Torre di Babilonia 3Capisci 5
Divisione per zero 4Storia della tua vita 5
Settantadue lettere 4L'evoluzione della scienza umana 4
L'inferno è l'assenza di Dio 5Amare ciò che non si vede: un documentario 5
La genialità insita in questi racconti è sorprendente, mi sono ritrovato a riflettere su questioni a cui raramente si pone molta attenzione perché sono per lo più molto fantasiose perciò molto astratte. Mi ha lasciato molti interrogativi e un po' di infelicità se devo essere sincero, è un autore con una fervida immaginazione ed una potente voglia di mettere in crisi l'esistenza del suo lettore. Consigliato a tutti.
“Sono estremamente orgoglioso di questo libro. Nel corso degli anni, la mia prosa è migliorata e la mia voce narrante è maturata, ma trovo essenziale ricordare che una vibrante, appassionata storia che coinvolga i personaggi sia più importante rispetto ai sistemi magici nuovi o alle sequenze d'azione epiche. I personaggi e le emozioni sono la vera magia. Il sussurro di Elantris è un avvertimento per me di non dimenticarlo mai.”
-Brandon Sanderson
3,75
Elantris è il romanzo d'esordio di Brandon Sanderson, e si nota quasi subito. Non solo troviamo la classica formula che l'autore ripropone nei suoi libri successivi, ma anche lo stesso stile (anche se ancora più povero) oltre a qualche difetto ed ingenuità, frutto dell'inesperienza oserei dire. Infatti, Sanderson con questo romanzo stabilisce i suoi topoi o elementi ricorrenti presenti in altri suoi romanzi, come una giovane strong female character, la forte impronta divina/teologica, piccoli servitori fedeli, senza parlare di giovani uomini carismatici (qualcuno ha detto Kelsier, Kaladin o Raoden, non mi stupirei che siano effettivamente degli avatar della stessa persona).
Non posso sicuramente dire che non mi sia piaciuto, ma nemmeno che mi abbia fatto impazzire, nel senso che mi ha coinvolto specialmente nell'ultima parte, ma non è stata una lettura stimolante. L'inizio è lento, l'autore si prende del tempo per sviluppare personaggi, l'ambientazione e ci fornisce un po' tutte le informazioni che abbiamo bisogno per affrontare la storia, anche scadendo nella ripetitività a volte.
L'andamento della storia generale poi è prevedibile, alcune soluzioni di trama le ho trovate troppo banali e altre troppo sbrigative. Tuttavia non mancano i colpi di scena, soprattutto nella seconda parte in cui i capitoli al contrario dell'inizio, sono estremamente dinamici, corti e pieni d'azione. Ma ho avuto quasi la sensazione che a volte cercasse quasi forzatamente di cercare di stupirmi prima di arrivare alla fine, che ad un certo punto si rivela scontata.
Nonostante ciò è un romanzo con un suo equilibrio secondo me, ed è stata una lettura appassionante al di là dei difetti. Sanderson ha dimostrato che non è uno scrittore prolisso, quasi tutto scritto trova spazio nella narrazione generale, ed è una qualità che apprezzo. Lo stile “acerbo” di Sanderson è ancora più asettico e piatto, preciso ma a me non stimola né emozioni né l'immaginazione. Scorre bene e velocemente ma ancora una volta, ho come la sensazione che per l'autore (nella traduzione di Gabriele Giorgi) la scrittura sia solo un mezzo (che deve essere il più semplice e scorrevole possibile) per veicolare i drammi, gli intrighi e la storia che Brandon partorisce.
I personaggi sono interessanti, quasi tutti distinti e con note peculiari. Certo, pochissimi sono stati sviluppati approfonditamente. Giusto i protagonisti e pochi altri, ma ci si affeziona presto tra alti e bassi.
Non aspettatevi quindi una lettura completamente inedita se avete letto altri libri di Sanderson, non aspettatevi un sistema magico complesso, non aspettatevi una prosa emozionante, preparatevi piuttosto a tanti intrighi, azione e colpi di scena a non finire.
