metà del libro è da 3 stelle, la seconda metà da quasi 5.
Probablmente nel mio giudizio influisce il fatto che sia ambiantato a venezia, città che non amo particolarmente.
Valente è più stronzo, anche se alla fine del libro si vede di nuovo il solito ex simulacro.
Ovviamente come gli altri fan mi aspetto un terzo libro, sperando solo di non dover attendere tanti anni.
Primo libro della serie della Sigma Force, un bel libro pieno di avventura, lettura leggera e spensierata ma avvincente, man mano che si va avanti il ritmo aumenta rendendo piacevole la lettura fino alla fine.
Certo, qualcosa è esagerata (non dico nulla per evitare spoiler, ma... un ago? davvero?) però diciamo che ci può pure stare visto il genere.
Ho apprezzato la nota finale dell'autore su ciò che è vera scienza nel libro e ciò che non lo è.
Sicuramente continuerò a leggere la serie.
E se su un pianeta i ragni diventassero la specie dominante, dotati di elevata intelligenza e tecnologia?
Cosa succederebbe se sul quel pianeta dovesse arrivare quel che resta dell'umanità?
Un'epopea lunga alcuni millenni, una storia molto interessante anche se in qualche punto è stata un pò soporifera. In definitiva un'ottima lettura, attendo che sia pubblicato in italiano il secondo libro.
Non consigliato agli aracnofobici.
I protagonisti delle canzoni di De Andrè prendono vita per rendergli omaggio il giorno della sua morte, raccontandosi e trasmettendo al lettore il pensiero del grande cantautore.
Molto bello il tratto dell'autore, un tratto un po' ondulato ma che rende alla perfezione l'ambientazione un po' onirica in cui si muovo questi personaggi, Tito, Marinella, il Gorilla, Michè, Bocca di Rosa e gli altri.
Personaggi tanto immaginari quanto reali, gente comune, gente emarginata, gli ultimi che cantava sempre De Andrè.
“Se i cosiddetti ‘migliori' di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po' vivremmo in un mondo infinitamente migliore.”
Faber servirebbe anche oggi, ora che gli ultimi sono ancora più ultimi e gli emarginati ancora più emarginati, manterremo vive le sue canzoni sperando in un mondo migliore.
“Si lamentano degli zingari? Guardateli come vanno in giro a supplicare l'elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi. L'Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all'Italia”
“Il ministro dei temporali, in un tripudio di tromboni, auspicava democrazia, con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni.”
“I potenti rammentino che la felicità non nasce dalla ricchezza né dal potere, ma dal piacere di donare.”
Adesso voglio rileggere questo volume riascoltando man mano tutte le canzoni dei personaggi presenti.
Non sono delle vere e proprie lezioni (ovviamente visto che il libro è piccolo), ma sono comunque sette piccole perle, rivolte al grande pubblico, che ti lasciano un forte senso di curiosità e voglia di saperne di più.
Probabilmente una buona lettura anche a scuola, se non alle scuole medie almeno alle superiori, visto che ormai in questo paese la scienza è sempre più messa da parte, sia dai cittadini che soprattutto dal governo.
Un classico della fantascienza del secolo scorso, 50 anni suonati e non sentirli. Certo un pò fa strano leggere di nastri memoria oggi ma non è un grande problema.
Libro che scorre via benissimo, del resto stiamo parlando di uno dei più grandi di questo genere letterario.
Un libro che fino quasi alla fine sarebbe stato da 5 stelle, nel finale però mi sono un pò perso, probabilmente per colpa mia, e comunque non mi è piaciuto un gran che come va a finire.
Rimane comunque un libro bellissimo che non può mancare nella libreria di un appassionato di fantascienza.
Ho conosciuto Sergio attraverso il suo canale YouTube “Memorie a 8bit”, da li ho scoperto che è in primis un disegnatore.
Ho voluto cominciare da questo libro per conoscerlo di più attraverso i suoi ricordi, per poterlo poi apprezzare meglio quando prenderò le altre sue opere.