“Quale che sia la verità al suo riguardo, questo mondo mi piace, vi ho trovato la mia porta sull'estate e non viaggerei di nuovo nel tempo, per paura di scendere alla stazione sbagliata. Forse mio figlio lo farà, ma in quel caso lo inciterò ad andare avanti, non indietro. L' “indietro” serve per le emergenze, mentre il futuro è migliore del passato. Nonostante i pessimisti, i romantici e gli anti-intellettuali, il mondo migliore sempre di più perché la mente umana, applicando se stessa all'ambiente, lo rende migliore. Con le mani... con gli attrezzi... con il comune buon senso, la scienza e l'ingegneria.”
Fa molto strano leggere un romanzo di fantascienza del 1957 che sia così ottimista nei confronti del futuro, quell'ottimismo che noi abbiamo perso da tempo (o che non abbiamo mai avuto), anzi l'impressione è che stiamo diventando sempre più pessimisti nei confronti del futuro... Chissà cosa avrebbe detto Heinlein se ci vedesse oggi, che non abbiamo nemmeno sconfitto il comune raffreddore, non esiste l'ibernazione, le strade non sono pulite e l'ambiente è andato peggiorando fino a livelli critici. In fondo, alcune cose le avremmo pure potute compiere ma la fiducia inesorabile che ha avuto Heinlein è stata mal riposta purtroppo.
Ho avuto come la sensazione che il romanzo abbia ricalcato sia il suo pensiero che la sua persona, infatti il protagonista, come l'autore, è un ingegnere... e vedere le cose come le vede un ingegnere, in particolare per me, è straordinariamente interessante. È un autore che ama i particolari e soffermarsi su dettagli, spesso di tipo ingegneristico, perché più che la storia di per sé, lui ama parlare di ingegneria. Ovviamente mescolata ad una buona dose di “spostamenti temporali” e di drammi.
Perché la storia non solo mi ha coinvolto ma mi ha ispirato parecchio. Cosa faresti se tutte le persone di cui ti fidi ti tradissero? Riusciresti a fidarti di qualcun'altro, o vivresti come un eremita nella grotta? La storia mi è stata d'ispirazione perché ho potuto vedere come pensa, secondo Heinlein, un vero ingegnere.
Consigliato a tutti, anche a chi interessa semplicemente una storia di vendetta a cavallo di due generazioni.
La capacità di Harry Potter di trasportarmi con i sentimenti è incredibile, sicuramente ora che sono molto più critico e cinico, non posso dire di essermi innamorato di nuovo di questo romanzo, però devo dire che ci sta tornare ad Hogwarts (difetti inclusi) ogni tanto. Le uniche critiche che posso fare sono legate ai personaggi che sembrano ancora troppo poco credibili: Harry, Ron, Hermione, Piton, Lupin... personaggi che se ricordo bene esprimo meglio la loro personalità nei libri successivi.
Inoltre ci sono troppe idee buttate letteralmente all'aria, che sarebbero potute essere sfruttate molto meglio... Il problema sta nello stile della Rowling, troppo riassuntiva, e non dedica attenzione (in termini di descrizioni) e i giusti tempi narrativi ad alcune scene che sarebbero potute rimanere più impresse.
Le tavole di Jim Kay di questo librone sono bellissime, tutte molto dark e tenebrose ma hanno reso eccitante di nuovo Harry Potter dopo che l'ho letto e visto in tutte le salse. L'ispirazione deriva dal film indubbiamente ma sono allo stesso tempo molto personali e basate sul libro.
È veramente difficile valutare un libro del genere per me, come molti io ci sono cresciuto, soprattutto con l'adattamento cinematografico e per me ormai è impossibile separare le due cose. Sicuramente mi è piaciuto, anche se è una storia che conosco a memoria, sono rimasto molto concentrato sui dialoghi e le differenze rispetto ai miei ricordi e a volte sono stato anche sorpreso.
Ovviamente il lettore ventenne che è in me, protesta di fronte ad alcune ingenuità insomma però va bene così, rimarrà per sempre una storia importante per la mia formazione libresca insomma.
Ho letto l'edizione illustrata di JIM KAY. Le sue illustrazioni sono favolose e affascinanti, leggerlo in questa edizione da proprio una sensazione differente devo ammettere, perciò le amo tanto.
“Certe persone nascevano sfortunate. Altre avevano la possibilità di cambiare il mondo. A quanto pareva, lei apparteneva a entrambi i generi.”