Il percorso dell'autore in questo libro è un pò anche il percorso di molti di noi coetanei o quasi di Sergio, con le dovute differenze di vita vissuta.
Nostalgia si, gli 8 bit degli anni 80, i cartoni animati, il commodore 64, ma anche tanta sensibilità e qualche riflessione profonda.
Insomma non un fumetto fine a se stesso o un album di ricordi, ma un mezzo per conoscere meglio l'autore ed entrarne almeno in parte in sintonia, e per ricordare che in fondo Dragon Ball aveva ragione: raggiungere un obiettivo non è un punto d'arrivo ma un punto di partenza per un obiettivo ancora più ambizioso.
Da molte parti questo libro è catalogato come fantascienza, ma di fantascienza non ce n'è traccia, il viaggio dai satelliti di Giove alla terra è solo una parte dell'ambientazione, mentre il romanzo verte tutto sul passato dei due protagonisti. La storia poteva essere ambientata a bordo di un sottomarino disperso nell'oceano e in una base sotterranea, non sarebbe cambiato nulla.
Alcune volte ho avuto la tentazione di abbandonarlo, ma ho continuato fino alla fine saltando qualche parte, in fondo è tutto ripetitivo nel libro.
Altra pecca è che la sopresa finale si capisce già prima della metà del libro e soprattutto, cosa diavolo è successo sulla Terra?
Uno spreco di tempo.
Ottimo romanzo storico su Socrate e la sua morte. Ovviamente c'è anche della finzione, del resto è un romanzo storico e non un trattato di storia, però per quanto riguarda le vicende realmente accadute l'autore è rimasto molto fedele al reale svolgersi della storia.
Socrate è una figura fondamentale nella storia umana, un punto cardine nella filosofia, tanto che i filosofi precedenti sono stati chiamati presocratici.
Un pensiero, quello di Socrate, incredibilmente attuale con molti punti in comune tra la situazione politica del suo tempo e quella odierna.
“Dico solo che il popolo è più eccitabile nei sentimenti che portano alla violenza.”
“Non mancavano mai i demagoghi disposti a esaltare le passioni del popolo per ergersene a portavoce, con l'unico fine di guadagnare influenza riconoscimento o potere. Com'è terribile la differenza tra il governo della giustizia e la tirannia dei più convincenti.”
“Non è la maggioranza a decidere. In quelle Assemblee di pazzi a cui vai, le decisioni le prendono pochi demagoghi che convincono la maggioranza a votare quello che vogliono loro.”
“erano diffusi, allora come adesso, i demagoghi che cercavano solo di istigare le masse per ottenere un appoggio che soddisfacesse le loro ambizioni di potere, spesso con conseguenze disastrose.”
Quante analogie con la situazione del governo attuale italiano.
Quanto farebbe comodo una stella polare come Socrate. Ma probabilmente i nostri attuali demagoghi gli farebbero fare la stessa fine.
Un libro bellissimo, che mi ha tenuto compagnia e, soprattutto, mi ha fatto pensare, cosa non scontata per un romanzo.
Ni... una prima parte da bocciare, si riprende però nella seconda parte. Di horror non c'è quasi nulla, nessun effetto paura. Un libro che si può leggere come anche lasciar perdere.
Di buono ha il messaggio: il male genera male sempre superiore, e spesso lo genera la gente che crede di essere nel giusto. Gli esseri umani, se spinti da una ferma idea, sanno essere più malvagi del demonio stesso.
Mah... Il paragone con The Martian è praticamente d'obbligo e tanto ho amato quel libro quanto mi ha lasciato indifferente questo.
Anche qui la scienza è descritta bene e molto accurata.
La protagonista è il punto dolente. Una donna di 26 anni che è praticamente una ragazzina, un'adolescente. Una specie di so tutto io e se non so fare qualcosa, 5 minuti su internet e ne sono esperta. Antipatica.
La storia scorre ed è anche una buona storia, ma con una protagonista che non ingrana più alcune incongruenze, questo romanzo lascia un certo amaro in bocca, soprattutto viste le aspettative dopo quel bellissimo libro che è stato The Martian.