Io credo che Guy Gavriel Kay abbia un vero talento nello scrivere, o meglio, in tutte le mie letture non ho mai letto nessuno che mi abbia fatto emozionare come questo autore, e più leggevo, più mi rendevo conto che non era tanto la storia in sé ma il modo in cui raccontava le cose. Come un mago, infonde a giuste dosi di romanticismo, eros o talvolta tristezza nelle sue frasi, mentre le scene, così evocative, quasi come se ammirassi un dipinto impressionista, sono frutto di una creatività che mi ha fatto sognare la notte.
Tigana racconta di una storia molto intensa portata avanti da un gruppo di personaggi molto semplici e umani, fragili ma allo stesso tempo forti, tutti accomunati da un amore grande: chi per la patria, chi per il proprio amato, chi per l'avventura e la musica... insomma l'amore in queste pagine mi ha commosso molte volte.
La particolarità di questo romanzo è proprio che in poche centinaia di pagine ci permette di percepire il vissuto e comprendere questi personaggi.
Non mancano trovate intelligenti, battute creative, scene stimolanti e combattimenti ansiogeni. È un romanzo high fantasy ma non è incentrato sulla magia, nonostante sia il motore degli eventi stesso.
A volte esagero, però per ora sono convinto che sia uno dei romanzi fantasy migliori che abbia mai letto.
Sette brevi lezioni di fisica che lasciano un'unico e semplice insegnamento: Abbiamo così tanto da imparare ancora.
Ho letto per la prima volta questo saggio durante i miei anni delle superiori, e mi affacciai su questo mondo stupendo e affascinante, per vari motivi allo stesso tempo non ci capii tantissimo. Il libro, anche se spiegate in parole molto semplici, affronta argomenti complessi e astratti, i quali non vanno sottovalutati, soprattutto se non si ha scolastica conoscenza della fisica come base. L'autore cerca di spiegare con la massima semplicità i concetti senza approfondire troppo i dettagli, per questo probabilmente per i più esperti potrebbe risultare insufficiente. Io l'ho riletto proprio per rinfrescarmi per la mia prossima lettura dello stesso autore: La realtà non è come ci appare.
Secondo me l'autore ha reso affascinante e stimolante la conoscenza dell'universo, consigliato a tutti indipendentemente dall'età per scoprire perché la realtà non è come ci appare.
Noto la maturazione di Paolini, il suo stile è comunque molto semplice e scorrevole.
Il problema principale è che di racconto ce n'è solo uno, il resto sono flash di momenti, degli estratti di un ipotetico romanzo futuro, una specie di “anticipazione” di quello che succederà, è un assaggino che costa 17 euro. Le pagine non sono 240, sono scritte con font grande e grande spazio interlinea con dei margini a pagina molto larghi. Evitabile tranquillamente, in attesa di un vero romanzo. Avrei messo 2 stelline, ma l'unico raccontino in mezzo mi ha fatto cambiare idea.
Ero molto scettico. Questo è il primo libro di crescita personale che leggo e sinceramente ne sono rimasto soddisfatto, perché mi ha fatto capire la mole di cose che si può imparare ancora fuori da scuola, e quanto queste lezioni se ben applicate possono essere game-changer.
In particolare questo libro si prefigge di aiutare le persone a migliorarsi nelle relazioni umane. Il titolo è abbastanza fuorviante, non si tratta di una guida per farsi degli amici, bensì una serie di suggerimenti e regole per riuscire a collaborare, trattare e averla vinta con gli altri, soprattutto in campo lavorativo. Non c'è nessuna formula magica, solo alcuni suggerimenti fatti di buon senso e conditi da vere esperienze (si spera), il che rende tutto estremamente convincente.
Ad ogni insegnamento vi sono legato quattro o cinque storie personali, generalmente di venditori o persone di spicco, che applicando quei principi sono riusciti a raggiungere i loro scopi. La struttura così semplice e immediata, permette una fruizione molto scorrevole e interessante. Inoltre associare storie ad un determinato insegnamento permette anche di ricordarselo meglio, ed avere nell'immediato dei casi pratici come riferimento, veri e propri esempi applicati.
Mi rimane tuttavia qualche dubbio sull'applicabilità di alcuni insegnamenti, e certi modi di trattare con le persone sono superati, infatti il libro e le testimonianze sono tutte datate, di almeno 50 anni perciò credo che vadano prese per le pinze, e allo stesso tempo penso che le persone sono sempre persone, anche 50 o 100 anni dopo, bisogna riuscire a riadattare questi insegnamenti.
Per essere il mio primo libro di crescita personale ne sono molto soddisfatto, lo consiglio a tutti perché alcune dritte, se ben applicate, possono non solo migliorarvi la vita ma anche raggiungere con facilità i vostri scopi. Ho capito che tante volte l'arte di trattare le persone in modo adeguato può essere rivoluzionario, una sottile arte da coltivare e imparare bene. Mi sarà sicuramente utile ciò che ho letto.
3.5/4 Stelle
“I was one whole confused entity, with no idea what I wanted to do. What I should do. What I need to do.”
-MurderBot
Un personaggio secondo me brillante, è come se un robot o androide, iniziasse a pensare e vivere la propria vita, non capendo cosa sia una vita. Non è umano quindi non pensa come noi. E' qualcosa lì in mezzo... affascinante.
“Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.”
-Litania Bene Gesserit: La paura uccide la mente.
[NO SPOILER]
Dune è un romanzo che si apre come una partita di poker a carte scoperte, ma riesce lo stesso alla fine a sorprenderti, per la potenza delle sue intense scene. Mi ha affascinato la capacità dell'autore di scrivere così poco di tanti personaggi ma allo stesso tempo permettere al lettore di capirli in profondità. Oltre a disegnare un mondo particolarmente suggestivo come Arrakis, è riuscito a creare in maniera coerente un popolo con relative culture e usanze. Senza parlare della profonda filosofia che permea il romanzo, infatti non è una semplice storia di intrighi e tradimenti, ma seguiamo un protagonista che cresce grazie a saggi insegnamenti, fino a diventare lui stesso una fonte filosofica impressionante (notare gli estratti a inizio capitolo).
Infatti, il romanzo mi ha stupito perché non era assolutamente quello che mi aspettavo. Oltre al fatto che si legge benissimo nonostante sia del 1965 , non è un romanzo di avventura o d'azione, non ci sono combattimenti spaziali alla Star Wars, o meglio, c'è una componente d'azione ma la vera ricchezza sta nel resto, infatti è un romanzo molto introspettivo, contiene molte scene oniriche e discussioni sulla moralità e filosofia. Affronta temi ambientalisti, riguardo alla politica, i legami umani, religiosi e altro ancora.
E' una storia di formazione e filosofia, di intrighi politici e militari, di sopravvivenza e lotta, di tradimento e vendetta, di amore e di odio, di passato e futuro... cosa aggiungere? E' stata veramente una bella lettura, ora capisco perché viene definito come un capolavoro della fantascienza. Se non l'avete ancora fatto, fatevi un favore e leggete Dune.
Ammetto che mi ha deluso un pochino la lettura di questo romanzo, avevo alte aspettative dato che è un libro parecchio famoso da cui hanno tratto un film e la recente serie tv (che trovo perfino meglio del libro a tratti). Complice il fatto che ho letto, bazzicando in giro, che è un romanzo apprezzabile anche da un target più adulto rispetto a quello consigliato, per via dei temi che si affrontano nel libro. Infatti non nego che la piccola protagonista del libro è piccola solo nel numero degli anni, mentre la maggior parte del tempo dimostra una maturità non caratteristica della sua età, lei osserva gli adulti e le loro azioni, riflette sul perché fanno quello che fanno, si pone continuamente domande sulla natura delle cose e da queste domande nascono spunti abbastanza interessanti, ed è tutto qui.
Il wordbuilding è stato palesemente costruito basandosi sul una versione del mondo degli anni ‘10 in uno stato teocratico di una variante della nostra Chiesa Cristiana, aggiungendo in piccole dosi magia che viene amalgamata in questa pseudoscienza. Ho trovato interessante la presenza dei Daimon, simpatici animaletti mutaforma legati ad ogni persona. Ma del resto in realtà non sono rimasto così colpito, tranne poche cose l'ho trovato così poco originale e a tratti forzato. tranne gli orsi-guerrieri, quelli sono parecchio fighi Il motore degli eventi del libro, una specie di anomalia magica-fisica promette cose molto interessanti... che in un certo senso potrebbe salvare il worldbuilding dei prossimi volumi tuttavia.