Space opera coi fiocchi. Wormhole, viaggi nel tempo, anomalie come una stella più vecchia dell'universo stesso. Razze aliene conosciute e una nuova da scoprire. E nel bel mezzo un attacco improvviso all'astronave Starplex (condivido la decisione dell'autore di dedicare un capitolo intero e lunghissimo all'attacco).
Nonostante ci sia una battaglia, nel libro si parla di un gruppo di scienziati e mai di forze militari.
Romanzo davvero bello, scorrevole e mai noioso, di un autore che ho scoperto da poco (è il secondo libro che leggo) e che di sicuro continuerò a leggere, del resto la fantascienza è il mio primo amore letterario.
Come il primo libro del tenente Roversi anche questo è un classico giallo, ambientanto nella sardegna di inizio anni 60, ancora lontanta dalla modernità che si cominciava a respirare “in continente”.
Il giallo non è di difficile risoluzione per il lettore, la storia comunque è davvero piacevole e le pagine volano via. Non manca qualche elemento ironico grazie a “lu pindacciu”.
Resto in trepida attesa per il prossimo capitolo, che spero non tardi ad arrivare
“Ridere è importante. È una gran medicina, risolve un sacco di cose. Le crisi matrimoniali, la depressione, la solitudine, la timidezza.”
Ho la grande fortuna (molto grande) di conoscere di persona l'autrice, e tra la mille cose che sa fare non avevo la più pallidea idea che sapesse anche scrivere (un libro intendo).
Con gli occhi di Zelda non è un romanzo, sono storie di vita quotidiana, vita che è quella della protagonista ma può essere tranquillamente la mia o quella di un qualsiasi lettore.
Con la differenza che spesso Zelda deve sbattere la testa contro la società e la sfortuna, però senza mai perdersi d'animo cercando sempre di trovare il sorriso perchè nonostante i “se” e gli “avrei potuto”, “ma alla fine la nostra vita, è stata poi così sbagliata?”
Una meraviglia, Follett è una garanzia in questo genere. Dal mio punto di vista solo un minuscolo gradino sotto gli altri due di Kingsbridge, ma solamente perchè preferisco gli atri periodi storici, quelli dei Pilastri della Terra e Mondo senza fine.
E' comunque uno di quei pochi libri che quando lo finisci ne senti già la mancanza.
Un giallo molto classico, una bella storia. L'autore ha uno stile molto semplice che scorre via veloce.
Una pecca importante è il mancato uso delle note a margine per le frasi in sardo, per qualcuna c'è la spiegazione, per molte altre no ed è un limite per chi non capisce questa lingua. Comunque queste frasi sono poche e non inficiano la godibilità del libro.
Portare un'opera come “Natale in casa Cupiello” in fumetti è sicuramente una grande, grandissima scommessa, e devo dire che questa scommessa è stata vinta.
Il testo si conosce già, uno dei più famosi del grande Eduardo, i disegni sono fatti davvero bene e i colori rendono in maniera ottima l'atmosfera che ci poteva stare in una casa (appartamentino) dell'epoca, dove c'erano pochi soldi e poca luce.
E' da considerare però che quest'opera fu scritta per il teatro, per essere recitata, quindi si perde probabilmente il 50% di questo capolavoro, la mimica, le espressioni degli attori sono sicuramente fondamentali, ed Eduardo si è sempre circondato di altri bravissimi attori per i suoi lavori.
Un esempio si può vedere qui: https://www.youtube.com/watch?v=QLoaeHDZ1ns
Ma questa trasposizione ha comunque un suo senso, come anche ha confermato il figlio Luca nella post fazione dell'albo.
E' una lettura piacevolissima, soprattutto se fatta immaginando, mentre si legge, le voci degli attori, specialmente di quella edizione televisiva del 1977, dove a fianco di Eduardo recitano anche il figlio Luca, una straordinaria Pupella Maggio, e i bravissimi Gino Maringola e Lina Sastri.