La storia penso sia uno dei punti dolenti, è estremamente dinamica, incentrata completamente sull'azione e sul destino, infatti se gli dovessi dare un nome la chiamerei “Una serie di fortunati eventi”, è allucinante che ci siano così tante coincidenze che rovinano proprio l'intera credibilità della storia. Il problema è che l'autore non ci prova a essere coerente, cerca di deformare la storia in modo che tutto sia al loro posto quando deve esserlo, anche a rischio di risultare assurdo, e mi ha dato parecchio fastidio per tutta la durata del romanzo. Però ripensando al target originale del libro, capisco che molte persone ci potrebbero passare sopra. Inoltre ci sono alcuni palesi buchi di trama, fino all'ultimo i pochi colpi di scena sono incoerenti e incomprensibili... per quanto riguarda questo punto mi ero aspettato molto di più.
La scrittura è essenziale, quasi strumentale, non è elegante né precisa, è solo funzionale alla trama e all'azione, tirchia di descrizioni accurate e poco incisiva tranne in qualche raro momento. Ci sono molti dialoghi anche talvolta inutilmente lunghi, forse per dare più un taglio cinematografico che altro. Non che mi aspettavo troppo diversamente, però ecco è veramente povero lo stile dell'autore a parere mio.
I personaggi non spiccano né per caratterizzazione né per credibilità se per questo, ci sono diversi personaggi interessanti ma poco tempo per approfondirli, quindi sono tutte delle bozze, dato che l'attenzione è concentrata il 90% del tempo su Lyra, la piccola protagonista. Forse è anche per questo che è difficile inquadrare le loro azioni, anche questo è un lato che mi ha fatto storcere il naso.
Lo consiglio? Sì a tutti, ma con molte riserve, la prima è quella di aspettarsi un romanzo per bambini e non altro. Bisogna passare sopra su alcune coincidenze e buchi di trama. Soprattutto bisogna regredire un po' bambini per cogliere il lato divertente di questa “avventura”.
BRILLANTE.
L'umorismo, il format, la capacità dell'autore di passare da comico (ma riflessivo) al grottesco, passando per il tragicomico. Tutto è brillante. Se fossi un trentenne con un blog definirei questa raccolta di racconti in forma di dialogo come un'analisi cinica della classica visione romantica delle piccole cose che compongono la vita quotidiana, a partire dalle relazioni sentimentali passando per la psiche fino al lavoro. C'è spazio per molta critica sociale, in alcuni racconti l'autore vuole mandare messaggi forti mentre altri sono (volutamente?) più leggeri, talvolta alcuni sono abbastanza mediocri in confronti ad alcuni che sono veramente geniali.
Consigliato? Snì, non è un libro da 5*, ho dato questo voto perché l'autore è un emergente e merita attenzione, inoltre mi pare sia una piccola casa editrice. Questo voto lo do anche come incoraggiamento, ho conosciuto di persona l'autore durante Lucca, e ho assistito a una breve sua presentazione, mi ha fatto una buona impressione.
Inoltre prima di comprare questa raccolta, consiglio fortemente di andare a leggere nel suo blog: “Non è successo niente” su Facebook i suoi brevi dialoghi gratuitamente... ah aspettate ho detto blog. Intendo pagina Facebook.
Avrei veramente voluto che fosse un libro da cinque stelle, ma non lo è stato.
Se non avete ancora iniziato a leggere le (dis)avventure di Fitz o Ragazzo non sapete cosa vi perdete. FitzChevalier è un capolavoro di personaggio, Robin Hobb fa da maestra, costruendo un personaggio credibile, vivo, lontano dagli stereotipi del protagonista ambizioso ed eccellente in tutto. Perché Fitz è un semplice ragazzo catapultato in un mondo che non avrebbe mai voluto abbracciare, un'indole non adatta alla sua levatura, ma che probabilmente gli ha salvato la pelle più di una volta, e dopo tutto gli errori, gli sbagli, Fitz è un personaggio degno di stima, che difficilmente non si ama.
La trama copre un arco molto lungo di tempo, poiché si concentra sullo sviluppo del protagonista, perciò non è delle più interessanti. Ci sono pochi episodi che hanno reali risvolti sulla trama, e alcuni narrati in maniera esemplare, tanto che mi hanno catturato completamente, ma la maggior parte del tempo non è accaduto. La nota dolente è l'episodio finale, grandissimi potenziali, risvolti inaspettati uno dopo l'altro, ma in un certo senso molto, se non troppo, insoddisfacente. Un finale che non mi è piaciuto. Nota di merito è la continuità fluida del romanzo, non ci sono interruzioni temporali, è un lento scorrere nella vita di un ragazzo.
Tecnicamente è estremamente scorrevole, il lessico è essenziale, le descrizioni semplici e chiare, tutto a favore di una lettura piacevole e rilassante. Leggerò sicuramente i seguiti, anche per risolvere diverse questioni in sospeso.
Sanderson dà vita a un mondo pieno di vita, misterioso e interessante per le sue stranezze. Ritorniamo a Roshar, dopo tre anni dall'uscita de La Via dei Re. La guerra nelle Pianure Infrante continua, prendendo una nuova e decisiva svolta.
Il POV di Shallan cambia radicalmente, da risultare a volte noioso nel precedente capitolo, prende un ritmo definito e incalzante. Grazie a importanti colpi di scena, Shallan matura e prende carattere, il libro è incentrato su questo personaggio, perciò come è successo per Kaladin nel precedente libro, questo romanzo viene farcito da flashback su una giovane Shallan e la sua famiglia, grazie a questi viene approfondito il personaggio, e si intrecciano le vite dei personaggi. Purtroppo le sue battute rimangono pessime, più che ridere fanno piangere, e personalmente il suo atteggiamento altezzoso, non mi fa sopportare il personaggio.
Il POV di Kaladin risulta quello più intrigante, da semplice guardia del corpo, prende una posizione rilevante negli eventi delle Pianure Infrante, e le scene di azioni con lui protagonista non mancano di certo, duelli e combattimenti descritti minuziosamente, come se li vedessi in prima persona. L'ansia e l'adrenalina derivanti dalle scene d'azione, ti costringono a rimanere attaccato alla lettura. Il ponte quattro viene messo in secondo piano, ma anche loro rimangono sempre divertenti e simpatici, anche se la loro unità e la fedeltà verso il capitano viene messa a durissima prova.
Il POV di Dalinar rimane interessante, anche se messo in secondo piano per dare più spazio al figlio, Adolin. Il ritmo rimane stabile, non ci sono grandissimi colpi di scena, oltre a un misterioso messaggio. Adolin viene approfondito, da arrogante, presuntuoso e perfettino che era nel libro precedente, viene messo in luce sul suo vero volto, la sua umanità e le sue debolezze. Adolin+Kaladin Ship.
Vengono aggiunti nuovi interludi, alcuni pure autoconclusivi.
Questi punti di vista arricchiscono il mondo di Roshar, e introducono interessanti personaggi, magari presenti anche in futuri libri.
Resta Arguzia, forse il mio personaggio preferito, che ci salva dalle orribili battute di Shallan, grazie ai suoi rari discorsi filosofici e alla sua offensiva arguzia. Un personaggio incredibile, forse un jolly della serie, misterioso e non riesci a far altro che provare ammirazione e simpatia per lui.
E' indubbiamente un romanzo di mezzo e di evoluzione, la trama porta importanti svolte alla storyline, tanto che sicuramente il prossimo capitolo non porterà più i canoni dei due precedenti.
La bravura di Sanderson è quella di immergerti veramente in un mondo incredibile, ricco e vivo. Questo è uno di quei libri, come il precedente, in cui ti perdi sempre qualcosa dalla trama e una volta finito, oltre alla soddisfazione, ti deprimi e ti chiedi perché non poteva durare più a lungo. Perché una volta che vieni ritratto da Shallan, una volta che fai parte di Ponte Quattro, una volta che vieni quasi ucciso da un assassino silente, non ne puoi fare a meno. E ti arrabbi, quando vedi che la tua vita si basa su una menzogna. Sei felice quando tutto è finito, e sei così leggero, come se potessi volare. Sei vivo quando hai la forza di rialzarti anche se non c'è più speranza.
Non vedo l'ora di respirare di nuovo l'atmosfera di questo mondo.
Solita ma confortante roba fantasy (?)
Leggendo questo libro ho provato la confortevole sensazione di immersione in un classico mondo fantasy.
Ci sono viaggi in territori selvaggi come foreste misteriose e deserti inospitali, inseguimenti in città diroccate, scontri con mali antichi ed esplorazioni di grandi città medievali.
I personaggi sembrano la classica squadra da D&D, composta da: spadaccino, arciere, fante, menestrello, ladro, guaritrice e maga (anche se vengono arricchiti durante la storia). Tra le fazioni vediamo streghe, cultisti, zingari, soldati, e le varie forze del male.
Non poteva nemmeno mancare l'elemento ‘collante': la predestinazione, imprescindibile in questo tipo di narrazione, che è anche qualcosa di tangibile nel mondo de La Ruota del Tempo, ed ha importanza centrale.
Se da una parte ho apprezzato la capacità descrittiva, penso che l'autore sia in generale un po' pedante nelle descrizioni e nella narrazione, che in alcune parti è ripetitiva. Addirittura ad un certo punto mi sembrava di soffrire coi personaggi, ma non perché avevo empatizzato con loro, ma perché anche io dovevo sorbirmi decine di pagine della stessa solfa per arrivare a risoluzioni scontate.
Inoltre non c'è stata una gestione equilibrata dei vari punti di vista, mi son seccato di seguire il classico protagonista ‘prescelto', a discapito della più interessante e moralmente ambigua maga. Tra l'altro, sono proprio i personaggi secondari che spiccano.
I primari sono un macello, non li ho capiti fino all'ultimo, il protagonista sembra abbozzato, gli sbavano dietro tutte ed è incapace con le donne (poverino). Mat e Perrin, i soci, ad un certo punto ‘non sono pervenuti' se non per qualche battuttaccia. Le ragazze non ne parliamo. In generale son tutti personaggi adolescenziali fatti maluccio con tratti caricaturali.
Il background narrativo, raccontato da spiegoni, è intrigante però troppo ispirato dal legendarium Tolkieniano, che non aiuta al libro di smarcarsi dallo spettro de Il Signore degli Anelli. Ma si tratta di un prologo di una storia molto lunga, perciò tutto ha ampio margine di miglioramento.
In conclusione è stata una lettura scorrevole e imaginifica. Solo a tratti coinvolgente ed emozionante, ma in generale dopo un finale sottotono, credo di essere leggermente indifferente nei confonti de l'Occhio del Mondo. (2.5)
“Sono tornato a casa”
Penso che il più grande merito di Tolkien sia quello di far vivere, attraverso le sue parole, un amore per luoghi mai visti e conosciuti. La grandezza sta proprio in quelle brevi descrizioni di un paesaggio, di un sentiero o di un albero. Momenti di pura evasione inebriante, una visione celestiale. Se date il giusto tempo, e il giusto peso ad ogni parola o frase, è possibile che creerete ricordi abbastanza intensi da diventare indimenticabili. Ricordi di momenti mai avvenuti.
Raramente mi son sentito così tanto coinvolto già all'inizio di un manga. Il protagonista è un classico dei manga, però è veramente simpatico e divertente. Ci sono situazioni veramente esilaranti, mi è capitato spesso di ridere di gusto. Secondo me, pur non essendo esperto, i disegni son veramente impressionanti, soprattutto per il taglio realistico e i movimenti così “naturali”, ed infine le caricature dei personaggi danno quel tocco di grazia che lo rende un manga veramente simpatico.
Raramente mi son sentito così tanto coinvolto già all'inizio di un manga. Il protagonista è un classico dei manga, però è veramente simpatico e divertente. Ci sono situazioni veramente esilaranti, mi è capitato spesso di ridere di gusto. Secondo me, pur non essendo esperto, i disegni son veramente impressionanti, soprattutto per il taglio realistico e i movimenti così “naturali”, ed infine le caricature dei personaggi danno quel tocco di grazia che lo rende un manga veramente simpatico.
Son rimasto spiazzato leggendo questo volume, scoprire l'essenza del Dragon Ball originale è stata una delle sorprese più belle dell'ultimo anno. È un opera che non ha non ha nulla a che vedere con la serie animata “Dragon Ball Z” che guardavo da piccolo.
Originariamente lo spirito di quest'opera è spensierato, non esistono Sayan, non esiste un universo “espanso” coerente. Esistono variegati personaggi che come unico tratto in comune hanno la simpatia.
In quest'opera non ci sono grida, combattimenti feroci, ma simpatici scontri, gag esilaranti e... qualche scena un po' hentai. In conclusione, mi è piaciuto tantissimo.